Peyrano

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Peyrano
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StatoItalia Italia
Fondazione1914 a Torino
Persone chiaveGiorgio e Bruna Peyrano
Settorealimentare
Prodotticioccolato
Sito web

La Peyrano è un'azienda di Torino, fondata nel 1914, nata come laboratorio di caramelle e trasformata in azienda produttrice di cioccolato dopo la prima guerra mondiale da Antonio Peyrano. A partire dal 1920 cominciano le forniture regolari alla famiglia reale italiana. La produzione conta oggi oltre ottanta tipi di varietà diverse di cioccolatini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire del 1914 Lucia Peyrano inizia nell'attuale sede della ditta un'attività di fabbricazione e vendita di caramelle che dovrà sospendere a causa della guerra. A guerra finita, nel 1919 Lucia, riprende la produzione e la vendita di caramelle con la partecipazione del fratello Antonio, che però si rende conto di non poter competere con concorrenza delle grandi aziende industriali, dotate di costosi macchinari. Così nel 1920 la ditta Peyrano Lucia nel piccolo laboratorio di corso Moncalieri punta su un altro prodotto: il cioccolato. L'intera famiglia si lancia nella produzione e nella vendita e, anno dopo anno, con l'ausilio di nuove macchine, all'Alpino (il loro primo cioccolatino ripieno al liquore) se ne aggiungono di nuovi: nascono così le "noci", le "nocciole", le "mandorle", le "conchiglie", i "cuori", i "gianduiotti", i "cremini", il "quadretto" e molti altri. L’Alpino è oggi coperto da un “brevetto per marchio d'impresa” rilasciato il 27 luglio 1935. Il 12 aprile 1938 l'azienda ottenne l'ambito riconoscimento di "Fornitore della Real Casa di Savoia" da Vittorio Emanuele III di Savoia.[1]

Passaggi di mano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963 viene rilevata la pasticceria Pfatisch di corso Vittorio Emanuele a Torino che diventerà "Peyrano Pfatisch" e continuerà l'attività di produzione di pasticceria e confetteria unita a quella della vendita dei cioccolatini.

Nel 2002 alcune quote della ditta Peyrano vengono girate ai Maione di Napoli. Nasce così la collaborazione tra le due famiglie.

A dicembre 2010 a causa di difficoltà economiche il tribunale fallimentare di Torino decreta il fallimento dell'azienda Peyrano, gestita dalla famiglia Maione[2].

A marzo 2011 i coniugi Giorgio e Bruna Peyrano riacquistano l'azienda in un'asta fallimentare e diventano nuovamente proprietari della fabbrica, al prezzo di due milioni e diecimila euro[3][4] Tutte le fasi della lavorazione del cioccolato avvengono nello stabilimento Peyrano, dalla tostatura al prodotto finito: tostatura con legno d'ulivo, macinatura ed eliminazione della buccia, miscelazione delle diverse qualità del cacao con zucchero, raffinazione e concaggio per 72 ore consecutive. Non vengono usati prodotti da terzi.

Nel gennaio 2017 viene chiusa a Torino la storica pasticceria Peyrano.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Peyrano 100 anni di gusto, su peyrano.com. URL consultato il 13 maggio 2018.
  2. ^ Peyrano è fallito, finisce un'epoca per il cioccolato, su lastampa.it, 16 dicembre 2010. URL consultato il 27 marzo 2018.
  3. ^ Il Gianduiotto d'oro a Bruna e Giorgio Peyrano, su ricerca.repubblica.it, 3 aprile 2011. URL consultato il 27 marzo 2018.
  4. ^ Bancarotta e ritorno, vita morte rinascita del marchio Peyrano, su lastampa.it, 9 ottobre 2015. URL consultato il 27 marzo 2018.
  5. ^ Chiude Peyrano, la pasticceria di Casa Reale, su lastampa.it, 18 gennaio 20117. URL consultato il 27 marzo 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]