Tommaso Cerno

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Tommaso Cerno
Tommaso Cerno datisenato 2018.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 23 marzo 2018
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Circoscrizione Lombardia
Collegio 1 (Milano-Centro)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Professione Giornalista

Tommaso Cerno (Udine, 28 gennaio 1975) è un giornalista e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato ad Udine, ma vive a Roma; è originario di una famiglia slovena delle Valli del Torre[1] e lontano parente di Guglielmo Cerno[2], noto operatore culturale della Slavia Friulana.

È stato dirigente nazionale dell'Arcigay e fra i promotori del Gay Pride di Venezia.[3][4]

Nel 1995, allo scopo di intitolare a Pier Paolo Pasolini il teatro di Udine, si candidò senza successo alle elezioni comunali di Udine con Alleanza Nazionale.[5] Diventa assistente del Vicesindaco di Udine Andrea Montich, del PDS; successivamente lavora, durante il governo Amato, come addetto stampa del sottosegretario di Mauro Fabris.[6]

Attività giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Giornalista professionista dal settembre 2004[7]. Lavora al Messaggero Veneto di Udine fino al 2009.[senza fonte] Quell'anno passa al settimanale l'Espresso, fino al 2014, dove diventa vice caporedattore dell'area "Attualità".[senza fonte]

Ha svolto inchieste su diritti civili e discriminazioni in Italia[senza fonte], sui movimenti No Tav[senza fonte] e quella sulla vulnerabilità dell'aeroporto di Fiumicino[8]. Da opinionista è ospite di trasmissioni tv sulle reti Rai, Mediaset, La7 e Sky.[senza fonte] Nell'ottobre 2014 torna, come direttore, al Messaggero Veneto.[9] Conduce nel 2015 il programma D-Day su Rai 3, un approfondimento in quattro puntate sulla seconda guerra mondiale.[10]

Nel luglio 2016 viene annunciata la sua nomina a direttore del settimanale l'Espresso[11], dove subentra a Luigi Vicinanza il 29 luglio 2016. Il 25 ottobre 2017 diventa condirettore del quotidiano la Repubblica, sempre del GEDI Gruppo Editoriale, venendo sostituito da Marco Damilano all'Espresso.[12] Tre mesi più tardi si mette in aspettativa dal quotidiano per candidarsi alle elezioni del marzo 2018.[13]

Saggista e scrittore[modifica | modifica wikitesto]

Con Antonello Caporale, allora giornalista de la Repubblica, aveva collaborato al saggio Impuniti. Storia di un sistema incapace, sprecone e felice (Baldini Castoldi Dalai editore, 2007). Ha pubblicato il romanzo Affa Taffa (Mimesis, 2010), che è stato tradotto nel 2014 anche in lingua friulana assieme al friulanista Paolo Cerno e il saggio L'ingorgo (Ribis, 2008), dedicato alla storia dell'autonomia della sua regione, dalla fondazione all'elezione dell'ex presidente Riccardo Illy. Ha collaborato all'instant-book dell'eurodeputata del Partito Democratico Debora Serracchiani, Il coraggio che manca (Bur, 2009).

Ha pubblicato Inferno - La Commedia del potere (Rizzoli, 2013), una riscrittura dell'Inferno di Dante in terzine di endecasillabi, come quello dantesco, ma con protagonisti i personaggi politici e non della Seconda Repubblica e il saggio A noi! - Cosa ci resta del fascismo nell'epoca di Berlusconi, Grillo e Renzi (Rizzoli, 2015).

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Elezione a senatore[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 gennaio 2018 annuncia su Twitter la sua candidatura al Senato alle imminenti elezioni politiche per il Partito Democratico.[14] Il 4 marzo 2018 si aggiudica il seggio nel collegio uninominale di Milano-Centro col 41,25% dei voti. Il suo collegio è stato l'unico conquistato dal centro-sinistra in Lombardia.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Conduttore[modifica | modifica wikitesto]

  • D-Day - I giorni decisivi (Rai 3, 2015)[10]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Provincia di Lucca al Cronista dell'anno 2009 per il caso Englaro (con Francesca Brunati e Bruno Sokolowicz), a cura dell'Unione nazionale cronisti italiani.[15][16].
  • Premio Pino Zac 2013 per la Satira di Forte dei Marmi[17].
  • Premio giornalistico "Il giogo" di Montagnano (Ar) in Toscana
  • Premio Cavallini 2013 ideato da Vittorio Sgarbi a Pordenone[18]
  • premio internazionale Ennio Flaiano 2015 per la televisione per il programma D-Day - I giorni decisivi[19].
  • "Premio Cimitile 2016 per il miglior saggio italiano" per A noi![20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (SL) Direktor z beneškimi koreninami, in Primorski Dnevnik, 11 luglio 2016.
  2. ^ Suo nonno paterno era cugino di Guglielmo Cerno e si trasferì dalla nativa Lusevera a Udine, cfr.: (SL) V Bardu so ponosni na Tommasa Cerna, in Primorski Dnevnik, 9 marzo 2018.
  3. ^ Tommaso Cerno, ex dirigente Arcigay, è il nuovo direttore dell'Espresso - Gay.it, in Gay.it, 12 luglio 2016. URL consultato il 27 gennaio 2018.
  4. ^ Tommaso Cerno: 'Sono omosessuale, alto biondo e bello'. URL consultato il 28 novembre 2017.
  5. ^ Marco Franchi, «Non c'è pace a Repubblica: Cerno col PD», Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2018, p.2
  6. ^ Giorgio Gandola, «L'uomo nuovo di Renzi e "Repubblica" era candidato con AN e portaborse di un ex DC», La Verità, 28 gennaio 2018, p.4
  7. ^ O.d.G. FVG
  8. ^ "Una notte a Fiumicino, nessun controllo" Il primo scalo italiano è vulnerabile, su www.repubblica.it. URL consultato il 27 gennaio 2018.
  9. ^ Tommaso Cerno nuovo direttore de L'Espresso, in Affaritaliani.it , 05 luglio 2016.
  10. ^ a b D-Day i giorni decisivi, così la Rai racconta i 70 anni dalla fine della Seconda Guerra, in l'Espresso, 27 marzo 2015.
  11. ^ Tommaso Cerno alla guida dell'Espresso. Luigi Vicinanza lascia dopo due anni la guida del settimanale, su www.primaonline.it. URL consultato il 27 gennaio 2018.
  12. ^ Gruppo Espresso, Tommaso Cerno condirettore di Repubblica. Sì al piano di Calabresi per il rinnovamento del giornale, in Il Fatto Quotidiano, 16 ottobre 2017. URL consultato il 27 gennaio 2018.
  13. ^ Tommaso Cerno lascia Repubblica e si candida col Pd, su repubblica.it. URL consultato il 2 febbraio 2018.
  14. ^ Da An al “fascismo di Renzi”: Tommaso Cerno, una storia italiana, in Gli Stati Generali, 26 gennaio 2018. URL consultato il 27 gennaio 2018.
  15. ^ Un Premio per i cronisti che hanno seguito Eluana Englaro, in Articolo 21, 04 aprile 2009. URL consultato l'8 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 9 giugno 2009).
  16. ^ Raccontò la vicenda Un premio a Cerno, in Messaggero vento, 05 aprile 2009, p. 4. URL consultato il 15 settembre 2009.
  17. ^ 41° Premio Satira Politica - Premio Satira e Museo della Satira e della Caricatura - Forte dei Marmi, su www.museosatira.com. URL consultato il 27 gennaio 2018.
  18. ^ Vincitori, su www.premiobrunocavallini.it. URL consultato il 27 gennaio 2018.
  19. ^ Solarino, Argentero... parata di stelle a Pescara per il premio Flaiano, in ilcentro.gelocal.it , 13 luglio 2015.
  20. ^ Fondazione Premio Cimitile - Premio Letterario, su Fondazione Premio Cimitile - Premio Letterario. URL consultato il 27 gennaio 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN305207802 · ISNI (EN0000 0004 1859 1689 · SBN IT\ICCU\TSAV\488557 · LCCN (ENno2013092507