Star Trek II - L'ira di Khan

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Star Trek II - L'ira di Khan
Khan.png
Khan (Ricardo Montalbán) sullo schermo dell'Enterprise in una scena del film
Titolo originaleStar Trek II: The Wrath of Khan
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1982
Durata113 min
116 min (director's cut)
Genereazione, fantascienza, drammatico, avventura
RegiaNicholas Meyer
SoggettoHarve Bennett, Jack B. Sowards, Samuel A. Peeples (non accreditato), basato su Star Trek di Gene Roddenberry
SceneggiaturaJack B. Sowards, Nicholas Meyer (non accreditato)
ProduttoreRobert Sallin
Produttore esecutivoHarve Bennett
Casa di produzioneParamount Pictures
Distribuzione in italianoCIC
FotografiaGayne Rescher
MontaggioWilliam Paul Dornisch
Effetti specialiKen Ralston, Bruce Nicholson, Jim Veilleux, Bob Dawson
MusicheJames Horner
ScenografiaJoseph R. Jennings, Michael Minor, Charles Graffeo
CostumiRobert Fletcher
TruccoJames Lee McCoy, Werner Keppler
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Star Trek II - L'ira di Khan (Star Trek II: The Wrath of Khan) è un film di fantascienza del 1982 diretto da Nicholas Meyer.

È il secondo film derivato dalla serie televisiva Star Trek e fu girato sulla scia del successo del precedente film del 1979.

Khan, l'antagonista eponimo, è un personaggio comparso in un episodio della serie televisiva, Spazio profondo di circa quindici anni prima ed è interpretato dallo stesso attore, Ricardo Montalbán.[1]

Il secondo film dopo il reboot della serie cinematografica di Star Trek, Into Darkness - Star Trek (2013) riutilizza diversi elementi del film, incluso il personaggio di Khan, ma con una trama sostanzialmente diversa.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

2285, James T. Kirk deve sovrintendere una crociera di addestramento per i cadetti dell'Accademia della Flotta Stellare sulla USS Enterprise, ora capitanata dal signor Spock. Dopo una simulazione del famoso test della Kobayashi Maru per giudicare le capacità della tenente vulcaniana Saavik, il dottor Leonard McCoy si reca a casa di Kirk per festeggiare il suo compleanno ma, notando una certa depressione da parte dell'amico, gli consiglia di riprendere il comando di una nave stellare anziché spendere il resto dei suoi giorni a compiere lavori sedentari da ammiraglio della Flotta.

Nel frattempo la nave USS Reliant sta compiendo una missione di ricerca per localizzare un pianeta disabitato sul quale compiere un esperimento per il Progetto "Genesis", un progetto di terraformazione, portato avanti dalla Dottoressa Carol Marcus (ex-fidanzata di Kirk) e da suo figlio David, che permette di rigenerare e dare vita ai pianeti non abitabili, ma che, se lanciato su un mondo già vivente, lo distruggerebbe per crearne uno nuovo. La Reliant giunge in orbita al pianeta Ceti Alpha VI che sembrerebbe idoneo per l'esperimento, così il primo ufficiale Pavel Chekov e il capitano Clark Terrell si teletrasportano sulla superficie, ma qui scoprono di essere invece sbarcati su Ceti Alpha V, dove vengono inaspettatamente catturati dal malvagio Khan Noonien Singh, un superuomo geneticamente modificato assetato di vendetta nei confronti del capitano Kirk. Diciotto anni prima infatti, Kirk aveva esiliato lui e i suoi alleati superuomini su quel pianeta, dopo che essi avevano tentato di prendere il controllo dell'Enterprise. Khan racconta che il pianeta Ceti Alpha VI era esploso sei mesi dopo il loro esilio, deviando l'orbita di Ceti Alpha V (cosa che ha poi tratto in inganno l'equipaggio della Reliant) e provocando gravi mutamenti climatici che avevano reso il loro pianeta inabitabile: molti uomini di Khan erano quindi morti o per le conseguenze del cataclisma, oppure uccisi orribilmente da delle creature parassite, compresa Marla McGivers, la moglie di Khan, provocando così la sua ira verso James Kirk.

Khan infetta quindi anche Chekov e Terrell, inserendo nelle loro teste (tramite le orecchie) due delle larve parassite che, rilasciando una tossina, li rendono suscettibili al controllo mentale, permettendo così al superuomo e ai suoi seguaci di impadronirsi della Reliant per fuggire dal pianeta. Khan viene così a conoscenza del progetto Genesis e decide di recarsi alla stazione spaziale Regula One dove il dispositivo viene sviluppato, per impossessarsene. Prima di raggiungere il laboratorio però, Khan architetta un'astuta trappola per il suo nemico, costringendo Chekov a chiamare Regula One e comunicare che proprio Kirk avrebbe ordinato il sequestro del dispositivo Genesis: Carol Marcus immediatamente contatta l'ammiraglio per chiedere spiegazioni, ma la loro trasmissione viene interrotta a causa di interferenze provocate proprio dalla Reliant. Ricevuto l'ordine di indagare, Kirk assume il comando dell'Enterprise, facendo rotta verso Regula One, ma mentre è in viaggio verso la stazione, la nave viene intercettata e attaccata dalla Reliant, subendo gravi danni, e molti membri dell'equipaggio restano uccisi o feriti. Khan contatta l'Enterprise per costringere l'ammiraglio alla resa e pretende il dispositivo Genesis in cambio della vita dell'equipaggio. Kirk tuttavia riesce a guadagnare tempo per entrare da remoto nel sistema della Reliant, e riesce così ad abbassare i suoi scudi deflettori, permettendo alla sua nave di contrattaccare. Khan è così costretto a una temporanea ritirata e l'Enterprise può così proseguire per Regula One.

Una volta giunti al laboratorio spaziale, Kirk, McCoy e Saavik si teletrasportano a bordo e qui trovano Chekov e Terrell ancora vivi, in mezzo ai membri uccisi della squadra scientifica del progetto Genesis. Il gruppo raggiunge quindi una grotta scavata all'interno del planetoide Regula sottostante, dove incontrano Carol e David che si erano rifugiati lì portando anche il dispositivo Genesis, e qui Kirk scopre che il ragazzo altri non è che il figlio che aveva avuto da Carol tanti anni prima. Tuttavia Khan, che con la sua nave si era nascosto dietro al planetoide, tiene ancora sotto il suo controllo Chekov e Terrell, grazie ai quali fa teletrasportare il Genesis sulla Reliant, ordinando poi a Terrell di uccidere Kirk. Il capitano però, per resistere al controllo mentale esercitato dalla creatura che ha in corpo, si suicida, mentre Chekov collassa e il parassita fuoriesce dal suo corpo. Poco dopo Kirk e i suoi compagni tornano a bordo dell'Enterprise che però versa ancora in condizioni critiche, così l'ammiraglio, su suggerimento di Spock, decide di portare la nave dentro la vicina nebula Mutara, in modo da poter combattere ad armi pari contro Khan: all'interno della nebula infatti i sensori sono fortemente disturbati e gli scudi non funzionano. Così anche la Reliant, una volta entrata nella Mutara nebula, rimane senza difese, e in questo modo l'Enterprise dopo abili manovre, riesce a cogliere di sorpresa la nave nemica e a metterla fuori combattimento, non prima però di aver subito anch'essa altri gravi danni.

Ormai solo e ferito a morte, Khan sfrutta le sue ultime forze per attivare il dispositivo Genesis in modo che l'onda liberata per "riorganizzare" tutta la materia nello spazio circostante, investa e distrugga anche l'Enterprise. La nave di Kirk cerca di mettersi in salvo, ma il reattore per la propulsione a curvatura è danneggiato. Spock decide allora di sacrificarsi entrando nella sala satura di radiazioni per effettuare le riparazioni da solo. La nave sfugge così all'esplosione della Reliant, ma Spock, gravemente contaminato, muore sotto gli occhi disperati di Kirk.

Kirk e l'equipaggio dell'Enterprise, alla conclusione del rito funebre per Spock, lanciano la bara del vulcaniano sulla superficie fertile e vitale del nuovo pianeta creato dall'effetto Genesis, per poi partire al recupero dell'equipaggio della Reliant rimasto su Ceti Alpha V.

«Spazio: ultima frontiera. Queste sono le crociere della nave stellare Enterprise. La sua missione è quella di esplorare strani nuovi mondi alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà. E di giungere arditamente dove nessun uomo è mai giunto prima d'ora.»

(Spock)

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le immagini finali del Pianeta Genesis furono girate all'interno del Golden Gate Park.

Per alcune scene ambientate nello spazio vennero riutilizzate delle inquadrature del primo film di Star Trek.

Per realizzare gli interni della nave USS Reliant fu riutilizzato il set della USS Enterprise scambiandone di posto alcune parti

Scene tagliate[modifica | modifica wikitesto]

In alcune scene poi tagliate vi sono delle battute in cui si rivela che il tenente Saavik era di origine metà vulcaniana e metà romulana, e che il comandante Scott è lo zio dell'allievo Peter Preston.[senza fonte]

Lo script originale prevedeva altre due scene, anch'esse tagliate: nella prima Chekov e il capitano Terrell incontravano, su Ceti Alpha V, un bambino che si scopriva essere figlio di Khan; nella seconda scena il bambino ricompariva mentre osservava il dispositivo Genesis in funzione.[senza fonte]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione italiana del film è stata diretta da Renato Izzo, su dialoghi di Alberto Piferi. Nel doppiaggio italiano Spock viene chiamato comandante anziché capitano, Uhura capitano anziché comandante (anche se solo una volta) e i phaser vengono chiamati fasatori.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film, costato circa 11 milioni di dollari (meno di un terzo del precedente), ne ha incassati 97 al botteghino, di cui 79 negli USA (oltre 14 solo nel weekend di apertura).[2] A questi si sono sommati nel tempo 72 milioni di dollari per i noleggi nell'home video.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Fantafilm scrive che "ispirato anch'esso ad un episodio della serie originale, il secondo capitolo della nuova saga si discosta nettamente dal precedente, ritornando nel più consueto (e convenzionale) alveo della classica avventura spaziale [...]. Abbandonati gli approfondimenti filosofeggianti del primo film, [...] si punta sulla spettacolarità della battaglia e soprattutto sull'impatto emotivo provocato dal volontario sacrificio del personaggio più carismatico della serie."[3]

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

  • La casa di giocattoli statunitense Mego (distribuita originalmente in Italia dalla Harbert, dalla Polistil e dalla GiG), celebre negli anni settanta per le sue action figure da 8" di supererori Marvel e D.C. e di personaggi di film e telefilm, tra cui quelli della serie classica di Star Trek e del film Star Trek: The Motion Picture, risorta nel 2018, ha realizzato nel 2019,[N 1] all'interno della Wave Seven,[4] per la propria nuova linea di Star Trek, le action figure dell'ammiraglio Kirk,[5] del capitano Spock[6] e Khan[7] tratte da questo film. Il personaggio di Spock presenta la mano destra posizionata nel saluto vulcaniano, così come appare, morente, nella scena finale del film.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative
  1. ^ Data riportata sul retro delle confezioni.
Fonti
  1. ^ Per una licenza degli autori, il personaggio afferma di aver già incontrato l'ufficiale Chekov invero assente nel cast dei primi episodi della serie classica.
  2. ^ (EN) Star Trek II - L'ira di Khan, su Box Office Mojo, Amazon.com. URL consultato il 2 febbraio 2017. Modifica su Wikidata
  3. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Star Trek II - L'ira di Khan, in Fantafilm. URL consultato il 2 febbraio 2017.
  4. ^ (EN) Wave Seven, su Mego Toys. URL consultato il 20 luglio 2021.
  5. ^ (EN) Wrath of Khan – Admiral Kirk: Star Trek, su Mego Toys. URL consultato il 20 luglio 2021.
  6. ^ a b (EN) Wrath of Khan – Captain Spock: Star Trek, su Mego Toys. URL consultato il 20 luglio 2021.
  7. ^ (EN) Wrath of Khan – Khan: Star Trek, su Mego Toys. URL consultato il 20 luglio 2021.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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