Parachutes

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Parachutes
ArtistaColdplay
Tipo albumStudio
Pubblicazione10 luglio 2000
Durata41:44
Dischi1
Tracce10
GenereRock alternativo[1]
Britpop[1]
EtichettaParlophone
ProduttoreKen Nelson, Coldplay
Chris Allison (traccia 8)
Registrazionenovembre 1999-maggio 2000
Wessex, Highbury
Parr Street Studios, Liverpool
Rockfield Studios, Monmouth
estate 1999, Orinoco (traccia 8)
FormatiCD, LP, download digitale
Certificazioni originali
Dischi di platinoAustralia Australia (3)[2]
(vendite: 210 000+)
Danimarca Danimarca (4)[3]
(vendite: 80 000+)
Regno Unito Regno Unito (9)[4]
(vendite: 2 700 000+)
Certificazioni FIMI (dal 2009)
Dischi di platinoItalia Italia[5]
(vendite: 50 000+)
Coldplay - cronologia
Album precedente
Singoli
  1. Shiver
    Pubblicato: 6 marzo 2000
  2. Yellow
    Pubblicato: 26 giugno 2000
  3. Trouble
    Pubblicato: 23 ottobre 2000
  4. Don't Panic
    Pubblicato: 19 marzo 2001

Parachutes è il primo album in studio del gruppo musicale britannico Coldplay, pubblicato il 10 luglio 2000 dalla Parlophone.[6]

È stato inserito nella lista dei 100 migliori album degli anni 2000 secondo Rolling Stone, alla posizione 73.[7]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la pubblicazione degli EP Safety E.P. e The Blue Room E.P., dallo scarso successo commerciale, l'uscita di Parachutes fa conoscere il gruppo al pubblico britannico in primis e, successivamente, anche a quello mondiale. A breve tempo dalla pubblicazione, esso raggiunse la prima posizione della classifica inglese, e restò nella Top 10 per 13 settimane. Altrettanto buoni i risultati in tutta Europa, mentre negli Stati Uniti faticò a sfondare, raggiungendo la posizione 51.

L'album è caratterizzato da una profonda continuità sonora tra i vari brani, che si distaccano dal panorama britpop dell'epoca per l'immediatezza delle passioni e dei sentimenti che riescono a trasmettere, grazie a sonorità principalmente acustiche (pianoforte e chitarre), semplici tuttavia intrise di carattere, e a testi decisamente personali e molto intensi.

Dal disco sono stati estratti quattro singoli: il primo fu Shiver, che anticipò la pubblicazione dell'album uscendo il 6 marzo 2000;[8] ad esso hanno fatto seguito Yellow,[9] che lanciò il gruppo a livello mondiale, e Trouble, uscito il 23 ottobre.[10] Nel mese di marzo 2001 è stato invece pubblicato Don't Panic esclusivamente in Australia e in alcuni paesi dell'Europa.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di Guy Berryman, Jonny Buckland, Will Champion e Chris Martin.

  1. Don't Panic – 2:17
  2. Shiver – 4:59
  3. Spies – 5:18
  4. Sparks – 3:47
  5. Yellow – 4:29
  6. Trouble – 4:30
  7. Parachutes – 0:46
  8. High Speed – 4:14
  9. We Never Change – 4:09
  10. Everything's Not Lost – 7:15 – contiene la traccia fantasma Life Is for Living (5:39-7:15)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo
Produzione
  • Ken Nelsonproduzione e ingegneria (eccetto traccia 8)
  • Chris Allison – produzione, ingegneria e missaggio (traccia 8)
  • Andrea Wright – assistenza tecnica
  • Jon Coles – assistenza tecnica
  • Paul Read – assistenza tecnica
  • Simon Barnicott – assistenza tecnica
  • Mark Phytian – effetti sonori
  • Michael H. Brauer – missaggio
  • George Marino – mastering

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Parachutes, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 27 settembre 2014.
  2. ^ (EN) Accreditations - 2003 Albums, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 12 ottobre 2012.
  3. ^ (EN) Parachutes, IFPI Danmark. URL consultato il 19 maggio 2020.
  4. ^ (EN) Parachutes, British Phonographic Industry. URL consultato il 26 gennaio 2018.
  5. ^ Parachutes (certificazione), Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato l'11 giugno 2018.
  6. ^ (EN) Parachutes, Coldplay. URL consultato il 29 dicembre 2019.
  7. ^ (EN) 100 Best Albums of the 2000s, Rolling Stone. URL consultato il 27 settembre 2014.
  8. ^ (EN) Shiver, Coldplay. URL consultato l'8 dicembre 2014.
  9. ^ (EN) Yellow, Coldplay. URL consultato l'8 dicembre 2014.
  10. ^ (EN) Trouble, Coldplay. URL consultato l'8 dicembre 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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