McDonnell Douglas KC-10 Extender

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McDonnell Douglas KC-10 Extender
KC-10 Extender (2151957820).jpg
Un KC-10A rifornisce un F-16 del 40th Flight Test Squadron dell'USAF; Eglin AFB, Florida.
Descrizione
Tipoaerocisterna
Equipaggio2 piloti
1 tecnico di volo
1 addetto al rifornimento
CostruttoreStati Uniti McDonnell Douglas
Data primo volo12 luglio 1980
Data entrata in servizio1981
Utilizzatore principaleStati Uniti US Air Force
Altri utilizzatoriPaesi Bassi KLu
Esemplari64
Costo unitario88,4 milioni US$ (1998)
Sviluppato dalDC-10-30F
Dimensioni e pesi
Lunghezza54,35 m (181 ft 7 in)
Apertura alare50,40 m (165 ft 4in)
Altezza17,70 m (58 ft 1 in)
Superficie alare367,70 (3,958 ft²)
Peso a vuoto109 328 kg (241 027 lb)
Peso carico267 620 kg (590 000 lb)
Peso max al decollo272 000 kg (597 000 lb)
Capacità combustibile379 000 L (100 000 gal)
Propulsione
Motore3 turboventola
General Electric
CF6-50C2
Spinta236 kN ciascuno
Prestazioni
Velocità max0,86 Ma
(982 km/h in quota)
Velocità di salita34 m/s
Autonomia18 507 km
Raggio di azione7 032 km
Tangenza12 700 m
Notedati relativi alla versione:
KC-10A

i dati sono tratti da:
USAF Fact Sheet [1]
Steffen [2]

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Il McDonnell Douglas KC-10 Extender è un'aerocisterna derivata dall'aereo di linea DC-10; è risultato uno degli aerei più sicuri dell'USAF, con una sola perdita causata da un incendio quando l'aereo era a terra, nonostante l'intensa attività.

Dispone di tre turbofan General Electric F103 molto efficienti ed in grado di sviluppare 23.815 kg di spinta ciascuno; due sono posizionati sotto le ali, mentre il terzo motore si trova incassato nella trave di coda. L'asta per il rifornimento ("Flying boom") lunga 13,1 m alla massima estensione, è situata sotto la sezione di coda, dispone di un sistema digitale per il controllo del combustibile ed è in grado di "consegnare" 5678 litri di combustibile al minuto.

Alcuni esemplari montano 2 pod per il rifornimento sotto le ali dotati del cosiddetto "cestello" per il rifornimento, sistema utilizzato dagli aerei dell'US Navy, dall'USMC (Marines) e dalla maggior parte degli stati della NATO; questo sistema inoltre non richiede un addetto specializzato, visto che gli aerei agganciano il canestro autonomamente grazie a una speciale sonda montata sull'aereo stesso.

Il KC-10 può trasportare circa 100.000 litri di combustibile in 7 serbatoi sotto il compartimento di carico (spazio che nella versione civile viene utilizzato per lo stivaggio dei bagagli), ma è anche predisposto per essere usato come un normale aereo da trasporto, potendo trasportare fino 76.834 kg sul ponte principale o 60 persone, montando pallet con normali sedili.

L'Extender ha effettuato il suo primo volo il 12 luglio 1980 ed è entrato in servizio con l'USAF nel 1981. Il velivolo è stato prodotto in 60 esemplari; nonostante la sua produzione fosse cessata nel 1990, i Paesi Bassi ricevettero due KC-10 nel 1995, modificando due DC-10 cargo civili con l'assistenza tecnica della McDonnell Douglas. La grande disponibilità di cellule di DC-10 fa pensare ad altre conversioni del genere nel prossimo futuro da parte di altri paesi.

Il KC-10, a differenza del KC-135 Stratotanker, può a sua volta essere rifornito in volo: questo gli permette di consegnare combustibile superando la cosiddetta soglia critica, cioè la quantità minima di combustibile necessaria per poter ritornare alla base. La sua autonomia è quindi teoricamente illimitata e le uniche limitazioni sono nella necessità di sostituire l'olio motore e nell'affaticamento dell'equipaggio.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti Stati Uniti
60 consegnati, 59 esemplari in servizio all'aprile 2017.[3]
Paesi Bassi Paesi Bassi
2 K(D)C-10 consegnati ed entrambi in servizio al giugno 2018.[4]

L'Extender nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Factsheets : KC-10 Extender.
  2. ^ Steffen 1998, p. 107.
  3. ^ "USAF COMPLETES KC-10A MODERNISATION PROGRAMME" Archiviato il 29 aprile 2017 in Internet Archive., su janes.com, 27 aprile 2017, URL consultato il 28 aprile 2017.
  4. ^ "Il libro bianco della difesa olandese" - "Rivista italiana difesa" N. 6 - 06/2018 pag. 28

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