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Luciano D'Alfonso

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Luciano D'Alfonso
D'Alfonso nel 2018

Presidente della Regione Abruzzo
Durata mandato13 giugno 2014 
10 agosto 2018
PredecessoreGiovanni Chiodi
SuccessoreMarco Marsilio

Sindaco di Pescara
Durata mandato9 giugno 2003 
5 gennaio 2009
PredecessoreCarlo Pace
SuccessoreCamillo D'Angelo (Vicesindaco f.f.)

Presidente della Provincia di Pescara
Durata mandato7 maggio 1995 
13 giugno 1999
PredecessoreFortunato di Sipio
SuccessoreGiuseppe De Dominicis

Deputato della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato13 ottobre 2022
LegislaturaXIX
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista
CoalizioneCentro-sinistra 2022
CircoscrizioneAbruzzo
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato23 marzo 2018 
12 ottobre 2022
LegislaturaXVIII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
CoalizioneCentro-sinistra 2018
CircoscrizioneAbruzzo
Incarichi parlamentari
Sito istituzionale

Presidente della 6ª Commissione Finanze e Tesoro del Senato della Repubblica
Durata mandato29 luglio 2020 
12 ottobre 2022
PredecessoreAlberto Bagnai
SuccessoreMassimo Garavaglia

Dati generali
Partito politicoPartito Democratico (dal 2007)
In precedenza:
DC (fino al 1994)
PPI (1994-2002)
DL (2002-2007)
Titolo di studio
  • Laurea in Scienze Politiche
  • Laurea in Filosofia
  • PhD in Decisione Pubblica
  • Laurea Magistrale in Giurisprudenza
  • Laurea Magistrale in Scienze delle Amministrazioni
  • Laurea Magistrale in Diritto, Economia e Strategia d'impresa
UniversitàUniversità degli Studi di Teramo
Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio"
Università degli Studi del Molise
ProfessioneFunzionario quadro ANAS

Luciano D'Alfonso (Lettomanoppello, 13 dicembre 1965) è un politico italiano, dal 13 ottobre 2022 deputato alla Camera per il Partito Democratico, dopo essere stato senatore della Repubblica dal 23 marzo 2018 al 12 ottobre 2022.[1]

È stato presidente della Provincia di Pescara dal 7 maggio 1995 al 13 giugno 1999, sindaco di Pescara dal 9 giugno 2003 al 5 gennaio 2009 e presidente della Regione Abruzzo dal 13 giugno 2014 al 10 agosto 2018.

Nato a Lettomanoppello (Pescara), ma vive con la famiglia a Pescara, dove ha conseguito il diploma di maturità al liceo scientifico Galileo Galilei, si è laureato con lode in Scienze politiche, Giurisprudenza, Scienze delle amministrazioni e Diritto, economia e strategia d'impresa all'Università di Teramo e in Filosofia con il massimo dei voti all'Università Gabriele D'Annunzio[2], ha conseguito nel 2017 il dottorato di ricerca in Decisione Pubblica all'Università del Molise.

È sposato con Livia e ha tre figli: Luca Maria, Benedetta e Francesco Cetteo.[2]

Attività professionale

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Sul piano professionale, si occupa di accelerazione dei processi e di sviluppo economico e infrastrutturale in enti pubblici ed aziende, tra cui Società Autostrade Romane ed Abruzzesi, il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, il Ministero del tesoro e ANAS. Nel 2004 è professore a contratto di Diritto dell'UE: istituzioni politiche dell'integrazione europea e mediterranea all'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Pescara-Chieti e nel 2005 di Storia delle dottrine politiche.

Attività politica

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Gli inizi e presidente della Provincia di Pescara

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Cattolico praticante, D'Alfonso aderisce alla Democrazia Cristiana, dove si avvicina alla corrente Forze Nuove di Carlo Donat-Cattin prima e Franco Marini poi[3], e nel 1994, con il suo scioglimento, aderisce alla rinascita del Partito Popolare Italiano (PPI) di Mino Martinazzoli, con cui alle elezioni amministrative del 1995 si candida alla presidenza della Provincia di Pescara, appoggiato da una coalizione di centro-sinistra formata da Partito Democratico della Sinistra, Popolari (lista legata all'ala del PPI guidata da Gerardo Bianco), Patto dei Democratici, Federazione dei Verdi, Federazione Laburista e la lista civica "Progetto Democratico", raccogliendo il 44,1% dei voti al primo turno e accedendo al ballottaggio con il candidato di centro-destra Ezio Ardizzi (41,9%), dove viene eletto a soli trent’anni presidente della Provincia col 56,5% e sconfiggendo Ardizzi fermo al 43,5%.[3]

Consigliere regionale dell'Abruzzo

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Alle elezioni regionali in Abruzzo del 2000 si candida col Partito Popolare Italiano, nella mozione del presidente uscente Antonio Falconio, risultando eletto con 10897 preferenze nel collegio di Pescara (il più votato) in consiglio regionale dell'Abruzzo[4], dove ricopre l'incarico di capogruppo del gruppo consiliare del PPI.

Nel 2002 aderisce allo scioglimento del Partito Popolare e la sua confluenza ne La Margherita di Francesco Rutelli come partito.

Sindaco di Pescara

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Primo mandato

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Alle elezioni amministrative del 2003 si candida a sindaco di Pescara, sostenuto da La Margherita, Democratici di Sinistra, Rifondazione Comunista, Lista Di Pietro, Socialisti Democratici Italiani, UDEUR, Federazione dei Verdi, Comunisti Italiani e la lista civica Pescara Amica, ottenendo il 47,16% dei voti al primo turno e accedendo al ballottaggio col candidato di centro-destra Carlo Masci (48,11%), dove, apparentatosi col Nuovo PSI e le liste Civica Teodoro e Semper Fidelis Luci, risulta eletto col 53,48% e battendo Masci fermo al 46,52%.[5]

Secondo mandato e dimissioni

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Nel 2007 aderisce allo scioglimento della Margherita e la sua confluenza nel Partito Democratico (PD), di cui divenne il primo segretario regionale in Abruzzo, eletto alle primissime elezioni primarie, e con cui alle elezioni amministrative del 2008 si ricandida per un secondo mandato da sindaco, sostenuto da PD, Italia dei Valori, Partito Socialista e le liste civiche Pescara Città Ponte e Insieme per Pescara, venendo rieletto con il 50,36% al primo turno.[6]

Il 15 dicembre 2008 viene sottoposto agli arresti domiciliari in seguito ad un'indagine della procura di Pescara che lo vede coinvolto[7]. Il giorno seguente rassegna le dimissioni sia da sindaco di Pescara che da segretario regionale del Partito Democratico. Il successivo 5 gennaio 2009 decade definitivamente da sindaco, lasciando pieni poteri al vicesindaco Camillo D'Angelo.

Presidente della Regione Abruzzo

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Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni regionali in Abruzzo del 2014.

In vista delle elezioni regionali del 2014 si candida alla presidenza della Regione Abruzzo, dopo aver vinto le elezioni primarie del centro-sinistra per la scelta del candidato,[8] venendo sostenuto da PD, Abruzzo Civico, Centro Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Italia dei Valori, Partito Socialista Italiano e le liste civiche Regione Facile e Veloce e Valore Abruzzo, dove alla tornata elettorale viene eletto presidente con il 46,26% dei voti e superando il presidente uscente di centro-destra Giovanni Chiodi (29,26%) e i candidati del Movimento 5 Stelle (M5S) Sara Marcozzi (21,41%) e della lista Un'Altra Regione con Acerbo Maurizio Acerbo (3,07%).[9][10]

Durante il suo mandato ha costituito il Trasporto Unico Abruzzese (TUA), una s.p.a. pubblica con la Regione come socio unico che gestisce il trasporto pubblico urbano, interurbano e ferroviario in Abruzzo, nata dall'incorporazione dei precedenti gestori di trasporto pubblico abruzzesi Autolinee Regionali Pubbliche Abruzzesi, Ferrovia Adriatico Sangritana e Gestione Trasporti Metropolitani.

Nel 2015 diventa membro dell'ufficio di presidenza del Comitato europeo delle regioni[2], mentre da dicembre 2016 fino all'8 agosto 2018 è stato vicepresidente vicario dell'Assemblea generale dell'Euroregione Adriatico Ionica[senza fonte].

Alle primarie del PD del 2017 sostiene la mozione di Matteo Renzi, segretario uscente ed ex Presidente del Consiglio, che prevale con quasi il 70% dei voti.[11]


Elezione a senatore

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Alle elezioni politiche del 2018 viene candidato al Senato della Repubblica, come capolista del Partito Democratico nel collegio plurinominale Abruzzo - 01, risultando eletto senatore[12]. Nella XVIII legislatura della Repubblica è stato membro, capogruppo per il PD e dal 29 luglio 2020 presidente della 6ª Commissione Finanze e tesoro, oltre ad essere membro della Commissione parlamentare per le questioni regionali e vicepresidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario.

Il 10 agosto 2018, dopo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha dichiarato l'incompatibilità tra le cariche di D'Alfonso come senatore e presidente della Regione (situazione cha ha protratto a lungo per mesi), intimandolo di optare per una delle due, si dimette da presidente optando per il seggio di Palazzo Madama.[13]

A febbraio 2019 viene nominato membro della Direzione Nazionale del PD.[2]

Elezione a deputato

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Alle elezioni politiche anticipate del 2022 viene candidato alla Camera dei deputati, come capolista del Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista nel collegio plurinominale Abruzzo - 01[14], risultando eletto deputato[15]. Nella XIX legislatura è componente della 6ª Commissione Finanze.

Alle elezioni regionali in Abruzzo del 2024 è stato il principale fautore della candidatura di Luciano D'Amico, ex rettore dell'Università di Teramo e primo presidente della TUA, per la coalizione centrosinistra-M5S, oltre ad averlo sostenuto durante la campagna elettorale, che tuttavia viene sconfitto dal presidente uscente di centro-destra Marco Marsilio.[16][17]

Vicende giudiziarie

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Inchiesta "Housework"

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Il 15 dicembre 2008 D'Alfonso, allora sindaco di Pescara, viene sottoposto agli arresti domiciliari dalla procura di Pescara, in seguito ad un'indagine che lo vede coinvolto per una serie di imputazioni relative ad attività di tangenti e scambio di favori tra imprenditori e il comune di Pescara, per favorire una collaborazione del sindaco, nel periodo compreso tra il 2004 e il 2007[7]. Il successivo 24 dicembre tuttavia gli arresti vengono revocati dal GIP di Pescara.[18]

Tra gli elementi a carico dell'accusa erano elencati una serie di favori ricevuti dal costruttore Carlo Toto in cambio dell'assegnazione di appalti e di trattamenti di favore, come biglietti gratuiti per voli della compagnia Air One, vacanze regalate in diversi luoghi del Mediterraneo e cene di rappresentanza.

Sempre nell'ambito dell'inchiesta, D'Alfonso, il dirigente Dezio e Marco Molisani furono accusati in concorso di truffa per aver predisposto una determina con la quale si faceva apparire il conferimento alla pro-loco di Pescara di un finanziamento di 12.200 euro complessivi per varia pubblicità istituzionale («prestazione mai resa e neanche effettivamente richiesta» secondo il PM). A parere dell'accusa, questo denaro sarebbe stato erogato con un preciso ordine impartito alla pro-loco da Marco Molisani. Inoltre era stata avanzata un'accusa di presunta concussione per aver chiesto alla ditta Fanì (che lavorava per il Comune) il pagamento di cene elettorali.

Altro capo di imputazione - secondo la Procura - era il concorso in concussione per aver indotto Tommaso Di Nardo, legale rappresentante dell'Aquila S.r.l., a consegnare una somma di denaro per la proroga del contratto di sorveglianza del tribunale, venendo inoltre contestata insieme a Dezio la concussione in concorso per aver chiesto somme di denaro anche ai gestori provvisori del bar del Tribunale (la Di Pentima Sas), promettendo in cambio un aiuto per l'aggiudicazione dell'appalto.

Il 23 febbraio 2011 il GUP di Pescara rinvia a giudizio D'Alfonso e altre 23 persone tra imprenditori e dirigenti comunali prosciogliendo però D'Alfonso da due capi di accusa per concussione e uno per corruzione, ovvero i fatti più importanti dell'indagine. Il Gup inoltre ha assolto D'Alfonso anche da due accuse di corruzione con la motivazione che il fatto non sussiste.

Il PM di Pescara aveva chiesto 6 anni di reclusione per D'Alfonso con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e la confisca della villa di Lettomanoppello, chiedendo un'analoga condanna per il dirigente Dezio, socio secondo l'accusa del sistema corruttivo.[19].

L'11 febbraio 2013 viene assolto da tutte le accuse con formula piena per non aver commesso il fatto dal tribunale, facendo decadere i 25 capi di accusa.

Sempre in merito allo stesso procedimento, i giudici hanno emesso sentenza di assoluzione piena rispetto all'accusa di corruzione relativa al project financing dei cimiteri cittadini[20] giudicando regolari sia la procedura che l'attribuzione delle consulenze a Ferragina e Mariani, che riguardo all'accusa di associazione a delinquere tra gli imputati[21] riscontrando «un ritorno di utili concreti solo per D'Alfonso» e non, dunque, per gli altri. Sempre nell'ambito della stessa sentenza, i giudici hanno concluso che i benefit di viaggi e vacanze offerti dagli imprenditori Toto all'ex sindaco non avrebbero influito nel suo agire amministrativo[22].

Il 30 marzo 2015 la Corte d'appello dell'Aquila conferma la sentenza di proscioglimento, alludendo poi ad una assoluzione nel caso fosse stata impugnata la sentenza di prescrizione pronunciata in primo grado.[23]

Inchiesta Mare-Monti

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Nel 2010 risulta indagato, assieme a 12 persone tra cui imprenditori, funzionari Anas e responsabili dei lavori, per truffa dalla procura di Pescara nell'ambito dell'inchiesta riguardante la mancata realizzazione della SS 81 (Mare-Monti) durante la sua presidenza della Provincia. Secondo l'accusa è considerato il referente politico degli imprenditori del gruppo Toto per la realizzazione, senza autorizzazioni, della statale SS 81 dentro la riserva naturale del lago di Penne.

Le ipotesi accusatorie del PM di Pescara parlano di un gruppo di persone che avrebbe piegato per interessi personali e per l'esclusivo vantaggio dell'impresa le istituzioni pubbliche con una serie falsi. Il 24 aprile 2017 il tribunale ha dichiarato prescritti i reati; D'Alfonso ha fatto ricorso contro l'ordinanza che ha rilevato la prescrizione, per ottenere l'assoluzione piena. Il 16 maggio 2018 la Corte d'Appello di L'Aquila ha assolto D'Alfonso da tutte le accuse "per non aver commesso il fatto".

Inchiesta Caligola & Ecosfera

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Nel 2011 la procura dell'Aquila iscrive D'Alfonso nel registro degli indagati per l'affidamento in carico di una progettazione sul porto di Pescara affidata alla società Ecosfera quando era sindaco della città.

D'Alfonso è rinviato a giudizio insieme ad altre 11 persone nella inchiesta chiamata "Caligola-Ecosfera" per associazione a delinquere, corruzione, soppressione di atti e rilevazione di atti di ufficio, fatti di cui è stato assolto con formula piena. Il PM dell'Aquila aveva rinviato in giudizio con l'accusa di tangenti per appalti europei della Regione Abruzzo (attributi sempre alla società Ecosfera) anche il vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore regionale allo Sviluppo nella giunta di centrodestra targata Chiodi Alfredo Castiglione, l'ex capogruppo PD in Regione Abruzzo Camillo Cesarone, l'ex segretario generale alla Presidenza della Regione Abruzzo durante la giunta di centrosinistra di Ottaviano Del Turco, Lamberto Quarta (già condannati nell'inchiesta Sanitopoli) nonché il presidente e amministratore delegato della aziende, nonché numerosi consulenti e dirigenti regionali.

L'inchiesta ruota attorno a una presunta associazione per delinquere che sarebbe stata messa in piedi per condizionare l'affidamento delle commesse pubbliche in cambio di contropartite economiche sotto forma di consulenze e di assunzioni clientelari. Per quanto riguarda il filone che coinvolge D'Alfonso, si ipotizzava una serie di scambi di contratti di consulenza e appalti per il programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013. Si trattava di un appalto da 51 milioni di euro che sarebbe stato affidato alla società Ecosfera in cambio, secondo l'accusa, di 2 contratti da 46.400 euro offerti poi dalla stessa società all'ex assessore PD Luciani. Il 10 dicembre 2013 D'Alfonso ottiene il rito abbreviato. Il PM dell'Aquila aveva chiesto 3 anni e 5 mesi. Il 3 febbraio 2014 il giudice ha assolto D'Alfonso con formula piena.[24]

Inchiesta 2017

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Il 16 febbraio 2017 il sito Corriere.it rende noto che D'Alfonso è indagato dalla Procura dell'Aquila per corruzione, abuso d'ufficio e turbata libertà degli incanti. Le ipotesi di reato riguardano un intervento riguardante la città di Penne e interventi di manutenzione di case popolari a Pescara. I Carabinieri e la Polizia di Stato effettuano diverse perquisizioni al palazzo della Regione e in diverse città abruzzesi. D'Alfonso si dichiara "totalmente estraneo ai fatti contestati e sorpreso dall'indagine su Penne perché avrei favorito il Comune di Penne a rispettare il Patto di Stabilità facilitando l’emissione di un nulla osta del Mibact alla alienazione di un bene demaniale comunale senza vincoli culturali e soprattutto in conduzione di fitto attivo, per il quale il Comune aveva introitato la caparra e aveva piena diritto a concludere il contratto di alienazione, di interesse soprattutto per l'ente poiché riusciva a rispettare il Patto di Stabilità incamerando la somma conseguente alla alienazione".[25]

Con decreto n. 1954/17 R.G.GIP del Tribunale di L'Aquila - Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, il gip Giuseppe Romano Gargarella accoglie la richiesta del pm Michele Renzo e archivia l'indagine relativa alla città di Penne, ritenendo che "[...] detta richiesta può essere accolta perché sono pienamente da condividere le motivazioni proposte dal pubblico ministero per il caso in esame, e comunque dagli atti non emergono elementi in base ai quali possa essere utilmente esercitata in qualche forma l'azione penale [...]"

Anche nell’indagine della Procura della Repubblica dell'Aquila relativa alla gara per il restauro di Palazzo Centi, il 14 maggio 2018 il PM Fabio Picuti ha chiesto l’archiviazione della posizione di D’Alfonso così motivandola: "Dall'esame complessivo delle telefonate intercettate, dei documenti di gara, delle dichiarazioni dei testi e della consulenza tecnica dell'architetto Aledda non emerge alcun coinvolgimento o interessamento illecito dei predetti indagati (Luciano D'Alfonso e Claudio Ruffini, ndr) nella procedura in questione" (pag. 3 della richiesta di archiviazione n. 1062/2018 R.G. noti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di L'Aquila). Con decreto di archiviazione del 27 agosto 2018 il gip Mario Cervellino dispone l'archiviazione del procedimento in quanto "[...] Dal contenuto delle telefonate intercettate emergono infatti attività del tutto lecite, integranti esercizio dell'azione amministrativa e doverosa correlativa sorveglianza, mancando in modo assoluto indici di pressioni indebite. [...] le sole telefonate oggetto di captazione non forniscono prova di alcuna attività criminosa. [...]"

Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
 27 dicembre 2002[26]
Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
 2 giugno 2005[27]
  1. D'Alfonso protocolla oggi le sue dimissioni, su Regione Abruzzo, 9 agosto 2018.
  2. 1 2 3 4 Luciano D'Alfonso, su Senatori PD, 2 giugno 2022.
  3. 1 2 D'Alfonso, consensi e alleanze: prova da king maker per l’ex governatore, su Corriere della Sera, 7 marzo 2024.
  4. Regionali 16/04/2000 Area ITALIA Regione ABRUZZO Provincia PESCARA, su Eligendo.
  5. Comunali 25/05/2003 Area ITALIA Regione ABRUZZO Provincia PESCARA Comune PESCARA, su Eligendo.
  6. Comunali 13/04/2008 Area ITALIA Regione ABRUZZO Provincia PESCARA Comune PESCARA, su Eligendo.
  7. 1 2 Il sindaco di Pescara arrestato per concussione - cronaca - Repubblica.it, su repubblica.it.
  8. Primarie Abruzzo, D’Alfonso al 76% è candidato governatore del centrosinistra, su ilfattoquotidiano.it.
  9. Amministrative 2014, in Piemonte e Abruzzo avanti il centrosinistra, su liberoquotidiano.it.
  10. Tutti i risultati delle amministrative, su Il Post, 27 maggio 2014.
  11. Redazione, PRIMARIE PD: LUNEDI' A PESCARA PRIMO VERTICE DEI RENZIANI CON D'ALFONSO, su Abruzzo Web, 10 marzo 2017.
  12. Senato 04/03/2018 Area ITALIA (escl. Valle d'Aosta) Regione ABRUZZO Collegio Plurinominale ABRUZZO - 01, su Eligendo.
  13. Abruzzo, il governatore Pd D’Alfonso scioglie il nodo del doppio incarico: "Opto per il Senato", su Il Fatto Quotidiano, 5 agosto 2018.
  14. Candidati alle elezioni politiche: tutti i nomi, su la Repubblica, 23 agosto 2022.
  15. Tutti i deputati eletti al proporzionale, in la Repubblica, 26 settembre 2022.
  16. D'Alfonso, consensi e alleanze: prova da king maker per l’ex governatore, su Corriere della Sera, 7 marzo 2024.
  17. Redazione, Fina e D'Alfonso (Pd) sulle elezioni regionali: "Sondaggio smentisce il centrodestra, è testa a testa fra D'Amico e Marsilio", su IlPescara, 23 dicembre 2023.
  18. ansa.it, http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/news_collection/awnplus_italia/2008-12-24_124286267.html.
  19. Per il Collegio, «i ruoli verticistici e preminenti di D'Alfonso, di certo, non possono essere obliterati, ma da soli non sono risolutivi a dimostrazione del concorso nei reati per i quali i detti ruoli devono necessariamente essere integrati da altri elementi specifici e concreti che, per la rilevanza dell'insieme, valgano a superare la soglia di significanza generica dei ruoli».
  20. «Il Collegio ritiene che per tutte le imputazioni vada emessa pronuncia liberatoria per insussistenza del fatto: non si riscontrano violazioni o profili sintomatici di illegittimità né i termini dell'accordo corruttivo, proprio ed anche improprio»
  21. A tal proposito, i giudici nelle motivazioni alla sentenza di assoluzione osservano che, «oltre al dato indubitabile che gli imputati si conoscevano tra loro, già solo per il fatto che lavoravano tutti al Comune di Pescara, non è dato cogliere il quid pluris di comune appartenenza delinquenziale all'interno dell'organigramma comunale che non sia il concorso nella commissione dei reati fine, utile per i reati fine, ma insufficiente per il reato associativo»
  22. Nel dispositivo di sentenza si evidenzia che "D'Alfonso non fosse appiattito sui ritorni economici del gruppo Toto perché almeno in due episodi l'Amministrazione ha assunto decisione contrarie ai Toto, come in occasione dell'apertura del nuovo Palazzo di Giustizia» o «quando furono respinte le osservazioni di Toto al Piano regolatore per le aree portuali nell'ambito dell'approvazione del Prusst»
  23. Abruzzo, Corte d'Appello conferma assoluzione per D'Alfonso - Repubblica.it, su repubblica.it.
  24. Simone Gambacorta, Assolto Luciano D’Alfonso, su La Città, 3 febbraio 2014. URL consultato il 5 aprile 2017.
  25. Redazione Online, Abruzzo, appalti del terremoto, indagato il governatore D’Alfonso, in Corriere della Sera. URL consultato il 16 febbraio 2017.
  26. Sito web del Quirinale: dettaglio decorato., su quirinale.it.
  27. Sito web del Quirinale: dettaglio decorato., su quirinale.it.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Predecessore Presidente della 6ª Commissione Finanze e Tesoro del Senato della Repubblica Successore
Alberto Bagnai 29 luglio 2020 – 12 ottobre 2022 Massimo Garavaglia
Predecessore Presidente della Regione Abruzzo Successore
Giovanni Chiodi 13 giugno 2014 – 10 agosto 2018 Marco Marsilio
Predecessore Segretario regionale del Partito Democratico in Abruzzo Successore
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Carlo Pace 9 giugno 2003 – 5 gennaio 2009 Camillo D'Angelo
(Vicesindaco f.f.)

Predecessore Presidente della Provincia di Pescara Successore
Fortunato Di Sipio 7 maggio 1995 – 13 giugno 1999 Giuseppe De Dominicis