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Parasaurolophus

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Parasaurolophus
Scheletro montato di P. cyrtocristatus, al Field Museum
Intervallo geologico
cretaceo superiore
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseSauropsida
SuperordineDinosauria
Ordine†Ornitischia
Sottordine†Ornithopoda
Famiglia†Hadrosauridae
Sottofamiglia†Lambeosaurinae
TribùParasaurolophini
Prieto-Márquez et al., 2013
GenereParasaurolophus
Parks, 1922
Nomenclatura binomiale
† Parasaurolophus walkeri
Parks, 1922
Sinonimi
Specie
  • P. walkeri
    Parks, 1922
  • P. tubicen
    Wiman, 1931
  • P. cyrtocristatus
    Ostrom, 1961

Parasaurolophus (il cui nome significa "vicino alla lucertola crestata" in riferimento a Saurolophus)[1][2] è un genere estinto di dinosauro ornitopode adrosauridae vissuto nel Cretaceo superiore, circa 76,5-74,5 milioni di anni fa, durante il Campaniano, negli attuali stati di Alberta (Canada), Nuovo Messico e Utah (Stati Uniti).[3] Il Parasaurolophus era un erbivoro in grado di camminare adottando una postura sia bipede che quadrupede. Il genere contiene tre specie: la specie tipo P. walkeri, P. tubicen e P. cyrtocristatus.

Il genere è stato descritto nel 1922 da William Parks sulla base di un teschio e uno scheletro parziale rinvenuto in Alberta.

La cresta vuota conteneva una serie di tubi che allungavano i condotti nasali: una sorta di versione ossea della proboscide di un elefante. Forse la usava per produrre richiami squillanti e riuscire a tenersi in contatto con i suoi simili nel cuore delle foreste. Ogni specie aveva una cresta diversa, per cui è probabile che anche i loro richiami fossero diversi. L'estesa cresta ossea faceva parte della testa dell'animale e in P. walkeri era lunga quanto il cranio.

Il Parasaurolophus apparteneva agli adrosauridi, una famiglia di dinosauri di medie-grandi dimensioni diversificatisi durante il Cretaceo superiore, e noti per il becco ad anatra e la vasta gamma di forme delle loro creste craniche. Il Parasaurolophus in particolare si distingue per la lunga e ampia cresta cranica tubulare che si proietta verso la parte posteriore del cranio. Anche il Charonosaurus della Cina, possedeva una struttura simile, pertanto è considerato il suo parente più prossimo, mentre altri lo considerano una specie asiatica del genere. Tra le varie ipotesi proposte sul funzionamento della cresta vi sono il suo impiego come display sessuale, come cassa di risonanza acustica o come mezzo per la termoregolazione. Nonostante sia ben noto sia tra i paleontologi sia presso il grande pubblico, il Parasaurolophus è uno degli adrosauridi più rari, ed è noto solo da una manciata di esemplari ben conservati.

Paragone dimensionale con figura umana

Come la maggior parte dei dinosauri, lo scheletro Parasaurolophus è conosciuto solo parzialmente. La lunghezza dell'esemplare tipo di P. walkeri è stimata a 9,5 metri,[4] per un peso stimato di 2,5 tonnellate. Il cranio è lungo circa 1,6 metri, compresa la cresta, ma in P. tubicen raggiunge dimensioni superiori ai 2 metri, indice di una stazza corporea maggiore. L'unico reperto conosciuto degli arti anteriori è rappresentato da una scapola, larga ma relativamente corta per un adrosauride. Il femore misura 103 centimetri di lunghezza in P. walkeri e risulta estremamente robusto rispetto ad altri adrosauridi. Anche l'omero e le ossa pelviche sono estremamente robuste e massicce.

Come molti altri adrosauridi, il Parasaurolophus era in grado di camminare sia su due zampe che su tutte e quattro. Probabilmente mentre era in cerca di cibo l'animale adottava una locomozione quadrupede più lenta, mentre in caso di pericolo o per spostarsi più velocemente adottava una posizione bipede. Le spine neurali delle vertebre erano molto alte, caratteristica comune nei lambeosaurini; più alte sui fianchi, aumentavano in altezza per tutto il dorso fino alla coda. Alcune impressioni di pelle, note dalla specie P. walkeri, mostrano un tegumento ricoperto di piccoli tubercoli uniformi non sovrapposti, ma non sono state individuati elementi più grandi.

Scheletro di P. cyrtocristatus
Cranio di P. cyrtocristatus

La caratteristica più evidente del Parasaurolophus è senza dubbio la lunga ed elaborata cresta cranica, che sporge dalla parte posteriore della testa ed è composta da un prolungamento della premascella e delle ossa nasali. William Parks, nel descrivere l'animale, ipotizzò che la cresta potesse essere attaccata alla nuca tramite un legamento, citando la presenza di una tacca, forse patologica, come prova. Anche se questa idea sembra alquanto improbabile, nelle ricostruzioni paleontologiche il Parasaurolophus viene a volte ricostruito con un lembo di pelle esteso tra la cresta e la nuca. La cresta, al suo interno, era cava, con tubi principali distinti per ciascuna narice, che si estendevano fino all'estremità della cresta per poi incurvarsi in direzione del cranio. Questi condotti erano più semplici in P. walkeri, e più complessi in P. tubicen, dove alcuni condotti erano ciechi mentre altri si incrociavano e si separavano. Mentre le specie P. walkeri e P. tubicen erano provviste di lunghe e voluminose creste leggermente ricurve, la specie P. cyrtocristatus aveva una cresta molto breve con un profilo più circolare.

Classificazione

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Ricostruzione grafica di P. walkeri[5]

Come suggerisce il nome, inizialmente il Parasaurolophus fu associato al genere Saurolophus, per la presenza in entrambi i taxa di una cresta cranica proiettata posteriormente.[6] Tuttavia, in seguito, fu ritenuto un membro dei lambeosaurini, una sottofamiglia della famiglia degli hadrosauridi, mentre il Saurolophus è classificato come un adrosaurino. Di solito il Parasaurolophus viene classificato in un ramo separato dai lambeosaurini classici caratterizzati da creste a cupola come Corythosaurus, Hypacrosaurus e Lambeosaurus. Sembra infatti che il suo parente più prossimo sia il Charonosaurus, un lambeosaurino con un cranio simile (sebbene la cresta non sia così pronunciata)rinvenuto nel bacino dell'Amur, nel nord della Cina, con cui forma il clade dei Parasaurolophini.[7] La specie P. cyrtocristatus, con la sua breve cresta arrotondata, sembrerebbe essere la specie più primitiva delle tre,[8] sebbene alcuni ritengano che il taxon comprenderebbe esemplari subadulti o femmine della specie P. tubicen.[9]

Il seguente cladogramma mostra la classificazione della sottofamiglia dei lambeosaurini a seguito della ridescrizione di Lambeosaurus magnicristatus (Evans & Reisz, 2007):[8]

 Hadrosauridae 

Hadrosaurinae

 Lambeosaurinae 

Aralosaurus

Tsintaosaurus

Jaxartosaurus

Amurosaurus

Charonosaurus

P. cyrtocristatus

P. tubicen

P. walkeri

Nipponosaurus

Lambeosaurus lambei

L. magnicristatus

Corythosaurus

Olorotitan

Hypacrosaurus altispinus

H. stebingeri

Storia della scoperta

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Esemplare olotipico di P. walkeri, in evidenza la patologica gabbia toracica a forma di V

Il nome Parasaurolophus significa "vicino alla lucertola crestata" ed è composto dalle parole greche para/παρα, che significa "accanto" o "vicino", saurus/σαυρος, ossia "lucertola", e lophos/λοφος ossia "cresta".[10] La specie tipo P. walkeri, si basa sull'esemplare ROM 768, costituito da un cranio e uno scheletro parziale a cui manca la maggior parte della coda e delle zampe posteriori al di sotto delle ginocchia, ritrovato da una spedizione dell'Università di Toronto nel 1920, nei pressi di Sand Creek lungo il fiume Red Deer in Alberta, Canada. Queste rocce sono conosciute come Formazione Dinosaur Park, risalente al Campaniano (Cretaceo superiore). William Parks denominò la nuova specie Parasaurolophus walkeri in onore di Sir Byron Edmund Walker, presidente del consiglio della fondazione del Royal Ontario Museum. I resti di Parasaurolophus sono rari in Alberta, e gli unici reperti ritrovati, oltre all'olotipo, sono un cranio parziale (forse proveniente dalla Formazione Dinosaur Park) e tre campioni privi di cranio che potrebbero appartenente al genere, provenienti dalla stessa località. In alcuni elenchi faunistici, si menziona il possibile ritrovamento di materiali di P. walkeri nella Formazione Hell Creek in Montana, una formazione rocciosa risalente alla fine del Maastrichtiano.[11]

Nel 1921 Charles H. Sternberg recuperò un cranio parziale (PMU.R1250) da quella che è conosciuta come Formazione Kirtland, nella Contea di San Juan, Nuovo Messico. Questo esemplare è stato inviato a Uppsala, in Svezia, dove Carl Wiman lo descrisse come una seconda specie di Parasaurolophus, ossia P. tubicen, nel 1931. L'epiteto specifico, tubicen deriva dal latino tǔbǐcěn, ossia "trombettiere". Un secondo cranio, quasi completo, di P. tubicen (NMMNH P-25100) fu ritrovato nel Nuovo Messico, nel 1995. Sulla base di una tomografia computerizzata sul cranio, Robert Sullivan e Thomas Williamson scrissero una monografia della nuova specie nel 1999, che copre gli aspetti della sua anatomia e tassonomia, e le possibili funzioni della cresta. Williamson pubblicò in seguito una revisione indipendente dei resti, in disaccordo con le conclusioni tassonomiche.

John Ostrom descrisse un altro campione (FMNH P27393) in buono stato ritrovato in Nuovo Messico, denominandolo P. cyrtocristatus, nel 1961. Esso comprendeva un cranio parziale, con una breve cresta arrotondata, e gran parte dello scheletro postcraniale, tranne mancante dei piedi, del collo e di alcune parti della coda. Il suo nome specifico deriva dal latino curtus ossia "accorciato" e cristatus ossia "crestato". L'esemplare è stato trovato in entrambe le parti superiori della Formazione Fruitland o, più probabilmente, alla base della sovrastante Formazione Kirtland. La gamma di questa specie è stata ampliata nel 1979, quando David B. Weishampel e James A. Jensen descrissero un cranio parziale, con una cresta simile (BYU 2467) dalla Formazione Kaiparowits della Contea di Garfield, Utah. In seguito venne ritrovato un altro cranio nello Utah, con una breve e rotonda cresta come quella di P. cyrtocristatus.

Il genere Parasaurolophus conta tre specie: P. walkeri, P. tubicen e P. cyrtocristatus. Tutte e tre possono essere facilmente distinte l'una dall'altra, per vie di molte caratteristiche differenti. La specie tipo è P. walkeri, nota da alcuni esemplari della Formazione Dinosaur Park. Si distingue dalla altre due specie per la sua cresta tubulare, più corta e internamente più semplice di quella di P. tubicen, ma più grande e dritta rispetto a quella di P. cyrtocristatus.

Cresta di P. tubicen e altre parti fossili di adrosauri, al Carnegie Natural History Museum

La seconda specie, P. tubicen è la più grande del genere Parasaurolophus. Visse in Nuovo Messico, ed è nota per tre esemplari, e può essere facilmente distinguibile per via della sua cresta lunga e diritta, con all'interno una struttura molto complessa rispetto alle altre specie. Tutti gli esemplari noti di P. tubicen provengono dal membro De-Na-Zin della Formazione Kirtland.

Nel 1961 John Ostrom nominò una terza specie, P. cyrtocristatus. I tre esemplari conosciuti sono stati ritrovati nelle Formazioni Fruitland e Kaiparowits, dello Utah e del Nuovo Messico. Il secondo esemplare, il primo noto dalla formazione Kaiparowits, originariamente non fu assegnato ad un taxon specifico. Tra le specie di Parasaurolophus, P. cyrtocristatus è la specie di minori dimensioni e possiede una cresta più piccola e curva. A causa di questa caratteristica insolita si è spesso ipotizzato che invece di una specie distinta, potrebbe in realtà trattarsi di esemplari femmina di P. walkeri o P. tubicen, che rappresenterebbero i maschi, anche se i P. tubicen vissero circa un milione di anni dopo. Come notato da Thomas Williamson, il materiale tipo di P. cyrtocristatus presenta dimensioni che corrispondono a circa il 72% di quelle di P. tubicen, ossia vicino alle dimensioni per le quali altri esemplari di lambeosaurini sono interpretati come una dimostrazione di dimorfismo sessuale nelle creste (~ 70% delle dimensioni di un adulto). Anche se molti scienziati hanno supportato la possibilità che P. cyrtocristatus rappresenti semplicemente degli esemplari femminili, molti altri studi hanno dimostrato il contrario, sulla base della differente età dei fossili e della loro distribuzione, oltre che e di grandi differenze nella cresta e nella sua struttura interna.

Uno studio pubblicato su PLoS ONE nel 2014, ha dimostrato che potrebbe esistere un'altra specie di Parasaurolophus. Questo studio, condotto da Xing, ha provato che Charonosaurus jiayinensis potrebbe essere effettivamente una nuova specie di Parasaurolophus, istituendo la nuova specie P. jiayensis. Se ciò fosse vero amplierebbe la distribuzione temporale del Parasaurolophus fino alla fine del Maastrichtiano e quella geografica all'Asia.

Paleobiologia

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Come tutti gli hadrosauridi, il Parasaurolophus era un grande erbivoro terrestre in grado di adottare una locomozione sia bipede che quadrupede, in grado di nutrirsi di un gran numero di piante grazie al sofisticato cranio che gli permetteva di compiere un movimento di frantumazione del materiale vegetale analogo alla masticazione. I suoi denti venivano continuamente sostituiti ed erano disposti in batterie che potevano contenerne centinaia, di cui solo una manciata venivano adoperati contemporaneamente. L'animale usava il suo becco per tagliare la vegetazione, per poi immagazzinare il cibo in strutture simili a guance, dove veniva sminuzzato e ingoiato. L'animale poteva nutrirsi di vegetazione che arrivava fino a 4 metri di altezza. Bob Bakker notò che i lambeosaurini presentavano becchi più stretti e piccoli rispetto agli hadrosaurini, implicando che il Parasaurolophus e i suoi parenti più stretti fossero più specializzati nella loro dieta rispetto ai loro cugini dal becco largo ma senza cresta.

Scheletro di un giovane Parasaurolophus sp., esemplare RAM 14000

Il Parasaurolophus è noto per molti esemplari adulti e solo un esemplare giovane descritto nel 2013. Quest'ultimo è stato ritrovato nella Formazione Kaiparowits, nel 2009, grazie ad una spedizione congiunta della The Webb Schools e della Raymond M. Alf Museum of Paleontology (RAM). Secondo la descrizione l'animale aveva solo un anno di vita quando è morto e misurava 2,5 metri di lunghezza. Riferito a Parasaurolophus sp., il reperto è stato classificato come RAM 14000, ed è il più completo, oltre che il più giovane, esemplare di Parasaurolophus mai trovato. Risalente a circa 75 milioni di anni fa, inoltre, si inserisce perfettamente nelle fasi di crescita conosciute di Parasaurolophus. Anche se non si conoscono crani intermedi tra RAM 14000 e gli esemplari adulti di Parasaurolophus, è stata trovata una scatola cranica parziale che indicherebbe un individuo a metà strada tra i giovani e gli adulti. Presentando una corporatura pari al 25% delle dimensioni di un adulto, questo fossile mostra che la crescita della cresta nei Parasaurolophus iniziava ben prima che in generi correlati, come Corythosaurus. L'età del campione e le sue dimensioni indicano che la crescita di questi animali era molto veloce. La cresta di questo esemplare non era lunga e tubulare come negli adulti, ma bassa ed emisferica.

Ricostruzione scheletrica di un esemplare giovane, sulla base di RAM 14000

Il cranio di RAM 14000 è quasi completo, con il lato sinistro a cui manca solo un pezzo del mascellare superiore. Tuttavia, il cranio è stato diviso a metà dall'erosione, probabilmente quando si è adagiato sul fondo del letto del fiume dove si è fossilizzato. Le due parti sono state spostate leggermente, con alcune ossa del lato destro dislocate rispetto al blocco principale, sempre a causa dell'erosione. Dopo la ricostruzione dello scheletro, i paleontologi hanno notato che il cranio, visto di lato, assomiglia molto a quello di altri giovani lambeosaurini, presentando, più o meno, la forma di un trapezio.

Un calco cranico parziale di RAM 14000 è stato ricostruito tramite una scansione CT, il primo caso per un Parasaurolophus. Il calco è stato ricostruito in due sezioni, una porzione della scatola cranica articolata con la metà sinistra del cranio e la parte rimanente sulla porzione disarticolata della scatola cranica. La loro posizione relativa è stata poi approssimata basandosi sui punti di riferimento cranici e tramite il confronto con altri hadrosauridi. A causa degli agenti atmosferici, molti dei canali neuronali più piccoli e i vari forami ossei non possono essere identificati con certezza.

Cresta cranica

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Diagramma che mostra le strutture interne della cresta

Fin dalla sua scoperta sono state avanzate innumerevoli ipotesi sulle funzioni della cresta cranica di Parasaurolophus, ma la maggior parte di esse sono state screditate.[12][13] Si ritiene che la cresta possa aver avuto diverse funzioni: dal riconoscimento intraspecifico all'amplificazione del suono per comunicare, alla termoregolazione. Non è chiaro quale fattore abbia avuto maggiore rilevanza nei diversi momenti dell'evoluzione della cresta e delle sue strutture interne.[14]

Differenze tra le creste

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Confronto fra le creste nasali di Parasaurolophus cyrtocristatus (sopra) e Parasaurolophus walker (sotto)

Come per altri lambeosaurini, si riteneva che la cresta cranica di Parasaurolophus cambiasse con l'età e in base al dimorfismo sessuale presente negli adulti. James Hopson, uno dei primi ricercatori a descrivere le creste dei lambeosaurini sulla base di tali distinzioni, suggerì che la specie P. cyrtocristatus, con la sua piccola cresta arrotondata, rappresentasse in realtà la forma femminile di P. tubicen, mentre Thomas Williamson suggerì che si trattasse della sua forma giovanile. Nessuna di queste due ipotesi è mai stata ampiamente accettata, ma solo il ritrovamento di altri crani completi e di esemplari giovani, oltre a quello già ritrovato, potrà fare chiarezza su questi possibili scenari. Williamson ha comunque osservato che, in ogni caso, i giovani Parasaurolophus avevano probabilmente una cresta piccola e arrotondata (come quella di P. cyrtocristatus), che, probabilmente, diveniva più lunga e dritta man mano che l'animale si avvicinava alla maturità sessuale. Il riesame di una scatola cranica precedentemente assegnata ad un giovane Lambeosaurus, ora assegnata ad un giovane Parasaurolophus, ha dimostrato che anche negli esemplari adolescenti la cresta era tubolare. Questo esemplare conserva una piccola svasatura verso l'alto nelle ossa frontali simile, ma più piccola, a quella osservabile negli esemplari adulti, in cui i frontali formavano una piattaforma che sosteneva la base della cresta. Questo esemplare indica anche che la crescita della cresta in Parasaurolophus e il profilo facciale degli individui giovani differivano dal modello di crescita di Corythosaurus, Hypacrosaurus e Lambeosaurus, in parte perché la cresta del Parasaurolophus manca della struttura ossea sottile che costituisce la parte superiore della cresta dei tre lambeosaurini.

Ipotesi scartate

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Cranio di P. walkeri

Molte delle prime ipotesi avanzate sulla funzione della cresta facevano riferimento ad un presunto stile di vita acquatico, proposto all'epoca per tutti gli hadrosauridi, una corrente di pensiero diffusa fino al 1960. Così, Alfred Sherwood Romer propose che la lunga cresta servisse da boccaglio, mentre Martin Wilfarth affermò che la cresta fosse un attacco per una proboscide mobile che aiutava l'animale a respirare mentre era immerso nell'acqua per nutrirsi della vegetazione acquatica. Charles M. Sternberg ipotizzò invece che la cresta servisse a mantenere l'acqua fuori dai polmoni e Ned Colbert sostenne che la cresta fosse un serbatoio d'aria per immersioni prolungate.

Altre ipotesi furono di natura meccanica. Come accennato in precedenza, William Parks suggerì che la cresta fosse unita alle vertebre tramite legamenti e/o muscoli, contribuendo allo spostamento e a sostenere la testa. Othenio Abel propose che la cresta venisse utilizzata come arma nei combattimenti tra membri della stessa specie, e Andrew Milner suggerì che avesse la funzione di spostare il fogliame mentre l'animale avanzava nella fitta vegetazione, come la cresta ossea del moderno casuario. Altri esperti ipotizzavano la presenza di speciali organi: Halszka Osmólska suggerì che la cresta ospitasse le ghiandole del sale e John Ostrom ipotizzò che la cresta fungesse da superficie per estensioni di tessuto sensoriale che avrebbe migliorato esponenzialmente l'olfatto dei lambeosaurini, che non avevano capacità difensive evidenti. Un suggerimento alquanto insolito e fantasioso fu avanzato dal creazionista Duane Gish, secondo cui la cresta ospitava delle ghiandole chimiche che avrebbero permesso di lanciare getti di materiale "infuocato" contro nemici, in modo simile al moderno coleottero bombardiere.

La maggior parte di queste ipotesi sono state screditate o rifiutate. Ad esempio, non vi è alcun foro all'estremità della cresta per una funzione di snorkeling. Non ci sono cicatrici muscolari per una proboscide ed è improbabile che un animale provvisto di becco avesse bisogno di una proboscide. Anche il suo utilizzo come camera di compensazione non sarebbe verosimile, in quanto non avrebbe tenuto fuori l'acqua. Il suo impiego come serbatoio d'aria sarebbe risultato insufficiente per un animale delle dimensioni di Parasaurolophus. Altri hadrosauridi avevano grandi teste senza bisogno di grandi creste cave che fungessero da punti di attacco per il sostegno dei legamenti. Inoltre, nessuna delle ipotesi spiega il motivo per cui la cresta avesse tale forma, laddove altri lambeosaurini possedevano creste di aspetto diverso, nonostante avessero dovuto svolgere funzioni analoghe. Lo stesso discorso varrebbe per le interpretazioni delle creste come sede di ghiandole del sale o estensioni del sistema olfattivo. Inoltre, lo studio sulle cavità nasali dei lambeosaurini mostra che i nervi olfattivi e i corrispondenti tessuti sensoriali erano situati ben lontani dai tubi nasali della cresta.

Termoregolazione

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L'ampia superficie e la vascolarizzazione della cresta potrebbero suggerire una funzione di termoregolazione. Il primo ad avanzare tale ipotesi fu Wheeler (1978) che propose l'esistenza di un collegamento nervoso tra la cresta e il cervello, in modo che quest'ultimo fosse raffreddato dall'azione termoregolatrice della prima. L'ipotesi trovò il consenso di Maryanska e Osmólska, che si resero conto che, come le lucertole moderne, i dinosauri avrebbero potuto possedere ghiandole del sale per rinfrescarsi tramite l'osmoregolazione. Nel 2006 Evans pubblicò uno studio in cui sostenne che tale funzione potesse essere uno dei fattori alla base dell'evoluzione della cresta[15].

Comunicazione

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Illustrazione dell'ontogenesi cranica di Parasaurolophus, Corythosaurus e casuario

Una delle ipotesi più accreditate sull'uso della cresta del Parasaurolophus, è l'utilizzo di tale struttura come camera di risonanza per produrre suoni a bassa frequenza per avvisare altri membri di un gruppo o conspecifici. Questa funzione è stata originariamente suggerita da Wiman nel 1931 quando descrisse P. tubicen. Egli osservò che la struttura interna delle creste era simile a quella di un cigno, e teorizzò che l'animale utilizzasse questi passaggi nasali allungati per produrre suoni a bassa frequenza. Tuttavia, i tubi nasali di Hypacrosaurus, Corythosaurus e Lambeosaurus sono molto più variabili e complicati rispetto alle vie aeree di Parasaurolophus. Una grande quantità di materiale e dati supporta l'ipotesi che la grande cresta tubolare del Parasaurolophus fosse una camera di risonanza. Weishampel nel 1981 suggerì che il Parasaurolophus potesse emettere suoni di frequenza compresa tra i 55 e i 720 Hz, anche se probabilmente tali valori variavano da specie a specie, a causa della forma e delle dimensioni della cresta, più evidenti in P. cyrtocristatus. Hopson scoprì che vi erano prove anatomiche che gli hadrosauridi avessero un udito eccellente. C'è almeno un esempio, nel genere affine Corythosaurus, di una sottile staffa (l'osso dell'orecchio dei rettili) che combinata con un ampio spazio per il timpano, indicherebbe un udito molto sensibile. Inoltre, la lagena degli hadrosauridi era allungata come quella dei coccodrilli, indicando che la porzione uditiva dell'orecchio interno era ben sviluppata. Sulla base delle somiglianze tra l'orecchio interno degli hadrosauridi e quello dei coccodrilli, venne proposto che gli hadrosauridi adulti fossero sensibili alle alte frequenze, come quelle che poteva, per esempio, emettere la loro prole. Secondo Weishampel, ciò è coerente con una comunicazione tra genitori e figli, suggerendo l'esistenza di cure parentali.

La ricostruzione di un cranio eccezionalmente ben conservato di un esemplare di P. tubicen, con passaggi d'aria più complessi di quelli di P. walkeri, ha permesso la ricostruzione del possibile suono emesso dalla cresta dell'animale. Il canale principale emette suoni a circa 30 Hz, ma la complicata anatomia del seno nasale provoca alti e bassi nell'onda sonora. L'altra teoria comportamentale principale è che la cresta venisse usata come strumento di riconoscimento intraspecifico o anche per fungere da segnale d'allarme. Le grandi dimensioni delle orbite degli hadrosauridi e la presenza di un anello sclerotico negli occhi implicano una vista acuta e abitudini diurne, dimostrazione della grande importanza della visione per questi animali. Se la cresta fosse stata davvero attaccata alla nuca tramite una membrana di pelle (come comunemente illustrato), il display visivo rappresentato dalla cresta sarebbe stato ancora più appariscente. Come suggerito da altri crani di lambeosaurini, le creste degli hadrosauridi variavano in base alla specie e al sesso.

Paleopatologia

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Esiste un esemplare di P. walkeri che mostrerebbe le prove di una patologia. Lo scheletro mostra una fessura a forma di V nelle vertebre alla base del collo. Nonostante fosse originariamente ritenuta un elemento patologico, una seconda interpretazione, ad opera di Parks, ha inquadrato tale struttura come un attacco per un legamento che sosteneva la testa. Un'altra possibilità è che durante la preparazione, il campione sia stato danneggiato, tuttavia si è più propensi a credere che questa fessura sia il sintomo di una patologia.

Un'altra possibile patologia è stata notata da Parks, durante lo studio della fessura sulla vertebra cervicale. Nella quarta, quinta e sesta vertebra cervicale, immediatamente davanti alla fessura, le spine neurali risultano danneggiate. La quarta vertebra mostra una chiara frattura mentre le altre due presentano un rigonfiamento alla base della rottura.

Paleoecologia

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Sedi dei principali ritrovamenti fossili, scritti in francese.

Il Parasaurolophus walkeri, proveniente dalla Formazione Dinosaur Parck, era un membro di una fauna variegata e ben documentata di animali preistorici, tra cui diversi dinosauri noti, come i ceratopsidi Centrosaurus, Chasmosaurus e Styracosaurus; altri hadrosauridi come Gryposaurus e Corythosaurus; il tirannosauride Gorgosaurus e gli anchilosauridi Edmontonia, Euoplocephalus e Dyoplosaurus. Tuttavia Parasaurolophus è un membro piuttosto raro di questa particolare fauna.[16] La Formazione Dinosaur Park è stata interpretata come una pianura alluvionale situata a livello del mare, attraversata da numerosi fiumi, che, nel tempo, divenne più paludosa e influenzata dall'ambiente marino, a causa della trasgressione verso ovest del Mare interno occidentale.[16] Il clima era più caldo di oggi, impedendo la formazione di ghiaccio, con l'alternanza di stagioni umide e secche. Le conifere erano le piante dominanti e il sottobosco era costituito di felci, felci arboree e angiosperme.[16]

Gli hadrosauri meno comuni della Formazione Dinosaur Park, del Dinosaur Provincial Park, come ad esempio il Parasaurolophus, potrebbero rappresentare i resti di individui che sono morti durante le migrazioni attraverso la regione. È possibile che questi animali vivessero, nidificassero e si nutrissero sugli altopiani dove i processi di fossilizzazione sono più rari. La presenza di Parasaurolophus e Kritosaurus in siti fossili situati più a settentrione potrebbe indicare uno scambio faunistico tra il nord e il sud, altrimenti separati durante il Cretaceo superiore. Entrambi i taxa sono rari al di fuori del bioma meridionale dove, insieme al Pentaceratops, rappresentano i membri dominanti della fauna del luogo.[17]

Nuovo Messico

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Cranio di un esemplare giovane con accenni di cresta

Nella formazione Fruitland del Nuovo Messico, il P. cyrtocristatus condivideva il suo habitat con altri ornitischi e teropodi. Specificamente, i suoi contemporanei erano il ceratopside Pentaceratops e il pachycephalosauro Stegoceras. Nella formazione inoltre sono stati ritrovati alcuni fossili identificati come appartenenti a tirannosauridi, Ornithomimus, troodontidi, Saurornitholestes, Struthiomimus, ornitopodi, Chasmosaurus, Corythosaurus, hadrosaurini, hadrosauridi e ceratopsidi. All'epoca, la Formazione Fruitland era paludosa, situata in una pianura e vicino alle rive del Mare interno occidentale. Questa formazione risale al Cretaceo superiore, circa 75,5-74,5 milioni di anni fa.

Sebbene in epoca successiva, anche P. tubicen visse in Nuovo Messico, all'interno della Formazione Kirtland. La fauna del luogo comprendeva numerosi vertebrati, tra cui pesci, crurotarsi, ornitischi, saurischi, pterosauri e tartarughe. I pesci sono rappresentati dalle due specie Melvius chauliodous e Myledalphus bipartitus. I crurotarsi includono il Brachychampsa montana e il Denazinosuchus kirtlandicus. Tra i dinosauri, gli ornitischi della formazione comprendevano gli hadrosauridi Anasazisaurus, Naashoibitosaurus, Kritosaurus e lo stesso P. tubicen, gli anchilosauridi Ahshislepelta e Nodocephalosaurus; i ceratopsidi Pentaceratops e Titanoceratops, e i pachycephalosauri Stegoceras e Sphaerotholus. I dinosauri saurischi, invece, sono rappresentati dal tirannosauride Bistahieversor, dall'ornitomimide Ornithomimus e dal troodontide "Saurornitholestes" robustus. La formazione è nota anche per uno pterosauro conosciuto sotto il nome di Navajodactylus. Anche le tartarughe sono piuttosto abbondanti, e ne sono noti i generi Denazinemys, Basilemys, Neurankylus, Plastomenus e Thescelus. Vi sono poi taxa di incerta attribuzione che comprendono il crurotarso ? Leidyosuchus canadensis e il teropode ? Struthiomimus oltre a troodontidi e tirannosauridi. Questa formazione risale al Cretaceo superiore, circa 74,5-73,05 milioni di anni fa.

Teschi proveniente dalla Formazione Kaiparowits appartenenti alla specie P. cyrtocristatus

La datazione radiometrica argon-argon indica che la Formazione Kaiparowits si è depositata tra i 76,6 e i 74,5 milioni di anni fa, durante il piano Campaniano del Cretaceo superiore.[18][19] A quel tempo, il sito della Formazione Kaiparowits era situato vicino alla riva occidentale del Mare interno occidentale, che divideva il Nord America in due masse distinte, la Laramidia ad ovest e l'Appalachia ad est. L'altopiano su cui vivevano i dinosauri era un'antica pianura alluvionale dominata da grandi canali e zone umide ricche di torbe paludosa, stagni e laghi, delimitata da altopiani. Il clima era umido, in grado di sostenere la ricca gamma di organismi che vivevano in questo ambiente.[20] Questa formazione contiene una delle migliori e più continue registrazioni della vita terrestre del Cretaceo superiore.[21]

Il Parasaurolophus condivideva questo suo paleoambiente con altri dinosauri, come i teropodi dromaeosauridi, il troodontide Talos, l'ornitomimide Ornithomimus, i tirannosauridi Albertosaurus e Teratophoneus, alcuni anchilosauridi, l'hadrosauride Gryposaurus, i ceratopsidi Utahceratops, Nasutoceratops e Kosmoceratops, l'oviraptorosauro Hagryphus.[22] La paleofauna presente nella Formazione Kaiparowits include anche pesci cartilaginei (squali e razze), rane, salamandre, tartarughe, lucertole e coccodrilli. Vi era anche una gran varietà di piccoli mammiferi, tra cui multitubercolati, marsupiali e insettivori.[23]

Nella cultura di massa

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Lo stesso argomento in dettaglio: Dinosauri nella cultura di massa § Parasaurolophus.
Due ricostruzioni di Parasaurolophus un adulto e due giovani

Il Parasaurolophus è uno dei dinosauri più riconoscibili, grazie alla sua distintiva cresta cranica ricurva. Nonostante non abbia la stessa popolarità di altri dinosauri come il Tyrannosaurus o il Velociraptor, la sua immagine è frequentemente utilizzata nei media, nella divulgazione scientifica, nei giocattoli e nei prodotti per l'infanzia.[24]

Nell'ambito cinematografico e televisivo il Parasaurolophus è apparso nel franchise di Jurassic Park. Sebbene nel primo film ne appaia solo brevemente un branco, insieme ad uno di Brachiosaurus, oltre che su un murales del parco,[25] è uno dei dinosauri più ricorrenti, apparendo in tutti i prodotti legati alla saga in varie forme.[26]

  1. Dinosauri, Le creature più terrificanti della terra, DIX, p. 139, ISBN 978-88-95870-05-2.
  2. Edwin H. (Edwin Harris) American Museum of Natural History Library, Charles Robert Knight e American Museum of Natural History, The dinosaur book : the ruling reptiles and their relatives, New York : Published for the American Museum of Natural History by McGraw-Hill, 1951. URL consultato il 22 luglio 2025.
  3. Evans, Bavington & Campione, 2009, pp. 791-800.
  4. Andrew A. Farke, Derek J. Chok e Annisa Herrero, Ontogeny in the tube-crested dinosaur Parasaurolophus (Hadrosauridae) and heterochrony in hadrosaurids, in PeerJ, vol. 1, 2013, pp. e182, DOI:10.7717/peerj.182. URL consultato il 29 settembre 2025.
  5. (EN) Phil Senter e James H. Robins, Resting Orientations of Dinosaur Scapulae and Forelimbs: A Numerical Analysis, with Implications for Reconstructions and Museum Mounts, in PLOS ONE, vol. 10, n. 12, 16 dicembre 2015, pp. e0144036, DOI:10.1371/journal.pone.0144036. URL consultato il 27 luglio 2025.
  6. W. A. (William Arthur) Cornell University Library, Parasaurolophus Walkeri, [Toronto] The University library: pub. by the librarian, 1922. URL consultato il 20 luglio 2025.
  7. Charonosaurus jiayinensis n. g., n. sp., a lambeosaurine dinosaur from the Late Maastrichtian of northeastern China (PDF), su doc.rero.ch. URL consultato il 21 luglio 2025.
  8. 1 2 Evans & Reisz, 2007, pp. 373-393.
  9. T.E. Williamson, Dinosaurs of New Mexico: Review of Hadrosauridae (Dinosauria: Ornithischia) from the San Juan Basin, New Mexico, in Spencer G. Lucas e Andrew B. Heckert (a cura di), New Mexico Museum of Natural History and Science Bulletin, vol. 17, 2000, pp. 191–213.
  10. Liddell, Henry George e Robert Scott, A Greek-English Lexicon, Abridged, United Kingdom, Oxford University Press, 1980, ISBN 978-0-19-910207-5.
  11. Noted as being present, although misspelled as "Thescelosaurus garbani, in " "Dinosaur distribution (Late Cretaceous; North America; South Dakota)." Weishampel, et al. (2004). Page 586.
  12. (EN) Donald F. Glut, Dinosaurs: The Encyclopedia, McFarland, Incorporated, Publishers, 1º luglio 1997, ISBN 978-0-89950-917-4. URL consultato il 21 luglio 2025.
  13. David B. Norman, Hadrosaurids II, in The Illustrated Encyclopedia of Dinosaurs: An Original and Compelling Insight into Life in the Dinosaur Kingdom, New York, Crescent Books, 1985, pp. 122–127, ISBN 978-0-517-46890-6.
  14. J.H. Ostrom, A New Species of Hadrosaurian Dinosaur from the Cretaceous of New Mexico, in Journal of Paleontology, vol. 35, n. 3, 1961, pp. 575–577, JSTOR 1301139.
  15. Evans, D. C., Nasal cavity homologies and cranial crest function in lambeosaurine dinosaurs, in Paleobiology, vol. 32, n. 1, 2006, pp. 109–125, DOI:10.1666/04027.1.
  16. 1 2 3 Dinosaur Provincial Park: A Spectacular Ancient Ecosystem Revealed, su archive.org. URL consultato il 21 luglio 2025.
  17. D.H. Tanke e K. Carpenter (a cura di), Mesozoic Vertebrate Life, Indiana University Press, 2001, pp. 206–328, ISBN 978-0-253-33907-2.
  18. E.M. Roberts, A.L. Deino e M.A. Chan, 40Ar/39Ar age of the Kaiparowits Formation, southern Utah, and correlation of contemporaneous Campanian strata and vertebrate faunas along the margin of the Western Interior Basin, in Cretaceous Research, vol. 26, n. 2, 2005, pp. 307–318, Bibcode:2005CrRes..26..307R, DOI:10.1016/j.cretres.2005.01.002.
  19. J.G. Eaton, Multituberculate mammals from the Wahweap (Campanian, Aquilan) and Kaiparowits (Campanian, Judithian) formations, within and near Grand Staircase-Escalante National Monument, southern Utah, in Miscellaneous Publication 02-4, UtahGeological Survey, 2002, pp. 1–66.
  20. A.L. Titus e M.A. Loewen (a cura di), At the Top of the Grand Staircase: The Late Cretaceous of Southern Utah, Indiana University Press, 2013, pp. 1–634.
  21. Establishment of the Grand Staircase-Escalante National Monument - Utah Geological Survey, su geology.utah.gov. URL consultato il 22 luglio 2025 (archiviato dall'url originale il 28 agosto 2013).
  22. L.E. Zanno e S.D. Sampson, A new oviraptorosaur (Theropoda; Maniraptora) from the Late Cretaceous (Campanian) of Utah, in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 25, n. 4, 2005, pp. 897-904, DOI:10.1671/0272-4634(2005)025[0897:ANOTMF]2.0.CO;2.
  23. J.G. Eaton, R.L. Cifelli, J.H. Hutchinson, J.I. Kirkland e M.J. Parrish, Cretaceous vertebrate faunas from the Kaiparowits Plateau, south-central Utah, in Gillete, David D. (a cura di), Vertebrate Paleontology in Utah, Miscellaneous Publication 99-1, Salt Lake City, Utah Geological Survey, 1999, pp. 345–353, ISBN 978-1-55791-634-1.
  24. Parasaurolophus Dinosaur, facts | information - Jurassic park dinosaur, su rareresource.com. URL consultato il 20 luglio 2025.
  25. (EN) Bonnier Corporation, Popular Science, Bonnier Corporation, 1996-11. URL consultato il 28 settembre 2024.
  26. (EN) Rebecca Sargeant, Only These 4 Dinosaurs Have Been In All 6 Jurassic Park Movies, su ScreenRant, 9 aprile 2024. URL consultato il 21 luglio 2025.

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