Boeing KC-46 Pegasus

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Boeing KC-46 Pegasus
N461FT 4 Boeing 767-2C(2LK)-KC-46A Boeing Aircraft Co (USAF) PAE 29JUL15.jpg
Il prototipo del Boeing KC-46A decolla da Paine Field per un test di volo a Luglio 2015.
Descrizione
TipoAerocisterna
Equipaggio2 piloti
1 Addetto al rifornimento
CostruttoreStati Uniti Boeing
Data primo volo25 settembre 2015
Data entrata in servizioprevista per il 2018
Utilizzatore principaleStati Uniti USAF
Altri utilizzatoriGiappone Kōkū Jieitai
Costo unitario188 milioni US$
Sviluppato dalBoeing KC-767
Dimensioni e pesi
Lunghezza50,5 m (165 ft 6 in)
Apertura alare48,1 m (157 ft 8 in)
Altezza15,9 m (52 ft 0 in)
Superficie alare283,30 (ft²)
Peso a vuoto82 377 kg
Peso max al decollo188 240 kg
Passeggerifino a 114 passeggeri
Capacità18 463L pallet
Capacità combustibile96 297 kg
Propulsione
Motore2 turboventole
Pratt & Whitney PW4062
Spinta282 kN ciascuno
Prestazioni
Velocità max0,86 Ma (ca. 915 km/h)
Velocità di crociera0,80 Ma (ca. 851 km/h)
Autonomia12 200 km
Tangenza12 200 m (40 100 ft)

Dati tratti da "www.Boeing.com"[1]

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Il Boeing KC-46 Pegasus[2] è un aereo militare per il rifornimento in volo e trasporto strategico sviluppato dalla Boeing dal suo aereo di linea 767. Nel febbraio 2011, l'aerocisterna è stata selezionata dalla United States Air Force (USAF) come vincitrice del programma KC-X per un nuovo tanker, progettato per sostituire le vecchie aerocisterne KC-135 Stratotanker. Il 18 agosto 2016, l'U.S. Air Force ha assegnato 2.8 miliardi di dollari alla Boeing per la realizzazione (a basso tasso di produzione iniziale) degli aerorifornitori KC-46A. Lo stanziamento comprende i primi due "lotti di produzione" da 7 e 12 velivoli oltre a parti di ricambio. Comprendendo le opzioni future, Boeing prevede di costruire un totale di 179 di questi velivoli da rifornimento per sostituire l'attuale flotta di KC-135.[3]

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

L'US Air Force aveva un programma per sostituire circa 100 dei suoi più anziani KC-135E Stratotanker, e selezionò il Boeing KC-767. L'Aerocisterna Boeing fu designata KC-767A dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti nel 2002 ed apparve nell'edizione del rapporto delle denominazioni del DoD del 2004.[4] L'Air Force decise di prendere in leasing 100 di questi KC-767 da Boeing.[5]

Nonostante le varie nazioni che proponevano leasing di aerei militari non avessero fatto opposizione alla scelta dell'USAF, il senatore statunitense John McCain e altri giudicarono l'accordo di leasing come costoso e problematico. In risposta alle proteste, l'Air Force trovò un compromesso nel novembre 2003, per cui sarebbero stati acquisti 80 KC-767 e solo 20 presi in leasing.[6][7] Nel dicembre 2003, il Pentagono annunciò il congelamento del programma, perché un'indagine basata su accuse di corruzione portò all'arresto di uno dei suoi ex dirigenti addetti all'approvvigionamento reo di aver fatto domanda per lavorare alla Boeing.[8] Di conseguenza, il contratto per la fornitura di KC-767A all'Air Force fu ufficialmente cancellato dal DoD nel gennaio 2006.[9]

Il Programma KC-X dell'USAF[modifica | modifica wikitesto]

Gray jet aircraft facing left on apron against a cloudless, pale blue sky. In the foreground are green grass; the foreground is a wet tarmac.
Un KC-767 dell'Aeronautica Militare Italiana sul piazzale della McConnell AFB della fabbrica Boeing di Wichita, Kansas in 2010

Nel 2006 l'USAF rilasciò una richiesta di intenti (RFP) per il programma relativo ad una nuova aerocisterna denominato KC-X, da selezionare entro il 2007. Boeing annunciò che avrebbe potuto svilupparne una di capacità ancora più elevata sulla base del Boeing 777, chiamata KC-777. Airbus si unì a Northrop Grumman per offrire l'Airbus A330 MRTT, la versione tanker dell'A330, che fu commercializzato per la USAF con la denominazione di KC-30.[10]

Alla fine di gennaio 2007, l'USAF emise per il programma KC-X una richiesta di 179 aerei (4 prototipi e 175 di serie), in un contratto per un valore stimato di 40 miliardi di dollari.[11] Tuttavia, Northrop ed EADS espressero il loro disappunto per come il RFP venne strutturato e minacciarono di ritirarsi, lasciando solo Boeing in qualità di offerente.[12]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti Stati Uniti
Previsione di ordini per un totale di 179 velivoli.[3][13]
Giappone Giappone
3 ordinati a dicembre 2017 con consegna nel 2020.[14][15][16][13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Specifiche Tecniche Boeing KC-46A Pegasus, su boeing.com.
  2. ^ KC-46A tanker gets new name: Pegasus, su The Air Force Times, 21 luglio 2014. URL consultato il 26 luglio 2014.
  3. ^ a b BOEING AVVIA LA PRODUZIONE DELLA NUOVA GENERAZIONE DI TANKER PER L'AIR FORCE, difesaonline.it, 18 agosto 2016.
  4. ^ Model Designation of Military Aerospace Vehicles (PDF), US, DoD, 12 maggio 2004, DoD 4120.15L.
  5. ^ Tirpak, John A. "100 Tankers". Air Force magazine, August 2003.
  6. ^ Tanker Twilight Zone, in Air Force magazine, vol. 87, nº 2, February 2004.
  7. ^ Pope, Charles. "Pentagon finalizes Boeing tanker deal". Seattle Post-Intelligencer, 7 November 2003.
  8. ^ Cahlink, George, "Ex-Pentagon procurement executive gets jail time". Government Executive, October 1, 2004.
  9. ^ Majumdar, Dave. "Boeing wins KC-X tanker battle". AirForceTimes, 24 February 2011.
  10. ^ Northrop Grumman KC-30 marketing web site Archiviato il 17 febbraio 2007 in Internet Archive.
  11. ^ Air Force Posts KC-X Request for Proposals Archiviato il 19 luglio 2012 in Archive.is.. USAF, 2007-01-30.
  12. ^ Evens, Ben and Daly, Matthew (AP), "Northrop-EADS threatens to withdraw bid for US Air Force contract leaving only Boeing". Aerotech News and Review, 2 February 2007.
  13. ^ a b "JAPAN SIGNS FOR KC-46A TANKER", su janes.com, 27 dicembre 2017, URL consultato il 27 dicembre 2017.
  14. ^ "CONSEGNE DAL 2020 PER I NUOVI TANKER GIAPPONESI", su analisidifesa.it, 25 marzo 2018, URL consultato il 29 marzo 2018.
  15. ^ "Giappone. L'Air Self-Defence Force ordina tre KC-46A" - Aeronautica & Difesa" N. 376 - 02/2018 pag. 74
  16. ^ "BOEING SCORES BIG WITH F-15, KC-46 CONTRACTS WITH FOREIGN MILITARIES", su defensenews.com, 23 dicembre 2017, URL consultato il 25 dicembre 2017.

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