Ferrero (azienda)

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Ferrero International S.A.
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StatoItalia Italia
Altri statiLussemburgo Lussemburgo
Forma societariaSocietà anonima
Fondazione1946 a Alba
Fondata daPietro Ferrero
Sede principaleAlba
Persone chiave
SettoreAlimentare
Prodottidolci
Fatturato11,4 miliardi di (2019)
Utile netto928,5 milioni di (2019)
Dipendenti35.146 (2018)
Slogan«Le buone idee conquistano il mondo»
Sito webwww.ferrero.it

La Ferrero è una multinazionale italiana specializzata in prodotti dolciari, fondata da Pietro Ferrero nel 1946 ad Alba (Cuneo). Altri stabilimenti italiani sono a Pozzuolo Martesana, Balvano e Sant'Angelo dei Lombardi. È posseduta al 100% da Ferrero International.

La holding Ferrero International SA, sin dal 1973, ha sede legale, domicilio fiscale e amministrativo a Findel di Sandweiler in Lussemburgo, dove nel dicembre 2019[1] è stata inaugurata la nuova sede centrale e quartier generale mondiale del Gruppo.[2][3][4][5] La cassaforte di famiglia Fedesa ha invece sede a Montecarlo.[6][7] Inoltre in Lussemburgo è presente anche la Teseo Capital Sicav Sif S.A., una finanziaria di investimento capitali riconducibile al gruppo, controllata dalla fiduciaria CDM International Holding S.C.S. (società anch'essa lussemburghese, ma originariamente fondata nelle Isole Vergini Britanniche). In Belgio hanno invece sede la CTH Invest S.A., un'altra holding finanziaria estera del gruppo,[8] e la FFH Holding, una finanziaria utilizzata dal gruppo per le acquisizioni fuori dall'Europa.[9][10] Tutte queste entità sono coinvolte nella gestione e nel controllo della Ferrero.[11][12][13][14]

Nel marzo 2019 il Reputation Institute (società leader mondiale nella misurazione e gestione della reputazione aziendale) dopo aver realizzato un'indagine in quindici Paesi intervistando più di 80.000 consumatori, ha collocato Ferrero in posizione n.19 tra i marchi più affidabili e con migliore reputazione al mondo (primo brand italiano della lista) in una classifica dove sul podio si collocano Rolex, Lego e Disney e dove si trovano tra i primi cento posti anche altre imprese italiane come Pirelli (posizione n.23), Armani (n.24), Barilla (n.31) e Lavazza (n.38).[15] Nella lista 2020 Ferrero è stata di nuovo inclusa nel ranking delle prime 100 imprese mondiali per reputazione, ma superata in classifica dalla Ferrari (in posizione n.4) come migliore industria italiana secondo il giudizio dei consumatori.[16] Il bilancio generale di gruppo 2018 di Ferrero International ha riportato un fatturato pari a 10,7 miliardi; l'utile netto è stato di 736,4 milioni.[17][18] Nel 2019 Ferrero International ha realizzato utili per 928 milioni di €; il fatturato ha raggiunto 11,4 miliardi di €.[19][20] All'inizio del 2020 la deputata laburista britannica Rachel Reeves ha apertamente accusato la multinazionale di frodare il fisco del Regno Unito, evidenziando come la divisione inglese del gruppo, a fronte di 419 milioni di £ di fatturato realizzato nell'ultimo anno (pari a 500 milioni di €), abbia versato nelle casse dell'erario britannico appena 110 mila € (e complessivamente 600 mila € negli ultimi dieci anni). Secondo alcuni analisti fiscali che hanno esaminato il caso, Ferrero International utilizzerebbe lo stratagemma di spostare gli utili realizzati dalle sue varie filiali mondiali dalla nazione di origine al Lussemburgo, da dove i proventi sarebbero poi spostati nel Principato di Monaco, Stato in cui è situata Fedesa, la cassaforte del gruppo, dove non esistono imposte sul reddito.[21][22]

Struttura e controllo[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo è strutturato attraverso una serie di società e subholding internazionali (in totale 94 con 25 stabilimenti produttivi, secondo dati 2018)[23] che fanno tutte riferimento a Ferrero International SA, holding generale del gruppo, con sede in Lussemburgo. La filiale italiana Ferrero S.p.a. di Alba è controllata da Ferrero International, allo stesso modo di tutte le altre succursali operative mondiali del gruppo. La società non fornisce alcuna informazione ufficiale circa l'assetto azionario del gruppo e la ripartizione delle quote tra i membri della famiglia (e l'eventuale presenza di altri azionisti).[24] Fino al 1986 Ferrero International risultava controllata di fatto dalla fiduciaria olandese Bridport Investment BV all'incirca per l'80% del capitale e da Michele Ferrero (cittadino italiano residente in Belgio) in persona per il rimanente.[25] Nel 1985 viene costituita Intercandy B.V., finanziaria con sede a Curacao nelle Antille Olandesi riconducibile alla famiglia Ferrero destinata a divenire nuova top holding del gruppo. Secondo dati del 1987, il 43% di Ferrero International risultava controllato da Intercandy B.V.[26][27] Nel 1992 Intercandy B.V. viene poi trasformata in Ferrero International B.V., società con sede in Olanda, la quale a sua volta viene spostata in Lussemburgo nel settembre 1997 quando con un atto notarile viene costituita l'attuale Ferrero International S.A. (non quella del 1973): secondo dati diffusi da un'inchiesta giornalistica pubblicata nel 2020, i fondatori della società sono la Banque Internationale à Luxembourg S.A. (BIL) e la fiduciara lussemburghese Lirepa S.A., le quali tramite due loro rappresentanti creano la nuova holding di controllo del gruppo conferendo l'82,92% del capitale della vecchia omonima Ferrero International B.V. olandese insieme al 100% di un'altra società, la Pekurmo Investeringsmaatschappij B.V., anche questa con sede in Olanda; subito dopo la neocostituita Ferrero International S.A. lussemburghese rileva la residua quota del 17,08% di Ferrero International B.V. detenuto da BIL.[28] Nel 2020 il 74,99% del capitale di Ferrero International risulta controllato da tre fiduciarie anch'esse con sede in Lussemburgo: Bermic S.A.R.L. (per il 49% delle quote), Gmbf Investments S.A.R.L. (per il 6%) e Hamilton Management Co S.A.R.L. (per il 19,99%); in particolare emerge che la partecipazione del 19,99% detenuta da Hamilton Management in Ferrero International sarebbe posseduta in nuda proprietà: ovverosia che la quota sarebbe nelle disponibilità del fiduciario (Giovanni Ferrero o altri), ma l'usufrutto spetti a soggetti terzi.[29]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1942 Pietro Ferrero apre un laboratorio per i dolci ad Alba, in via Rattazzi cominciando a inventare golosità. L'idea di sfruttare le nocciole, largamente disponibili in loco e dal costo contenuto per quegli anni (in piena seconda guerra mondiale), è una necessità e una geniale idea, tanto geniale quanto per certi versi ossessiva: lo stesso Pietro Ferrero provava e riprovava impasti e creme, svegliando anche in piena notte la moglie per chiedere un parere su quello che stesse facendo.

Nel 1946 Pietro inventa una crema a base di nocciole e la chiama Pasta Gianduja e poi Giandujot, associandola al famoso cioccolatino torinese. Si trattava di un impasto di crema confezionato in carta stagnola che si poteva facilmente trasportare per essere tagliato e spalmato sul pane. Ne produsse una piccola quantità da vendere ai negozianti di Alba, riscuotendo un enorme e inatteso successo dai consumatori.

Primo laboratorio della Ferrero ad Alba

Il prodotto era apprezzato ed economico: la richiesta era talmente alta che una produzione artigianale non era più possibile. In quello stesso anno nasce l'azienda Ferrero, la quale dovette subito incrementare il livello di produzione e assumere nuovi lavoratori. La conduzione è familiare e Giovanni Ferrero, il fratello minore di Pietro, si assume l'onere di organizzare la vendita dei prodotti. Invece di affidare la distribuzione ad altri, l'azienda crea una propria rete di distribuzione diretta: dalla fabbrica al rivenditore.

Nel settembre del 1948 un'alluvione allaga lo stabilimento che rimane isolato. I dipendenti in prima persona collaboreranno al ripristino della normalità e alla ripresa della produzione. Il 2 marzo del 1949 avviene il primo lutto in azienda: muore Pietro Ferrero.

Nel 1950 entra ufficialmente in azienda Giovanni che diventa socio della Società in nome collettivo P. Ferrero & C. di Cillario Piera vedova Ferrero e Ferrero Michele. Nel 1956 la Ferrero apre il primo stabilimento estero, a Stadtallendorf, a 150 km da Francoforte in Germania con 5 dipendenti che presto diverranno 60. Il prodotto principale è la Creamalba e successivamente vi sarà prodotto il cioccolatino Mon chéri.

Nel 1952 la famiglia Ferrero acquista il castello di Cravanzana e ne fa una colonia estiva per i figli dei dipendenti della fabbrica dolciaria. Poi, nel 1955, trasforma il castello nella sede dell'Istituto professionale per l’Agricoltura dell’Alta Langa G. Ferrero.[30]

Nell'ottobre del 1957 muore Giovanni Ferrero e di conseguenza la responsabilità del gruppo passa a Michele Ferrero, il nipote. La vedova, Ottavia Amerio, per qualche tempo ancora rimane socia in azienda. Intanto l'azienda si espande e nel 1960 apre il secondo stabilimento italiano a Pozzuolo Martesana, in provincia di Milano. L'anno prima invece, l'azienda rileva una vecchia fabbrica tessile del comune francese di Villers-Écalles.

Nasce la Nutella[modifica | modifica wikitesto]

La Nutella

Il 20 aprile 1964 la crema di nocciole Supercrema, che era stata introdotta sul mercato nel 1951, cambia formula, densità e nome. Nasce ufficialmente la Nutella.[31] Tale prodotto accresce il successo dell'industria dolciaria al di fuori dei confini nazionali, giungendo dapprima in Europa e poi in tutto il mondo. Nello stesso anno il centro direzionale viene posto a Pino Torinese. In seguito aprono altri stabilimenti e sedi commerciali nei Paesi Bassi, Belgio, Svizzera, Danimarca e Regno Unito. Nel 1968 viene inaugurata la linea di prodotto Kinder Cioccolato.[32] L'anno seguente la Ferrero si espande oltre oceano aprendo un ufficio di rappresentanza a New York. A seguire apriranno sedi produttive in Austria, Irlanda, Porto Rico ed Ecuador. La produzione è ormai mondiale.

Sulla reale formula (ufficialmente segreta) del prodotto, che di fatto ha trasformato una impresa dolciaria italiana di media grandezza in una multinazionale di livello mondiale del settore alimentare, si sono susseguite nel corso degli anni diverse ipotesi e teorie, nessuna della quali però poteva essere comprovata; nel giugno 2015 l’organizzazione tedesca Verbraucherzentrale Hamburg (la quale si occupa di consumi e informazione alimentare) ha pubblicato sulla propria pagina Facebook una rappresentazione (seppur approssimativa) del presunto contenuto di un vasetto di Nutella basandosi sulle informazioni nutrizionali e sull’elenco degli ingredienti riportati in etichetta, mettendo in risalto la quantità elevata di zucchero vicina al 50% e di olio di palma superiore al 20%.[33]

Le iniziative commerciali e sociali[modifica | modifica wikitesto]

Il quinquennio 1971-1976 rappresenta il periodo d'oro di Carosello e Ferrero è una delle principali aziende che utilizzano i primi spazi pubblicitari in TV. Per pubblicizzare Nutella viene scelta una serie d'animazione con disegni dei fratelli Toni e Nino Pagot: Il gigante Amico. Nel 1976 l'azienda firma un accordo con la C.P.C. per la diffusione in Italia della Knorr.[senza fonte] Nel 1983 nasce la Fondazione Ferrero dall'idea di Michele Ferrero e sua moglie Maria Franca Fissolo. Lo scopo è quello di raccogliere e mantenere saldi legami tra l'azienda, i suoi dipendenti e chi ha lasciato l'azienda raggiungendo l'età della pensione. La fondazione si propone come ente culturale e sociale. Nel 1991 la fondazione viene riconosciuta come persona giuridica (ovvero, al tempo, Ente Morale). Nel 2006 il Gruppo Ferrero dà vita al progetto di CSR Kinder+Sport, uno dei pilastri della propria Responsabilità Sociale d'impresa[34], con l’obiettivo di promuovere la pratica sportiva tra le giovani generazioni a livello globale. Nel 2018 il gruppo Ferrero si è fatto promotore di un progetto di studio sulle abitudini alimentari dei bambini coordinato insieme all'Istituto Weizmann di Israele e supportato dall'Università Federico II di Napoli denominato CAPRII (Children Alimentary Personalized Research Italy Israel); l'iniziativa prevede il monitoraggio costante su glicemia e microbiota intestinale dei ragazzi per ricavare un algoritmo che consenta di costruire l'alimentazione su misura.[35]

Espansione[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni prodotti della Ferrero esposti sugli scaffali di un supermercato in Israele nel 2009

Nel 1987 incomincia l'attività produttiva dei nuovi stabilimenti di Balvano, in Basilicata, e di Sant'Angelo dei Lombardi, in Irpinia. Seguiranno nel tempo l'apertura di sedi commerciali estere nell'Est dell'Europa: Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria. In Polonia viene inaugurato un nuovo stabilimento produttivo a Belsk Duży.[36] Nel novembre 1994 un'alluvione inonda Alba e nuovamente lo stabilimento piemontese si trova in difficoltà, ma queste sono subito superate anche grazie all'intervento degli stessi dipendenti che in quel momento si trovavano in fabbrica e non solo.

Gli investimenti danno i loro frutti: nel 1996 il fatturato globale dell'azienda raggiunge i 7 500 miliardi di lire e i dipendenti superano le 14 000 unità e nello stesso anno, in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita della Ferrero, l'azienda pubblica un libro autocelebrativo in cui viene ripercorsa la storia e l'evoluzione del marchio piemontese.

Dal 6 giugno 1997 alla guida dell'azienda subentrano ufficialmente i figli Pietro e Giovanni Ferrero che diventano Chief executive officer.[37] Approda quindi al comando la "terza generazione imprenditoriale" dei Ferrero.

La crescita economica dell'azienda non si ferma: se nel 2000 il fatturato tocca quota 4 miliardi di euro (con più di 16 000 dipendenti), nel 2006 cresce a 5,6 miliardi di euro e i lavoratori giungono a 19 600 unità. Le società operative sono 36 e gli stabilimenti di produzione 15, l'ultimo dei quali a Brantford (Canada). Nel 2007 la Ferrero registra un fatturato consolidato di circa 6 miliardi di euro impiegando 20 400 dipendenti.

Il 18 aprile 2011 Pietro Ferrero, amministratore delegato in carica e figlio di Michele Ferrero, muore d'infarto in Sudafrica all'età di 47 anni.[38] Alla guida dell'azienda rimane il fratello Giovanni, che da tempo condivideva il comando del gruppo con il fratello Pietro.

Nel 2014 l'azienda, in collaborazione con PepsiCo, distribuisce in Italia le patatine Lay's. Quell'anno il fatturato consolidato del gruppo è di circa 8,4 miliardi di euro, in crescita del 3,9% rispetto all'anno precedente con risultati brillanti in Asia, Russia, Usa, Canada, Brasile, Messico e Turchia, mentre l'utile prima delle imposte si assesta a 907 milioni di euro (+14%). Nel mondo sono occupati oltre 21 900 dipendenti, con 74 società consolidate e con 38 compagnie operative per la vendita e 20 stabilimenti per la produzione di cui 3 ulteriori operanti nell'ambito delle Imprese Sociali. Otto di questi stabilimenti sono distribuiti in Europa e i rimanenti sette rispettivamente in Argentina, Australia, Brasile, Ecuador, Porto Rico, Canada e Stati Uniti. I prodotti Ferrero sono presenti direttamente o tramite distributori autorizzati in oltre 160 Paesi.[39]

I progressi finanziari vengono confermati dalla classifica degli uomini più ricchi d'Italia secondo Forbes, pubblicata nel 2014: in essa Michele Ferrero e famiglia risultano essere al 1º posto in Italia e al 30º nel mondo.[40]

Dopo una lunga malattia, Michele Ferrero muore nel pomeriggio del 14 febbraio 2015 a Montecarlo all'età di 89 anni.

Qualche mese dopo viene chiusa la storica direzione commerciale di Pino Torinese e i dipendenti trasferiti ad Alba.

Lo stabilimento Ferrero di Stadtallendorf in Germania

Acquisizioni in Europa e USA[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2015 Ferrero rileva l'azienda inglese Thorntons e da quella data ne diventa titolare del brand e dei suoi prodotti.[41][42] Nell'ottobre 2016 Gmbf Investments (una delle fiduciarie che controllano Ferrero International) rileva da United Biscuits (industria dolciaria inglese facente capo al gruppo alimentare turco Yildiz Holding) il marchio di biscotti Delacre;[43] nel marzo 2017 viene annunciato che Lapo Civiletti diventerà il nuovo CEO esterno alla famiglia dal 1º settembre dello stesso anno. Giovanni Ferrero, CEO attuale, sarà Executive Chairman concentrandosi sulle scelte strategiche.[44] Sempre nel marzo 2017, Ferrero International S.A. rileva per 107 milioni di euro dalla società americana Flowers Inc. la Fannie May Confections Brands Inc., societa statunitense specializzata nel cioccolato premium e i relativi marchi controllati (tra cui Harry London) .[45] Pochi mesi più tardi il gruppo effettua una nuova acquisizione negli Stati Uniti: ad ottobre Pontiac Holdco Inc. (una sussidiaria americana di Cth Invest con sede in Delaware) rileva dalla società privata L. Catterton la Ferrara Candy Company Inc., terza società statunitense nel settore delle caramelle e delle gomme da masticare;[46] la strategia è quella di entrare con forza nel mercato d'oltre Atlantico dove il gruppo genera appena il 6% dei ricavi.[47]

Il 16 gennaio 2018 Ferrero rileva le attività dolciarie di Nestlé negli Stati Uniti per 2,8 miliardi di dollari, acquisendo la titolarità sul mercato americano dei marchi Crunch, Butterfinger, BabyRuth, 100Grand, Raisinets, Wonka e altri, e i relativi stabilimenti di produzione situati a Bloomington, Franklin Park e Itasca, in Illinois.[48] Nell'aprile 2019 acquisisce da Kellogg Company alcuni brand di biscotti e snack Kellogg nel mercato degli Stati Uniti (compresi 6 stabilimenti in Kentucky e 2 in Illinois) per 1,3 miliardi di dollari.[49] Nel luglio 2019, attraverso la holding belga Cth, acquisisce per 300 milioni di dollari dal colosso americano Campbell Soup Co. la sua controllata danese Kelsen Group (e i suoi relativi 400 dipendenti) e la proprietà dei marchi Kelsen, Kjeldsen e Royal Dansk.[50][51]


Albero genealogico della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

 FERRERO
 
 
 Michele
1856
⚭ Clara Devalle
 
  
Giovanni
1905-1957
⚭ Ottavia Amerio
Pietro
1898-1949
Piera Cillario
 
 
 Michele
1925-2015
Maria Franca Fissolo
 
  
Giovanni
1964
⚭ Paola Rossi
 Pietro
1963-2011
⚭ Luisa Strumia
  
    
Michele
John
Michael
Marie Eder

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Quando l'azienda assunse il livello di industria diversificò il suo business con altri prodotti oltre a quelli a base di cioccolato: prodotti da forno (brioche e merendine), caramelle e bevande. Nel 2019, grazie a una partnership con Unilever, è stata immessa sul mercato la linea di gelati Kinder.[52]

Alcune di queste sono:

  • La crema Nutella (1964).
  • Le praline: Mon Chéri (1958), Pocket Coffee (1968), Ferrero Rocher (1982), Ferrero Küsschen, Raffaello (1998), Opera mini (2004), Ferrero Garden (2008) e Ferrero Rondnoir (2008).
  • Gli snack: Tronky, Duplo, Kinder Bueno, Kinder Cereali.
  • La gamma di prodotti Kinder: tale linea, che ha massimizzato il posizionamento in un certo segmento di mercato nel settore dolciario grazie soprattutto all'introduzione degli ovetti Kinder Sorpresa nel 1974 (e altri prodotti affini come Kinder Merendero nel 2001), trae beneficio dalla sensazione collettiva e commerciale che potrebbe essere indicata come il gusto e la sorpresa insiti nell'uovo di Pasqua (o in altri oggetti che forniscano l'idea di doppiamente utile, riconducendoli a un senso di gradimento). Ne fanno parte anche il Kinder Cioccolato (1968) e merendine come Kinder Délice, Kinder Colazione Più e Kinder Brioss. La linea Kinder fresco comprende i prodotti Kinder Pinguì, Kinder Fetta al Latte, Kinder Paradiso, e Kinder Chocofresh.
  • Tic tac (1969), linea di caramelle alla frutta di vari gusti.
  • Tic tac gum, variante sotto forma di gomme da masticare.
  • Fiesta (1971): inizialmente era stata lanciata negli anni sessanta come una torta di cioccolato da tagliare a fette; poco dopo venne trasformata in merendina tradizionale in tre tipologie di gusto: curaçao, tuttifrutti e mandorla. Successivamente la tuttifrutti venne ribattezzata in orange e quella alla mandorla fu tolta dal mercato (salvo fare una breve ricomparsa agli inizi degli anni novanta, prima di essere eliminata definitivamente dalla linea).
  • Estathé (1972), linea di tè freddo.
  • Gran Soleil (2006), sorbetti da "fine pasto", prodotti nei gusti di limone, mandarino, cappuccino, cioccolato, mirtilli, ananas. È stato ritirato dal mercato nel 2014.
  • Pocket Espresso to go (2008), cioccolata liquida al caffè, versione estiva del Pocket Coffee.
  • Nutella & Go (1998).
  • Kinder Happy Hippo (2003).
  • Nutella Snack & Drink (2004).
  • Nutella B-Ready (2014), cialda di pane ripiena di Nutella e praline.
  • Gran Soleil (2006), sorbetti da "fine pasto", prodotti nei gusti di limone, mandarino, cappuccino, cioccolato, mirtilli, ananas. È stato ritirato dal mercato nel 2014.
  • Pocket Espresso to go (2008), cioccolata liquida al caffè, versione estiva del Pocket Coffee.
  • Nutella & Go (1998).
  • Kinder Happy Hippo (2003).
  • Nutella Snack & Drink (2004).
  • Nutella B-Ready (2014), cialda di pane ripiena di Nutella e praline.
  • Kinder Cards (2017), crema Kinder contenuta in due cialde al cacao e al latte.
  • Kinder fetta allo yogurt (2018).
  • Nutella Biscuits (2019), biscotto con farina di frumento e zucchero di canna farcito di Nutella.

Marchi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ferrero, pronta la nuova sede mondiale in Lussemburgo, su italiaoggi.it, 3 dicembre 2019.
  2. ^ Copia archiviata, su ferrero.it. URL consultato il 14 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2006).
  3. ^ Ferrero. Osservatorio sull'industria alimentare: Ferrero & Nutella
  4. ^ Ferrero International: Luxembourg
  5. ^ Ferrero confirme son ancrage au Luxembourg, su paperjam.lu, 20 febbraio 2017.
  6. ^ Ferrero volta pagina, 11 novembre 2011, su ricerca.repubblica.it.
  7. ^ IL SEGRETO DELLA NUTELLA (PDF), su fiscoequo.it. URL consultato il 6 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2018).
  8. ^ Ferrero, per la holding Cth nuove munizioni da 134 milioni, su milanofinanza.it, 21 agosto 2019.
  9. ^ Il successo del più ricco Mister Nutella italiano ha un sapore belga e questo non è dovuto al cioccolato, su nieuwsblad.be, 2 febbraio 2020.
  10. ^ La strategie de Ferrero aux USA, su lecho.be, 12 aprile 2018.
  11. ^ Les Banque-Carrefour des Entreprisés - FFH Holding Société anonyme, su kbopub.economie.fgov.be.
  12. ^ Les Banque-Carrefour des Enterprisés - CTH Invest Société anonyme, su kbopub.economie.fgov.be.
  13. ^ Opencorporates - Teseo Capital Sicav SIF Société anonyme Société d'investissement à capital variable - Fonds d'investissement spécialisé, su opencorporates.com.
  14. ^ Opencorporates - CDM International Holding S.C.S., su opencorporates.com.
  15. ^ Ferrero, Pirelli, Giorgio Armani, Barilla e Lavazza, le imprese italiane con migliore reputazione al mondo, su primaonline.it, 11 marzo 2019.
  16. ^ Ferrari quarta azienda al mondo per reputazione, seguono Ferrero, Armani, Lavazza, Barilla e Pirelli, su affaritaliani.it, 4 marzo 2020.
  17. ^ Ferrero, nel 2018 fatturato in crescita, su adnkronos.com, 20 febbraio 2019.
  18. ^ Ferrero International: l'utile 2018 sale del 35% a 736,4 milioni, su borsaitaliana.it, 22 febbraio 2019. URL consultato il 23 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2019).
  19. ^ Ferrero sfiora il miliardo di utile, su milanofinanza.it, 23 dicembre 2019.
  20. ^ Ecco tutti i numeri della Ferrero: più utili e più tasse pagate, su ilsole24ore.com, 20 febbraio 2020.
  21. ^ Chocolate dynasty to get huge dividend, su bloomberg.com, 22 gennaio 2020.
  22. ^ Ferrero CEO's £542m dividend under fire over firm's tax liability, su theguardian.com, 24 gennaio 2020.
  23. ^ Gruppo Ferrero nel mondo: il fatturato cresce del 2,1% e arriva a 10,7 miliardi di €, su lastampa.it, 20 febbraio 2019.
  24. ^ Axel Kurrle, Controlling und Effizienz: Die Messung der Effizienz des Controlling in der Industrie auf der Grundlage einer empirischen Einzelanalyse, su books.google.it, 1995.
  25. ^ Nel bilancio Buitoni riapparso attivo, su ricerca.repubblica.it.
  26. ^ La dinastia della Nutella che rifiuta la finanza, su ricerca.repubblica.it, 20 marzo 1987.
  27. ^ Intercandy NV, su transnationale.org.
  28. ^ Angelo Mincuzzi, Lussemburgo più dolce della Nutella: per i Ferrero utili miliardari e poche tasse, su 24plus.ilsole24ore.com, 6 febbraio 2020.
  29. ^ Angelo Mincuzzi, Ferrero, ecco cassaforte e azionisti dell'impero della Nutella, su 24plus.ilsole24ore.com, 13 febbraio 2020.
  30. ^ Tarulla A., Cravanzana: momenti di storia, Associazione per gli Studi su Cravanzana, s.l.t.n.d. (ma 1984), p.71
  31. ^ Dalla pubblicità tradizionale al corporate storytelling : il caso di Nutella, su profili.eu, 17 gennaio 2017.
  32. ^ La storia Kinder, su kinder.it, 21 novembre 2018.
  33. ^ [ilfattoalimentare.it/nutella-ingredienti-olio-di-palma.html Nutella: il segreto degli ingredienti svelato dal sito tedesco Verbraucherzentrale Hamburg, 50% di zucchero e oltre il 20% di olio di palma], 26 giugno 2015.
  34. ^ https://www.ferrerocsr.com/
  35. ^ Dieta personalizzata per 50 bambini, Napoli sperimenta il «metodo Elinav»; via allo studio pilota Italia-Israele sostenuto da Ferrero, su agrisole.ilsole24ore.com, 22 maggio 2018.
  36. ^ Ferrero Polska festeggia 10 anni (PDF), su fondazioneferrero.it (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2006).
  37. ^ Comunicato interno di Ferrero Spa.
  38. ^ La Stampa - Un infarto stronca Pietro Ferrero, su www3.lastampa.it. URL consultato il 19 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2011).
  39. ^ Gruppo Ferrero nel mondo: fatturato di 8,4 miliardi di euro
  40. ^ Michele Ferrero & Family
  41. ^ (EN) Sarah Butler e Sean Farrell, Thorntons bought by Ferrero for £112m, in The Guardian, 22 giugno 2015. URL consultato il 30 marzo 2017.
  42. ^ Ferrero Agrees to Acquire UK's Thorntons, 23 giugno 2015. URL consultato il 30 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2016).
  43. ^ Ferrero acquiert Delacre, su retaildetail.be, 27 ottobre 2016.
  44. ^ http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-03-30/nuova-governance-ferrero-executive-chairman-giovanni-civiletti-ceo-084740_PRV.shtml?uuid=AEJLsBw
  45. ^ Ferrero compra il produttore Usa di cioccolato Fannie May per 107 milioni, su ilfattoquotidiano.it, 16 marzo 2017. URL consultato il 30 ottobre 2017.
  46. ^ Republic of Serbia - Commission for protection of competion (PDF), su kzk.gov.rs, 27 novembre 2017.
  47. ^ Affari&Finanza di Repubblica, 30 ottobre 2017.
  48. ^ Ferrero compra i dolci Nestlè negli Stati Uniti per 2,8 miliardi di dollari, su ilsole24ore.com, 16 gennaio 1018.
  49. ^ Ferrero acquisisce biscotti e snack Kellogg, su ilsole24ore.com, 1º aprile 2019. URL consultato il 2 agosto 2019.
  50. ^ Ferrero si mangia i biscotti della danese Kelsen, su ansa.it, 12 luglio 2019. URL consultato il 15 luglio 2019.
  51. ^ Campbell to sell Kelsen snacks unit to Ferrero for $300 mln, su nasdaq.com, 12 luglio 2019.
  52. ^ Accordo Unilever-Ferrero, in arrivo il Kinder gelato, su newsmondo.it, 14 febbraio 2019.
  53. ^ Ferrero acquisirà anche il business degli snack alla frutta Kellogg's, insieme ai coni gelato e le crostate Keebler's

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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