Indipendentismo lombardo

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Allegoria della Lombardia di Giovanni Baratta

L'Indipendentismo lombardo è l'idea politica favorevole alla creazione di uno Stato per la Lombardia, intesia sia in senso amministrativo che linguistica o storica. È strettamente correlato e storicamente comparabile all'autonomismo lombardo, che non chiede che tale Stato sia sovrano ma che abbia, comunque, più autogoverno rispetto a quello concesso oggi dallo Stato italiano.[1]

Include sia correnti di tipo identitario e nazionalista sia correnti meramente economiche.[2][3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Quadri ritraenti le Cinque Giornate

I riferimenti più vecchi alla Lombardia come soggetto in grado di autogovernarsi risalgono al periodo della Rivoluzione francese, circa 200 anni dopo che il Ducato di Milano perse la propria indipendenza. Nel 1797 Carlo Botta, nel libro "Proposizione ai Lombardi di una maniera di governo libero", suggerisce che la Nazione Lombarda si sarebbe dovuta dotare di una Costituzione indipendente da quella rivoluzionaria francese.[4] Sempre in quel periodo, in un concorso dell'amministrazione generale Giuseppe Faroni propone il "Polo Costituzionale per la Repubblica Lombarda", una Carta Costituzionale per un eventuale Stato lombardo che avrebbe succeduto la Repubblica Cisalpina.[5] Un sostenitore di questa possibilità era il poeta milanese Carlo Porta.[6][7].

Durante il governo austriaco i movimenti per l'indipendenza e l'autonomia della Lombardia si mischiano con i movimenti per l'Unità d'Italia federale, tanto che molti federalisti consideravano la Lombardia come nazione più che come divisione amministrativa del futuro Stato italiano.[8] Uno strappo si ha durante le Cinque Giornate di Milano, iniziate come rivolta autonomista e finite con l'intervento del Piemonte savoiardo, che vari leader della rivolta, come Carlo Cattaneo, rifuggevano.[9][10]

Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ultimo decennio del diciannovesimo secolo l'Italia era in preda ad una crisi sociale che diede rinnovato vigore alle richieste di autogoverno lombarde, provenienti da ambiti socialisti e mazziniani. Nel periodo dei Moti di Milano, violentemente repressi dallo Stato italiano, Filippo Turati e Dario Papa sostenevano la necessità della creazione di uno Stato di Milano, ossia di una Lombardia governata dai lombardi in un'Italia confederale, sull'esempio elvetico.[11][12]

Nel 1913 un imponente sciopero ferma la città di Milano e i suoi organizzatori richiedono la separazione della Lombardia dall'Italia, dichiarando che la Regione era forzata a finanziare il più povero Sud. Tale notizia giunse anche sul The New York Times.[13]

Repubblica italiana[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo la fine della seconda guerra mondiale nasce, nella bergamasca, un movimento d'opinione per l'istituzione della Regione Lombardia, in Costituzione dal 1948 ma operativa solo dal 1970, e per la concessione ad essa di varie autonomie in campo economico e sociale.[14]

A metà anni '50 questo movimento diventa un vero partito, il Movimento Autonomista Bergamasco[14], guidato da Guido Calderoli, nonno del futuro ministro Roberto Calderoli che nel 1956 si estende a livello regionale come Movimento Autonomista Regionale Lombardo che partecipa alle elezioni del 1958 nella coalizione Movimento Autonomista Regionale Padano, che raggiunge lo 0,24% dei voti, corrispondenti a 70'589 preferenze.[15][16]

Leghismo[modifica | modifica wikitesto]

Umberto Bossi, leader della Lega Lombarda, nel 1990 a Pontida

Solo nel 1982 il movimento per l'autogoverno diventa un partito di massa con la Lega Lombarda, di chiaro stampo autonomista e anti partitocrazia. Nel 1989 prende parte alla Lega Lombarda - Alleanza Nord, che nel 1991 diventa Lega Nord, partito che preferisce puntare più sull'indipendentismo padano, senza tuttavia abbandonare l'indipendentismo lombardo fino all'abbandono di tutte le idee secessioniste da parte del segretario Matteo Salvini nel 2018.[17][18]

Referendum per l'autonomia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 nasce il comitato CoLoR 44, a favore di una risoluzione per un referendum di autodeterminazione della Lombardia[19], mozione che viene approvata dalle Province di Brescia e Lecco.[20][21][22] Il cammino di questa mozione porta alla celebrazione del referendum consultivo sull'autonomia del 22 ottobre 2017, che permette alla Giunta regionale di Roberto Maroni di aprire le trattative per ottenere più autonomia con il Governo Gentiloni, trattative sospese con le contemporanee elezioni per la Regione e il Parlamento del 4 marzo 2018.[23][24]

Simbolismo[modifica | modifica wikitesto]

A differenza di altri indipendentismi più strutturati quello lombardo non ha mai trovato dei simboli comuni a tutti i movimenti.

Uno dei primi simboli, il Monumento al Guerriero di Legnano, venne adottato nel 1959 dalla rivista "Regione Lombarda" del Movimento Autonomista Regionale Lombardo, e venne poi riusato, seppur ispirato dal logo dell'azienda Legnano, da Umberto Bossi per la Lega Lombarda e divenne poi un simbolo esclusivamente leghista.[25][26]

Molti movimenti indipendentisti si riconoscono nella bandiera storica della Lombardia, ossia nella Croce di San Giorgio.[27][28] Tuttavia esistono istanze che preferiscono l'attuale Bandiera della Lombardia[29] o la storica Bandiera del Ducato di Milano[30]. Vi è anche una proposta di una bandiera ispirata a quella dei volontari federalisti del 1848, con la bandiera milanese inserita in un campo verde.[31]

Movimenti indipendentisti[modifica | modifica wikitesto]

Coreografia indipendentista

Al giorno d'oggi il movimento esclusivamente indipendentista lombardo più importante è pro Lombardia Indipendenza, osservatore dell'Alleanza Libera Europea e si può menzionare anche la Lega Lombarda, sezione fortemente autonomista del partito nazionalista italiano Lega Nord.[32][33][34]

Storicamente sono esistiti partiti come il Movimento Autonomista Regionale Lombardo, che partecipò alle elezioni politiche italiane del 1958 nella coalizione Movimento Autonomista Regionale Padano, Indipendenza Lombarda, che ha partecipato alle elezioni politiche italiane del 2018 nella coalizione Grande Nord[35] e Domà Nunch (Solo Noi in dialetto milanese), movimento ecologista e autonomista oggi sciolto in un'associazione informale.[36]

Anche varie associazioni supportano l'indipendenza e l'autonomia della Lombardia: Tra le più note Terra Insubre, Brescia Patria, Tea Party Italia, 300 Lombardi e Terre di Lombardia, che vede la partecipazione dell'ex deputato e assessore all'agricoltura della Lombardia Gianni Fava.[37][38][39].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Lombardia Storica, su prolombardia.eu.
  2. ^ “Salut Lombardia!” I deliri del movimento nazionalista lombardo, su bergamonews.it.
  3. ^ Da Tea Party Italia a Tea Party Indipendenza?, su dirittodivoto.org (archiviato dall'url originale il 3 giugno 2016).
  4. ^ Carlo Botta - Biografia, su treccani.it.
  5. ^ Polo Costituzionale per la Repubblica Lombarda (PDF), su dircost.unito.it.
  6. ^ Carlo Porta, grande poeta italiano di lingua milanese, su culturacattolica.it.
  7. ^ Monumento a Carlo Porta, su turismo.milano.it.
  8. ^ Pater Noster dei Milanesi, su aclorien.it.
  9. ^ Cattaneo, Carlo - Enciclopedia dei Ragazzi, su treccani.it.
  10. ^ Savoia o federalismo? La svolta centralista nelle Cinque giornate della Milano insorta, su m.ilgiornale.it.
  11. ^ Fu Milano a tentare la prima secessione dall’Italia. E lo fece la sinistra!, su lindipendenzanuova.com.
  12. ^ Autonomia: da due secoli sogno lombardo, su brunoleoni.it.
  13. ^ MORE MILAN RIOTS; 30,000 TROOPS OUT; Strike Leaders Demand the Separation of Lombardy from Rest of Italy. (PDF), su timesmachine.nytimes.com.
  14. ^ a b The Movimento Autonomista Bergamasco and the Lega Nord: continuities and discontinuities, su cambridge.org.
  15. ^ Che cosa vuole il M.A.R.L., su bfscollezionidigitali.org.
  16. ^ E Guareschi bacchettò Calderoli (nonno), su bergamo.corriere.it.
  17. ^ Lega Nord, dizionario di Storia, su treccani.it.
  18. ^ Salvini: "Nel 2018 la Lega non parla più di secessione", su tgcom24.mediaset.it.
  19. ^ Iniziativa per tutti i lombardi e non di una parte politica, su lindipendenzanuova.com.
  20. ^ Autodeterminazione del popolo lombardo, dura risposta del comitato CoLoR44, su cremaonline.it.
  21. ^ Indipendenza Lombardia: il consiglio provinciale di Brescia approva la mozione per referendum, su leganord.org.
  22. ^ Approvata la risoluzione Color44: anche Lecco chiede il referendum per l'autonomia lombarda, su resegoneonline.it.
  23. ^ Dal Pirellone alla Laguna: indipendentismo lombardo-veneto, su thefielder.net.
  24. ^ Autonomia, Regione Lombardia: "Ripartiranno le trattative col nuovo governo", su affaritaliani.it.
  25. ^ Il simbolo del Carroccio? Nacque prima della Lega (lombarda), su isimbolidelladiscordia.it.
  26. ^ I segreti dello spadone da Giussano, su isimbolidelladiscordia.it.
  27. ^ The many Crosses of St. George, su flaginstitute.org.
  28. ^ Croce di San Giorgio: la bandiera dei lombardi, su prolombardia.eu.
  29. ^ Collettivo Avanti: Rosa Camuna la nostra bandiera, su lindipendenzanuova.com.
  30. ^ Il ducale simbolo dell’Insubria non è inventato, su varesenews.it.
  31. ^ Proposta per una bandiera lombarda, su avantilombardia.wordpress.com.
  32. ^ Cosa c’è dietro la crescente voglia indipendentista in Lombardia, su lintraprendente.it.
  33. ^ Il movimento per la Lombardia indipendente, su gadlerner.it.
  34. ^ Maroni: "Via 'Nord' dal simbolo? Qui siamo la Lega Lombarda", su m.ilgiornale.it.
  35. ^ Arrighini e quel sogno chiamato Grande Nord, su bresciaoggi.it.
  36. ^ Autonomisti e verdi, ma non leghisti. Nelle terre varesine nascono i Domà Nunch, su ilfattoquotidiano.it.
  37. ^ Omaggio del siciliano Buttafuoco agli irriducibili di Terra Insubre, su laprovinciadivarese.it.
  38. ^ Brescia Patria in piazza per le «dieci giornate», su bresciaoggi.it.
  39. ^ Nasce a Cavaria “300 Lombardi” associazione per l’Indipendenza della Lombardia, su varese7press.it.