Boeing X-32

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Boeing X-32
Boeing X-32B Patuxent.jpg
Boeing X-32B in mostra presso il Patuxent River Naval Air Museum
Descrizione
TipoCaccia multiruolo stealth
Equipaggio1 Pilota
CostruttoreStati Uniti Boeing
Data primo volo18 settembre 2000 (X-32A)
Utilizzatore principaleStati Uniti DARPA
Esemplari2
Dimensioni e pesi
Lunghezza13,72 m (45 ft 1 in)
Apertura alare10,97 m (36 ft 0 in)
Altezza5,28 m (17 ft 4 in)
Superficie alare54,8 (590 ft²)
Peso max al decollo17 200 kg (38 000 lb)
Propulsione
Motore1 Turbofan
Pratt & Whitney F135
Spintada 125 a 191 kN
Prestazioni
Velocità max1,6 Mach (1 800 km/h)
Autonomiaca. 1 800 km
Raggio di azione1 575 km (X-32A USAF)
1 100 km (X-32B USMC/RN)
1 390 km (X-32C USN)
Tangenzaca. 15 000 m
Armamento
Cannoni1 M61A-2 Vulcan da 20 mm o
1 Mauser BK-27 da 27 mm
BombeA caduta libera Mk-82, a guida satellitare Blu, a guida laser Mk-86
MissiliAIM-9 Sidewinder a corto raggio, AIM-7 Sparrow a medio raggio, AIM-120 AMRAAM a lungo raggio, AGM-88 Alarm attacco al suolo antiradar a lungo raggio
Impieghi sperimentali e di ricerca
JSF (Joint Strike Fighter)

i dati estratti da Combat Aircraft since 1945[1]

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Il Boeing X-32 era un prototipo di caccia multiruolo di 5ª generazione, proposto dall'azienda statunitense Boeing nella gara di appalto per il programma JSF (Joint Strike Fighter) alla fine degli anni novanta. Questa era dedicata alla scelta di un velivolo che potesse sostituire diversi tipi di aerei dell'USAF, dell'US Navy e dei USMC (Marines). Dalla valutazione comparativa che ne seguì gli venne preferito il prototipo realizzato dalla Lockheed Martin, l'X-35, ora in produzione con la denominazione Lockheed Martin F-35 Lightning II.

L'aereo era caratterizzato da un presa d'aria sotto il cockpit, da due stive sui fianchi della presa d'aria al di sotto della grande ala a delta e soprattutto per l'assenza dei piani orizzontali di coda sostituiti dai piani verticali inclinati come quelli del F/A-18 anche se era previsto che la versione di serie li avrebbe avuti.

Il primo volo dell'X-32 avvenne nel settembre 2000, quando un prototipo decollò dallo stabilimento Boeing di Palmdale e volò fino alla Edwards AFB, dove avrebbe sostenuto i test. Il prototipo della versione STOVL l'X-32B fece il suo primo volo nel marzo 2001.

Il programma dell'X-32 venne interrotto subito dopo il 26 ottobre 2001, dopo cioè che il dipartimento della difesa dichiarasse l'X-35, poi rinominato F-35 Lightning II, vincitore del programma JSF.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

X-32A 
versione di base ad atterraggio e decollo convenzionale era destinata all'USAF ed eventuali acquirenti europei
X-32B 
versione a decollo corto e atterraggio verticale (STOVL); era destinata in special modo ai Marines, alla Royal Navy, alla RAF.
X-32C 
versione per impiego sulle portaerei; era destinata all'US Navy.

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica wikitesto]

Due esemplari dell'X-32 sono stati donati a due diversi musei. Il primo, un prototipo STOVL X-32B, è stato donato al Naval Air Museum sulla Patuxent River Naval Air Station di St. Mary's County, Maryland, mentre il secondo, un X-32A, è stato donato nel 2005 al National Museum of the United States Air Force di Dayton (Ohio), dove è stato restaurato. Quest'ultimo esemplare non è ancora (2013) esposto al pubblico.

Cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • In ambito videoludico, il Boeing X-32 compare tra i velivoli del videogioco Deadly Skies III (in versione A e B)[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Gerard Frawley, Boeing X-32 JSF, in Combat Aircraft since 1945, London, Aerospace Publications, 2000, ISBN 1-875671-50-1.
  • Jenkins, Dennis R. and Tony R. Landis. Experimental & Prototype U.S. Air Force Jet Fighters. North Branch, Minnesota, USA: Specialty Press, 2008. ISBN 978-1-58007-111-6.
  • Keijsper, Gerald. Lockheed F-35 Joint Strike Fighter. London: Pen & Sword Aviation, 2007. ISBN 978-1-84415-631-3.
  • Dennis R. Jenkins, Tony Landis; Jay Miller, American X-Vehicles: An Inventory—X-1 to X-50 (PDF) (NASA Special Publication), Monographs in Aerospace History, No. 31, Centennial of Flight, Washington, DC, NASA History Office, giugno 2003. URL consultato il 21 marzo 2013. OCLC 68623213
  • (EN) Jay Miller, The X-Planes: X-1 to X-45, Midland, Hinckley, 2001, ISBN 1-85780-109-1.
  • (EN) Jim Winchester, X-Planes and prototypes, Rochester, Grange Books, 2005, ISBN 1-84013-809-2.
  • Aerei gennaio-febbraio 2001, Dossier 1, Parma, Delta editrice, 2001.

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