Antonino Pulvirenti

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Antonino Pulvirenti (Catania, 24 febbraio 1962) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano. Fondatore della Wind Jet. Presidente della holding Finaria tramite la quale controlla il Calcio Catania, del quale è l'ex presidente. Proprietario della casa di distribuzione alimentare Fortè.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di piccoli imprenditori agricoli con un diploma in ragioneria[1], nel 1984[2], a ventidue anni, avvia la propria attività imprenditoriale a Belpasso, paese alle pendici dell'Etna, in provincia di Catania, inizialmente con una filiale della Standa, assieme ad altri due punti vendita a Mascalucia e ad Aci Sant'Antonio.

Nel 1991, diventato socio del gruppo Punto Convenienza che possedeva una catena di 30 supermercati in Sicilia[2], affiliando dapprima i suoi tre punti vendita, ne divenne amministratore delegato per la Torrisi Alimentari SpA. Nell'ottobre del 1993 viene arrestato dalla Guardia di Finanza, a seguito dell'emissione di un'ordine di custodia cautelare, con l'accusa di estorsione e calunnie.[3] Rivenduta l'attività alla Standa, azienda colpita da vari attentati dinamitardi[4][5], sarà chiamato a testimoniare quel periodo vissuto in qualità di gestore degli "Affiliati Standa" e di vittima[6]; le sue dichiarazioni poi confluiranno nel volume di Peter Gomez e Marco Travaglio, L'amico degli amici[7].

Pulvirenti fonda la Meridi srl, nello stesso 1993[2], holding impegnata nella distribuzione alimentare nel sud Italia con il marchio Fortè; e fonda la Sedes, industria chimica con sede a Gela, che realizza prodotti per la pulizia della casa. Meridi e Sedes producevano all'anno un volume d'affari di duecento miliardi delle vecchie lire.[2]

Nel 2015[8] sono stati evidenziati gli interessi principali delle sue due holding, la Finaria Spa (al 90% di Pulvirenti[9] con 111,6 milioni di euro di fatturato al 31 dicembre 2013[8]) per attività di gestioni operative, e la citata Meridi srl (al 97,36% di Finaria con 94,9 milioni di ricavi[8], sempre nel 2013).

Le due società controllano[8][9][10] [9]:

La Meridi srl, con sede a Belpasso, com'è noto[12], gestisce in Sicilia il marchio Fortè, impresa di distribuzione organizzata con 90 punti vendita hard discount[13]; la società di ristorazione Sorsy e Morsy con tre ristoranti ubicati a Palermo, Catania e Caltanissetta.[14]

La rivista specializzata Capital ha eletto Pulvirenti «miglior imprenditore dell'anno in Sicilia»[15] nel 2006.[16]

Dal 2011 ha assunto la gestione dell'Etna Golf Resort a Castiglione di Sicilia (CT) situato sui campi da gioco del golf club "Il Piccìolo".[senza fonte]

L'Airbus A319-100 marche EI-DVD della Wind Jet all'aeroporto di Forlì.

Wind Jet[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Wind Jet.

Fondava nel 2003 una nuova compagnia aerea low cost, dalle ceneri dell'Air Sicilia.[17]

Nel 2005 Pulvirenti fu al centro di una dura contestazione da parte del personale WindJet per presunte minacce e comportamenti anti-sindacali[18].

Il 13 aprile 2012[19] l'Alitalia doveva firmare il contratto di acquisizione della compagnia Wind Jet[20]. La trattativa, invece, è durata molto più del previsto, a causa delle molte implicazioni riguardanti il personale e il tipo di accordo[21] e alla fine non è andata in porto[22][23].

Secondo la Repubblica[24], nel corso di indagini di controllo delle società aeree, dal bilancio 2009 emerse una vendita interna alle aziende di Pulvirenti: la finanziaria Meridi, che controlla il gruppo azionista con il 37,5%[25][9], avrebbe venduto il marchio Wind Jet alla stessa compagnia aerea per 10 milioni di euro.[26]

Nell'ottobre del 2013 avviene l'approvazione del concordato fallimentare della società,[27], poi ammessa alla procedura di concordato preventivo con un passivo di oltre 238 milioni di euro.[26] L’11 agosto del 2014 il de profundis degli ex-dipendenti si conclude con un nostalgico video divulgato on-line, a due anni dall’ultimo airbus della Wind Jet che spegneva definitivamente i motori, dopo essere stata la terza compagnia nazionale.[28]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

« Nel calcio i soldi non bastano: è necessario avere passione, altrimenti l'arida realtà dei numeri può vanificare il lavoro di anni. »
(Nino Pulvirenti, da La Sicilia del 22 maggio 2000[29])

Il Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Le squadre del Belpasso e dell'Acireale

Amante del calcio, iniziò la propria avventura come presidente della formazione di Belpasso, militante in Interregionale, il paese della provincia di Catania dove egli vive. Nel campionato 1998-1999 fece il primo salto: lasciò Belpasso per rilevare l'Acireale in Serie C1[30] [13].

A causa dei tanti debiti, Pulvirenti fu costretto a ricostruire la società.[senza fonte] Il primo anno la squadra, giunta ultima in campionato, subì la retrocessione diretta in Serie C2, dopo una militanza di otto stagioni fra Serie C1 e Serie B.[31] Dopo tre campionati in Serie C2 la squadra venne promossa in Serie C1 al quarto campionato. Intanto, nel 2000, Pulvirenti aveva provato ad acquistare il Catania Calcio, venendo scavalcato da Luciano Gaucci[32].

Nel maggio 2004, quasi a fine campionato di Serie C1, Pulvirenti abbandona improvvisamente l'Acireale alla vigilia della gara Acireale-Viterbese valevole per i play-off della Serie C1 girone B (che cerca di rivendere a Vittorio Cecchi Gori[33], candidato dall'Ulivo alla Camera ad Acireale, dopo una caparra di 300 milioni di euro[34]) per prendere la presidenza del Calcio Catania direttamente dalle mani di Gaucci[35].

La squadra del Catania

Con l'acquisto del Calcio Catania a suo carico scattarono due processi: uno per evasione fiscale[36], l'altro per frode fiscale[24]. Nel primo caso, secondo l'accusa, Pulvirenti avrebbe suddiviso le quote calcistiche su altre società della filiera per risparmiare sull’imposta sul reddito; il giudice accerterà l'assenza di reato.[37] Nel secondo caso, secondo l'accusa dei magistrati, l'imprenditore fece precedere la trattativa per il Calcio Catania dall'acquisto del marchio Papizzo: "un'operazione simulata utile a creare scorte all'estero", secondo la Repubblica.[24] Il processo lo vedrà pienamente assolto, poiché il fatto non sussiste.[38]

A Catania si presentò con un piano ambizioso di rilancio su base triennale[39]. Portò con sé dirigenza (tra cui l'amministratore delegato Pietro Lo Monaco, da anni suo braccio destro), giocatori e l'allenatore Maurizio Costantini nel tentativo di ripetere i fatti visti con l'Acireale. Alla prima stagione il Catania si mantenne a metà classifica, mentre al termine della stagione 2005-2006 il Catania conquistò la promozione in Serie A, grazie ad un campionato disputato quasi per intero ai vertici. Dalla stagione 2006-2007[40] a quella 2013-2014, il Catania è riuscito a mantenere la categoria, battendo il record di permanenza in massima serie della società.[41]

Nel dicembre 2010 la stampa lo annuncia come nuovo azionista di maggioranza del Córdoba, società calcistica spagnola[42], ma la notizia viene smentita dalla società etnea[43].

Nella sua gestione costruisce anche il nuovo centro sportivo Torre del Grifo Village, in località Torre del Grifo (Mascalucia)[44], inaugurato il 18 maggio 2011[45].

Il 18 gennaio 2013, è stato nominato consigliere federale[46].

Il 22 gennaio 2013, Antonio Pulvirenti, è stato deferito alla Disciplinare dal Procuratore Federale della Figc per aver "espresso pubblicamente giudizi e rilievi lesivi della reputazione del presidente della Juventus, Andrea Agnelli"[47].

Il 14 maggio 2013 gli vengono consegnate le chiavi della città di Catania per i traguardi in ambito sportivo[48].

L'anno seguente a sorpresa la squadra retrocede in Serie B.

2015, l'ultimo anno da presidente

Nel marzo 2015, con la squadra al terz'ultimo posto nel campionato cadetto, alla sede di Torre del Grifo viene recapitata una busta contenente minacce di morte e due proiettili e Pulvirenti denuncia il fatto alla polizia.[49] Il telefono del presidente etneo viene messo sotto controllo e in questo modo la polizia scopre per caso un giro di scommesse dello stesso Pulvirenti e dei suoi dirigenti per salvare il club dalla retrocessione.[50] Il 23 giugno viene arrestato e posto agli arresti domiciliari per truffa e frode sportiva, insieme ad altri dirigenti del club etneo (tra cui l'ex ds Daniele Delli Carri e l'ad Pablo Cosentino) con l'accusa di aver comprato alcune partite del campionato di Serie B 2014-2015.[51] Nell'interrogatorio del 29 giugno seguente confessa di aver comprato 5 partite a 100.000 euro l'una per evitare la retrocessione del club etneo negando di aver mai fatto scommesse.[52] L'11 agosto seguente il questore di Catania Marcello Cardona firma per Pulvirenti e Cosentino il daspo da stadi e manifestazioni pubbliche per 5 anni "per preservarne l'incolumità viste le ultime manifestazioni di protesta contro di loro"; inoltre il procuratore federale Stefano Palazzi chiede per lui 5 anni di squalifica senza radiazione vista la collaborazione.[53][54] In primo grado il 20 agosto riceve 5 anni di inibizione e ammenda di 300.000 euro. La settimana seguente rinuncia al ricorso restando inibito per 5 anni.[55]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 giugno 2015 viene emessa un'ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti dalla procura di Catania e posto agli arresti domiciliari per truffa e frode sportiva, insieme ad altre sei persone, (tra cui dirigenti del club etneo come l'ex ds Daniele Delli Carri e l'ad Pablo Cosentino) con l'accusa di aver comprato alcune partite del campionato di Serie B 2014-2015.[56]. I domiciliari sono revocati il 3 luglio 2015, mantenendo l'obbligo di firma e il divieto di espatrio[57].

Il 15 luglio 2015 Pulvirenti è stato iscritto al registro degli indagati per rispondere al Tribunale di Catania di bancarotta fraudolenta in relazione alla gestione societaria di Wind Jet S.p.A e alla holding del gruppo che dirige (fanno parte la S.p.A Calcio Catania e la S.p.A. Finaria).[26][58]

Pulvirenti, insieme all'amministratore delegato Stefano Rantuccio, è arrestato il 29 gennaio 2016 dalla Guardia di Finanza per il "crac Wind Jet", con l'accusa di bancarotta fraudolenta, su disposizione dei magistrati catanesi, e posto ai domiciliari[59].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nino Pulvirenti, supermercati e alberghi doc, La Sicilia, 22 maggio 2000, p. 34.
  • Antonio Buemi, Carlo Fontanelli, Tutto il Catania minuto per minuto, Empoli, Geo Edizioni, 2011.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio Dell’Arti e Massimo Zanaria, Antonino Pulvirenti, cinquantamila.corriere.it, 25 giugno 2015. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  2. ^ a b c d Antonio Laudani, Ho creato un'impresa mentre gli altri facevano la spesa, web.tiscali.it, intervista già pubblicata per "La Fenicia" (Belpasso), maggio 2001. URL consultato il 30 dicembre 2015.
  3. ^ Walter Rizzo, Estorsioni e calunnie a iscritti Cgil. Arrestato dirigente di supermarket, archiviostorico.unita.it, 24 ottobre 1993, p. 7.
  4. ^ Alfio Sciacca, La Standa smobilita dopo 4 incendi, in Corriere della Sera, 13 gennaio 1992. (archiviato dall'url originale il ).
  5. ^ Carlo Chianura, Standa nel mirino, raffica di attentati, in la Repubblica, 2 luglio 1994.
  6. ^ Saranno condannati per gli attentati con una pena di 11 anni Aldo Ercolano e Salvatore Tuccio, 2 anni all'omonimo Antonino Pulvirenti figlio di un capo clan. cfr. Standa nel mirino di Cosa nostra, ma non del capo, La Sicilia, 26 ottobre 1999, in "Emeroteca Fondazione Antiusura Padre Pino Puglisi".
  7. ^ Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 2005.
  8. ^ a b c d Mario Barresi, Caso Catania, le ricadute economiche per la città e il "rebus" Torre del Grifo, in La Sicilia, 23 giugno 2015. URL consultato il 01/02/2016.
  9. ^ a b c d L’atterraggio di Pulvirenti – Le verità sul caso WJ e i veri conti del Catania Calcio, Redazione ITASportPress, 17 agosto 2012. URL consultato il 2 gennaio 2016..
  10. ^ Alessandro Buttitta, Wind Jet, a terra 504 dipendenti, su lettera43.it, 2 maggio 2012. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  11. ^ Marco Di Mauro, Pulvirenti si dimette ma conserva il controllo. Giocatori senza stipendio da quattro mesi, catania.meridionews.it, 25 giugno 2015. URL consultato il 01/02/2016.
  12. ^ la Repubblica, 7 agosto 2004, http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/08/07/parola-ordine-non-reagire.html . URL consultato il 30 dicembre 2015.
  13. ^ a b Caso Catania: chi è Pulvirenti, ANSA, 23 giugno 2015. URL consultato il 23 giugno 2015.
  14. ^ Biografia di Antonino Pulvirenti. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  15. ^ Imprenditore siciliano dell’anno - Corriere.it, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it. URL consultato il 30 giugno 2015.
  16. ^ L'agenzia di Viaggi
  17. ^ Saul Caia, Pulvirenti salva la Windjet con l’aiutino della Regione Sicilia, su linkiesta.it, 1º ottobre 2012. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  18. ^ Baccaro Antonella, E nella privatizzazione dell'Alitalia Palazzo Chigi ora vuole l'Air France, in Corriere della Sera, 5 febbraio 2005. URL consultato il 3 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il ).
  19. ^ Le vicende della «Wind Jet» - Corriere.it, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it. URL consultato il 30 giugno 2015.
  20. ^ Alitalia compra Wind Jet per crescere nel low cost, in Il Giornale, 14 aprile 2012. URL consultato il 12 agosto 2012.
  21. ^ Antonio Casa, L’accordo Alitalia-Wind Jet passa sulla testa dei siciliani, in Quotidiano di Sicilia, 10 agosto 2012. URL consultato il 12 agosto 2012.
  22. ^ Luisa Santangelo, Wind Jet, a mezzanotte si smette di volare «Non possiamo più pagare il carburante», in ctzen.it, 11 agosto 2012. URL consultato il 12 agosto 2012.
  23. ^ Wind Jet, stop immediato a tutti i voli Intesa per la riprotezione dei passeggeri, in Corriere della Sera, 11 agosto 2012. URL consultato il 12 agosto 2012.
  24. ^ a b c Corrado Zunino, Pulvirenti, patron di Wind Jet dagli hard discount al calcio - larepubblica.it, su larepubblica.it, 14 agosto 2012. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  25. ^ WindJet, la crisi economica, le materie prime e quei 10 milioni spesi per il marchio, ilsole24ore.com, 13 agosto 2012.
  26. ^ a b c Wind jet, ex patron Antonino Pulvirenti indagato per bancarotta fraudolenta, il Fatto Quotidiano, 15 luglio 2015. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  27. ^ Wind jet, scongiurato il fallimento. Il 92% dei creditori dice sì al concordato, la Repubblica, 19 ottobre 2013. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  28. ^ Fabio Albanese, Wind Jet: "Come eravamo", la Stampa, 11 agosto 2014. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  29. ^ Fabrizio Bocca, Il Catania s'è comprato le partite per evitare la C, un classico. È estate, tempo di bufere del calcio: già nel 2003 il caso Catania sconvolse A e B. Dal Parma alle combine, o ci sono Procure e Polizia o tutto passa sotto il naso di Palazzi & C. Evviva, La Repubblica, 23 giugno 2015. URL consultato il 23 giugno 2015.
  30. ^ Presidenti dell'Acireale Calcio dal 1946, leonigranata.altervista.org. URL consultato il 30 dicembre 2015.
  31. ^ Ascesa e caduta del presidente comandante - CorriereMezzogiorno.corriere.it/, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it. URL consultato il 30 giugno 2015.
  32. ^ AA.VV., Tutto il Catania minuto per minuto, Geo Edizioni, Empoli, 2010, p. 403.
  33. ^ Fabrizio Roncone, L’uomo che appieda 300 mila persone investe tutto su un attaccante. Intervista a Antonino Pulvirenti, Corriere della sera, 14 agosto 2012. URL consultato il 30 dicembre 2015.
  34. ^ Salvo Fallica, La strana campagna di Cecchi Gori. Promise la serie A seminando de biti, l'Unità, 11 agosto 2002. URL consultato il 30 dicembre 2015.
  35. ^ L’acquisto del Calcio Catania - Corriere.it, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it. URL consultato il 30 giugno 2015.
  36. ^ Calcio: evasione fiscale, chiesta condanna presidente Catania, su archivio.agi.it, Agi.it, 3 novembre 2009. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  37. ^ Fisco: l'evasione c'è ma non è reato, assolto patron Catania, su archivio.agi.it, Agi.it, 11 novembre 2009. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  38. ^ Catania: assolto Pulvirenti. Nessuna frode nel comprare la società da Gaucci, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it, Redazione ITASportPress, 14 giugno 2012. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  39. ^ AA.VV., Tutto il Catania minuto per minuto, Geo Edizioni, Empoli, 2010, p. 428.
  40. ^ Gli scontri nel derby e la salvezza - Corriere.it, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it. URL consultato il 30 giugno 2015.
  41. ^ Gli anni d’oro: Montella e Maran - Corriere.it, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it. URL consultato il 30 giugno 2015.
  42. ^ Redaccion, El presidente del Catania ya es el máximo accionista del nuevo Córdoba CF, 22 dicembre 2010, DiarioCordoba.com, URL consultato il 22 dicembre 2010.
  43. ^ Pulvirenti smentisce l'acquisto del Cordoba, CalcioCatania.com, 23 dicembre 2010, URL consultato il 23 dicembre 2010.
  44. ^ AA.VV., Tutto il Catania minuto per minuto, Geo Edizioni, Empoli, 2010, p. 466.
  45. ^ Calcio Catania: inaugurato il Centro Sportivo di Torre del Grifo cataniaoggi.com
  46. ^ Beretta confermato presidente della Lega di Serie A figc.it
  47. ^ Catania: deferito presidente Pulvirenti ansa.it
  48. ^ Calcio Catania simbolo vincente Premiato il Patron Pulvirenti, in catania.livesicilia.it, 14 maggio 2013. URL consultato il 15 maggio 2013.
  49. ^ minacce di morte al presidente Pulvirenti
  50. ^ "Partite comprate": terremoto al Catania calcio. Blitz con sette arresti, ai domiciliari il presidente Pulvirenti
  51. ^ Catania calcio, accusa frode sportiva: arrestato Antonino Pulvirenti, in Tgcom 24, 23 giugno 2015. URL consultato il 23 giugno 2015.
  52. ^ Catania, Pulvirenti ha confessato: "Comprate cinque partite", in gazzetta.it, 29 giugno 2015. URL consultato il 29 giugno 2015.
  53. ^ Pulvirenti, Daspo di 5 anni. Il questore: "Lo salviamo dai tifosi inferociti", in gazzetta.it. URL consultato l'11 agosto 2015.
  54. ^ Catania, chiesta retrocessione in Lega Pro e -5, in sportmediaset.mediaset.it. URL consultato l'11 agosto 2015.
  55. ^ Corte Figc: Catania in Lega Pro e partirà da -9
  56. ^ Catania calcio, accusa frode sportiva: arrestato Antonino Pulvirenti, in Tgcom 24, 23 giugno 2015. URL consultato il 23 giugno 2015.
  57. ^ TG Com
  58. ^ Windjet e Mibb: concordato, Fallimenti.it, 12 ottobre 2015. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  59. ^ Natale Bruno e Alessandra Ziniti, Wind Jet, arrestato Pulvirenti per bancarotta fraudolenta, su repubblica.it, 29 gennaio 2016. URL consultato il 29 gennaio 2016.

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