Liga Veneta Repubblica

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri movimenti regionalisti, vedi Liga Veneta o Lega Autonomia Veneta.
Liga Veneta Repubblica
PresidenteFabrizio Comencini
SegretarioGianluigi Sette
StatoItalia Italia
SedeVia Antonio Provolo 2B
37060 Alpo (VR)
AbbreviazioneLVR
Fondazione5 ottobre 1998
IdeologiaVenetismo,
autonomismo,
federalismo
CollocazioneCentro
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
1 / 51
Sito webwww.ligavenetarepubblica.org

La Liga Veneta Repubblica è un partito politico regionalista italiano attivo nella Regione Veneto.

Affermatosi nel 1998 in seguito ad una scissione dalla Liga Veneta (quale sezione della Lega Nord), nel 1999 ha assunto la denominazione di Veneti d'Europa. Nel 2000 si è fuso con il movimento Veneto Autonomo e nel 2001 ha preso il nome di Liga Fronte Veneto. Nel 2007 ha ripreso a chiamarsi Liga Veneta Repubblica.

Si propone l'autonomia/indipendenza del popolo veneto, il quale - sostiene - attraverso lo strumento dell'autodeterminazione, intenderebbe disporre pienamente della propria originaria sovranità statuale, attraverso metodi democratici, non violenti ed elettorali, in conformità alle norme del diritto internazionale.

Il partito ha fatto parte, dal 1999 al 2022, dell'Alleanza Libera Europea, partito politico europeo che riunisce i movimenti autonomisti, indipendentisti, federalisti e regionalisti democratici dell'Unione europea.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita della Liga[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre del 1998 gli organi elettivi della Lega Nord-Liga Veneta vennero commissariati ed il segretario nazionale Fabrizio Comencini fu destituito. Comencini era da tempo in rotta con Umberto Bossi, al quale contestava lo squilibrio tra lombardi e veneti all'interno del partito, e una strategia politica fallimentare, che prevedeva la messa da parte delle iniziative secessioniste più esplicite e accenni di collaborazione con l'UDR di Francesco Cossiga (di cui il massimo esponente in Veneto era l'ex ministro democristiano Carlo Bernini) mentre Comencini avrebbe preferito collaborare col presidente della Giunta regionale Giancarlo Galan. Il Consiglio nazionale della Liga Veneta stilò allora un documento in cui rivendicava libertà d'azione, sottoscritto da molti militanti e dirigenti tra cui Comencini, ma non accettato dai vertici della Lega Nord. Si arrivò così, il 4 ottobre 1998, alla nascita della Liga Veneta Repubblica, di cui fu eletto segretario Comencini e presidente il consigliere regionale Mariangelo Foggiato. Al nuovo movimento aderirono tutti i consiglieri regionali tranne uno e alcuni parlamentari, tra cui i senatori Antonio Serena e Donato Manfroi.[1]

Veneti d'Europa[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni europee del 1999 la Liga Veneta Repubblica si presentò assieme ad altri movimenti autonomisti dell'Italia nordorientale, tra cui l'Union für Südtirol e Friûl, ottenendo il 3,5% in Veneto, ma nessun eletto; ebbe però un certo numero di consiglieri comunali e alcuni sindaci.[1] Nel mese di ottobre si svolse un congresso che deliberò il cambio di nome in Veneti d'Europa (dopo la fusione col movimento Veneto Futuro di Giuseppe Ceccato, ex leghista che aveva aderito all'ApE di Comino e Gnutti) e aprì la possibilità di un'alleanza con Forza Italia alle successive elezioni regionali sulla base della condivisione di alcuni punti programmatici di stampo autonomista e federalista.[1]

La successiva alleanza della Lega Nord col Polo per le Libertà chiuse ogni ipotesi di appoggio a Galan, e alle regionali del 2000 i Veneti d'Europa candidarono Comencini alla carica di presidente della regione. La lista ottenne circa 56.000 voti pari al 2,46% e non riuscì a confermare i consiglieri uscenti. All'insuccesso contribuì probabilmente la presenza di un'altra lista autonomista in corsa solitaria, il Fronte Marco Polo di Giorgio Vido, caratterizzato da un programma di forte rifiuto del centralismo statale e dell'immigrazione indiscriminata, che ebbe l'1,25%.

Liga Fronte Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile del 2001 i Veneti d'Europa e il Fronte Marco Polo si unirono nella Liga Fronte Veneto, che partecipò alle elezioni politiche di maggio al di fuori dei poli. Il risultato nei collegi uninominali di Camera e Senato fu attorno al 5%, insufficiente per l'elezione. Tra i candidati il più votato fu Giuseppe Segato, uno dei cosiddetti "serenissimi del campanile di Venezia del 1997", che per soli mille voti non divenne senatore. Nel proporzionale della Camera ottenne il 2,5% su base regionale.

Nel 2004 la Liga Fronte Veneto partecipò alle elezioni europee con una lista comune con la Lega per l'Autonomia - Alleanza Lombarda - Lega Pensionati (che, essendo presente in parlamento col suo leader De Paoli, era esentata dalla raccolta delle firme), il Partito Sardo d'Azione e, ancora una volta, con l'Union für Südtirol. Tale lista ottenne in Veneto appena lo 0,64% dei voti. Lo stesso anno vide la nascita di un altro partito autonomista in Veneto, il Progetto Nordest di Giorgio Panto: nonostante l'interesse di una parte della dirigenza per un percorso comune, Comencini avversò tale possibilità, che a suo modo di vedere avrebbe minato l'autonomia del partito. Come risultato, diversi esponenti di spicco della Liga, tra cui Beggiato, Foggiato e Michele Munaretto, aderirono al movimento di Panto. Negli anni successivi ci sarebbero comunque state diverse collaborazioni tra i due partiti a livello di elezioni amministrative.

Dal centrosinistra all'UDC[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni regionali del 2005 la Liga Fronte Veneto appoggiò il candidato del centrosinistra Massimo Carraro, ma con l'1,19% e circa 27.500 voti non riuscì a rientrare nel Consiglio regionale. Continuò la collaborazione col centrosinistra anche alle elezioni politiche dell'anno successivo, ottenendo mediamente 23.000 voti (circa lo 0,8% a livello regionale). Ad essa sembrò essersi avvicinato idealmente anche il fondatore della Liga Veneta Franco Rocchetta.

Nel 2007 Comencini annunciò l'adesione della Liga Veneta Repubblica al progetto della nuova Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza: l'alleanza portò all'elezione di un consigliere provinciale a Vicenza.[2] Il percorso comune fu però di breve durata perché già alle elezioni del 2008 la Liga Veneta Repubblica ritornò al di fuori dalle coalizioni (mentre Pizza aveva siglato un accordo con Il Popolo della Libertà), con l'obiettivo di diventare il punto di aggregazione di tutte le forze autonomiste-indipendentiste venete. Il partito, che candidava a Presidente del Consiglio Giorgio Vido, vide incrementare i propri consensi, arrivando all'1,7% al Senato in Veneto.

La Liga Veneta Repubblica partecipò alle elezioni amministrative del 2009 appoggiando spesso i candidati dell'UDC o del centrosinistra.

La Liga alle regionali venete del 2010 appoggiò il candidato dell'UDC Antonio De Poli, insieme ad altri movimenti autonomisti e venetisti quali Progetto NordEst, L'Intesa Veneta e Unione Nord Est, in una lista comune sotto le insegne di quest'ultima.[3] Questa scelta provocò però due scissioni: la corrente di centrosinistra capeggiata da Bortolino Sartore appoggiò il candidato del PD Giuseppe Bortolussi, presentandosi come Liga Veneto Autonomo, con un simbolo molto simile a quello della Liga Veneta Repubblica; la corrente più autonomista capeggiata da Silvano Polo confluì nella coalizione del Partito dei Veneti, che lo candidò alla regione. La lista comune con la dicitura dell'Unione Nord Est ottenne l'1,54% dei voti eleggendo un consigliere, il presidente del Progetto NordEst Mariangelo Foggiato.[4]

Il 18 agosto 2010 la corrente capeggiata da Bortolino Sartore e Giorgio Vido si scisse ufficialmente dalla LVR e fondò la Liga Veneto Autonomo, della quale Sartore è stato nominato portavoce.[5]

Alle elezioni politiche del 2013 la Liga Veneta si presentò di nuovo al di fuori delle coalizioni, ma con risultati più modesti rispetto alle politiche precedenti (lo 0,74% al Senato su base regionale).

Veneto Indipendente e l'appoggio al centrodestra[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 2014 la Liga Veneta Repubblica, assieme ai movimenti Veneti Indipendenti, Veneto Stato e Futuro Popolare diede luogo ad una federazione chiamata Uniti per il Veneto Indipendente, allo scopo di rendere possibile la celebrazione di un referendum per l'indipendenza della regione nel contesto del diritto internazionale.[6]

Alle elezioni regionali del 2015 la Liga Veneta Repubblica (assieme ai movimenti Progetto NordEst, Veneto Stato, Veneti Indipendenti, Pro Veneto e Tea Party Veneto) forma il cartello elettorale Indipendenza Noi Veneto,[7][8] sostenendo il Presidente uscente Luca Zaia:la coalizione ottiene il 2,69% e fa eleggere in consiglio regionale Antonio Guadagnini, esponente di Veneto Stato[9]. Nel marzo 2016, tuttavia, Guadagnini abbandona la coalizione fondando il partito Siamo Veneto[10] (confluito poi nel Partito dei Veneti, che partecipa autonomamente alle elezioni regionali in Veneto del 2020[11]): INV perde quindi la propria rappresentanza in consiglio regionale.

Dal 2018 la Liga Veneta Repubblica, dopo la parentesi nel cartello elettorale Noi Veneto Indipendente, torna all'attività politica come movimento indipendente. Nel 2019 il movimento si ripresenta con una propria lista alle amministrative comunali di Negrar di Valpolicella, ottenendo l'1,25% dei voti.[12]

Veneta Autonomia[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni regionali in Veneto del 2020 il movimento si presenta sotto le insegne della Lista Veneta Autonomia a sostegno di Luca Zaia, ottenendo 48.392 voti (2,38%) ed eleggendo a consigliere nella circoscrizione di Verona il vicesindaco di Mozzecane Tomas Piccinini.[13] Alle elezioni comunali del 2022 Veneta Autonomia si presenta a Verona in lista con Noi con l’Italia a sostegno del sindaco Federico Sboarina raccogliendo solo l’1,11%.

Cariche[modifica | modifica wikitesto]

Segretari[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni politiche ed europee[modifica | modifica wikitesto]

Elezione Lista Voti % Seggi
Europee 1999 Liga Veneta Repubblica - Union für Südtirol - altri 117.979 0,38 -
Politiche 2001 Camera Liga Fronte Veneto 74.353 0,20 -
Senato Liga Fronte Veneto 138.134 0,41 -
Europee 2004 LAL - LFV -PSd'Az - UfS 159.098 0,49 -
Politiche 2006 Camera Liga Fronte Veneto 21.999 0,06 -
Senato Liga Fronte Veneto 23.214 0,07 -
Politiche 2008 Camera Liga Veneta Repubblica 31.353 0,09 -
Senato Liga Veneta Repubblica 47.677 0,15 -
Politiche 2013 Camera Liga Veneta Repubblica 15.838 0,04 -
Senato Liga Veneta Repubblica 20.381 0,06 -

Elezioni regionali in Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Elezione Lista Voti % Seggi
Regionali 2000 Veneti d'Europa 56.448 2,46 -
Regionali 2005 Liga Fronte Veneto 27.524 1,19 -
Regionali 2010 Unione Nord Est 34.697 1,55 -[14]
Regionali 2015 Indipendenza Noi Veneto 49.929 2,70 -[15]
Regionali 2020 Lista Veneta Autonomia 48.932 2,38 1

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Ezio Toffano, Breve storia dell'autonomismo veneto, in Copia archiviata, su raixevenete.net. URL consultato l'11 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2013).
  2. ^ Progetto Nord aderisce alla nuova Dc, anche a Como Paolo Pedrana, in Giornale di Como, 7 dicembre 2007. URL consultato il 19 giugno 2016.
  3. ^ (PDF)Comunicato stampa della Liga Veneta Repubblica[collegamento interrotto]
  4. ^ Ministero dell'Interno - Risultati elettorali della Regione Veneto Archiviato il 1º aprile 2010 in Internet Archive.
  5. ^ chisiamo Archiviato il 17 luglio 2011 in Internet Archive.
  6. ^ Autonomie: Movimenti presentano 'Uniti per il Veneto Indipendente', in Libero, 5 marzo 2014. URL consultato il 19 giugno 2016.
  7. ^ Indipendentisti insieme per il Veneto libero, su ligavenetarepubblica.org. URL consultato il 13 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 10 marzo 2015).
  8. ^ Indipendenza noi Veneto, su noivenetoindipendente.org. URL consultato il 13 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2017).
  9. ^ Gli eletti nel nuovo Consiglio Regionale (PDF), su elezioni2015.consiglioveneto.it. URL consultato il 19 giugno 2016.
  10. ^ Siamo Veneto: il gruppo indipendentista in Regione Veneto - Antonio Guadagnini, su antonioguadagnini.eu. URL consultato il 13 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 14 agosto 2018).
  11. ^ Gli indipendentisti veneti si uniscono: nasce il "Partito dei Veneti", su trevisotoday.it. URL consultato il 13 aprile 2021.
  12. ^ Elezioni 2019 - Risultati Comunali: Negrar, su Corriere.it, 10 giugno 2019. URL consultato l'8 gennaio 2020.
  13. ^ La carica dei 101 di Piccinini: il paese lo inonda di consensi, in L'Arena, 23 settembre 2020.
  14. ^ La lista ottenne un seggio (Mariangelo Foggiato del Progetto NordEst)
  15. ^ La lista ottenne un seggio (Antonio Guadagnini di Veneto Stato)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]