Dinah Manoff

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Dinah Beth Manoff (New York, 25 gennaio 1958) è un'attrice e regista statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dinah Manoff è figlia d'arte. Suo padre Arnold Manoff (morto quando Dinah aveva 7 anni) fu uno sceneggiatore cinematografico di successo negli anni quaranta, che fu messo nell'impossibilità di lavorare nel cinema all'epoca del Maccartismo per le sue opinioni politiche di sinistra[1]. Sua madre era l'attrice Lee Grant, la quale fu anch'essa messa al bando da Hollywood all'epoca del Maccartismo[2] e vincerà nel 1976 l'Oscar alla miglior attrice non protagonista. I genitori divorziarono quando aveva 3 anni e l'anno successivo la madre sposò il produttore Joseph Feury il quale divenne così il patrigno di Dinah Manoff. Nel 1975, all'età di 17 anni, Dinah Manoff fu accettata all'Actors Studio.

Il primo ruolo cinematografico di Dinah Manoff è stata la parte di Marty Maraschino nella versione cinematografica di Grease, girato nell'estate del 1977. Nel 1979 Dinah Manoff fu Libby Tucker nella commedia di Neil Simon Quel giardino di aranci fatti in casa[3], interpretazione che le fece vincere il prestigioso Tony Award come migliore attrice[4]. Ottenne lo stesso ruolo nella versione cinematografica della commedia, con Walter Matthau e Ann-Margret (1982)[5]; è questo uno dei rari film in cui Dinah Manoff ha avuto un ruolo da protagonista.

Dinah Manoff ha lavorato molto per il teatro e la televisione, con un lungo periodo di assenza dalle scene negli anni novanta. Ha svolto anche attività di regista televisiva, sceneggiatrice e produttrice cinematografica[6].

È stata sposata dal 1980 al 1985 con Jean-Marc Joubert e dal 1997 è sposata con Arthur Mortell; da quest'ultimo ha avuto tre figli: Dashiell (1997) e i gemelli Oliver e Desi (2002).

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paul Buhle e Dave Wagner, A very dangerous citizen: Abraham Lincoln Polonsky and the Hollywood left, Berkeley etc.: University of California press, 2001, p. 173, ISBN 0520223837 (Google libri)
  2. ^ Ernest D. Giglio, Here's Looking at You: Hollywood, Film and Politics, New York: Peter Lang, 2010, p. 118, ISBN 9781433106446 (Google libri)
  3. ^ (EN) Scheda su I Ought to Be in Pictures, su Internet Broadway Database, The Broadway League.
  4. ^ Douglas Armstrong, Get this 'Picture', in Milwaukee Journal Sentinel, Journal Communications, 26 marzo 1982. URL consultato il 10 aprile 2013.
  5. ^ Tullio Kezich, «È sempre una festa se sullo schermo compare sornione Walter Matthau», La Repubblica del 16 ottobre 1985
  6. ^ Dinah Manoff, IMDb

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN11849988 · LCCN: (ENno00044309
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie