Pietro Piselli

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Pietro Piselli
Pietro Piselli.jpg
Nazionalità Italia Italia
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Ruolo Allenatore
Ritirato 1960
Carriera
Carriera da allenatore
1919-1920 Livorno
1922-1924 Robur
1925-1926 Alba Roma
1926-1928 Livorno
1928-1929 Colligiana
1929-1930 Lazio
1930-1931 Lecce
1932-1933 Pescara
1934-1935 Messina
1935-1936 Savoia
1936-1937 Manfredonia
1937-1938 L'Aquila[1]
1938-1939 Pescara
1939-1940 Livorno
1940-1941 Udinese
1941-1942 L'Aquila
1942-1943 Maceratese
1944-1945 L'Aquila
1945-1946 Pro Vasto
1946-1947 Catanzaro
1947-1948 Arsenaltaranto
1948-1950 Salernitana
1951 Bari
1951-1953 Reggina
1955-1956 L'Aquila
1957-1958 Potenza[2]
1958-1959 L'Aquila
1959-1960 Salernitana
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Pietro Piselli (Livorno, 14 novembre 1891 – ...) è stato un allenatore di calcio italiano.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Ritenuto persona alquanto strana ma allo stesso tempo molto preparata sul calcio[3] (era difatti soprannominato il Maestro), Piselli ha allenato numerose squadre in Serie A, B e C, tra cui la Lazio nella stagione 1929-1930. È stato uno dei precursori se non il primo allenatore ad adottare il sistema in Italia[4].

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Inizia ad allenare nella stagione 1919-1920, nella quale guida il Livorno in coppia con Attilio Fresia e vince il girone toscano di Prima Categoria (la massima serie dell'epoca) arrivando fino alla sconfitta nella finalissima per l'assegnazione dello Scudetto. Nella stagione 1922-1923 e nella stagione 1923-1924 guida invece il Siena in Seconda Divisione, la seconda serie dell'epoca. Nel 1924 la squadra retrocede, e Piselli dopo una parentesi di un anno all'Alba Roma in Prima Divisione (nuovo nome del secondo livello del campionato), chiusa con la vittoria del torneo, torna al Livorno, sulla cui panchina siede per altri due anni. Passa poi alla Colligiana, dove nella stagione 1928-1929 ottiene un quinto posto in Seconda Divisione (terzo livello del campionato).

La Serie A alla Lazio e gli anni Trenta e Quaranta[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1929-1930 Piselli viene ingaggiato dalla Lazio, formazione impegnata nel nascente campionato di Serie A; sotto la guida del tecnico toscano i biancocelesti chiudono il torneo al quindicesimo posto in classifica, evitando la retrocessione in Serie B. Il tecnico non viene però riconfermato, e nella stagione 1930-1931 guida il Lecce in Serie B 1930-1931 evitandone la retrocessione in Prima Divisione. Dopo un anno di inattività diviene la guida tecnica del Pescara, nel campionato 1932-1933 di Prima Divisione (terza serie dell'epoca). Dopo un'ulteriore stagione di forzata inattività va al Messina, con cui nella stagione 1934-1935 disputa il campionato di Serie B 1934-1935 venendo però esonerato a campionato in corso in favore di Ezio Sclavi. Nel resto del decennio Piselli allena il Savoia, l'Aquila (con cui ottiene un secondo posto nel girone E di Serie C 1937-1938) ed il Pescara in Serie C e, nella stagione 1939-1940, il Livorno in Serie B: con la squadra toscana si piazza al secondo posto in classifica nella serie cadetta, ottenendo quindi la promozione nel successivo campionato di Serie A. Nella stagione 1940-1941 allena invece l'Udinese in Serie B, per poi sedersi sulle panchine di Aquila e Maceratese fino al termine della stagione 1942-1943.

Durante la guerra[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Seconda guerra mondiale allena l'Aquila nel campionato regionale abruzzese che sostituì in quell'anno i normali campionati sospesi a causa del conflitto in corso.

Gli anni del dopoguerra in Serie B[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine del conflitto rimane in Abruzzo, sulla panchina della Pro Vasto in Serie C; l'anno seguente guida invece il Catanzaro in Serie B. La sua parentesi in Calabria dura un solo anno, chiuso con la retrocessione dei giallorossi in Serie C; Piselli continua comunque ad allenare in Serie B anche nella stagione 1947-1948, nella quale conquista un terzo posto in classifica nel girone C del campionato cadetto alla guida dell'Arsenaltaranto. Allena in seconda serie anche la Salernitana, nel biennio successivo, ottenendo un quarto posto in classifica il primo anno ed una tranquilla salvezza nel secondo. Nella parte finale della Serie B 1950-1951 allena per due partite il Bari.

Gli ultimi anni di carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1951-1952 guida la Reggina ad un dodicesimo posto in classifica in girone D di Serie C, ma, per lo scandalo di corruzione, i calabresi retrocedono in IV Serie: nel corso della stagione 1952-1953 Piselli rimane a Reggio Calabria, portando la squadra ad un ulteriore dodicesimo posto in classifica (girone H). Dopo due anni di totale inattività viene richiamato dall'Aquila, che allena nella stagione 1955-1956 in IV Serie. Dopo un ulteriore anno da disoccupato passa al Potenza: in Basilicata chiude il Campionato Interregionale - Seconda Categoria 1957-1958 con una retrocessione; l'anno seguente torna all'Aquila, dove ottiene una tranquilla salvezza nel campionato di Serie C. La sua ultima stagione in carriera è la 1959-1960, nella quale subentra nel corso della stagione sulla panchina della Salernitana in Serie C ed evita ai campani la retrocessione in Serie D chiudendo il campionato al quindicesimo posto in classifica del girone C.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Lo storico Gianni Antonucci scrive di un metodo di valutazione dei giocatori di Piselli, basato sul coraggio: avvicinatosi ad un atleta, alzava di scatto il suo bastone e se questi, spaventatosi, indietreggiava, era da lui ritenuto meno valido.[3]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Livorno: 1919-1920
Alba Roma: 1925-1926

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fuori gioco - Allenatori, Il Littoriale, n. 296, 3 dicembre 1937, pp. 4.
  2. ^ Il Monticchio Potenza negli anni '50 11leoni.com
  3. ^ a b 1908-1998 90 Bari (Gianni Antonucci) Bari, Uniongrafica Corcelli, 1998 - pp. 375-386.
  4. ^ Ma che cos'è il famoso Sistema Il Littoriale, n. 311, 31 dicembre 1941, p. 1.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]