Un posto ideale per uccidere

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Un posto ideale per uccidere
Titolo originale Un posto ideale per uccidere
Paese di produzione Italia
Anno 1971
Durata 90 min
Genere giallo
Regia Umberto Lenzi
Soggetto Umberto Lenzi
Sceneggiatura Umberto Lenzi, Lucia Drudi Demby, Antonio Altoviti
Produttore Carlo Ponti
Fotografia Alfio Contini
Montaggio Eugenio Alabiso
Musiche Bruno Lauzi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Un posto ideale per uccidere è un film diretto da Umberto Lenzi nel 1971.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una coppia di studenti danesi si fa ospitare da una ricca signora americana che ha appena ucciso il marito. La donna decide di incastrare i due giovani, mettendo il cadavere del marito nelle loro auto.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Per le scene di nudo Ornella Muti è stata controfigurata da Antonia Santilli.[1]

Nel cast, come stuntman, figurava anche Antonio Mellino, in arte "Agostino o'Pazzo", il quale, negli anni 1970, era salito agli onori della cronaca per le sue rocambolesche imprese contro la polizia e i carabinieri, fatti oggetto di sberleffi e ridicolizzati dal fatto che si faceva inseguire per tutta la città di Napoli, a velocità pazzesche (per l'epoca) e senza la possibilità di acciuffarlo. Proprio per le sue imprese, il regista lo volle come stuntman nel film.[2]

Accoglienza e critica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Umberto Lenzi il film non è molto riuscito: «È un film sbagliato, che ripudio in pieno. Io avrei voluto qualcosa alla Easy Rider, una storia di giovani on the road, ma i produttori volevano il solito giallo, addirittura volevano Carroll Baker. Peccato, perché l'idea era buona, solo che i produttori fecero sostituire la droga con la pornografia. Il film si rivelò un disastro, e mi giocai la carriera con Carlo Ponti».[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marco Giusti, Dizionario dei film italiani stracult, Frassinelli Editore, Roma, 1999.
  2. ^ Claudia Ausilio, La storia di “Austino ‘o pazzo”, il Masaniello degli anni Settanta, Vesuvio Live, 16 marzo 2015. URL consultato il 16 marzo 2015.
  3. ^ Intervista di Umberto Lenzi alla rivista Amarcord[Insufficiente: mancano numero uscita e data della pubblicazione.]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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