Rally di Sardegna

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il rally raid motociclistico, prova del mondiale cross country rally, vedi Sardegna Rally Race.
Rally di Sardegna
SportCasco Kubica BMW.svg Automobilismo
CategoriaRally
PaeseItalia Italia
LuogoSardegna
SuperficieTerra
OrganizzatoreACI Sport
CadenzaAnnuale
FormulaWorld Rally Championship
Sito Internethttps://rallyitaliasardegna.com
Storia
Fondazione2004
Ultima edizioneRally di Sardegna 2022
Prossima edizioneRally di Sardegna 2023

Il Rally di Sardegna, comunemente noto come Rally d'Italia Sardegna (in inglese: Rally Italia Sardinia) è una manifestazione inserita nel calendario del Campionato del mondo rally nel 2004 sostituendo il Rally di Sanremo quale tappa italiana del campionato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Chris Atkinson sulla Subaru Impreza WRC durante il Rally del 2008

Nel 2003, a causa di problemi organizzativi ed economici, l'ACI comunicò che, a partire dall’anno successivo, la tappa italiana del campionato del mondo rally sarebbe stata trasferita da Sanremo alla Sardegna.

La prima edizione sull'isola, che si disputò con il nome di Supermag Rally Italia Sardinia, si svolse dal 1° al 3 ottobre 2004, ed ebbe come base operativa la città gallurese di Olbia, con il parco assistenza al molo Cala Saccaia e la sala stampa al Museo archeologico, mentre la cerimonia di partenza e arrivo vennero ospitate a Porto Cervo, rinomata località turistica nel comune di Arzachena. Il fondo del percorso di gara passò dall'asfalto alla terra, e ricalcò le zone del Monteacuto e della Gallura, all'interno delle piste forestali dell'Ente foreste della Sardegna. La gara venne poi vinta da Petter Solberg, su Subaru Impreza WRC, davanti alle due Citroën Xsara WRC di Sébastien Loeb e Carlos Sainz.

Già dall'anno successivo, l'organizzazione mise a punto un gran numero di novità e migliorie, soprattutto dal punto di vista del percorso di gara (per il 75% completamente nuovo). La decisione fu presa per far fronte ad alcune richieste dei team e piloti, che chiesero prove speciali più veloci e con carreggiate più larghe rispetto a quelle impiegate nella passata edizione. Tra le novità figurarono quindi nuovi tratti cronometrati, in particolare quello di Mamone, che attraversava i confini dell'omonima colonia penale, in provincia di Nuoro. Questo, a seguito di un progetto fortemente voluto da ACI e dall'amministrazione carceraria, e che ebbe come scopo il recupero sociale dei detenuti, alcuni dei quali prestarono servizio come commissari di percorso ausiliari lungo la prova. La gara venne inoltre anticipata a maggio, in modo tale da far da "apertura" alla stagione turistica in Sardegna. La cerimonia di partenza e arrivo vennero stavolta ospitate a Porto Rotondo, mentre il parco assistenza venne spostato al Molo Brin, nel centro di Olbia.

Dal 2006, la gara passò sotto la gestione diretta di ACI Sport, cambiando il nome in Rally d'Italia Sardegna. La gara, per il secondo anno consecutivo, presenta un itinerario diviso tra le province di Olbia-Tempio e Nuoro per tutta la 1ª tappa, composta da tre prove speciali da ripetersi nel pomeriggio (tra cui figura la nuova prova di Siniscola), altre sei prove nella subregione del Monteacuto durante la 2ª tappa, e altrettante in Gallura per la giornata finale. Sotto la nuova gestione, gli organizzatori decisero inoltre di riportare la cerimonia inaugurale e di chiusura a Porto Cervo, e il parco assistenza a Cala Saccaia.

Nei tre anni successivi, il format del rally non subì grandi modifiche, mantenendo comunque un programma di gara tra i più apprezzati nel Mondiale, sia dal livello del percorso (grazie soprattutto alla partnership con l'Ente foreste della Sardegna), sia da quello organizzativo. Nell'edizione 2009, per la prima volta, la cerimonia di partenza venne ospitata a Olbia, e vennero inoltre aggiunte due nuove prove speciali nell'area del Goceano per la seconda giornata di gara: la prima, Sa Linea, venne ricavata dal tracciato di un'antica ferrovia dismessa, la seconda, quella di Fiorentini, venne corsa all'interno della foresta demaniale omonima.

Nel 2010, a causa del nuovo criterio di rotazione dei rally nel calendario mondiale, ma anche della grave crisi economica in cui versava la Regione Sardegna, il Rally d'Italia non fu inserito nel calendario mondiale, ma nell'IRC. La gara venne disputata con un chilometraggio molto più ridotto, per via dei regolamenti diversi, e figurarono tre tratti cronometrati inediti, tra cui la prova inaugurale a Cagliari e nuove prove speciali nella zona dell'Alta Marmilla e nel complesso forestale di Monte Grighini, nel centro-ovest della Sardegna.

L'anno successivo il rally tornò a far parte del WRC, nonostante che vari rumor ipotizzassero uno spostamento della manifestazione in Sicilia o in Toscana. Il parco assistenza si trasferì da Cala Saccaia alla neonata banchina nord dell'Isola Bianca, in modo da essere in una posizione più centrale e vicina a Olbia. Il percorso, per il secondo anno consecutivo, ricalca nuovamente le zone centrali dell'isola per tutta la 1ª tappa, riproponendo poi le classiche prove nel Monteacuto e in Gallura nelle due tappe rimanenti.

Nel 2012, dopo una seconda e accesa contesa con la Regione Sicilia per il titolo del Rally d'Italia, la Sardegna riesce nuovamente a inserirsi nel calendario Mondiale, riproponendo la gara nel mese di ottobre, come nel 2004. Dal punto di vista del percorso, figurano due tratti inediti nella subregione dell'Anglona, precedentemente impiegati nel Rally Costa Smeralda: la Tergu-Osilo e la Castelsardo, intervallati, prima della ripetizione pomeridiana, da una breve assistenza a Sassari; città che fu di nuovo scelta per l'anno successivo anche come location per la cerimonia di partenza, tenutasi in Piazza Italia il giovedì sera.

Jari-Matti Latvala durante lo shakedown dell'edizione 2014

Nel 2014 il Rally abbandona la sede di Olbia, trasferendosi nella cittadina catalana di Alghero, nel nord-ovest dell'isola. Il parco assistenza è sdoppiato tra il piazzale della Pace e la Banchina Millelire, sul lungomare algherese, mentre la cerimonia di partenza e arrivo viene ospitata alla Banchina Dogana, davanti ai Bastioni. In quest'edizione ci fu il ritorno della prova inaugurale a Cagliari, disputata il giovedì sera, mentre per quanto riguarda le altre prove speciali, rimasero i classici tratti cronometrati nel Monteacuto, con l'aggiunta di nuove Ps nel sassarese per la giornata finale.

Nel 2015 vennero introdotti nuovi percorsi nelle subregioni del Montiferru e dell'Oristanese per la giornata di venerdì, mantenendo invece abbastanza inalterate le altre tre tappe. Le prove speciali totali furono 23, registrando inoltre il chilometraggio più alto finora raggiunto per la gara sarda: 394,63 km cronometrati.

Dall'anno seguente, il Rally tornò a disputarsi esclusivamente nel nord dell'isola. Nonostante l'improvvisa mancanza di appoggio dell'Ente Foreste, dismesso a pochi mesi dalla gara, l'organizzazione riuscì a presentare diversi tratti cronometrati inediti: tra cui la breve SuperSpeciale del giovedì sera nel comune di Ittiri, che andò a sostituire la prova cagliaritana, ritenuta oramai troppo dispendiosa da organizzare, soprattutto per ragioni logistiche. Al venerdì comparvero le nuove prove di Tula e Monte Baranta, mentre alla domenica esordì la Sassari-Argentiera, valida per il secondo passaggio come Power Stage.

Nel 2017 si arrivò a un accordo per dividere la gara tra i comuni di Alghero e Olbia; con il ritorno nella città gallurese per il Parco chiuso del giovedì sera, e vennero inoltre rispolverati due tratti cronometrati storici di Terranova e Monte Olia nella giornata di venerdì. Inalterato il restante percorso. Nei due anni successivi Alghero tornò invece a essere la sede fissa per l'intero evento.

L'edizione 2020, inizialmente prevista a giugno, ma successivamente posticipata nel mese di ottobre a causa della pandemia di COVID-19, ha presentato un programma ridotto rispetto a quello delle annate precedenti, per far fronte sia ai tempi organizzativi limitati, che per le restrizioni adottate dal governo riguardanti le competizioni agonistiche. La gara quindi, non presentò la suddivisione Alghero-Olbia precedentemente decisa da ACI Sport a inizio anno, mantenendo la prima come base fissa per tutto il rally, e accorciando il percorso complessivo: da 308,63 km cronometrati e 20 prove speciali, ad appena 238,84 km e 16 prove. Nonostante questo, nell'itinerario di gara figurò la rientrante Ps di Tempio Pausania, precedentemente impiegata nel 2005 con il nome di San Bachisio, riportando così una tappa iridata in Gallura dopo un'assenza di ben sette anni.

Nel 2021, in seguito a un accordo di alternanza annuale tra Alghero e Olbia per quanto riguarda la collocazione del quartier generale del rally, il circus del WRC fa il suo ritorno nella città gallurese dopo 8 anni. Il programma di gara prevede la collocazione del parco assistenza al Molo Brin, il parco chiuso sdoppiato tra Piazza Elena di Gallura e Piazza Terranova Pausania, quartier generale al Centro Commerciale Gallura, gli uffici televisivi al Museo Archeologico, e la cerimonia di premiazione al Molo Bosazza; mentre quella di partenza è invece ospitata ad Alghero, così come il parco chiuso del giovedì sera. Per quanto concerne il percorso di gara, vengono riproposte le prove storiche di Su Filigosu e Terranova al venerdì mattina, Bortigiadas nel pomeriggio di sabato e Braniatogghiu alla domenica. Novità assoluta è invece la Power Stage di Aglientu-Rena Majore, che ricalca alcuni tratti storici impiegati precedentemente in alcune edizioni del Rally Costa Smeralda. Da sottolineare inoltre la nuova disposizione oraria delle prove speciali al venerdì e al sabato, con due Ps da ripetersi al mattino (secondo passaggio intervallato da un breve riordino), e, dopo l'assistenza di metà giornata, altre due da ripetersi nel pomeriggio, anch'esse intervallate da un riordino prima della ripetizione. Questo format, che sostituisce quello "classico" di 3/4 Ps da disputare tutte al mattino e poi da ripetersi alla sera, ha come obiettivo l'agevolazione dei trasferimenti delle vetture tra una prova e l'altra, permettendo inoltre di coprire un'area geografica maggiore a ogni giorno di gara andando comunque a ridurre i tempi e i chilometraggi degli spostamenti su strada rispetto alla disposizione precedentemente impiegata.

Il 2022 rappresenta il secondo anno di alternanza tra Alghero e Olbia, stavolta con la prima impiegata come base fissa per tutto il rally, e la seconda come location per la cerimonia di partenza e la prova spettacolo inaugurale del giovedì sera, denominata Olbia - Cabu Abbas; svolta su un percorso ricavato tra il Lungomare Balaguer, l'area sterrata di Tilibbas e il raccordo davanti all'Hilton DoubleTree Hotel. Il percorso di gara non presenta novità sostanziali, fatta eccezione per alcune prove come la Monti di Alà, rinominata in questa edizione Monti di Alà e Buddusò, che vede l'aggiunta di un percorso artificiale di 1,5 km ricavato in zona Punta sa Paule, la Tergu-Osilo disputatasi in senso inverso, e altre piccole modifiche tecniche alle Ps di Erula - Tula, Coiluna - Loelle, Monte Lerno e Cala Flumini. Rimane sempre l'innovativa disposizione delle prove speciali impiegata nel 2020 e 2021, ancora oggi adottata solo da questo rally del campionato iridato.

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Anno Denominazione Vincitori Auto Scuderia Validità
2004 1º Supermag Rally Italia Sardinia Norvegia Petter Solberg
Regno Unito Phil Mills
Subaru Impreza WRC2004 Giappone Subaru WRT WRC
2005 2º Supermag Rally Italia Sardinia Francia Sébastien Loeb
Monaco Daniel Elena
Citroën Xsara WRC Francia Citroën Total WRT WRC
2006 3º Rally d'Italia Sardegna Francia Sébastien Loeb
Monaco Daniel Elena
Citroën Xsara WRC Belgio Kronos Racing WRC
2007 4º Rally d'Italia Sardegna Finlandia Marcus Grönholm
Finlandia Timo Rautiainen
Ford Focus RS WRC 06 Regno Unito BP Ford WRT WRC
2008 5º Rally d'Italia Sardegna Francia Sébastien Loeb
Monaco Daniel Elena
Citroën C4 WRC Francia Citroën Total WRT WRC
2009 6º Rally d'Italia Sardegna Finlandia Jari-Matti Latvala
Finlandia Miikka Anttila
Ford Focus RS WRC 09 Regno Unito BP Ford Abu Dhabi WRT WRC
2010 7º Rally d'Italia Sardegna Finlandia Juho Hänninen
Finlandia Mikko Markkula
Škoda Fabia S2000 Rep. Ceca Škoda Motorsport IRC
2011 8º Rally d'Italia Sardegna Francia Sébastien Loeb
Monaco Daniel Elena
Citroën C4 WRC Francia Citroën Total WRT WRC
2012 9º Rally Italia Sardegna Finlandia Mikko Hirvonen
Finlandia Jarmo Lehtinen
Citroën DS3 WRC Francia Citroën Total WRT WRC
2013 10º Rally Italia Sardegna Francia Sébastien Ogier
Francia Julien Ingrassia
Volkswagen Polo R WRC Germania Volkswagen Motorsport WRC
2014 11º Rally Italia Sardegna Francia Sébastien Ogier
Francia Julien Ingrassia
Volkswagen Polo R WRC Germania Volkswagen Motorsport WRC
2015 12º Rally Italia Sardegna Francia Sébastien Ogier
Francia Julien Ingrassia
Volkswagen Polo R WRC Germania Volkswagen Motorsport WRC
2016 13º Rally Italia Sardegna Belgio Thierry Neuville
Belgio Nicolas Gilsoul
Hyundai NG i20 WRC Germania Hyundai Motorsport N WRC
2017 14º Rally Italia Sardegna Estonia Ott Tänak
Estonia Martin Järveoja
Ford Fiesta WRC Regno Unito M-Sport WRT WRC
2018 15º Rally Italia Sardegna Belgio Thierry Neuville
Belgio Nicolas Gilsoul
Hyundai i20 Coupe WRC Germania Hyundai Shell Mobis WRT WRC
2019 16º Rally Italia Sardegna Spagna Dani Sordo
Spagna Carlos del Barrio
Hyundai i20 Coupe WRC Germania Hyundai Shell Mobis WRT WRC
2020 17º Rally Italia Sardegna Spagna Dani Sordo
Spagna Carlos del Barrio
Hyundai i20 Coupe WRC Germania Hyundai Shell Mobis WRT WRC
2021 18º Rally Italia Sardegna Francia Sébastien Ogier
Francia Julien Ingrassia
Toyota Yaris WRC Giappone Toyota Gazoo Racing WRT WRC
2022 19º Rally Italia Sardegna Estonia Ott Tänak
Estonia Martin Järveoja
Hyundai i20 N Rally1 Germania Hyundai Shell Mobis WRT WRC

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel 2006 la gestione della squadra ufficiale Citroën era affidata alla scuderia belga Kronos Racing

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (ITEN) Sito ufficiale, su rallyitaliasardegna.com. Modifica su Wikidata
  • (EN) Jouni Tikkanen, Rally di Sardegna, su juwra.com. Modifica su Wikidata
  • (CSDEENESETFRITNLPLPTRU) Rally Italia, su ewrc-results.com, Shacki. URL consultato il 6 giugno 2022.
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