8º Gruppo Volo

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8º Gruppo
8GR.jpg
Attuale stemma dell'8º Gruppo di volo
Descrizione generale
Attivo9 dicembre 1916 - oggi
NazioneItalia Italia
Italia Italia
ServizioRA-emblem.png Servizio Aeronautico del Regio Esercito
Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svg Regia Aeronautica
Coat of arms of the Italian Air Force.svg Aeronautica Militare
SedePratica di Mare
Velivoli in dotazione attualmenteBoeing KC-767A
SoprannomeCavalieri di Breus
Parte di
Comandanti
Degni di notaAurelio Liotta
Voci su forze aeree presenti su Wikipedia

L'8º Gruppo Volo è un reparto operativo dell'Aeronautica Militare Italiana, inquadrato nel 14º Stormo Sergio Sartof.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Velivolo dell'11ª Squadriglia da bombardamento Caproni, 8º Gruppo

Prima Guerra Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Protettorato italiano dell'Albania.

L'VIII Gruppo nasce il 9 dicembre 1916 con sede a Krionero (a 4 km da Valona), per la Campagna di Albania, ne fanno parte l'11ª Squadriglia da bombardamento Caproni, la 34ª Squadriglia Farman e una sezione di caccia Nieuport. Era comandato dal Maggiore Egidio Carta che nell'agosto 1917 cede al Capitano Leopoldo De Rada. Il 23 settembre la Sezione da caccia diventa 85ª Squadriglia Nieuport ed in novembre la 34^ si scioglie sostituita dalla 116ª Squadriglia SAML. Combatté durante la prima guerra mondiale assegnato al servizio del XVI Corpo d'Armata impegnato in Albania ed il 16 gennaio 1918 il comando passa al Cap. Ernesto Pellegrino.

Il 16 giugno il comando interinale passa al Cap. Alberto Livi che il 3 agosto muore su un Sopwith Camel inglese caduto in mare e l'interinale passa al Cap. Mario Alberto Ponis fino all'arrivo del Magg. Aurelio Liotta il 27 agosto. In settembre viene distaccata a Durazzo una sezione di caccia e 2 Pomilio PE. Il Gruppo effettuò oltre 800 missioni di guerra, lanciando oltre 100 tonnellate di bombe e prendendo parte ad 80 combattimenti aerei. Al termine del conflitto il personale che aveva militato tra le sue file si era meritato una Medaglia d'oro al valor militare,[1] dodici d'argento e 19 di bronzo.[2]

Nella primavera 1919 ha ancora l'11^, la 85^ è a Peshkopi, la 116^ SAML ed un sezione Ansaldo S.V.A. a Valona ed una sezione di PE ed Hanriot HD.1 a Durazzo. Dopo la fine della guerra il gruppo fu adibito anche al servizio postale tra Valona e varie località dell'Albania ed il 10 ottobre 1919 si chiudono l'85ª Squadriglia caccia e la 116^ Ricognizione che restano con una sezione di entrambe che vanno a Valona con gli SVA come Squadriglia Mista. Passato poi il comando al Cap. osservatore Pasquale Mento sostituito poi dal Cap. osservatore Claudio Coraglia venne impiegato anche contro gli insorti albanesi fino al luglio 1920, dopodiché tornò in Italia al termine del Protettorato italiano dell'Albania.[2]

Insegna dell'8º Gruppo durante la seconda guerra mondiale

La Regia Aeronautica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1925 l'8º Gruppo, costituito dalla 92ª, 93ª, 94ª e 95ª Squadriglia da caccia e basato a Mirafiori su Nieuport 29 ed Ansaldo AC.2, entra a far parte del 2º Stormo della Regia Aeronautica. Il 15 gennaio 1931 il Gruppo perde la 95ª Squadriglia.

Rischieramento in Nord Africa[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 1934 iniziava il passaggio sui Fiat C.R.30, con i quali, nel settembre 1935 per la Guerra d'Etiopia, si arrivava al trasferimento del Gruppo sull'aeroporto di El-Adem (poi Base aerea Gamal Abd el-Nasser) in Cirenaica per vigilare sul confine con l'Egitto. Nel dicembre successivo andava all'Aeroporto di Berca. Nel 1938 viene riequipaggiato con aerei da assalto Ba.65, ma nella primavera del 1939 ritorna nuovamente alla specialità della caccia, ricevendo dei Fiat C.R.32.[3]
Il 9 agosto 1939 va a Castel Benito nell'Aeroporto di Tripoli.

Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1940, quando fu mobilitato, l'8º Gruppo, ancora sui CR 32, andava all'Aeroporto di Tobruch con le sue Squadriglie nella Tripolitania italiana, poco prima dell'entrata in guerra dell'Italia il gruppo era a Tobruk nella 14ª Brigata Aerea Rex dell'Aeronautica della Libia - Est comandato dal Mag. Francesco La Carrubba con la 92ª (10 Fiat C.R.42), 93ª (5 CR 32, 4 CR 42) e 94ª Squadriglia (9 CR 32) e qui, a partire già dall'11 giugno, effettua intensa attività di volo per contrastare le incursioni delle forze aeree britanniche o per effettuare azione di interdizione contro colonne di mezzi britannici. L'11 giugno 1940 una formazione di Bristol Blenheim e Gloster Gladiator inglesi attaccava il campo T3 di Tobruk, ma i lenti caccia del Gruppo non riuscirono a raggiungerli. Nello stesso mese il reparto operò ottenendo dei successi (9 Blenheim abbattuti, un idro Short S.25 Sunderland e 3 Gladiator). Alla fine di giugno il reparto cedeva i rimanenti CR 32 e il 1º luglio riceveva altri Fiat C.R.42. Dopo il 4 settembre il Gruppo va ad Uadi Tamet (ad ovest di Sirte) ed a Monaster.

Nel dicembre 1940 inizia il rimpatrio in Italia per essere riequipaggiato e per riorganizzarsi, fornito sia di C.R.42 che di Macchi M.C.200 effettua servizio di pattuglia nei cieli delle città industriali del nord Italia.[4] Durante l'offensiva finale dell'aprile 1941, nell'ambito della Campagna italiana di Grecia, il gruppo si sposta con 27 MC 200 sull'Aeroporto di Manduria. Il 25 novembre 1941 il Gruppo tornava in Africa Settentrionale Italiana, prima al campo K3 dell'Aeroporto di Benina poi, arretrato a El Nufilia (circa 20 km ad ovest di Ben Giauad nel Distretto di Sirte), equipaggiato con gli M.C.200 effettua azioni di scorta o di interdizione e coprendo l'avanzata delle truppe di terra nel maggio 1942 quando era ad Abu Haggag (Fuka) all'Aeroporto militare di Sidi Haneish. In Africa settentrionale prese parte alla battaglia per la riconquista di Tobruk, alla seconda battaglia della Sirte, alla battaglia di El Alamein ed agli scontri di Sidi El Barrani e Sollum durante le fasi della ritirata italo-tedesca verso la Tunisia. Verso la fine dell'anno, rimasto ormai con soli tre aerei operativi,[5] ritorna nuovamente in Italia.

Nel 1943 il gruppo è, con base a Sarzana, impiegato nella difesa dei cieli italiani della Liguria e della Toscana e della protezione delle FFNNBB di stanza a La Spezia nel 1º Squadra aerea - SQA1 con la 92ª (6 MC 200), 93ª (6 MC 200) e 94ª Squadriglia (5 MC 200) ed al momento dell'armistizio si trovava all'Aeroporto di Latina con l'ordine di contrastare lo Sbarco di Salerno con 22 MC 200 poi a Castiglione del Lago. Il 10 settembre si venne a sapere che Sarzana, sede del gruppo, era in mani tedesche. Il Comandante Maggiore Bacich con il supporto di 3 aerei da trasporto spostava quindi il gruppo sull'Aeroporto di Decimomannu.

Il 13 settembre va in Sicilia sulla Base aerea di Sciacca per adempiere all'armistizio. Il 16 settembre lo Stormo va sul campo di Agrigento. Infine i velivoli vennero consegnati sulla base americana di Korba (Tunisia) il 22 settembre. Il 1º ottobre va all'Aeroporto di Lecce-Galatina. Nella primavera del 1944, dopo che il reparto era in Sardegna, su ordine del Ten. Col. Fanali, comandante del raggruppamento caccia, 11 MC 200, 2 CR 42 ed un Fiat G.50 va ai primi di giugno a Leverano nel 5º Stormo dell'Aeronautica cobelligerante svolgendo la prima azione di guerra l'11 luglio, colpendo un treno blindato tedesco in Kosovo nei Balcani. Poi ancora da Lecce il gruppo con gli MC 202 operò su vari obiettivi in territorio balcanico, da Scutari a Tirana, Durazzo, ecc., combattendo fino al termine della guerra (5 maggio 1945).

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile del 1946 il Gruppo usava alcuni Macchi M.C.205V prima di ricevere alcuni Supermarine Spitfire. Con la fine del conflitto il gruppo venne riequipaggiato con 22 P-51 Mustang. In data 13 dicembre 1950 viene ricostituito il 2º Stormo usando proprio l'8º Gruppo che il 1º gennaio 1951 usciva dal 5º Stormo andando sull'Aeroporto di Vicenza con la 92ª e la 93ª Squadriglia. Dal marzo 1955 gli vengono forniti i nuovi de Havilland DH.100 Vampire e si rischierò sull'Aeroporto di Brescia-Montichiari. Il 2º Stormo si trasformava in 2ª Aerobrigata, ufficializzando questa trasformazione il 1º luglio 1956.

Nell'ottobre 1956 passa sugli F-86, alla fine dell'anno la dotazione era completa con 26 aerei su cui, insieme a piloti di altri gruppi, costituisce la pattuglia acrobatica dei Lancieri Neri.[6] Il 1º settembre 1962 l'8º viene però sciolto.[7]
Il reparto viene nuovamente ricostituito il 1º giugno 1976 all'Aeroporto di Pratica di Mare venendo assegnato alla nuova specialità Radio Misure, cosa che lo pone all'avanguardia nel campo dell'avionica.[8] Passando su vari aerei, tra cui il C-47 e il PD-808 ed il G222 RM. Agli inizi degli anni 90 all'8 Gruppo, vengono assegnati 4 velivoli B 707 T/T con i quali il reparto inizia ad operare a livello nazionale ed internazionale nel campo del rifornimento in volo (novità assoluta per l'Aeronautica Militare Italiana) e nel trasporto aereo. In particolar modo viene utilizzato in numerose missioni operative di rifornimento in volo e trasporto umanitario quali Bosnia, Albania, Somalia, ex Jugoslavia, Mozambico, Timor Est, Iraq, solo per citarne alcune.

L'8º Gruppo Volo è stato per anni anche addetto alla verifica dell'affidabilità di tutti i tipi di radioassistenza presenti nel territorio italiano utilizzando velivoli Alenia G.222RM, e PD 808 allo svolgimento di missioni di intelligence elettronica con il velivolo Alenia G.222VS tali specialità sono state cedute ai cugini del 71º Gruppo agli inizi del nuovo millennio.

Attualmente all'8 Gruppo dal 2010 operano 4 nuovi Boeing KC-767A i quali hanno ricevuto il loro battesimo operativo in occasione della crisi in Libia.

Recentemente l'8 Gruppo con i velivoli KC-767A ha raggiunto il traguardo delle 25.000 ore di volo di cui 5.000 nei vari teatri operativi ed è costantemente impiegato all'interno delle più importanti operazioni internazionali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Il velivolo conservato al Museo dell'Aeronautica Militare con la livrea del Ca-4166 dell'11ª Squadriglia da bombardamento Caproni, 8º Gruppo.
  1. ^ Il capitano Ercole Ercole dell'11ª Squadriglia da bombardamento Caproni.
  2. ^ a b Gentilli e Varriale, p.43.
  3. ^ Lazzati, p.40-45.
  4. ^ Lazzati, p.52.
  5. ^ Chris Dunning, p.35.
  6. ^ Le future Frecce Tricolori.
  7. ^ Lazzati, p.65.
  8. ^ 8º Gruppo I cavalieri, su aeronautica.difesa.it. URL consultato il 2 ottobre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dunning Chris - Solo coraggio!, 2000, Delta Editrice
  • Gentilli Roberto e Varriale Paolo - I reparti dell'Aviazione Italiana nella Grande Guerra
  • Lazzati Giulio - Stormi d'Italia
  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999
  • Giuseppe Pesce, L’8º Gruppo caccia in due conflitti mondiali, Modena, S.T.E.M. Mucchi, 1974.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]