Tommaso Cerno

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Tommaso Cerno
Tommaso Cerno - 2016 d.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 23 marzo 2018
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico (fino al 26/02/20)
Gruppo Misto (dal 26/02/20)
Circoscrizione Lombardia
Collegio 1 (Milano-Centro)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Indipendente (dal 2020)
In precedenza:
PD (2018-2020)
Professione Giornalista

Tommaso Cerno (Udine, 28 gennaio 1975) è un giornalista e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato ad Udine, ma vive a Roma; è originario di una famiglia slovena delle Valli del Torre[1] e lontano parente di Guglielmo Cerno[2], noto operatore culturale della Slavia Friulana.

È stato dirigente nazionale dell'Arcigay e fra i promotori del Gay Pride di Venezia.[3][4]

Nel 1995, allo scopo di intitolare a Pier Paolo Pasolini il teatro di Udine, si candidò senza successo alle elezioni comunali di Udine con Alleanza Nazionale.[5] Diventa assistente del vicesindaco di Udine Andrea Montich, del PDS; successivamente lavora, durante il governo Amato, come addetto stampa del sottosegretario Mauro Fabris.[6]

Attività giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Giornalista professionista dal settembre 2004[7]. Lavora al Messaggero Veneto di Udine fino al 2009.[senza fonte] Quell'anno passa al settimanale l'Espresso, fino al 2014, dove diventa vice caporedattore dell'area "Attualità".[senza fonte]

Ha svolto inchieste su diritti civili e discriminazioni in Italia[senza fonte], sui movimenti No Tav[senza fonte] e quella sulla vulnerabilità dell'aeroporto di Fiumicino[8]. Da opinionista è ospite di trasmissioni tv sulle reti Rai, Mediaset, La7 e Sky.[senza fonte] Nell'ottobre 2014 torna, come direttore, al Messaggero Veneto.[9] Conduce nel 2015 il programma D-Day su Rai 3, un approfondimento in quattro puntate sulla seconda guerra mondiale.[10]

Nel luglio 2016 viene annunciata la sua nomina a direttore del settimanale l'Espresso[11], dove subentra a Luigi Vicinanza il 29 luglio 2016. Il 25 ottobre 2017 diventa condirettore del quotidiano la Repubblica, sempre del GEDI Gruppo Editoriale, venendo sostituito da Marco Damilano all'Espresso.[12] Tre mesi più tardi si mette in aspettativa dal quotidiano per candidarsi alle elezioni del marzo 2018.[13]

Saggista e scrittore[modifica | modifica wikitesto]

Con Antonello Caporale, allora giornalista de la Repubblica, aveva collaborato al saggio Impuniti. Storia di un sistema incapace, sprecone e felice (Baldini Castoldi Dalai editore, 2007). Ha pubblicato il romanzo Affa Taffa (Mimesis, 2010), che è stato tradotto nel 2014 anche in lingua friulana assieme al friulanista Paolo Cerno e il saggio L'ingorgo (Ribis, 2008), dedicato alla storia dell'autonomia della sua regione, dalla fondazione all'elezione dell'ex presidente Riccardo Illy. Ha collaborato all'instant-book dell'eurodeputata del Partito Democratico Debora Serracchiani, Il coraggio che manca (Bur, 2009).

Ha pubblicato Inferno - La Commedia del potere (Rizzoli, 2013), una riscrittura dell'Inferno di Dante in terzine di endecasillabi, come quello dantesco, ma con protagonisti i personaggi politici e non della Seconda Repubblica e il saggio A noi! - Cosa ci resta del fascismo nell'epoca di Berlusconi, Grillo e Renzi (Rizzoli, 2015).

Nel 2020, a seguito del suo passaggio nel gruppo misto, ha iniziato una sporadica collaborazione con il quotidiano Libero.[14]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Elezione a senatore[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 gennaio 2018 annuncia su Twitter la sua candidatura al Senato alle imminenti elezioni politiche per il Partito Democratico.[15] Il 4 marzo 2018 si aggiudica il seggio nel collegio uninominale di Milano-Centro col 41,25% dei voti. Il suo collegio è stato l'unico conquistato dal centro-sinistra in Lombardia per quanto riguarda il Senato.

A dicembre del 2018, presenta con Gianni Pittella il disegno di legge dal titolo "Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia", che obbliga il medico e i sanitari a praticare l'eutanasia in presenza di una generica manifestazione di volontà da parte del paziente, rendendo inapplicabili nei loro confronti le relative disposizioni del codice penale. Non è menzionato il diritto all'obiezione di coscienza. L'obbligo della forma scritta con autenticazione di firma da parte dell'ufficiale di anagrafe, "a pena di inammissibilità", sussiste solamente nel caso di "sopravvenuta incapacità", di "intendere e volere o manifestare la propria volontà".[16]
Il trattamento di eutanasia è subordinato al rispetto di 7 requisiti, che vengono autodichiarati dal medico e dal dirigente sanitario della struttura che lo eseguono: la norma non qualifica tale atto scritto come certificazione o autocertificazione sostitutiva di atto notorio, ma parla più generalmente di attestazione e conferma.

Il 18 febbraio 2020 viene inizialmente annunciata la sua adesione alla nuova formazione renziana di Italia Viva,[17] ma successivamente cambia idea e il 26 febbraio 2020 passa direttamente dal gruppo parlamentare del Partito Democratico al Gruppo Misto in Senato.[18]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Conduttore[modifica | modifica wikitesto]

  • D-Day - I giorni decisivi (Rai 3, 2015)[10]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Provincia di Lucca al Cronista dell'anno 2009 per il caso Englaro (con Francesca Brunati e Bruno Sokolowicz), a cura dell'Unione nazionale cronisti italiani.[19][20].
  • Premio Pino Zac 2013 per la Satira di Forte dei Marmi[21].
  • Premio giornalistico "Il giogo" di Montagnano (Ar) in Toscana
  • Premio Cavallini 2013 ideato da Vittorio Sgarbi a Pordenone[22]
  • premio internazionale Ennio Flaiano 2015 per la televisione per il programma D-Day - I giorni decisivi[23].
  • "Premio Cimitile 2016 per il miglior saggio italiano" per A noi![24]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (SL) Direktor z beneškimi koreninami, in Primorski Dnevnik, 11 luglio 2016. URL consultato il 7 marzo 2018 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2018).
  2. ^ Suo nonno paterno era cugino di Guglielmo Cerno e si trasferì dalla nativa Lusevera a Udine, cfr.: (SL) V Bardu so ponosni na Tommasa Cerna, in Primorski Dnevnik, 9 marzo 2018. URL consultato l'11 marzo 2018 (archiviato l'11 marzo 2018).
  3. ^ Tommaso Cerno, ex dirigente Arcigay, è il nuovo direttore dell'Espresso - Gay.it, in Gay.it, 12 luglio 2016. URL consultato il 27 gennaio 2018 (archiviato il 1º dicembre 2017).
  4. ^ Tommaso Cerno: 'Sono omosessuale, alto biondo e bello'. URL consultato il 28 novembre 2017 (archiviato il 1º dicembre 2017).
  5. ^ Marco Franchi, «Non c'è pace a Repubblica: Cerno col PD», Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2018, p.2
  6. ^ Giorgio Gandola, «L'uomo nuovo di Renzi e "Repubblica" era candidato con AN e portaborse di un ex DC», La Verità, 28 gennaio 2018, p.4
  7. ^ O.d.G. FVG, su odg.fvg.it. URL consultato il 29 luglio 2016 (archiviato il 16 agosto 2016).
  8. ^ "Una notte a Fiumicino, nessun controllo" Il primo scalo italiano è vulnerabile, su www.repubblica.it. URL consultato il 27 gennaio 2018 (archiviato il 28 gennaio 2018).
  9. ^ Tommaso Cerno nuovo direttore de L'Espresso, in Affaritaliani.it , 05 luglio 2016. URL consultato l'8 luglio 2016 (archiviato il 9 luglio 2016).
  10. ^ a b D-Day i giorni decisivi, così la Rai racconta i 70 anni dalla fine della Seconda Guerra, in l'Espresso, 27 marzo 2015. URL consultato l'8 luglio 2016 (archiviato il 21 agosto 2016).
  11. ^ Tommaso Cerno alla guida dell'Espresso. Luigi Vicinanza lascia dopo due anni la guida del settimanale, su www.primaonline.it. URL consultato il 27 gennaio 2018 (archiviato il 1º febbraio 2018).
  12. ^ Gruppo Espresso, Tommaso Cerno condirettore di Repubblica. Sì al piano di Calabresi per il rinnovamento del giornale, in Il Fatto Quotidiano, 16 ottobre 2017. URL consultato il 27 gennaio 2018 (archiviato il 26 ottobre 2017).
  13. ^ Tommaso Cerno lascia Repubblica e si candida col Pd, su repubblica.it. URL consultato il 2 febbraio 2018 (archiviato il 1º febbraio 2018).
  14. ^ CERNO E LA LIBERAZIONE DELL'ITALIA DAL NAZIFASCISMO, su ALGANEWS, 24 aprile 2020. URL consultato il 25 maggio 2020 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2020).
  15. ^ Da An al “fascismo di Renzi”: Tommaso Cerno, una storia italiana, in Gli Stati Generali, 26 gennaio 2018. URL consultato il 27 gennaio 2018 (archiviato il 29 gennaio 2018).
  16. ^ Disegno di legge n. 900, "Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell[eutanasia, su senato.it, 25 ottobre 2018. URL consultato il 26 settembre 2019 (archiviato il 26 settembre 2019). In particolare, si vedano art. 1 lettera c), art. 4 coma 1).
  17. ^ Salvatore Merlo, Da Cdb a Renzi. E poi la malattia. Intervista a Tommaso Cerno, su ilfoglio.it, 16 febbraio 2018. URL consultato il 10 marzo 2020 (archiviato il 24 aprile 2020).
  18. ^ Claudio Bozza, Senato, Tommaso Cerno fa retromarcia: non va con Renzi e si iscrive al gruppo Misto, su corriere.it, 26 febbraio 2020. URL consultato il 10 marzo 2020 (archiviato il 27 febbraio 2020).
  19. ^ Un Premio per i cronisti che hanno seguito Eluana Englaro, in Articolo 21, 04 aprile 2009. URL consultato l'8 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 9 giugno 2009).
  20. ^ Raccontò la vicenda Un premio a Cerno, in Messaggero vento, 05 aprile 2009, p. 4. URL consultato il 15 settembre 2009.
  21. ^ 41° Premio Satira Politica - Premio Satira e Museo della Satira e della Caricatura - Forte dei Marmi, su www.museosatira.com. URL consultato il 27 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 28 gennaio 2018).
  22. ^ Vincitori, su www.premiobrunocavallini.it. URL consultato il 27 gennaio 2018 (archiviato il 19 agosto 2017).
  23. ^ Solarino, Argentero... parata di stelle a Pescara per il premio Flaiano, in ilcentro.gelocal.it , 13 luglio 2015. URL consultato il 29 luglio 2016 (archiviato il 15 agosto 2016).
  24. ^ Fondazione Premio Cimitile - Premio Letterario, su Fondazione Premio Cimitile - Premio Letterario. URL consultato il 27 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 28 gennaio 2018).

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