Il momento di uccidere (film 1996)

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Il momento di uccidere
IlMomentoDiUccidere.jpg
Matthew McConaughey in una scena del film
Titolo originaleA Time to Kill
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1996
Durata149 min
Generedrammatico, thriller
RegiaJoel Schumacher
SoggettoJohn Grisham (romanzo)
SceneggiaturaAkiva Goldsman
ProduttoreJohn Grisham, Arnon Milchan, Hunt Lowry, Michael G. Nathanson
Casa di produzioneWarner Bros., Regency Enterprises
FotografiaPeter Menzies Jr.
MontaggioWilliam Steinkamp
Effetti specialiSteve Galich, Andrew Adamson
MusicheElliot Goldenthal
ScenografiaLarry Fulton, Richard Toyon, Dorree Cooper
CostumiIngrid Ferrin
TruccoBen Nye Jr., Marietta Carter-Narcisse
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

«Esperienza di un tempo che non dimenticherete mai.»

(Tagline del film.)

Il momento di uccidere (A Time to Kill) è un film del 1996 diretto da Joel Schumacher, con protagonisti Sandra Bullock, Matthew McConaughey, Samuel L. Jackson e Kevin Spacey, tratto dall'omonimo romanzo di John Grisham.

Tra gli altri interpreti troviamo Ashley Judd, Kiefer Sutherland, Donald Sutherland, Brenda Fricker, Oliver Platt e Charles S. Dutton.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mississippi. Due bianchi razzisti, Billy Ray Cobb e James Louis 'Pete' Willard, sequestrano e stuprano Tonia, una delle figlie di Carl Lee, un operaio afroamericano di bassa estrazione sociale, quindi, convinti di averla uccisa, la gettano da un ponte. La bambina però sopravvive, e i due vengono arrestati, ma nel corso di un colloquio con il suo amico Jake Brigance, un avvocato difensore alle prime armi favorevole alla pena di morte, Carl viene a sapere che quasi sicuramente i due se la caveranno con una condanna leggera. Carl decide quindi di farsi giustizia da solo, e il giorno dell'udienza uccide a colpi di mitragliatrice Billy e James all'ingresso del tribunale, ferendo gravemente anche uno degli assistenti dello sceriffo.

Carl viene quindi arrestato e accusato di omicidio, e nomina come suo difensore Jake, il quale ottiene l'aiuto della giovane studentessa di legge Ellen Roark. La strategia difensiva preparata da Jake punta a far ottenere a Carl l'assoluzione tramite un riconoscimento di infermità mentale, ma fin dalle prime battute l'avvocato si trova a dover fare i conti, oltre che con il potente procuratore Buckley, anche con l'atteggiamento ostile del giudice Noose, e sia il tentativo di ricorrere alla legittima suspicione sia quello di pilotare la scelta della giuria per averne una a lui favorevole si rivelano infruttuosi.

Il processo e i suoi retroscena generano un grande interesse a livello nazionale, ma danno vita anche a un violento scontro tra la popolazione afroamericana e i seguaci del Ku Klux Klan, al punto da richiedere l'intervento della Guardia Nazionale per mantenere l'ordine, e da mettere in serio pericolo la vita di Jake e dei suoi collaboratori.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

John Grisham ha lavorato con il regista Joel Schumacher. Prima che la parte di Jake Brigance andasse a Matthew McConaughey, furono presi in considerazione altri attori, come Val Kilmer, John Cusack, Robert Downey Jr., Aidan Quinn e Brad Pitt. Woody Harrelson aveva fatto pressioni per la parte e Kevin Costner è stato vicino a essere nel cast, ma lo stesso Grisham ha rifiutato la proposta di Costner, perché quest'ultimo voleva il controllo completo del progetto.

McConaughey era originariamente intenzionato a interpretare Freddie Lee Cobb, ma Joel Schumacher lo convinse a fare un provino per la parte di Jake Brigance. Schumacher, filmato il provino, decise che McConaughey era adatto per la parte. Bruce Dern era la scelta iniziale per il ruolo del Giudice Omar Noose, ma quando l'attore non è più stato disponibile, è stato scelto Patrick McGoohan. Questo film è il secondo in cui Donald Sutherland e il figlio Kiefer Sutherland hanno condiviso il set.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti è uscito nelle sale cinematografiche il 24 luglio 1996. In Italia, invece, è uscito il 31 ottobre dello stesso anno.

Doppiaggio Italiano[modifica | modifica wikitesto]

La direzione del doppiaggio è di Cesare Barbetti e i dialoghi italiani sono curati da Elettra Caporello, per conto della Sefit-CDC.[1] La sonorizzazione, invece, venne affidata alla International Recording spa.[1]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ottenne buoni risultati al box office, guadagnando oltre 108.750.000 di dollari sul mercato statunitense, e 43.500.000 all'estero, raggiungendo un incasso globale di circa 152.250.000 dollari[2].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ricevuto recensioni positive soprattutto da parte della critica, guadagnandosi il 69% su Rotten Tomatoes[3], basato su 48 recensioni, e un punteggio di 54 su 100 su Metacritic, basato su 21 giudizi.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Vinti[modifica | modifica wikitesto]

Nomination[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b "Il momento di uccidere", su www.antoniogenna.net. URL consultato il 6 giugno 2022.
  2. ^ (EN) A Time to Kill – Total Lifetime Grosses, su boxofficemojo.com, Box Office Mojo.com. URL consultato il 25 febbraio 2011.
  3. ^ Rotten Tomatoes - Critica

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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