Alberto Bagnai

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Alberto Bagnai
Alberto Bagnai datisenato 2018.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
Lega - Salvini Premier
Circoscrizione Abruzzo
Incarichi parlamentari
  • Presidente della VI Commissione (Tesoro e finanze)

dal 21 giugno 2018

  • Commissione speciale per l'esame degli atti urgenti presentati dal Governo

dal 11 al 16 maggio 2018

Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Lega Nord
Tendenza politica Euroscetticismo
Post-keynesismo
Titolo di studio Laurea in economia e commercio
Università Università degli Studi di Roma La Sapienza
Professione Economista
Docente universitario

Alberto Bagnai (Firenze, 10 dicembre 1962) è un economista, politico e divulgatore scientifico italiano, nonché musicista, saggista e opinionista de il Fatto Quotidiano e il Giornale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Bagnai è nato nel 1962 a Firenze. Trasferitosi a Roma nel 1971, si è diplomato presso il Liceo classico statale Dante Alighieri e ha studiato economia presso il Dipartimento di Economia Pubblica (attuale Dipartimento di Economia e Diritto) dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", dove ha avuto come insegnanti Federico Caffè, Mario Arcelli, Giancarlo Gandolfo e Francesco Carlucci. Si è laureato in economia e commercio nel 1989 con una tesi di econometria sulle "Procedure per la stima e verifica di ipotesi econometriche", ha quindi discusso una tesi di dottorato di ricerca in Scienze economiche nel 1994 con una dissertazione sulla "Sostenibilità e percorsi dinamici del debito pubblico in Italia".[1]

Nel 2005 diventa professore associato di politica economica[1] presso la facoltà di economia dell'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti e Pescara. Dal 2012 è ricercatore associato al CREAM presso l'Università di Rouen in Francia e dal 2013 è membro del direttivo dell'International Network for Economic Research. Nello stesso anno ha costituito l'Associazione Italiana per lo Studio delle Asimmetrie Economiche, che attualmente presiede.[1]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Definitosi come un populista di sinistra[2], il 23 gennaio 2018 annuncia la sua candidatura con la Lega in Toscana, in Abruzzo, nel Lazio e nel collegio uninominale di Firenze alle elezioni politiche italiane del 2018[3], risultando eletto nel collegio plurinominale Abruzzo.

Il 21 giugno 2018 viene eletto Presidente della 6^ Commissione permanente Finanze del Senato.

Ricerche[modifica | modifica wikitesto]

Bagnai attualmente dirige, all'interno dell’Associazione Italiana per lo Studio delle Asimmetrie Economiche[4], un progetto volto a valutare l'impatto dell'asimmetria delle regole europee sulla performance dell'economia italiana.

Le sue ricerche sono infatti concentrate sullo studio degli squilibri dei conti pubblici e di conti esteri nei paesi emergenti, nell'economia globale e nell'Eurozona, e più in generale sulle relazioni fra commercio internazionale e crescita. Ciò lo ha condotto a specializzarsi nell'analisi di scenari macroeconomici, attività che ha svolto anche nel quadro di progetti della Commissione Europea[5] e di Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN).[6]

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Di orientamento fortemente euroscettico e antimondialista[7], Bagnai si definisce un economista post-keynesiano ed aderisce alla visione ortodossa espressa da economisti come James Meade, Anthony Thirlwall, Martin Feldstein, secondo la quale non esistono i presupposti strutturali perché l'Europa possa dotarsi di una moneta unica. In questo contesto e in forte polemica con altri economisti, sostiene che il principio della convergenza verso parametri rigidi, sancito dal Trattato di Maastricht, successivamente ripreso dal Patto di stabilità e crescita (PSC) nel 1997, sottoscritto dai paesi membri dell'Unione europea e ulteriormente ribadito nel 2012 con il Patto di bilancio europeo (noto anche come "fiscal compact"), è logicamente incompatibile con la condivisione di un progetto politico comune e quindi di un'Europa federale, presupposto per l'effettiva sostenibilità di una moneta unica europea, l'euro, in sostituzione delle rispettive valute nazionali.

Claudio Borghi Aquilini, Matteo Salvini e Alberto Bagnai al No Euro Day di Milano (2013)

Ritiene, sulla base di questo, che gli squilibri macroeconomici affermatisi nella Zona euro negli ultimi quindici anni siano derivati non tanto da un problema di insostenibilità del debito pubblico, che negli anni antecedenti la crisi del 2008 era tenuto sotto controllo dai policy makers, quanto dall'eccessivo indebitamento estero da parte di famiglie e imprese, così come sostenuto dal vice governatore della Banca centrale europea Vítor Constâncio in un suo noto intervento del 2013[8].

Sul tema delle unioni valutarie, Bagnai in particolare ha portato avanti in Italia il lavoro dell'economista argentino Roberto Frenkel. Quest'ultimo ha proposto, con riferimento alle dinamiche indotte dalla dollarizzazione dell'Argentina e al successivo sganciamento di quest'ultima dall'unione valutaria con il dollaro nel 2001, un modello in sette passi per spiegare quello che accade ai paesi più deboli quando, in mancanza di compensazione degli squilibri ed in presenza di una forte liberalizzazione del mercato dei capitali, àncorano la loro valuta a una valuta più forte[9].

Rifacendosi al pensiero di Nicholas Kaldor, Bagnai afferma che l'adesione all'euro, comprimendo le esportazioni dell'Italia, ha inciso negativamente sulla produttività dell'economia italiana. Nel 2013, Bagnai ha firmato con altri economisti europei quali Stefan Kawalec[10], Frits Bolkestein, Hans-Olaf Henkel, Costas Lapavitsas e Jacques Sapir, il Manifesto di Solidarietà Europea[11], che partendo dall'assunto dell'impossibilità di proseguire con il progetto di integrazione monetaria, ne suggerisce lo smantellamento partendo dalla secessione dei paesi più competitivi.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Le idee di Bagnai in tema di moneta unica sono contestate da economisti come Francesco Daveri, che vede la causa del declino della produttività italiana nelle modalità imperfette d'attuazione delle riforme del mercato del lavoro (un'ipotesi inizialmente avanzata da Robert J. Gordon[12]).

Michele Boldrin dissente da Bagnai e ritiene che il declino dell'economia italiana più che alla moneta unica sia attribuibile in generale agli errori della classe politica[13].

Anche Emiliano Brancaccio contesta la validità dei modelli d'analisi e delle teorie di riferimento adottate da Bagnai, e in particolare dissente sulle previsioni positive circa la dinamica delle variabili monetarie in caso d'abbandono della moneta unica. Brancaccio in particolare sostiene che in caso di uscita dall'euro si dovrebbero introdurre significative limitazioni alla mobilità dei capitali con l'estero e indicizzazioni dei salari, per tutelare gli interessi dei lavoratori dipendenti che altrimenti sarebbero fortemente penalizzati dal rialzo dell'inflazione[14].

Attività divulgativa[modifica | modifica wikitesto]

Dal gennaio 2010 ha affiancato all'attività di ricerca quella di divulgazione, intervenendo su sbilanciamoci.info e lavoce.info, e dal novembre 2011 è autore del blog Goofynomics[15], il cui successo è confermato dal Macchia Nera Awards, nel quale si è classificato primo nella categoria "Miglior sito di economia" negli anni 2016[16] e 2015[17] e classificandosi secondo negli anni 2013[18] e 2014[19], dietro solo al sito de Il Sole 24 ORE.

Il successo sul web lo ha portato ad affermarsi come opinionista per il Fatto Quotidiano, sul quale è autore del blog "Quelli che..."[20], per il Giornale, dove si dedica al blog "Il clandestino"[21] e per testate televisive, fra cui TGcom24. Bagnai di frequente è anche ospite di vari talk show televisivi, fra cui Omnibus, Piazzapulita, Coffee Break, Porta a porta e Servizio pubblico.

Bagnai è stato anche ascoltato il 4 dicembre 2013 dalla commissione finanze della Camera dei Deputati sui temi di politica tributaria e del settore bancario in relazione all'euro, alla vigilia del semestre di presidenza italiano dell'Unione Europea.[22]

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Bagnai affianca alla sua produzione scientifica la scrittura di saggi d'economia destinati al grande pubblico e che hanno riscosso grande successo di vendite. Al suo primo libro a carattere divulgativo, Il tramonto dell'euro del 2012, è stato assegnato il Premio di Letteratura Economica e Finanziaria del Canova Club del 2013.[23] Al primo successo è seguito un secondo saggio di fine 2014, L'Italia può farcela, pubblicato da Il Saggiatore, che in pochi mesi ha scalato le classifiche di vendita, risultando tra i libri di economia più venduti nel 2014.[24]

Produzione musicale[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Bagnai è anche musicista, avendo conseguito il diploma accademico di primo livello in “Maestro al cembalo” nel 2008 presso il Conservatorio di Musica "Santa Cecilia" di Roma e nel 2010 quello di secondo livello in "Flauto dolce” presso il Conservatorio Luisa D'Annunzio di Pescara. Suona il clavicembalo in diverse ensemble e orchestre barocche (Collegium Pro Musica, Accademia Ottoboni, Musica Antiqua Latina) e attualmente fa parte delle associazioni culturali Musica Perduta[25] e Cappella Lodovicea. Partecipa a rassegne musicali in Italia e all'estero, di cui fanno parte – tra le più recenti – il Festival Barocco di San Gimignano del 2009, 2010 e 2013; la rassegna “Segni barocchi” di Foligno del 2011, 2012 e 2014 e i concerti “Musique et mémoire” di Luxeuil-les-Bains (Francia) del 2013 e 2014.

Ha inciso con l'ensemble Musica Perduta le sonate per violoncello di Francesco Maria Zuccari (Brilliant Classics, 94306) e alcune cantate inedite di Georg Friedrich Händel (Brilliant Classics, 94426) e di Giovanni Battista Pergolesi (Brilliant Classics, 94763).[26]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Bagnai, Modelli empirici di aggiustamento e crescita – Appunti per un corso di macroeconomia dello sviluppo, Roma, Aracne, 2005, ISBN 885480097X.*
  • Alberto Bagnai, La crescita della Cina – Scenari e implicazioni per altri poli dell’economia globale, Mongeau Ospina, Milano, Franco Angeli, 2010, ISBN 9788856817379.
  • Alberto Bagnai, Il tramonto dell’euro, Reggio Emilia, Imprimatur, 2012, ISBN 9788897949282.
  • Alberto Bagnai, L’Italia può farcela, Milano, Il Saggiatore, 2014, ISBN 8842820482.

Altre pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Bagnai, A., Manzocchi, S., Current-account reversals in developing countries: the role of fundamentals, in Open Economies Review, nº 10, 1999, pp. 143-163.
  • Bagnai, A., Manzocchi, S., Current-account reversals in developing countries: a perspective on Asian crisis, in International Journal of Development Planning Literature, nº 14, 1999.
  • Bagnai, A., Manzocchi, S., Unit root tests of capital mobility in the less developed countries, in Weltwirtschaftliches Archiv, nº 132, 1996, pp. 544-557.
  • Bagnai, A., Carlucci, F., An aggregate model for the European Union, in Economic Modelling, nº 20, 2003, pp. 623-649.
  • Bagnai, A., Structural breaks and the twin deficits hypothesis, in International Economics and Economic Policy, nº 3, 2006, pp. 137-155.
  • Bagnai, A., Carlucci, F., Schiattarella, R., Tancioni, M., FGB-STEP: un modello di simulazione per l’analisi del mercato del lavoro, in Economia&Lavoro, nº 3, 2006, pp. 123-149.
  • Bagnai, A., Carlucci, F., Schiattarella, R., Tancioni, M., Il modello FGB-STEP in prospettiva comparativa, in Economia&Lavoro, nº 1, 2007, pp. 193-196.
  • Bagnai, A., The role of China in global external imbalances, in China Economic Review, nº 20, 2009, pp. 508-526.
  • Bagnai, A., Structural breaks, cointegration, and the empirics of Thirlwall’s law, in Applied Economics, nº 42, 2010, pp. 1315-1329.
  • Bagnai, A., Twin deficits in CEEC economies: evidence from panel unit root tests, in Economics Bulletin, nº 30, 2010, pp. 1071-1081.
  • Bagnai, A., Crisi finanziaria e governo dell'economia, in Costituzionalismo.it, 2011.
  • Bagnai, A., Sarra, A., Small business industrial clusters in China and Italy, in China Economic Review, vol. 23, 2012, pp. 591-592, DOI:10.1016/j.chieco.2012.05.003.
  • Bagnai, A., Introduction to the symposium: The euro, manage it or leave it!, in Comparative Economic Studies, nº 55, 2013, pp. 381-386, DOI:10.1057/ces.2013.23.
  • Bagnai, A. Mongeau Ospina, C.A., Long- and short-run asymmetries and hysteresis in the Italian gasoline market, in Energy Policy, nº 78, 2015, pp. 41-50, DOI:10.1016/j.enpol.2014.12.017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Curriculum vitae (PDF), ch.unich.it. URL consultato il 29 Gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2015).
  2. ^ Lega: chi sono Bagnai e Borghi, candidati da Salvini contro l'Ue
  3. ^ http://www.corriere.it/elezioni-2018/notizie/lega-borghi-bagnai-candidati-sfida-due-economisti-anti-euro-elezioni-2018-92e5ba6e-004c-11e8-9961-f20884a97d4b.shtml
  4. ^ asimmetrie.org. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  5. ^ STEP – Stocks and trends in the European professions, su fondazionebrodolini.it. URL consultato l'8 marzo 2015.
  6. ^ Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Compiti e suddivisione fondi tra le unità di ricerca, su cineca.it. URL consultato l'8 marzo 2015.
  7. ^ [1]
  8. ^ The European Crisis and the role of the financial system
  9. ^ Vito Lops, La crisi dell'Eurozona è un problema di debito pubblico o privato? Per chi segue il ciclo di Frenkel non ci sono più dubbi, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 2 luglio 2013.
  10. ^ Stefan Kawalec1, Ernest Pytlarczyk, Controlled Dismantlement of the Eurozone: A Strategy to Save the European Union and the Single European Market, in German Economic Review, vol. 14, nº 1, 21 dicembre 2012, pp. 31-49, DOI:10.1111/geer.12003.
  11. ^ European Solidarity Manifesto – an alternative solution to the Eurozone Crisis, su european-solidarity.eu. URL consultato l'8 marzo 2015.
  12. ^ Ian Dew-Becker, Robert J. Gordon, The role of labor market changes in the slowdown of european productivity growth (PDF), su nber.org. URL consultato il 6 marzo 2015.
  13. ^ Michele Boldrin, Uscita dall'euro, svalutazione, ripresa. Riflessioni dopo un week end di dibattiti, su noiseFromAmeriKa.org. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  14. ^ Emiliano Brancaccio, Un timido guerrafondaio, su emilianobrancaccio.it. URL consultato il 15 febbraio 2015. Le tesi di Brancaccio sono sviluppate in E. Brancaccio e N. Garbellini, Sugli effetti salariali e distributivi delle crisi dei regimi di cambio, Rivista di Politica Economica, luglio-settembre 2014; e in E. Brancaccio & N. Garbellini, Currency Regime Crises, Real Wages, Functional Income Distribution and Production, European Journal of Economics and Economic Policies: Intervention, 1, 2015..
  15. ^ Alberto Bagnai, Goofynomics, su goofynomics.blogspot.it. URL consultato il 16 Febbraio 2015.
  16. ^ Macchianera Italian Awards 2016 (PDF) [collegamento interrotto], su macchianera.net.
  17. ^ Macchianera Italian Awards 2015, su macchianera.net.
  18. ^ Macchianera Italian Awards 2013 (PDF), su macchianera.net. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  19. ^ Macchianera Italian Awards 2014 (PDF), su macchianera.net. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  20. ^ Alberto Bagnai, Quelli che..., blog di Alberto Bagnai su il Fatto Quotidiano, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 27 Febbraio 2015.
  21. ^ Alberto Bagnai, Il clandestino, blog di Alberto Bagnai su il Giornale, su blog.ilgiornale.it. URL consultato il 27 Febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2015).
  22. ^ Filmato audio COMMISSIONE FINANZE - Presidenza italiana Unione europea, audizione Bagnai, camera.it, 4 dicembre 2013. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  23. ^ Premio di letterarura economica e finanziaria Del Canova Club del 2013, su canovaclub.org. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  24. ^ I libri più letti dell'anno di Economia e management, su libreriauniversitaria.it. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  25. ^ Musici, su musicaperduta.com. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  26. ^ Pergolesi: Cantatas and Concertos, su brilliantclassics.com. URL consultato il 16 febbraio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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