Il momento di uccidere (film 1996)

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Il momento di uccidere
IlMomentoDiUccidere.jpg
Matthew McConaughey in una scena
Titolo originale A Time to Kill
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1996
Durata 149 min
Genere drammatico, thriller
Regia Joel Schumacher
Soggetto dall'omonimo romanzo di John Grisham
Sceneggiatura Akiva Goldsman
Fotografia Peter Menzies Jr.
Montaggio William Steinkamp
Musiche Elliot Goldenthal
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

« Esperienza di un tempo che non dimenticherete mai. »

(Tagline del film.)

Il momento di uccidere (A Time to Kill) è un film del 1996 diretto da Joel Schumacher, con protagonisti Sandra Bullock, Matthew McConaughey, Samuel L. Jackson e Kevin Spacey, tratto dall'omonimo romanzo di John Grisham.

Tra gli altri interpreti troviamo Ashley Judd, Kiefer Sutherland, Donald Sutherland, Brenda Fricker, Oliver Platt e Charles S. Dutton.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mississippi. Due bianchi razzisti, Billy Ray Cobb e James Louis 'Pete' Willard, sequestrano e stuprano Tonia, una delle figlie di Carl Lee, un operaio afro-americano di bassa estrazione sociale, quindi, convinti di averla uccisa, la gettano da un ponte.

La bambina però sopravvive, e i due vengono arrestati, ma nel corso di un colloquio con il suo amico Jake Brigance, un avvocato difensore alle prime armi favorevole alla pena di morte, Carl viene a sapere che quasi sicuramente i due se la caveranno con una condanna leggera. Carl decide quindi di farsi giustizia da solo, e il giorno dell'udienza uccide a colpi di mitragliatrice Billy e James all'ingresso del tribunale, ferendo gravemente anche uno degli assistenti dello sceriffo.

Carl viene quindi arrestato e accusato di omicidio, e nomina Jake come suo difensore, il quale ottiene l'aiuto della giovane studentessa di legge Ellen Roark.

La strategia difensiva preparata da Jake punta a far ottenere a Carl l'assoluzione tramite un riconoscimento di infermità mentale, ma fin dalle prime battute l'avvocato si trova a dover fare i conti, oltre che con il potente procuratore Buckley, anche con l'atteggiamento ostile del giudice Noose, e sia il tentativo di ricorrere alla Legittima Suspicione che quello di pilotare la scelta della giuria per averne una a lui favorevole si rivelano infruttuosi.

In una cittadina del sud degli Stati Uniti alla fine degli anni '80, il processo ed i suoi retroscena generano un grande interesse a livello nazionale, ma danno vita anche ad un violento scontro tra la popolazione afroamericana e i seguaci del Ku Klux Klan, al punto da richiedere l'intervento della Guardia Nazionale per mantenere l'ordine e mettere in serio pericolo la vita di Jake e dei suoi collaboratori.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

John Grisham ha lavorato con il regista Joel Schumacher. Prima che la parte di Jake Brigance andasse a Matthew McConaughey, altri attori, come Val Kilmer, John Cusack, Robert Downey Jr., Aidan Quinn e Brad Pitt, furono presi in considerazione. Woody Harrelson aveva fatto pressioni per la parte e Kevin Costner è stato vicino ad essere nel cast, ma lo stesso Grisham ha rifiutato la proposta di Costner, perché l'attore voleva il controllo completo del progetto. McConaughey era originariamente intenzionato ad interpretare Freddie Lee Cobb, ma Joel Schumacher lo convinse a fare un provino per la parte di Jake Brigance. Schumacher, filmato il provino, decise che McConaughey era adatto per la parte. Bruce Dern era la scelta iniziale per il ruolo del Giudice Omar Noose. Tuttavia, Patrick McGoohan è stato scelto quando Dern si è reso non disponibile. Questo film è stato il secondo che vede lavorare fianco a fianco Donald Sutherland ed il figlio Kiefer Sutherland.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ottenne buoni risultati al box office, guadagnando oltre 108.750.000 di dollari sul mercato statunitense, e 43.500.000 all'estero, raggiungendo un incasso globale di circa 152.250.000 dollari[1].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ricevuto recensioni positive soprattutto da parte della critica, guadagnandosi il 69% su Rotten Tomatoes[2], basato su 48 recensioni, ed un punteggio di 54 su 100 su Metacritic, basato su 21 giudizi.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Vinti[modifica | modifica wikitesto]

Nomination[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) A Time to Kill – Total Lifetime Grosses, Box Office Mojo.com. URL consultato il 25 febbraio 2011.
  2. ^ Rotten Tomatoes - Critica

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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