San (Mondo Emerso)

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San
Universo fantasy
Autore Licia Troisi
1ª app. in Le due guerriere
Ultima app. in Gli ultimi eroi
Specie Mezzelfo
Sesso Maschio
Luogo di nascita Terra del vento
Abilità
  • Combattimento
  • Magia

San è uno dei personaggi principali della saghe fantasy Guerre del Mondo Emerso e Le Leggende del Mondo Emerso scritte da Licia Troisi. Nasce nella Terra del Vento dall'unione di un mezzelfo, suo padre Tarik, e di un'umana, Talya. Ha sangue mezzelfico che scorre nelle sue vene, infatti i suoi capelli neri hanno ancora una sfumatura blu e i suoi occhi sono di un viola acceso. È il nipote di Nihal e del grande mago Sennar.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

L'infanzia[modifica | modifica sorgente]

San ha un'infanzia piuttosto difficile, a Salazar i suoi coetanei e gli adulti lo evitano per il suo strano e curioso aspetto, e litiga spesso con suo padre Tarik perché lui non vuole che il figlio usi i suoi poteri che lui non sopporta perché gli ricordano suo padre Sennar, con il quale ha litigato anni prima accusandolo di non aver fatto nulla per impedire che sua madre Nihal morisse. Ma il peggio arriva quando due Assassini della Gilda uccidono i suoi genitori e lo rapiscono per usarlo come contenitore per il corpo di Aster.

Il viaggio e le Guerre del Mondo Emerso[modifica | modifica sorgente]

Sherva, uno dei due rapitori, ha il compito di portare San da Yeshol, Suprema Guardia della Gilda degli Assassini, setta che venera un dio sanguinario, Theenaar. Il loro obbiettivo e far resuscitare Aster, Il Tiranno, colui che aveva esteso il proprio territorio su quasi tutto il Mondo Emerso in quarant'anni di terrore. Sherva non riesce però a portare a termine la missione grazie a Ido, ex-maestro di Nihal, Cavaliere di Drago ed ex Supremo Generale, il quale salva San rimanendo però ferito. I due cavalcano dunque verso la Terra del Fuoco, terra natia di Ido dove si nasconderanno nell' acquedotto sotterraneo fatto allagare quasi del tutto dal despota Dohor. Qui San cura Ido con i suoi poteri. Dopo essere partiti alla volta del Consiglio delle Acque vengono attaccati durante una sosta dal figlio di Dohor, Learco, e dal suo drago. Qui San, terrorizzato, uccide il drago con una potente magia, e Ido, combattendo contro Learco, viene ferito. Learco li lascia liberi, ma non sa che a sua insaputa il padre gli aveva avvelenato la spada e avendo ferito Ido l'aveva avvelenato.

Il Mondo Sommerso[modifica | modifica sorgente]

Per decisione unanime del Consiglio dell'Acque, un'alleanza delle Terra dell'Acqua e quella del Mare, viene stabilito un nuovo obiettivo: sconfiggere Dohor. Inoltre viene stabilito che, affinché San possa essere protetto da eventuali attentati da parte degli assassini della Gilda, ed in particolare da parte di Sherva, egli debba essere portato da Ido nel Mondo Sommerso. Ido e San, dunque, si dirigono con una pattuglia di uomini verso il Mondo Sommerso. Lì San conosce Ondine, innamorata di suo nonno Sennar, ora contessa di Sakana, la quale lo affida ad un suo fidato mago di corte, Quar, affinché possa studiare magia. All'inizio San è felice di questa esperienza, ma poi si stanca e comincia a frequentare la biblioteca reale: lì trova libri con formule proibite, che lo affascinano molto, biografie di Aster, il Tiranno. Poco dopo viene rapito da 4 assassini della Gilda, fra cui è presente Demar. In preda all'ira si difende uccidendo 2 di loro con una formula proibita. Un altro assassino viene ucciso da Ido, mentre Demar si salva e viene incarcerato.

Il tempio di Thenaar[modifica | modifica sorgente]

San, stupitosi della sua potenza, libera Demar,e gli chiede di portarlo alla Gilda. Il suo piano è appunto di attaccare da solo l'intera Setta degli assassini, comandata da Yeshol; pensando che i suoi poteri fossero in grado di distruggerla definitivamente. Purtroppo i suoi poteri vengono annullati da Yeshol rendendolo inerme. Viene così incacerato sino a che non si fosse dovuto compiere il rito.

La scomparsa[modifica | modifica sorgente]

Dopo qualche tempo passato in prigionìa con Learco, un principe buono e giusto figlio di Dohor e Sulana, e Theana, l'ultima sacerdotessa del vero Shevraar e apprendista maga, arriva Ido che li libera. Nel frattempo c'è una dura battaglia, nella quale Dubhe, posseduta dalla Bestia assetata di sangue che la logorava dentro, fa strage degli assassini. Sennar e Lonerin, giovane mago, impediscono a Yeshol di evocare Aster. Ido combatte contro Dohor ed ha la meglio, tuttavia muore a causa di un'emorragia grave. Inoltre Sennar muore dopo aver consumato tutte le proprie energie nell'evocare Nihal, la quale, in quanto Consacrata, era l'unica in grado di attivare la Lancia di Dessar, un manufatto elfico in grado di rompere i sigilli. Viene così spezzato il sigillo di Dubhe. Per questo motivo San, essendo triste e sentendosi in colpa per la morte di Ido, quando vede il cadavere dello gnomo gli sottrae la spada di cristallo nero, un tempo appartenuta a Nihal, e scappa in groppa al drago di Nihal, Oarf. E non si fa più vedere per 50 anni.

Il Ritorno[modifica | modifica sorgente]

Cinquant'anni dopo, San ritorna alla corte di Learco, venendo accolto con tutti gli onori dovuti ad un eroe come lui. Viene nominato Cavaliere di drago ad Honorem con la sua viverna, poiché, dopo aver vissuto con Oarf in simbiosi per molti anni, il vecchio drago è morto di vecchiaia, e comincia a fare il vigilante insieme ad un giovane apprendista cavaliere, Amhal. Istruisce dunque il ragazzo sull'arte della magia proibita, del sapere, della morte, del sangue, dell'assassinio. Poi sospettato, da Neor figlio della regina Dubhe e del re Learco,di complotto, gli viene messa una guardia alle calcagna, ma lui la scopre e gli impiega una magia di ubbidienza assoluta a lui. La guardia dunque va ad uccidere il vero maestro di Amhal, Mira, facendo credere al ragazzo che l'abbia ucciso Neor. Di notte poi, getta sul terreno della stanza del re un veleno che porta peste, e Learco muore, anche se negli occhi di San lampeggia un senso di tristezza assoluta che però soffocherà subito.

Marvash[modifica | modifica sorgente]

Parte con Amhal alla frontiera, contro gli appestati ribelli, dopo un brutto incidente capitato al ragazzo: seguendo gli assurdi insegnamenti di San diviene così spietato che uccide un bambino infetto. Insieme al ragazzo riducono in fiamme un villaggio infetto e fanno strage di uomini. Ma viene scoperto dal figlio di Learco, Neor, e viene messo nelle prigioni a lungo. Amhal però lo salva, ed è allora che il mezzelfo gli svela tutto, il fatto di essere 2 Marvash, la verità sulla morte di Mira e su quella di Learco. Amhal all'inizio rifiuta questo suo lato oscuro ma poi, dopo che San gli fa un discorso solenne secondo cui il male che devono portare è necessario, e che quindi erano i Marvash i veri eroi, nonostante venissero odiati da tutti e probabilmente sarebbero stati cancellati, accetta questo lato di sé (anche se in realtà quello che lo induce a farlo è la disperazione ed il bisogno di aggrapparsi a qualcuno, dato che da solo Amhal non è in grado né di cavarsela né di pensare con la propria testa) e fa strage di uomini, uccide persino Re Neor, e infine scappa con San. Adhara, una giovane "amante" di Amhal (protagonista femminile del libro), li segue e comincia una lotta contro San: il Marvash contro la Sheireen, una lotta che si sussegue ogni millennio, ogni volta, com'era successo con Nihal e Aster, e come succede tra San, il nipote di questa grandissima eroina, e Adhara, la Consacrata creata dal cadavere di un umano... La lotta viene però interrotta da Adrass (creatore di Adhara) che si frappone tra i due. San prova ad indurre Amhal ad ucciderla ma non ci riesce. Una volta scappati San conduce Amhal dagli elfi. Infatti San, dopo essere fuggito nelle terre ignote, si è imbattuto in loro. Ed essi passarono gli ultimi anni ad addestrarlo e plasmarlo, svelandogli la sua natura di Marvash, fino a farlo diventare l'arma di cui avevano bisogno. A San però non importa nulla della sua natura e del suo destino di Marvash. E non gli importa nulla neanche degli elfi o del Mondo Emerso. Ma Kryss, il re degli Elfi, ha promesso lui qualcosa in cambio dei suoi servigi. Una cosa che San desidera così tanto che pur di ottenerla è anche disposto a distruggere tutto quello per cui i suoi nonni e Ido si sono battuti ed hanno dato la vita. Vuole che Kryss riporti in vita il suo maestro, Ido, come pattuito. San infatti dopo la partenza dal mondo emerso si ritirò nelle terre ignote andando ad abitare nella casa di Sennar facendo esperimenti con i libri di magia nera per trovare un incantesimo per riportare in vita i morti rammentando ciò che fece Sennar per richiamare Nihal. San fa innumerevoli tentativi per riuscire ad incontrare Ido fra i due mondi, ma senza riuscire mai a completare l'incantesimo, cosa che invece Sennar fu in grado di fare. Kryss spiega che è per via della sua natura di marvash e la sua magia è portata alla distruzione, per questo gli incantesimi di San non hanno mai avuto successo. Kryss gli promette che alla fine della conquista della terra del vento, riporterà in vita con un incantesimo proibito Ido. ma l'incantesimo effettuato da Kryss fallisce e l'essere che viene a formarsi è un ibrido tra il corpo di Ido e quello di Tyrash, il mago elfico che aveva tentato l'incantesimo, che San è costretto ad uccidere sentendosi tremendamente in colpa. Kryss, tendendogli una trappola gli mette un talismano oscuro al collo con l'intento di poterlo controllare per continuare il suo piano. Tuttavia San, preso da un'ira folle per essere stato ingannato, si strappa il talismano e rincorre Kryss facendo strage dei suoi uomini per poi essere preso e buttato giù dalla torre del vento. San ormai stremato viene raggiunto da Amina aspettandosi da lei il colpo di grazia. Invece Amina si rifiuta di ucciderlo, perché ormai per le ferite ricevute San è già morto. Preso da un senso di impotenza, rabbia, e tristezza comprendendo di avere fatto tutto questo per niente, San decide con un incantesimo di distruggere tutto il Mondo Emerso. Anche se alla fine verrà fermato da Adhara ed Amhal, che riusciranno a fermarlo e San verrà distrutto consumato dal suo stesso odio e dalla sua disperazione.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

San ha i capelli neri con sfumature blu. Ha gli occhi grandi e viola come sua nonna Nihal, ha un carattere istintivo. È alto, come Sennar, suo nonno; ha una muscolatura da guerriero, sorride con ferocia e si mostra affascinante ed attraente alla vista della gente.

Nella terza trilogia dimostra di essere molto cambiato dal ragazzo che era e di mantenere amore solo verso Ido, l'antico mentore. Diventato un potente mago e uno spietato guerriero, in pubblico mostra un maschera gioviale per ingannare, riuscendoci con chiunque tranne Mira. In battaglia in quanto Marvash non mostra alcuna pietà. Una sua caratteristica è la sua grandissima indipendenza che dimostra resistendo al controllo mentale del medaglione magico con cui Kryss aveva sottomesso la mente di Amhal.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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