Il cinico, l'infame, il violento

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Il cinico, l'infame, il violento
Il cinico, l'infame, il violento.JPG
I titoli di testa
Titolo originale Il cinico, l'infame, il violento
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1977
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere azione, crimine, poliziesco
Regia Umberto Lenzi
Soggetto Sauro Scavolini
Sceneggiatura Ernesto Gastaldi, Dardano Sacchetti, Umberto Lenzi
Produttore Luciano Martino
Casa di produzione Dania Film, Medusa Produzione
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Federico Zanni
Montaggio Eugenio Alabiso
Musiche Franco Micalizzi
Tema musicale Big Fight
Costumi Silvio Laurenzi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il cinico, l'infame, il violento è un film del 1977 diretto da Umberto Lenzi con Tomás Milián, Maurizio Merli, John Saxon e Renzo Palmer.

Il titolo del film è un omaggio di Lenzi al film Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone[senza fonte]. La pellicola tenta una commistione tra il poliziottesco e il film di rapina, in voga in quegli anni. Incassò 1.800.000.000 di lire.[1]

Il film è il diretto seguito di Roma a mano armata, diretto da Lenzi nel 1976 ed uscì in Italia il 3 febbraio 1977[2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

A Milano la criminalità dilaga, dopo l'uscita di galera del perfido Luigi Maietto, conosciuto come il Cinese, che vuole vendicarsi dell'ex commissario Leonardo Tanzi, che ha nel frattempo lasciato la polizia trasferendosi da Roma al capoluogo lombardo e che, con la sua testimonianza in un processo, lo aveva fatto condannare all'ergastolo.

Tanzi viene ferito in un agguato da parte del Cinese e in giro si crede sia morto; il Cinese tenta quindi la scalata, accordandosi con il boss senza scrupoli Di Maggio. Nel frattempo Tanzi torna a Roma, dove si è appena trasferito Maietto. Seguendo le tracce di una rapina, Tanzi scopre un traffico di denaro tra la Svizzera e Roma e riesce ad arrivare a Proietti, uno degli uomini di Di Maggio. Il Cinese scopre che Tanzi è ancora vivo e cerca così di eliminarlo; le sanguinose vicende si concluderanno con l'uccisione di Di Maggio e del Cinese, ucciso da Tanzi dopo una fuga a piedi.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film in realtà sarebbe dovuto uscire con un altro nome: Insieme per una grande rapina, tuttavia grazie all'insistenza di Lenzi, che reputò tale titolo inefficace, il film cambiò nome in il cinico, l'infame, il violento, benché ormai il trailer con il primo nome fosse stato già prodotto e diffuso presso le sale cinimatografiche italiane.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film si svolsero a Milano e a Roma.[3] [4] Come nel precedente Roma a mano armata, sul set del film, Merli e Tomas non si incontrarono mai, eccetto che nel finale, dove tuttavia per la morte del Cinese fu utilizzata una controfigura.[5]

Durante le riprese di una sequenza d'azione, Maurizio Merli si fece male con la pistola dalla quale partì un colpo a salve.[5]

Durante un'altra sequenza, Merli ebbe un duro diverbio con l'attrice Gabriella Giorgelli e con Umberto Lenzi, in quanto la Giorgelli gli chiese se avesse tolto il caricatore dalla pistola, per realizzare la scena.[5]

Iniziò una movimentata discussione, in cui Merli tentò di dare un calcio alla Giorgelli ma si mise in mezzo una parrucchiera, che si prese il calcio.[5] La Giorgelli fu più sfortunata nella sequenza in cui le viene gettato sulla faccia del vetriolo: le fu gettato infatti un liquido che doveva solo emettere del fumo, ma le procurò un'allergia che le bruciò veramente la pelle.[5]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Mereghetti scrisse che il film è «scontato dall'inizio alla fine»[6] e che l'interpretazione di Maurizio Merli era pessima, «inespressiva».[6] Sempre secondo Mereghetti, l'unica attrattiva del film sono i litri di sangue spesi inutilmente.[6]

Massimo Pepoli disse invece, a proposito della pellicola, che la delusione maggiore per il pubblico era stato il trovare un Tomás Milián non più nei panni d'er Monnezza,[7] ma in quelli di un criminale sadico qualunque.[7]

L'unica che difese il film fu Giovanna Grassi del Corriere della Sera, che lodò la bravura di Lenzi nel ricavare un buon film da un soggetto non eccezionale di Sauro Scavolini.[8] Sempre la Grassi lodò l'ironia del film e la performance di Tomas Milian, oltreché la mescolanza dei generi.[8]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Le tracce sono le seguenti:

  1. Big Fight
  2. L'ultima minaccia
  3. Droga e paura
  4. Senza via d'uscita
  5. Dark Suspense
  6. Pronti per l'agguato
  7. Tensione notturna
  8. Running To The Airport
  9. A un passo dal pericolo
  10. Deep Night
  11. Caccia al cinese
  12. Fiato sospeso
  13. Autostrada della morte
  14. Affanno

Collegamenti ad altre pellicole[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marco Giusti, Dizionario dei film italiani stracult, Roma, Frassinelli, 2004.
  2. ^ Date di uscita for Il cinico, l'infame, il violento. URL consultato il 30 dicembre 2007.
  3. ^ Riprese for Il cinico, l'infame, il violento. URL consultato il 30 dicembre 2007.
  4. ^ I luoghi milanesi del film
  5. ^ a b c d e Manlio Gomarasca, Monnezza e i suoi fratelli. Guida al cinema poliziesco di Tomas Milian, Milano, Nocturno, 2005.
  6. ^ a b c Il Giorno: Il cinico, l'infame, il violento. URL consultato il 30 dicembre 2007.
  7. ^ a b Il Messaggero: Il cinico, l'infame, il violento. URL consultato il 30 dicembre 2007.
  8. ^ a b Corriere della Sera: Il cinico, l'infame, il violento. URL consultato il 30 dicembre 2007.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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