Guglielmo Cerno

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Guglielmo Cerno

Guglielmo Cerno, conosciuto anche come Viljem Černo (Lusevera, 24 luglio 1937Lusevera, 22 luglio 2017), è stato un saggista, poeta ed etnografo italiano della minoranza slovena.

Cerno è considerato uno dei protagonisti della vita culturale, associativa e politica degli sloveni in Italia, specificatamente della Slavia friulana [1][2], tanto da venir appellato con il titolo di "čedermac della Benecia"[3][4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia slovena di Lusevera il 24 luglio 1937, frequentò le scuole elementari italiane del paese e, su suggerimento di Mario Kont, continuò poi gli studi a Gorizia in una scuola con lingua d'insegnamento slovena. Kont, assieme a Izidor Predan e Vojmir Tedoldi, all'epoca animava il Fronte Democratico Sloveno (Demokratična fronta Slovencev), che invitava le famiglie delle Valli del Torre e del Natisone a iscrivere i figli alle scuole slovene di Gorizia, nonostante le intimidazioni dei circoli nazionalisti italiani locali (in loco era attiva l'organizzazione Gladio) e della stessa Chiesa cattolica[5].

Successivamente si iscrisse alla Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Trieste, dove si laureò nel 1968 con una tesi su "Aspetti geografici del fenomeno migratorio in nove Comuni della cosiddetta Slavia Friulana". Nel 1955 costituì, assieme ad altri beneciani, il Circolo di Cultura Sloveno Ivan Trinko, ad un anno dalla morte del sacerdote, e ne fu il primo segretario ed in seguito presidente. Successivamente costituì a Lusevera il Centro di ricerche culturali e il museo etnografico. Fu tra i promotori, tra il 1972 e il 1973, della costituzione del Centro Studi Nediža[6].

Lavorò come insegnante di italiano nelle scuole del territorio, e fu operatore culturale e organizzatore di eventi legati alla cultura e alla lingua slovena[7], anche nelle sue varianti dialettali. Fu tra i promotori dell'incontro tra popoli contermini Kamenica e del Dan emigranta (giorno dell'emigrante).

Fu attivo in campo politico locale, dapprima nel 1963 come candidato dei socialisti alle prime elezioni della Regione Friuli-Venezia Giulia dopo lo Statuto Autonomo e poi nel 1964 come amministratore a Lusevera e nella Comunità montana del Torre, in particolare durante gli anni del post-terremoto del Friuli. Per lunghi anni fu componente del comitato regionale della SKGZ (Unione Culturale Economica Slovena), dello SLORI (Istituto di ricerche sloveno) e della Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi di Trieste (Narodna in Študijška Knjižnica), di cui fu presidente dal 2001 al 2010.

Fu autore poetico dialettale, nella variante slovena della Val Torre[8]. Pur essendo la Slavia Friulana il territorio idealmente più lontano dal centro culturale della Slovenia, vi fiorisce ugualmente la letteratura, come dimostrano i diversi autori presenti[9], tra i quali Guglielmo Cerno fu quello con maggior ispirazione lirica e che nelle sue metafore dimostrò maggior ricchezza linguistica e vitale[10]. Sui testi delle sue poesie il sacerdote friulano Oreste Rosso scrisse due canti religiosi, che fanno parte del repertorio del coro per voci maschili "Barski oktet"[11]. Per la raccolta poetica Ko polno je noči ricevette nel 2013 il premio Vstajenje[12][13][14].

Fu uno dei principali artefici della conservazione della variante dialettale dello sloveno delle Valli del Torre, contribuendo - tra l'altro - al recupero della traduzione in dialetto di tre messali, dal titolo "Boava besieda", e alla realizzazione del volume "Il Glossario del dialetto del Torre di Jan Baudouin de Courtenay"[15].

Nel 1998 ricevette la Medaglia d'onore della Repubblica di Slovenia per "l'arricchimento della vita culturale tra gli sloveni della Benecia e con esso per il mantenimento e consolidamento della loro coscienza nazionale". Nel 2010 venne insignito della 10. edizione del Premio Štrekelj, per la sua opera di "tutela della slovenità, della lingua e della cultura slovena ai confini occidentali dello spazio etnico sloveno"[16][17].

Il 24 luglio 2017, giorno del suo 80º compleanno, venne programmata una celebrazione in suo onore a Lusevera, organizzata dalla SKGZ e dal Circolo Ivan Trinko[18], ma non fu possibile realizzarla per la sua improvvisa scomparsa, il 22 luglio[19][20][21]. Il 12 gennaio 2018 a Lusevera venne organizzata una manifestazione in suo onore, con la prima presentazione del libro sulla sua vita e le sue opere "Na izpostavljenem mestu", alla presenza dell'ex presidente della Slovenia Milan Kučan[22][23]. Successivamente il libro venne presentato a Trieste, a Gorizia e in diverse località della Slovenia (Lubiana, Caporetto, Sežana)[24], mentre il settimanale Novi Matajur ne pubblicò a puntate la traduzione in italiano[25].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Aspetti geografici del fenomeno migratorio in nove comuni della cosiddetta "Slavia friulana" (1968)
  • Lineamenti storico-culturali della Slavia Veneta (1974)
  • Posvet o slovenskem šolstvu v Italiji : referati, prispevki in razprava (1976)
  • Zgodovinsko-pravni vidiki Slovencev v Videmski pokrajini (1978)
  • La scuola nella Benecia : problemi e proposte (1978)
  • Posvititev cerkve : Bardo 6.7.1991 (1991)
  • Boava besieda. Mašna berila za cierkve Terskih dolin (2000-2002)
  • Besiede tele zemlje : proze in poezije v beneškem narečju (2004)
  • Incontro con i poeti (2004)
  • Terska dolina = Alta val Torre = Val de Tor : Terska dolina v besedi, sliki in pesmi Viljema Černa (2006)
  • (ITSL) Mons. Paskval Gujon v našem srcu = Mons. Pasquale Gujon dentro il nostro cuore, in Paskval Gujon, očak z Matajurja : poklon pokončnemu Čedermacu ob 100-letnici njegovega rojstva = Pasquale Gujon, il patriarca del Matajur : omaggio a un coraggioso difensore dei diritti della sua gente nel 100º anniversario della nascita, Cividale del Friuli - Caporetto, Most - Novi Matajur - Fundacija Poti miru v Posočju, 2009, pp. 48-57, ISBN 978-88-96269-00-8.
  • Ko pouno noći je sarce = Ko polno je noči srce = Co plen di gnot al è il cûr = Quando pieno di notte è il cuore, Gorizia - Cividale del Friuli, Goriška Mohorjeva družba - Circolo di cultura Ivan Trinko, 2013, ISBN 978-88-96632-35-2.
  • Igor Tuta (a cura di), Na izpostavljenem mestu, Cividale del Friuli, Zadruga Novi Matajur, 2017, ISBN 978-88-95636-30-6.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Radio Koper
  2. ^ Primorski Dnevnik
  3. ^ Il termine "čedermac" deriva dal racconto "Il Cappellano Martin Čedermac" di France Bevk, in cui vengono raccontate le lotte di un prete cattolico della Slavia veneta in difesa dell'identità slovena durante il regime fascista italiano.
  4. ^ Novi Matajur n. 7 del 21 febbraio 2018
  5. ^ Novi Matajur n. 28 del 19 luglio 2017
  6. ^ Novi Matajur n. 36 del 27 settembre 2017
  7. ^ L'educazione plurilingue in Italia, a cura di Francesca Di Iorio, Centro Europeo dell'Educazione, 1983
  8. ^ Pavel Stranj: La comunità sommersa. Editoriale Stampa Triestina, 1992; pag. 260
  9. ^ David Bandelj: Razbiranja žarišča, Trieste 2008, pag. 49
  10. ^ David Bandelj: Razbiranja žarišča, Trieste 2008, pag. 50
  11. ^ (ITSL) Igor Cerno, Alta Val Torre = Terska dolina, Lusevera, Comune di Lusevera = Občina Bardo; Comunità Montana del Torre, Natisone e Collio, 2016, p. 40.
  12. ^ Delo
  13. ^ RTV Slovenija
  14. ^ Primorski Dnevnik
  15. ^ Liliana Spinozzi Monai: Il Glossario del dialetto del Torre di Jan Baudouin de Courtenay, Consorzio Universitario del Friuli 2009, pag. 12
  16. ^ Delo
  17. ^ Primorske Novice del 3.11.2010
  18. ^ Novi Matajur n. 28 del 19 luglio 2017
  19. ^ Novi Matajur n. 29 del 26 luglio 2017
  20. ^ Messaggero Veneto
  21. ^ Primorski Dnevnik
  22. ^ Novi Matajur n. 1 del 10 gennaio 2018
  23. ^ Primorski Dnevnik
  24. ^ Novi Matajur n. 4 del 31 gennaio 2018
  25. ^ Novi Matajur n. 7 del 21 febbraio 2018

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (SL) David Bandelj, Razbiranja žarišča. Razmišljanja o meji in literaturi, Trieste, Editoriale Stampa Triestina, 2008, pp. 49-51, ISBN 978-88-7174-105-5.
  • (SL) David Bandelj (a cura di), Rod Lepe Vide. Antologija sodobne poezije Slovence v Italiji, Lubiana, Študentska založba, 2009, ISBN 978-961-242-259-2.
  • (SL) Marijan Brecelj, Viljem Černo, in Enciklopedija Slovenije, vol. 2, Lubiana, Mladinska knjiga, 1988, p. 114, ISBN 86-11-14288-8.
  • (SL) Rudolf Klinec, Viljem Černo, in Primorski slovenski biografski leksikon, vol. 3, Gorizia, Goriška Mohorjeva družba, 1976, p. 236.
  • (SL) Sergij Lipovec (a cura di), Raziskovanje Slovencev v Italiji: razvoj, izzivi in perspektive, Trieste, Slovenski raziskovalni inštitut, 2014, ISBN 978-88-95584-32-4.
  • (SL) Iole Namor, Viljem Černo, dijak v slovenski šoli v Gorici, in Jadranski koledar 2001, Trieste, Editoriale Stampa Triestina, 2000, pp. 73-82.
  • (SL) Irena Novak Popov, Pesniške strategije Viljema Černa, in Jezik in slovstvo, nº 2, Lubiana, Zveza društev Slavistično društvo Slovenije, 2016, ISSN 0021-6933 (WC · ACNP).
  • (SL) Michele Obit (a cura di), Besiede tele zemlje, Trieste, Editoriale Stampa Triestina, 2004, ISBN 88-7174-072-6.
  • Liliana Spinozzi Monai, Il Glossario del dialetto del Torre di Jan Baudouin de Courtenay, Udine, Consorzio Universitario del Friuli, 2009, ISBN 978-961-254-142-2.
  • (SL) Marija Stanonik, Terska dolina: narečne pesmi Viljema Černa, in Slovenska narečna književnost, Maribor, Slavistično društvo Maribor, 2007, pp. 145–167, ISBN 978-961-6320-45-0.
  • Pavel Stranj, La comunità sommersa, 2ª ed., Trieste, Editoriale Stampa Triestina, 2007, ISBN 88-7174-031-9.
  • Gianni Tomasetig, Ritornando in Benečija: da Roma alle Valli, 2ª ed., Roma, CISU, 1992, ISBN 88-7975-320-7.
  • (SL) Ciril Zlobec, Beseda o pesniku, in Milena Kožuh (a cura di), Terska dolina – Alta Val Torre – Val de Tor, Celje - Gorizia, Celjska Mohorjeva družba - Goriška Mohorjeva družba, 2006.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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