Caffarel

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Caffarel
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1826 a Luserna San Giovanni
Fondata daPier Paul Caffarel
Sede principaleLuserna San Giovanni (TO)
GruppoLindt & Sprüngli
Persone chiaveBenedict Riccabona CEO
SettoreAlimentare
Prodotticioccolato
Sito webwww.caffarel.com

La Caffarel è un'azienda italiana specializzata nel settore della produzione e vendita di prodotti dolciari e nella produzione di cioccolato fondata nel 1826, dal 1997 appartenente al gruppo Lindt & Sprüngli.

Storia [1][2][3][4][modifica | modifica wikitesto]

Nel 1826 Pier Paul Caffarel, nato nel 1783 a San Giovanni, nelle Valli Occitane valdesi, oggi Luserna San Giovanni, rilevò una piccolissima conceria situata in via Balbis, nel quartiere San Donato di Torino, e la trasformò in un laboratorio per la produzione del cioccolato: Caffarel acquistò una macchina industriale, inventata dal genovese Bozelli, in grado di produrne oltre 320 kg al giorno, una quantità notevole per l'epoca.

L'energia elettrica per macinare i semi di cacao era fornita dalla ruota idraulica della conceria, alimentata dalle acque del canale Pellerina. Il secondo importante acquisto industriale fu una macchina idraulica, costruita dal piemontese Doret, in grado di raffinare la polvere di cacao e miscelarla con zucchero e vaniglia.

L'incontro con Prochet[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1845 il figlio Isidore successe al fondatore. In seguito, il figlio di Isidore, Ernesto Alberto Caffarel, incontrò un altro rinomato artigiano del cioccolato, Michele Prochet, e la cioccolateria Prochet Gay & C. si fuse con la Caffarel Padre e Figlio, dando vita alla Caffarel-Prochet.

Nasce il Gianduiotto [1][5][modifica | modifica wikitesto]

Nel 1852 Prochet, impastando accuratamente cacao e zucchero con la nocciola Tonda Gentile delle Langhe, macinata, creò un nuovo tipo di impasto di cioccolato e, nel 1865[6], avviò la produzione di un cioccolatino speciale, dalla forma tipica, che chiamò «givo» (termine tratto dal piemontese "givo", che significa "mozzicone di sigaro").

Nell'Ottocento il Carnevale di Torino era molto famoso e coinvolgeva tutte le piazze e le vie centrali della città. Nei giorni di Carnevale, nelle strade si accalcava una grande moltitudine di persone in maschera e si svolgevano grandi sfilate di carri, dai quali le maschere gettavano dolci alla gente. Nel 1865, durante la festa di Carnevale, Caffarel, attraverso la maschera di Gianduja («Gian d'la duja, cioè «Giovanni del Boccale», caratteristica maschera piemontese dal cappello a tricorno, simbolo della lotta per l'indipendenza che si combatté in Piemonte nel 1799), regalò alla folla assiepata sotto il suo carro i nuovi cioccolatini; è allora che il givo cambiò nome e divenne «Gianduiotto» e la pasta di cioccolato e nocciole prese il nome di Gianduia. La Caffarel produce tuttora il «Gianduiotto 1865», con la data ben in vista sulla tradizionale stagnola dorata.

Nel 1869 il re Vittorio Emanuele II le conferisce il brevetto di Fornitori della Real Casa.[7]

Al Gruppo Lindt & Sprüngli e successiva fusione per incorporazione con Lindt Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 1997 gli ultimi proprietari dell'azienda, le famiglie Audiberti e Bachstad, hanno ceduto Caffarel per circa cento miliardi di lire al gruppo svizzero Lindt & Sprüngli.[8][9][10] Da allora si è susseguita una moltitudine di amministratori delegati.[8]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al gianduiotto, Caffarel produce cremini, tavolette di cioccolato, creme da spalmare, panettoni, pandori, caramelle e altri prodotti come semilavorati per pasticcerie e gelaterie[11].

Dal Natale 2014 collabora con la fondazione Telethon, distribuendo il cuore di cioccolato, prodotto solidale distribuito dai volontari nelle principali piazze italiane[12].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La distribuzione dei cioccolatini Caffarel raggiunge oggi 40 paesi esteri: dall'Europa all'America, dal Medio all'Estremo Oriente[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Incredibile storia del gianduiotto ora che compie 150 anni, su Bergamo Post. URL consultato il 1º giugno 2016.
  2. ^ (EN) Massimo Sargiacomo, Luciano D'Amico, Roberto Di Pietra, Accounting and Food Some Italian Experiences, Routledge, 2016, p. 125, ISBN 978-1-317-22843-1.
  3. ^ Zeffiro Ciuffoletti, Dolceamaro storia e storie dal cacao al cioccolato, Fratelli Alinari spa, 2003, p. 1874, ISBN 88-7292-441-3.
  4. ^ Rosalba Gioffrè, Cioccolato. Nuove armonie, Giunti Editore, 2005, p. 48, ISBN 978-88-09-04283-4.
  5. ^ La storia del GIANDUIA 1865, l'autentico gianduiotto di Torino, su saporinews. URL consultato il 1º giugno 2016.
  6. ^ Ugo Sartorio, Borgo Vecchio e dintorni, Graphot Editrice, pag. 53
  7. ^ La storia, su caffarel.com. URL consultato il 23 gennaio 2023.
  8. ^ a b Benedict Riccabona è il nuovo Ceo di Caffarel, su wine.pambianconews.com, gennaio 2019. URL consultato il 24 giugno 2021.
  9. ^ Caffarel a Lindt & Sprungli, su italiaoggi.it, 24 settembre 1997. URL consultato il 24 giugno 2021.
  10. ^ Gianduiotto diventa svizzero, su ricerca.repubblica.it, 24 settembre 1997. URL consultato il 24 giugno 2021.
  11. ^ I Prodotti - Caffarel, su Caffarel. URL consultato il 1º giugno 2016.
  12. ^ Case caffarel, su Telethon. URL consultato il 1º giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2016).
  13. ^ Caffarel nel mondo, su Caffarel. URL consultato il 1º giugno 2016.

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