Alberto Bagnai

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Alberto Bagnai
Alberto Bagnai datisenato 2018.jpg

Presidente della 6ª Commissione Finanze del Senato della Repubblica
Durata mandato 21 giugno 2018 –
28 luglio 2020
Predecessore Mauro Maria Marino
Successore Luciano D'Alfonso

Senatore della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 23 marzo 2018
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
Lega - Salvini Premier
Circoscrizione Abruzzo
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Lega per Salvini Premier
Titolo di studio Dottorato in Scienze economiche
Università Università degli Studi di Roma La Sapienza
Professione Economista; Docente Universitario

Alberto Bagnai (Firenze, 10 dicembre 1962) è un economista, politico e accademico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Bagnai è nato nel 1962 a Firenze. Trasferitosi a Roma nel 1971, si è diplomato presso il Liceo classico statale Dante Alighieri e ha studiato economia presso il Dipartimento di Economia Pubblica (attuale Dipartimento di Economia e Diritto) dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", dove ha avuto come docenti Federico Caffè, Mario Arcelli, Giancarlo Gandolfo, Giorgio Rodano e Francesco Carlucci. Si è laureato in economia e commercio, all'età di 27 anni, nel 1989 con una tesi di econometria sulle "Procedure per la stima e verifica di ipotesi econometriche"; ha quindi discusso una tesi di dottorato di ricerca in Scienze economiche nel 1994 con una dissertazione sulla "Sostenibilità e percorsi dinamici del debito pubblico in Italia".[1]

Nel 2005 diventa professore associato di politica economica[1] presso la facoltà di economia dell'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti e Pescara. Poco dopo viene nominato Professore associato presso l'università Jean Monnet di Bari. Dal 2012 è ricercatore associato al CREAM presso l'Università di Rouen in Francia e dal 2013 è membro del direttivo dell'International Network for Economic Research. Nello stesso anno ha costituito l'Associazione Italiana per lo Studio delle Asimmetrie Economiche, da lui inizialmente presieduta.[1] È stato anche visiting fellow del Centre for Globalisation Research (CGR) della Queen Mary University di Londra.[2] Nel 2017 ha ottenuto l'abilitazione a docente ordinario.[3]

Attività di ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Le ricerche di Bagnai sono concentrate sullo studio degli squilibri dei conti pubblici e di conti esteri nei paesi emergenti, nell'economia globale e nell'Eurozona, e più in generale sulle relazioni fra commercio internazionale e crescita. Ciò lo ha condotto a specializzarsi nell'analisi di scenari macroeconomici, attività che ha svolto anche nel quadro di progetti della Commissione Europea[4] e di Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN).[5]

L'associazione a/simmetrie[modifica | modifica wikitesto]

Bagnai ha promosso l’Associazione Italiana per lo Studio delle Asimmetrie Economiche (a/simmetrie), un progetto volto a valutare l'impatto dell'asimmetria delle regole europee sulla performance dell'economia italiana, e di cui è stato Presidente[6] e in seguito membro del comitato scientifico[7] una volta sostituito al vertice da Marcello Foa.[8]

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Claudio Borghi Aquilini, Matteo Salvini e Alberto Bagnai al No Euro Day di Milano (2013)

Di orientamento nettamente euroscettico e antimondialista[9], Bagnai si definisce un economista post-keynesiano ed aderisce alla visione ortodossa espressa da economisti come James Meade, Anthony Philip Thirlwall e Martin Feldstein, secondo la quale non esistono i presupposti strutturali perché l'Europa possa dotarsi di una moneta unica. In questo contesto e in forte polemica con altri economisti, sostiene che il principio della convergenza verso parametri rigidi, sancito dal Trattato di Maastricht, successivamente ripreso dal Patto di stabilità e crescita (PSC) nel 1997, sottoscritto dai paesi membri dell'Unione europea e ulteriormente ribadito nel 2012 con il Patto di bilancio europeo (noto anche come "fiscal compact"), è logicamente incompatibile con la condivisione di un progetto politico comune e quindi di un'Europa federale, presupposto per l'effettiva sostenibilità di una moneta unica europea, l'euro, in sostituzione delle rispettive valute nazionali.

Ritiene, sulla base di questo, che gli squilibri macroeconomici affermatisi nella Zona euro negli ultimi quindici anni siano derivati non tanto da un problema di insostenibilità del debito pubblico, che negli anni antecedenti la crisi del 2008 era tenuto sotto controllo dai policy makers, quanto dall'eccessivo indebitamento estero da parte di famiglie e imprese, così come sostenuto dal vice governatore della Banca centrale europea Vítor Constâncio in un suo noto intervento del 2013[10].

Sul tema delle unioni valutarie, Bagnai in particolare ha portato avanti in Italia il lavoro dell'economista argentino Roberto Frenkel. Quest'ultimo, con riferimento alle dinamiche della dollarizzazione dell'Argentina e al successivo sganciamento di quest'ultima dall'unione valutaria con il dollaro nel 2001, ha elaborato un modello in sette passi (Ciclo di Frenkel) per spiegare quello che accade ai paesi più deboli quando, in mancanza di compensazione degli squilibri e in presenza di una forte liberalizzazione del mercato dei capitali, ancorano la loro valuta a una più forte[11].

Rifacendosi al pensiero di Nicholas Kaldor, Bagnai afferma che l'adesione all'euro, comprimendo le esportazioni dell'Italia, ha inciso negativamente sulla produttività dell'economia italiana. Nel 2013, Bagnai ha firmato, con politici ed economisti europei, quali Stefan Kawalec[12], Frits Bolkestein, Hans-Olaf Henkel, Costas Lapavitsas e Jacques Sapir, il Manifesto di Solidarietà Europea[13], che partendo dall'assunto dell'impossibilità di proseguire con il progetto di integrazione monetaria, ne suggerisce lo smantellamento partendo dalla secessione dei paesi più competitivi.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Le idee di Bagnai in tema di moneta unica sono contestate da economisti come Francesco Daveri, che vede la causa del declino della produttività italiana nelle modalità imperfette d'attuazione delle riforme del mercato del lavoro (un'ipotesi inizialmente avanzata da Robert J. Gordon[14]).

Michele Boldrin dissente da Bagnai e ritiene che il declino dell'economia italiana più che alla moneta unica sia attribuibile in generale agli errori della classe politica[15].

Anche Emiliano Brancaccio contesta la validità dei modelli d'analisi e delle teorie di riferimento adottate da Bagnai, e in particolare dissente sulle previsioni positive circa la dinamica delle variabili monetarie in caso d'abbandono della moneta unica. Brancaccio in particolare sostiene che in caso di uscita dall'euro si dovrebbero introdurre significative limitazioni alla mobilità dei capitali con l'estero e indicizzazioni dei salari, per tutelare gli interessi dei lavoratori dipendenti che altrimenti sarebbero fortemente penalizzati dal rialzo dell'inflazione[16].

Attività divulgativa[modifica | modifica wikitesto]

Attività in rete[modifica | modifica wikitesto]

Dal gennaio 2010 espone la sua visione dell'economia e le sue idee di politica economica con interventi sui siti web sbilanciamoci.info e La Voce.[17]

In seguito al rifiuto da parte de La Voce di pubblicare un suo articolo di critica alle politiche economiche di Mario Monti, Bagnai crea un proprio blog nel novembre 2011, Goofynomics [17][18].

Attività per i giornali e le televisioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Interrotta la pubblicazione con La Voce, dal 2015 al 2018 collabora con Il Giornale e Il Fatto Quotidiano.[19][20][21] Sul il Fatto Quotidiano è curatore del blog "Quelli che..."[22], e su il Giornale si dedica al blog "Il clandestino"[23].

Bagnai è spesso ospite di vari talk-show televisivi, fra cui Omnibus, Piazzapulita, Coffee Break, Porta a Porta e Servizio pubblico e per la testata TGcom24.

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Bagnai affianca alla sua produzione scientifica la scrittura di saggi d'economia destinati al grande pubblico e che hanno riscosso grande successo di vendite. Al suo primo libro a carattere divulgativo, Il tramonto dell'euro del 2012, è stato assegnato il Premio di Letteratura Economica e Finanziaria del Canova Club del 2013.[24] Il libro è ritenuto un apripista del dibattito che ha cambiato la percezione sulla moneta unica nella popolazione italiana.[25]

Alla fine del 2014 ha pubblicato un secondo saggio, L'Italia può farcela, stampato da Il Saggiatore, che in pochi mesi ha scalato le classifiche di vendita, risultando tra i libri di economia più venduti nel 2014.[26]

Goofy[modifica | modifica wikitesto]

Su impulso di Bagnai, dal 2012 l'associazione a/simmetrie organizza ogni anno in Abruzzo il convegno internazionale “Euro, mercati e democrazia”, noto informalmente come "Goofy", ritenuto anche un luogo di ritrovo della comunità on-line vicina allo stesso Bagnai.[27][28][29][30] Il convegno è a pagamento e ha un numero di posti limitato.[28]

Fra gli ospiti delle varie edizioni vi sono stati economisti (Sergio Cesaratto, Luciano Barra Caracciolo, Vladimiro Giacché, Jacques Sapir, Brigitte Grandville, Michele Boldrin, Riccardo Puglisi e Luigi Zingales), politici (Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Stefano Fassina, Gianni Cuperlo, Fausto Bertinotti, Guido Crosetto, Carlo Galli[29]), giornalisti (Marcello Foa[27] e Daniele Capezzone[27]) e anche l'attore Riccardo Scamarcio.[28][29][30][30]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Bagnai al convegno di Italia Sovrana nel 2017

Definitosi come un populista di sinistra[31], Bagnai ha cercato interlocutori in ambito politico fin dall'inizio della sua attività divulgativa. Assieme a Claudio Borghi ha portato il tema delle disfunzionalità della moneta unica all'attenzione di politici quali Matteo Salvini, Guido Crosetto o Giorgia Meloni.[28]

Il 12 settembre 2013 nell'aula dei Gruppi di Palazzo Montecitorio, fatta riservare dalla Lega, l'associazione Asimmetrie organizzò con l'Università di Pescara e la Link Campus University il convegno "L'europa alla resa dei conti", un evento definito dal giornalista Jacopo Iacoboni "uno spartiacque e una prima prefigurazione della stagione sovranista al potere in Italia." A quell'evento parteciparono Bagnai con Claudio Borghi, Antonio Maria Rinaldi, Paolo Savona, Giuseppe Guarino e Vincenzo Scotti.[32]

Il 4 dicembre 2013 Bagnai è stato ascoltato dalla commissione finanze della Camera dei Deputati sui temi di politica tributaria e del settore bancario in relazione all'euro, alla vigilia del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea.[33]

Il 23 gennaio 2018 viene annunciata la sua candidatura con la Lega in Toscana, in Abruzzo, nel Lazio e nel collegio uninominale di Firenze alle elezioni politiche italiane del 2018[34], ricevendo gli auguri su Twitter di Stefano Fassina.[35] Risulta eletto nel collegio plurinominale Abruzzo.

Il 21 giugno 2018 viene eletto Presidente della 6ª Commissione permanente Finanze del Senato. Gli subentra dal 29 luglio 2020 Luciano D'Alfonso.[36]

Nell'estate 2020 subentra a Claudio Borghi come responsabile del "dipartimento economia" della Lega.[37]

Produzione musicale[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Bagnai è anche musicista, avendo conseguito il diploma accademico di primo livello in “Maestro al cembalo” nel 2008 presso il Conservatorio di Musica "Santa Cecilia" di Roma e nel 2010 quello di secondo livello in "Flauto dolce” presso il Conservatorio Luisa D'Annunzio di Pescara. Suona il clavicembalo in diverse ensemble e orchestre barocche (Collegium Pro Musica, Accademia Ottoboni, Musica Antiqua Latina) e fa parte delle associazioni culturali Musica Perduta[38] e Cappella Ludovicea. Partecipa a rassegne musicali in Italia e all'estero, di cui fanno parte – tra le più recenti – il Festival Barocco di San Gimignano del 2009, 2010,2011,2015 e 2013; la rassegna “Segni barocchi” di Foligno del 2011, 2012 e 2014 e i concerti “Musique et mémoire” di Luxeuil-les-Bains (Francia) del 2013 e 2014.

Con l'ensemble Musica Perduta ha inciso le sonate per violoncello di Francesco Maria Zuccari (Brilliant Classics, 94306) e alcune cantate inedite di Georg Friedrich Händel (Brilliant Classics, 94426) e di Giovanni Battista Pergolesi (Brilliant Classics, 94763).[39]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Bagnai, Modelli empirici di aggiustamento e crescita – Appunti per un corso di macroeconomia dello sviluppo, Roma, Aracne, 2005, ISBN 88-548-0097-X.*
  • Alberto Bagnai, La crescita della Cina – Scenari e implicazioni per altri poli dell’economia globale, Mongeau Ospina, Milano, Franco Angeli, 2010, ISBN 978-88-568-1737-9.
  • Alberto Bagnai, Il tramonto dell’euro, Reggio Emilia, Imprimatur, 2012, ISBN 978-88-97949-28-2.
  • Alberto Bagnai, L’Italia può farcela, Milano, Il Saggiatore, 2014, ISBN 88-428-2048-2.

Altre pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Bagnai, A., Manzocchi, S., Current-account reversals in developing countries: the role of fundamentals, in Open Economies Review, n. 10, 1999, pp. 143-163.
  • Bagnai, A., Manzocchi, S., Current-account reversals in developing countries: a perspective on Asian crisis, in International Journal of Development Planning Literature, n. 14, 1999.
  • Bagnai, A., Manzocchi, S., Unit root tests of capital mobility in the less developed countries, in Weltwirtschaftliches Archiv, n. 132, 1996, pp. 544-557.
  • Bagnai, A., Carlucci, F., An aggregate model for the European Union, in Economic Modelling, n. 20, 2003, pp. 623-649.
  • Bagnai, A., Structural breaks and the twin deficits hypothesis, in International Economics and Economic Policy, n. 3, 2006, pp. 137-155.
  • Bagnai, A., Carlucci, F., Schiattarella, R., Tancioni, M., FGB-STEP: un modello di simulazione per l’analisi del mercato del lavoro, in Economia&Lavoro, n. 3, 2006, pp. 123-149.
  • Bagnai, A., Carlucci, F., Schiattarella, R., Tancioni, M., Il modello FGB-STEP in prospettiva comparativa, in Economia&Lavoro, n. 1, 2007, pp. 193-196.
  • Bagnai, A., The role of China in global external imbalances, in China Economic Review, n. 20, 2009, pp. 508-526.
  • Bagnai, A., Structural breaks, cointegration, and the empirics of Thirlwall’s law, in Applied Economics, n. 42, 2010, pp. 1315-1329.
  • Bagnai, A., Twin deficits in CEEC economies: evidence from panel unit root tests, in Economics Bulletin, n. 30, 2010, pp. 1071-1081.
  • Bagnai, A., Crisi finanziaria e governo dell'economia, in Costituzionalismo.it, 2011. URL consultato il 20 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2015).
  • Bagnai, A., Sarra, A., Small business industrial clusters in China and Italy, in China Economic Review, vol. 23, 2012, pp. 591-592, DOI:10.1016/j.chieco.2012.05.003.
  • Bagnai, A., Introduction to the symposium: The euro, manage it or leave it!, in Comparative Economic Studies, n. 55, 2013, pp. 381-386, DOI:10.1057/ces.2013.23.
  • Bagnai, A. Mongeau Ospina, C.A., Long- and short-run asymmetries and hysteresis in the Italian gasoline market, in Energy Policy, n. 78, 2015, pp. 41-50, DOI:10.1016/j.enpol.2014.12.017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Curriculum vitae (PDF), su ch.unich.it. URL consultato il 29 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2015).
  2. ^ (EN) Centre for Globalisation Research (CGR), su qmul.ac.uk. URL consultato il 17 ottobre 2020.
  3. ^ Risultati ASN 13/A2 - POLITICA ECONOMICA, su asn16.cineca.it.
  4. ^ STEP – Stocks and trends in the European professions, su fondazionebrodolini.it. URL consultato l'8 marzo 2015.
  5. ^ Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Compiti e suddivisione fondi tra le unità di ricerca, su cineca.it. URL consultato l'8 marzo 2015.
  6. ^ Il direttivo, su asimmetrie.org, 13 giugno 2018. URL consultato il 16 ottobre 2020 (archiviato dall'url originale il 13 gennaio 2018).
  7. ^ Il comitato scientifico, su asimmetrie.org. URL consultato il 16 ottobre 2020.
  8. ^ Davide Alegranti, Think tank sovranisti, in Il Foglio, 5 agosto 2018. URL consultato il 18 ottobre 2020.
  9. ^ Copia archiviata, su euroscettico.com. URL consultato il 13 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2017).
  10. ^ The European Crisis and the role of the financial system
  11. ^ Vito Lops, La crisi dell'Eurozona è un problema di debito pubblico o privato? Per chi segue il ciclo di Frenkel non ci sono più dubbi, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 2 luglio 2013.
  12. ^ Stefan Kawalec1, Ernest Pytlarczyk, Controlled Dismantlement of the Eurozone: A Strategy to Save the European Union and the Single European Market, in German Economic Review, vol. 14, n. 1, 21 dicembre 2012, pp. 31-49, DOI:10.1111/geer.12003.
  13. ^ European Solidarity Manifesto – an alternative solution to the Eurozone Crisis, su european-solidarity.eu. URL consultato l'8 marzo 2015.
  14. ^ Ian Dew-Becker, Robert J. Gordon, The role of labor market changes in the slowdown of european productivity growth (PDF), su nber.org. URL consultato il 6 marzo 2015.
  15. ^ Michele Boldrin, Uscita dall'euro, svalutazione, ripresa. Riflessioni dopo un week end di dibattiti, su noiseFromAmeriKa.org. URL consultato il 15 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2015).
  16. ^ Emiliano Brancaccio, Un timido guerrafondaio, su emilianobrancaccio.it. URL consultato il 15 febbraio 2015. Le tesi di Brancaccio sono sviluppate in E. Brancaccio e N. Garbellini, Sugli effetti salariali e distributivi delle crisi dei regimi di cambio, Rivista di Politica Economica, luglio-settembre 2014; e in E. Brancaccio & N. Garbellini, Currency Regime Crises, Real Wages, Functional Income Distribution and Production, European Journal of Economics and Economic Policies: Intervention, 1, 2015..
  17. ^ a b Federico Brandmayr, Public Epistemologies and Intellectual Interventions in Contemporary Italy, in International Journal of Politics, Culture, and Society, vol. 34, n. 1, 2019, pp. 47–68, DOI:10.1007/s10767-019-09346-3, ISSN 0891-4486 (WC · ACNP).
  18. ^ Alberto Bagnai, Goofynomics, su goofynomics.blogspot.it. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  19. ^ Luca Clementi, Author at Lavoce.info, su Lavoce.info. URL consultato il 24 giugno 2019.
  20. ^ Alberto Bagnai - IlGiornale.it, su www.ilgiornale.it. URL consultato il 24 giugno 2019.
  21. ^ Alberto Bagnai, Il Fatto Quotidiano, su Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 24 giugno 2019.
  22. ^ Alberto Bagnai, Quelli che..., blog di Alberto Bagnai su il Fatto Quotidiano, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 27 febbraio 2015.
  23. ^ Alberto Bagnai, Il clandestino, blog di Alberto Bagnai su il Giornale, su blog.ilgiornale.it. URL consultato il 27 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2015).
  24. ^ Premio di letteratura economica e finanziaria Del Canova Club del 2013, su canovaclub.org. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  25. ^ Antonio Rapisalda, All'armi siam leghisti: Come e perché Matteo Salvini ha conquistato la Destra, su books.google.it, Wingsbert House, 2015. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  26. ^ I libri più letti dell'anno di Economia e management, su libreriauniversitaria.it. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  27. ^ a b c Valerio Valentini, Il convivio di Borghi, in Il Foglio, 28 dicembre 2018. URL consultato il 18 ottobre 2020.
  28. ^ a b c d Antonello Angelini, Goofy 7 . L'adunanza !!!, su https://blog.ilgiornale.it, 18 novembre 2018. URL consultato il 18 ottobre 2020.
  29. ^ a b c Antonello Angelini, Le frasi di Goofy8, su https://blog.ilgiornale.it, 27 ottobre 2019. URL consultato il 18 ottobre 2020.
  30. ^ a b c Bagnai: "Chi attacca Fassina vorrebbe il pensiero unico, ma i critici della Ue crescono", in Il Giornale, 11 novembre 2014. URL consultato il 20 ottobre 2020.
  31. ^ Lega: chi sono Bagnai e Borghi, candidati da Salvini contro l'Ue
  32. ^ Jacopo Iacoboni, 8. Sovranisti e gilet gialli, in L'esecuzione: 5 Stelle da movimento a governo, Giuseppe Laterza & Figli Spa, ISBN 978-88-581-3707-9.
  33. ^ Filmato audio COMMISSIONE FINANZE - Presidenza italiana Unione europea, audizione Bagnai, camera.it, 4 dicembre 2013. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  34. ^ Claudio Bozza, Lega, Borghi e Bagnai candidati: la sfida dei due economisti anti euro, in Corriere della Sera, 23 gennaio 2018.
  35. ^ Simone Oggionni, Fassina e Bagnai: ma quale in bocca al lupo, ma quale dialogo?, in www.huffingtonpost.it, 25 gennaio 2018. URL consultato il 20 ottobre 2020.
  36. ^ Luciano D'ALFONSO XVIII Legislatura, su senato.it. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  37. ^ Luciano Capone, Salvini moderato chi?, in Il Foglio. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  38. ^ Musici, su musicaperduta.com. URL consultato il 16 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2015).
  39. ^ Pergolesi: Cantatas and Concertos, su brilliantclassics.com. URL consultato il 16 febbraio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN108044055 · ISNI (EN0000 0000 7769 8145 · SBN IT\ICCU\BVEV\053804 · LCCN (ENno2010039710 · ORCID (EN0000-0002-3668-7567 · GND (DE171400682 · BNF (FRcb16625733j (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2010039710