Mezzelfi (Mondo Emerso)

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« Delle tante atrocità del Tiranno, la più terribile fu lo sterminio del popolo dei mezzelfi. Ci volle un mese perché la Terra dei Giorni fosse ridotta ad un deserto. I sopravvissuti alla strage cercarono asilo [...] Alla fine dell'anno erano ancora vivi solo un centinaio di mezzelfi. Avevano costituito una colonia nella Terra del Mare, ma quando l'esercito delle Terre libere perse il controllo sul territorio [...] i fammin provvidero alla soluzione finale »

(Annali del Consiglio dei Maghi, frammento)

I mezzelfi sono una razza immaginaria del Mondo Emerso, la terra fantastica ideata dalla scrittrice italiana Licia Troisi e al centro di una vasta saga fantasy. Sono creature nate da un incrocio tra elfi ed umani e abitavano nella Terra dei Giorni, la quale però all'inizio del ciclo delle Cronache del Mondo Emerso appare in rovina e spopolata da lungo tempo, tanto che Nihal, la protagonista, è ritenuta l'ultimo mezzelfo del Mondo Emerso.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

I mezzelfi sono descritti come alti, slanciati e aggraziati. Nati dall'incrocio tra la razza elfica e quella umana, svilupparono caratteristiche fisionomiche loro proprie: le orecchie a punta e gli occhi viola sono caratteristiche elfiche, ma non i capelli blu (gli elfi li hanno verdi), e le proporzioni sono più simili a quelle umane. Gli elfi emigrarono dal Mondo Emerso secoli addietro e maturarono negli anni un forte risentimento contro le razze che rimasero indietro, inclusi i mezzelfi, accusandoli di averli derubati della terra. Eppure i mezzelfi erano i loro parenti più prossimi, mantenendo anche alcune loro tradizioni e venerando gli stessi dei, come ad esempio Shevraar, dio del fuoco e della guerra. Si insediarono nella Terra dei Giorni e costituirono un regno autonomo, con capitale Seferdi la Bianca, una metropoli ricca e prospera, importante centro di studi, in particolare l'astronomia. Nonostante fossero di indole pacifica, i mezzelfi erano piuttosto ostili ai contatti con le altre razze, punivano molto severamente i matrimoni misti e ad un certo punto espulsero dal paese tutti i maghi.

Nella Guerra dei Duecento Anni (circa tre secoli prima delle Cronache), i regni del Mondo Emerso lottarono fra loro per il predominio, e alla fine furono i mezzelfi a prevalere, grazie alle loro abilità (si racconta che fossero capaci di leggere nella mente e quindi di prevedere le mosse degli avversari) e al genio strategico del loro re, Leven, che però morì improvvisamente poco prima della resa dei popoli sottomessi. Il suo successore, Nammen, rinunciò alle conquiste e invece impose un nuovo ordine al Mondo Emerso: ogni popolo poteva scegliersi democraticamente il proprio sovrano e il bene comune di tutti sarebbe stato amministrato dal Consiglio dei Re e dal Consiglio dei Maghi. Il secolo che seguì divenne quindi noto come "Pace di Nammen", e fu interrotto dall'avvento di Aster il Tiranno. Questi, figlio di una mezzelfa e di un umano, è un potentissimo mago, nonché Marvash (una figura mitologica, che ciclicamente compare nel Mondo Emerso, portando con sé grandi sciagure), che avviò la conquista totale del Mondo Emerso. All'inizio di Nihal della Terra del Vento, quattro delle Otto Terre sono sotto il suo tallone, fra cui la Terra dei Giorni, i cui abitanti sono stati per suo ordine completamente sterminati (la sola Nihal, ancora in fasce, viene fortunosamente salvata dalla maga Soana). La città di Seferdi è ridotta in rovina, ma un incantesimo impedisce ad essa e ai cadaveri dei mezzelfi ivi massacrati di deteriorarsi, a memoria perenne della brutalità del Tiranno. Come spiegato in Il Talismano del Potere, ciò è avvenuto a causa di una profezia, che vuole Aster ostacolato nei suoi piani da un membro del suo stesso popolo. Questi si rivelerà essere proprio Nihal (che i genitori, prima di essere uccisi, chiamarono Sheireen, cioè "Consacrata", consacrandola al dio della guerra Shevraar perché vendicasse la sua gente). Aster il Tiranno trova la morte durante la Battaglia d'Inverno, e in seguito (come si apprende nelle Guerre del Mondo Emerso) Dohor, re della Terra del Sole, fa cancellare l'incantesimo che grava su Seferdi, facendo edificare al suo posto una città maleodorante. Nihal avrà con il mago Sennar un figlio di nome Tarik, il quale a sua volta avrà un figlio di nome San, ai quali trasmetterà alcune sue caratteristiche (gli occhi viola, e a San anche i capelli blu), mantenendo così vivo il ricordo della sua razza.

Il viaggio di Nihal[modifica | modifica wikitesto]

« Un popolo di ipocriti, vigliacchi e traditori! L'unica cosa che poteva nascere da una razza bastarda... e che ha fatto la fine che meritava! »

(Shan, riguardo ai mezzelfi)

Nel Febbraio 2011 la Panini Comics ha rilasciato una serie a fumetti di quattro episodi avente a soggetto Nihal (la seconda, dopo Le nuove avventure di Nihal, del 2009), intitolata Il viaggio di Nihal, di Andrea Iovinelli e Massimo dall'Oglio, con le copertine di Paolo Barbieri. Ambientata successivamente alla fine delle Cronache del Mondo Emerso, in essa Nihal si trova impegnata in un arduo viaggio attraverso il Grande Deserto alla ricerca di notizie riguardanti il suo popolo e le sue origini, arrivando ad incontrare altri due mezzelfi scampati alla strage: il mago Shan e il guerriero Ehlum.

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