Meneltarma

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Meneltarma
TipoMontagna
Creazione
IdeatoreJohn Ronald Reuel Tolkien
Appare inIl Silmarillion
Racconti Incompiuti
Caratteristiche immaginarie
PianetaArda
ContinenteNúmenor
RegioneArandor

Il Meneltarma (in quenya: "Pilastro del cielo") è un monte di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. È il monte sacro che si ergeva alto e imponente al centro dell'isola di Númenor. In adûnaico era chiamato Minûltarîk.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Era alto 14 000 piedi (oltre 4 250 metri) e in due occasioni dalla sua sommità erano usciti fumo e fuoco, cosa che faceva sospettare che la montagna fosse in origine un vulcano.[1][2]

Le pendici del Meneltarma digradavano dolcemente, formando cinque catene collinose che corrispondevano alle cinque penisole di Númenor; paragonabili alle radici del monte erano chiamate Tarmasundar, le Radici del pilastro.[1] Ai piedi del monte, tra il Tarmasundar sud-occidentale e quello sud-orientale vi era la valle di Noirinan, la Valle delle tombe, dove erano scavate nella roccia i sepolcri dei Re e le Regine di Númenor[3][4]. Uccelli e animali non si avvicinavano al monte, eccezion fatta per le Aquile di Manwë, che a volte si potevano scorgere mentre sorvolavano il picco della montagna. Esse erano considerate le guardiane del monte e di tutta l'isola.[4]

L'area consacrata sulla cima[modifica | modifica wikitesto]

Aveva una sommità vasta, piatta e incavata consacrata a Eru Ilúvatar, che ospitava una grande folla durante la cerimonie religiose che avvenivano sempre all'aria aperta non essendoci alcun edificio o tempio, a esclusione di una lunga strada spiraliforme che iniziava dalla Tarmasundar sud-occidentale del monte e che poi terminava a nord sotto il margine della sommità. Il silenzio assoluto era d'obbligo per chiunque salisse il monte, che poteva farlo senza strumenti e armi, e solo il re aveva il diritto di parlare, per indirizzare preghiere e ringraziamenti a Eru Ilúvatar durante le tre feste sacre di Númenor: l'Erukyermë nei primi giorni di primavera, l'Erulaitalë a mezza estate e l'Eruhantalë a fine autunno. Durante queste occasioni il re, vestito di bianco e ricco di ornamenti, risaliva la montagna seguito da una numerosa folla silenziosa.[3][4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 3319 della Seconda Era, Númenor venne distrutta e sprofondò nell'oceano. L'ultima regina, Tar-Míriel, cercò di salvarsi salendo sul Meneltarma, ma le acque la raggiunsero prima che potesse arrivare alla cima.[5] Molti dei numenoreani sopravvissuti ritengono che la cima di Meneltarma non sia però sprofondata nelle acque, in quanto luogo sacro, e sia quindi rimasta al di sopra del livello del mare. Tale cima viene spesso cercata dai marinai nel mezzo dell'oceano, poiché si dice che essa sia l'unico luogo al mondo da cui è ancora possibile scorgere le Terre Immortali (che, dopo la caduta di Númenor furono rese invisibili e irraggiungibili agli uomini).[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Wynn Fonstad, p. 43.
  2. ^ Silmarillion, pp. 349, 351.
  3. ^ a b Silmarillion, p. 328.
  4. ^ a b c Racconti incompiuti, pp. 230-231.
  5. ^ Silmarillion, pp. 351-352.
  6. ^ Silmarillion, pp. 354-355.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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