Alberto Bagnai

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Bagnai a Milano il 4 luglio 2015

Alberto Bagnai (Firenze, 10 dicembre 1962) è un economista, divulgatore scientifico e clavicembalista italiano, saggista, nonché opinionista de il Fatto Quotidiano e il Giornale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Bagnai è nato nel 1962 a Firenze. Diplomatosi presso il Liceo classico statale Dante Alighieri di Roma, ha studiato economia a Roma presso il Dipartimento di Economia Pubblica (attuale Dipartimento di Economia e Diritto) dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", dove ha avuto come insegnanti Federico Caffè, Mario Arcelli, Giancarlo Gandolfo e Francesco Carlucci. Si è laureato in economia e commercio nel 1989 con una tesi di econometria sulle "Procedure per la stima e verifica di ipotesi econometriche", ha quindi discusso una tesi di dottorato di ricerca in Scienze economiche nel 1994 con una dissertazione sulla "Sostenibilità e percorsi dinamici del debito pubblico in Italia".[1] Nel 2005 diventa professore associato di politica economica[1] presso la facoltà di economia dell'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti e Pescara. Dal 2012 è ricercatore associato al CREAM presso l'Università di Rouen in Francia e dal 2013 è membro del direttivo dell'International Network for Economic Research. Nello stesso anno ha costituito l'Associazione Italiana per lo Studio delle Asimmetrie Economiche, che attualmente presiede.[1]

Ricerche[modifica | modifica wikitesto]

Bagnai attualmente dirige, all'interno dell’Associazione Italiana per lo Studio delle Asimmetrie Economiche[2], un progetto volto a valutare l'impatto dell'asimmetria delle regole europee sulla performance dell'economia italiana.

Le sue ricerche sono infatti concentrate sullo studio degli squilibri dei conti pubblici e di conti esteri nei paesi emergenti, nell'economia globale e nell'Eurozona, e più in generale sulle relazioni fra commercio internazionale e crescita. Ciò lo ha condotto a specializzarsi nell'analisi di scenari macroeconomici, attività che ha svolto anche nel quadro di progetti della Commissione Europea[3] e di Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN).[4]

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Bagnai si definisce economista postkeynesiano (h.ttps://youtu.be/URji7bWiN-g dal minuto 19:07)e aderisce alla visione ortodossa espressa da economisti come James Meade, Anthony Thirlwall, Martin Feldstein, secondo la quale non esistono i presupposti strutturali perché l'Europa possa dotarsi di una moneta unica. In questo contesto e in forte polemica con altri economisti, sostiene che il principio della convergenza verso parametri rigidi, sancito dal Trattato di Maastricht, successivamente ripreso dal Patto di stabilità e crescita (PSC) nel 1997, sottoscritto dai paesi membri dell'Unione europea e ulteriormente ribadito nel 2012 con il Patto di bilancio europeo (noto anche come "fiscal compact"), è logicamente incompatibile con la condivisione di un progetto politico comune e quindi di un'Europa federale, presupposto per l'effettiva sostenibilità di una moneta unica europea, l'euro, in sostituzione delle rispettive valute nazionali. Ritiene, sulla base di questo, che gli squilibri macroeconomici affermatisi nella Zona euro negli ultimi quindici anni, siano non tanto derivanti da un problema di insostenibilità del Debito pubblico, che negli anni antecedenti la crisi del 2008 era tenuto sotto controllo dai policy makers, quanto da ricercare nell'eccessivo indebitamento estero da parte di famiglie e imprese, così come sostenuto dal vice governatore della Banca centrale europea in un suo celebre intervento[5].

Sul tema delle unioni valutarie Bagnai in particolare ha portato avanti in Italia il lavoro dell'economista argentino Roberto Frenkel. Quest'ultimo ha proposto, con riferimento alle dinamiche indotte dalla dollarizzazione dell'Argentina e al successivo sganciamento di quest'ultima dall'unione valutaria con il dollaro nel 2001, un modello in sette passi per spiegare quello che accade ai paesi più deboli quando, in mancanza di compensazione degli squilibri ed in presenza di una forte liberalizzazione del mercato dei capitali, àncorano la loro valuta a una valuta più forte.[6]

Al contempo, rifacendosi al pensiero di Nicholas Kaldor, Bagnai afferma che l'adesione all'euro, comprimendo le esportazioni dell'Italia, ha inciso negativamente sulla produttività dell'economia italiana. Questa visione è contestata da economisti come Francesco Daveri, che invece vede la causa del declino della produttività italiana nelle modalità imperfette d'attuazione delle riforme del mercato del lavoro (un'ipotesi inizialmente avanzata da Robert Gordon[7]). È contestato anche da altri economisti, fra i quali Michele Boldrin, che invece ritiene che il declino dell'economia italiana sia attribuibile più in generale agli errori della classe politica,[8] e da Emiliano Brancaccio, che contesta la validità dei modelli d'analisi e delle teorie di riferimento adottate da Bagnai, e dissente sulle previsioni positive circa la dinamica delle variabili monetarie in caso d'abbandono della moneta unica.[9]

Nel 2013 Bagnai ha firmato con altri economisti europei di diverso orientamento ideologico quali Frits Bolkestein, Hans-Olaf Henkel, Costas Lapavitsas, Jacques Sapir, il Manifesto di Solidarietà Europea[10], che prende atto del fallimento del progetto di integrazione monetaria e ne propugna lo smantellamento a partire dalla secessione dei paesi più competitivi, secondo una linea di pensiero condivisa, espressa dall'economista polacco Stefan Kawalec[11] e da economisti quali Joseph Stiglitz e Luigi Zingales[12]

Attività divulgativa[modifica | modifica wikitesto]

Dal gennaio 2010 ha affiancato all'attività di ricerca quella di divulgazione, intervenendo su sbilanciamoci.info e lavoce.info, e dal novembre 2011 è autore del blog Goofynomics[13], il cui successo è confermato dal Macchia Nera Awards, nel quale si è classificato primo nella categoria "Miglior sito di economia" negli anni 2016[14] e 2015[15] e classificandosi secondo negli anni 2013[16] e 2014[17], dietro solo al sito de Il Sole 24 ORE.

Il successo sul web lo ha portato ad affermarsi come opinionista per il Fatto Quotidiano, sul quale è autore del blog "Quelli che..."[18], per il Giornale, dove si dedica al blog "Il clandestino"[19] e per testate televisive, fra cui TGcom24. Numerose sono anche le partecipazioni a talk show televisivi come Piazzapulita, Omnibus e Servizio pubblico.

Bagnai è stato anche ascoltato il 4 dicembre 2013 dalla commissione finanze della Camera dei Deputati sui temi di politica tributaria e del settore bancario in relazione all'euro, alla vigilia del semestre di presidenza italiano dell'Unione Europea.[20]

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Bagnai affianca alla sua produzione scientifica la scrittura di saggi d'economia destinati al grande pubblico e che hanno riscosso grande successo di vendite. Al suo primo libro a carattere divulgativo, "Il tramonto dell'Euro" del 2012, è stato assegnato il Premio di Letteratura Economica e Finanziaria del Canova Club del 2013.[21] Al primo successo è seguito un secondo saggio di fine 2014, "l'Italia può farcela", pubblicato da Il Saggiatore, che in pochi mesi ha scalato le classifiche di vendita, risultando tra i libri di economia più venduti nel 2014.[22]

Produzione musicale[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Bagnai è anche musicista, avendo conseguito il diploma accademico di primo livello in “Maestro al cembalo” nel 2008 presso il Conservatorio di Musica "Santa Cecilia" di Roma e nel 2010 quello di secondo livello in "Flauto dolce” presso il Conservatorio Luisa D'Annunzio di Pescara. Suona il clavicembalo in diverse ensemble e orchestre barocche (Collegium Pro Musica, Accademia Ottoboni, Musica Antiqua Latina) e attualmente fa parte delle associazioni culturali Musica Perduta[23] e Cappella Lodovicea. Partecipa a rassegne musicali in Italia e all'estero, di cui fanno parte – tra le più recenti – il Festival Barocco di San Gimignano del 2009, 2010 e 2013; la rassegna “Segni barocchi” di Foligno del 2011, 2012 e 2014 e i concerti “Musique et mémoire” di Luxeuil-les-Bains (Francia) del 2013 e 2014.

Ha inciso con l'ensemble Musica Perduta le sonate per violoncello di Francesco Maria Zuccari (Brilliant Classics, 94306) e alcune cantate inedite di Georg Friedrich Händel (Brilliant Classics, 94426) e di Giovanni Battista Pergolesi (Brilliant Classics, 94763).[24]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Bagnai, L’Italia può farcela, Milano, Il Saggiatore, 2014, ISBN 8842820482.
  • Alberto Bagnai, Il tramonto dell’euro, Reggio Emilia, Imprimatur, 2012, ISBN 9788897949282.
  • Alberto Bagnai, La crescita della Cina – Scenari e implicazioni per altri poli dell’economia globale, Mongeau Ospina, Milano, Franco Angeli, 2010, ISBN 9788856817379.
  • Alberto Bagnai, Modelli empirici di aggiustamento e crescita – Appunti per un corso di macroeconomia dello sviluppo, Roma, Aracne, 2005, ISBN 885480097X.

Altre pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Bagnai, A. Mongeau Ospina, C.A., Long- and short-run asymmetries and hysteresis in the Italian gasoline market, in Energy Policy, nº 78, 2015, pp. 41-50, DOI:10.1016/j.enpol.2014.12.017.
  • Bagnai, A., Introduction to the symposium: The euro, manage it or leave it!, in Comparative Economic Studies, nº 55, 2013, pp. 381-386, DOI:10.1057/ces.2013.23.
  • Bagnai, A., Sarra, A., Small business industrial clusters in China and Italy, in China Economic Review, vol. 23, 2012, pp. 591-592, DOI:10.1016/j.chieco.2012.05.003.
  • Bagnai, A., Crisi finanziaria e governo dell'economia, in Costituzionalismo.it, 2011.
  • Bagnai, A., Twin deficits in CEEC economies: evidence from panel unit root tests, in Economics Bulletin, nº 30, 2010, pp. 1071-1081.
  • Bagnai, A., Structural breaks, cointegration, and the empirics of Thirlwall’s law, in Applied Economics, nº 42, 2010, pp. 1315-1329.
  • Bagnai, A., The role of China in global external imbalances, in China Economic Review, nº 20, 2009, pp. 508-526.
  • Bagnai, A., Carlucci, F., Schiattarella, R., Tancioni, M., Il modello FGB-STEP in prospettiva comparativa, in Economia&Lavoro, nº 1, 2007, pp. 193-196.
  • Bagnai, A., Carlucci, F., Schiattarella, R., Tancioni, M., FGB-STEP: un modello di simulazione per l’analisi del mercato del lavoro, in Economia&Lavoro, nº 3, 2006, pp. 123-149.
  • Bagnai, A., Structural breaks and the twin deficits hypothesis, in International Economics and Economic Policy, nº 3, 2006, pp. 137-155.
  • Bagnai, A., Carlucci, F., An aggregate model for the European Union, in Economic Modelling, nº 20, 2003, pp. 623-649.
  • Bagnai, A., Manzocchi, S., Current-account reversals in developing countries: a perspective on Asian crisis, in International Journal of Development Planning Literature, nº 14, 1999.
  • Bagnai, A., Manzocchi, S., Current-account reversals in developing countries: the role of fundamentals, in Open Economies Review, nº 10, 1999, pp. 143-163.
  • Bagnai, A., Manzocchi, S., Unit root tests of capital mobility in the less developed countries, in Weltwirtschaftliches Archiv, nº 132, 1996, pp. 544-557.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Curriculum vitae (PDF), ch.unich.it. URL consultato il 29 Gennaio 2015.
  2. ^ asimmetrie.org. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  3. ^ STEP – Stocks and trends in the European professions, su fondazionebrodolini.it. URL consultato l'8 marzo 2015.
  4. ^ Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Compiti e suddivisione fondi tra le unità di ricerca, su cineca.it. URL consultato l'8 marzo 2015.
  5. ^ The European Crisis and the role of the financial system
  6. ^ Vito Lops, La crisi dell'Eurozona è un problema di debito pubblico o privato? Per chi segue il ciclo di Frenkel non ci sono più dubbi, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 2 luglio 2013.
  7. ^ Ian Dew-Becker, Robert J. Gordon, The role of labor market changes in the slowdown of european productivity growth (PDF), su nber.org. URL consultato il 6 marzo 2015.
  8. ^ Michele Boldrin, Uscita dall'euro, svalutazione, ripresa. Riflessioni dopo un week end di dibattiti, su noiseFromAmeriKa.org. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  9. ^ Emiliano Brancaccio, Un timido guerrafondaio, su emilianobrancaccio.it. URL consultato il 15 febbraio 2015. Le tesi di Brancaccio sono sviluppate in E. Brancaccio e N. Garbellini, Sugli effetti salariali e distributivi delle crisi dei regimi di cambio, Rivista di Politica Economica, luglio-settembre 2014; e in E. Brancaccio & N. Garbellini, Currency Regime Crises, Real Wages, Functional Income Distribution and Production, European Journal of Economics and Economic Policies: Intervention, 1, 2015..
  10. ^ European Solidarity Manifesto – an alternative solution to the Eurozone Crisis, su european-solidarity.eu. URL consultato l'8 marzo 2015.
  11. ^ Stefan Kawalec1, Ernest Pytlarczyk, Controlled Dismantlement of the Eurozone: A Strategy to Save the European Union and the Single European Market, in German Economic Review, vol. 14, nº 1, 21 dicembre 2012, pp. 31-49, DOI:10.1111/geer.12003.
  12. ^ Luigi Zingales, 9 MAGGIO, SAN BEATO-2 / Due euro sono meglio di uno?, su ilsole24ore.com, 9 maggio 2010. URL consultato l'8 marzo 2015.
  13. ^ Alberto Bagnai, Goofynomics, goofynomics.blogspot.it. URL consultato il 16 Febbraio 2015.
  14. ^ Macchianera Italian Awards 2016 (PDF), macchianera.net.
  15. ^ Macchianera Italian Awards 2015, macchianera.net.
  16. ^ Macchianera Italian Awards 2013 (PDF), su macchianera.net. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  17. ^ Macchianera Italian Awards 2014 (PDF), su macchianera.net. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  18. ^ Alberto Bagnai, Quelli che..., blog di Alberto Bagnai su il Fatto Quotidiano, ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 27 Febbraio 2015.
  19. ^ Alberto Bagnai, Il clandestino, blog di Alberto Bagnai su il Giornale, blog.ilgiornale.it. URL consultato il 27 Febbraio 2015.
  20. ^ Filmato audio COMMISSIONE FINANZE - Presidenza italiana Unione europea, audizione Bagnai, camera.it, 4 dicembre 2013. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  21. ^ Premio di letterarura economica e finanziaria Del Canova Club del 2013, su canovaclub.org. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  22. ^ I libri più letti dell'anno di Economia e management, su libreriauniversitaria.it. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  23. ^ Musici, su musicaperduta.com. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  24. ^ Pergolesi: Cantatas and Concertos, su brilliantclassics.com. URL consultato il 16 febbraio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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