Via San Gallo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 43°46′47.89″N 11°15′30.83″E / 43.779969°N 11.258564°E43.779969; 11.258564

Via San Gallo

Via San Gallo a Firenze era il prolungamento dell'antico cardo romano verso nord.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

San Gallo era un monaco celtico del VI secolo, che trascorse la sua vita predicando e fondando numerosi monasteri in tutta Europa (per esempio in Svizzera, dove il Canton San Gallo prende proprio da lui il suo nome). Una chiesa di San Gallo esisteva sin dal 1218 e si trovava nella zona dell'attuale Piazza della Libertà, presso il Parterre, dove pare che i fondatori, tali Guidalotto di Volto dell'Orco e sua moglie Bernardesca, vi avessero ospitato i primi francescani giunti in città, nel 1209. Dalla chiesa prese il nome Porta San Gallo e poi anche la via. Questo grande monastero, patrocinato anche dai Medici, dove lavorò anche Giuliano da Sangallo, che proprio da quest'opera prese il nome, fu distrutto in occasione dell'Assedio di Firenze, come quasi tutte gli edifici fuori dalle mura cittadine.

Oggi la via è ricca di fascino per i suoi monumenti fuori dalle rotte comuni del turismo di massa, ed è famosa per le librerie di libri nuovi o usati, tanto da essere chiamata anche la via dei librai.

Edifici di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Immagine Nome Descrizione
Porta San Gallo 6.JPG Porta San Gallo La Porta era una delle più trafficate della città, e oggi si trova al centro di Piazza della Libertà. Sulla porta, le cui chiavi sono ancora conservate nel Museo di Firenze com'era. Un'iscrizione ricorda la fondazione della costruzione nel 1285, mentre un'altra più tarda celebra il passaggio di Re Federico IV di Danimarca (1708).
Via san gallo, mon di san clemente.JPG Monastero di San Clemente Il Monastero di San Clemente, dotato di piccola chiesa con stucchi del XVI secolo, era stato fatto restaurare e dotare nel 1589 da Porzia de' Medici. Oggi fa parte dell'Ospedale Militare.
Chiesa di regina coeli (conservatorio delle mantellate).JPG Conservatorio delle Mantellate Il Conservatorio delle Mantellate era l'antico Convento di Chiarito, dal nome del beato Chiarito Del Voglia che lo fondò nel XIV secolo, dedicandolo alla Regina del Cielo. Questo convento era celebre per un Crocifisso miracoloso, al quale Lorenzo il Magnifico attribuiva la grazia di essere sfuggito ai pugnali della congiura dei Pazzi, nella Pasqua del 1470. Maria Maddalena d'Austria, moglie di Cosimo II, attribuiva a questo Crocifisso la propria fecondità. Vi si trova oggi una scuola, una chiesa e un piccolo museo.
Sant'agata, firenze, view 01.JPG Sant'Agata Proseguendo verso sud, nella zona più stretta e più antica della via, si incontra a sinistra la chiesa di Sant'Agata. Sede di vari ordini religiosi femminile dal 1211, nell'Ottocento fu adibito ad ospedale militare. All'interno della chiesa, rimodernata dal 1569, e ora usata come cappella dell'Ospedale militare, l'altare maggiore è ornato da Le nozze di Cana di Alessandro Allori, al quale si deve anche l'elegante facciata cinquecentesca con decorazioni in pietra serena, eseguita su committenza di Lorenzo Pucci (1592), la cui arme (testa di moro in campo d'argento) è anch'essa sulla facciata.

Poco più avanti, sulla sinistra, si trova un grande tabernacolo con un'Assunta dipinta a cavallo tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo.

Ospedale Bonifacio Via San Gallo.JPG Ospedale Bonifacio L'ex Spedale si trova poco più avanti sulla destra. Intitolato a San Giovanni Battista, lo spedale fu fondato nel 1377 da Bonifacio Lupi, podestà e capitano del popolo nel 1369. Nel Cinquecento vi venne aggiunto l'Ospedale degli Incurabili contagiati dalla sifilide, la malattia detta mal francese perché portata in italia dall'esercito francese di Carlo VIII. Nell'ex-refettorio degli uomini, che si affaccia su via San Gallo, Fabrizio Boschi affrescò nel 1619 per il priore Leonardo Conti l'Ultima Cena, con il ritratto del committente e del suo nipote. Il granduca Pietro Leopoldo lo destinò ai malati di mente (cui dedicò le sue cure il grande medico Vincenzo Chiarugi), facendolo ristrutturare nel 1787 dall'architetto Giuseppe Salvetti che vi aggiunse il portico. Oggi è ora occupato dalla Questura. Sotto il portico centrale una targa ricorda la destinazione a Provveditorato agli Studi durante l'epoca fascista, mentre un'altra ricorda l'opera di Vincenzo Chiarugi che qui compì le sue ricerche sulle malattie mentali.
Palazzo via San Gallo.JPG Palazzo Pandolfini Poco distante è il Palazzo Pandolfini, disegnato da Raffaello e realizzatoi a partire dal 1514 per conto del vescovo di Troia in Puglia Giannozzo Pandolfini. Il vescovo era molto legato a Papa Leone X dal quale ricevette numerosi favori e, dopo la sua morte del vescovo, suo nipote Ferdinando fece iscrivere sul cornicione i nomi dei due papi di casa Medici, Leone appunto e Clemente VII. La facciata interna del giardino è decorata da una loggia che rappresentava l'ingresso originario del palazzo. Molti dei pezzi del mobilio e delle decorazioni sono originali del Cinquecento, mentre alcune parti dell'edificio furono modificate nell'Ottocento. Il parco recintato accanto all'edificio presenta statue e fontane secondo la moda più antica, mentre una parte con alberi ad alto fusto segue maggiormente i dettami del giardino all'inglese secondo una ristrutturazione ottocentesca. Il palazzo è ancora di proprietà degli eredi e viene aperto solo in occasioni speciali.
San Giovannino dei Cavalieri dettaglioi facciata.JPG San Giovannino dei Cavalieri A sinistra più avanti si trova la chiesa di San Giovannino dei Cavalieri, riconoscibile dallo stemma con la croce dei Cavalieri di Malta sulla facciata. Nato nel 1323 come oratorio, passò poi ai monaci Celestini e più tardi alle monache Ospedaliere Gerosolimitane dell'Ordine di Malta, che la intitolarono a San Nicola di Bari, anche se è più nota col nome di San Giovanni Battista, patrono dei cavalieri di Malta. L'interno a tre navate è preceduto da un vestibolo con armadi d'epoca, dove venivano conservati arredi liturgici e documenti. Poco più avanti un tabernacolo all'angolo con Via delle Ruote con la Madonna con bambino e Sant'Apollonia è attribuito a Andrea Bonaiuto.
Regione, Via San Gallo.JPG Loggia dei Tessitori La Loggia dei Tessitori è un armonico loggiato che si incontra al numero 36. Venne eretta nella prima metà del Cinquecento, ma non se ne conosce l'architetto: forse il Simone del Pollaiolo detto Il Cronaca o forse Giuliano da Sangallo. Oggi ospita alcuni uffici della Regione Toscana.
Pianta del buonsignori, dettaglio, giardino di san marco.jpg Giardino di San Marco La zona seguente è caratterizzata da numerosi palazzi nobiliari sorti fra il Seicento e i primi dell'Ottocento, quando la zona fu edificata in seguito alla soppressione del Giardino di San Marco, un grande parco appartenuto alla famiglia Medici, dove Lorenzo il Magnifico aveva collocato la sua collezione di sculture classiche da far copiare ai giovani artisti, fra i quali Michelangelo. Questo luogo, da molti indicato come primo esempio di Accademia in Europa, è ricordato da una targa posta nel giardino di Palazzo Socci al numero 28 rosso. Poco prima si apre l'entrata posteriore della Corte d'Appello, ospitata nel palazzo del Casino Mediceo di San Marco, edificato da Bernardo Buontalenti con ingresso anche su Via Cavour.
Palazzo le Monnier, esterno.JPG Palazzo Le Monnier Nel grande Palazzo Le Monnier visse Felice Le Monnier, editore francese che amò Firenze come una seconda patria. Una targa con un ritratto di profilo scolpito a bassorilievo ricorda la sua opera a favore delle idee del Risorgimento italiano.

La sua casa editrice esiste ancora e il palazzo ospitava la storica Libreria Le Monnier, fondata nel 1926. Risalgono a quel periodo le belle lunette in vetro dipinto che ancora oggi fanno mostra di sé sopra le vetrine. Sono passati da questa libreria grandi nomi della cultura italiana, quali Giulio Einaudi, Sandro Pertini, Giovanni Spadolini, Leone Ginzburg, eccetera.

Palazzo Socci.JPG Palazzo Socci Si trova al numero 30. Si tratta di una palazzetto costruito in epoca lorenese, sul sito di alcune case preesistenti. Al piano nobile sono presenti alcune sale affrescate: una sala da musica con un'allegoria ottocentesca sul soffitto ed elementi architettonici in trompe l'oeil; una seconda sala ha il soffitto decorato con finti merletti e scene mitologiche; una sala accanto a una grande terrazza con curiosità botaniche e scene naturalistiche dei primi del Novecento. Nel giardino del palazzo si trova una targa che ricorda il sito del Giardino di San Marco. Oggi è occupato da un albergo, ma è visitabile su richiesta.
Gesù Pellegrino.JPG Oratorio di Gesù Pellegrino All'angolo con Via degli Arazzieri è situato l'Oratorio di Gesù Pellegrino, ex-ospizio per accogliere i sacerdoti anziani o pellegrini dal 1313. Fu rimodernato fra il 1585 e il 1588 per volere dei Medici da Giovanni Antonio Dosio. All'interno si conservano affreschi e pale con Storie cristologiche, eseguite da Giovanni Balducci (1590), inoltre si custodisce la sepoltura di Arlotto Mainardi, pievano di San Cresci a Macioli detto Pievano Arlotto, famoso per le sue burle: egli non smentì il suo spirito faceto neanche sulla sua lastra tombale (morì nel 1484), dove volle che venisse scritto: Questa sepoltura il Pievano Arlotto la fece fare per sé, e per chi ci vuole entrare.
Sant'Apollonia.JPG Cenacolo di Sant'Apollonia Si apriva su San Gallo anche il Monastero di Sant'Apollonia oggi diviso fra l'Università di Firenze, il comando militare e il Museo del Cenacolo di Andrea del Castagno, al quale si accede da Via XXVII Aprile. Fra i maggiori monasteri benedettini femminili della città, venne fondato nel 1339 e fu ampliato nel Quattrocento quando vennero costruiti il chiostro ed il Cenacolo. Vi sono conservate anche altre opere quattrocentesche stilisticamente collegate con l'opera di Andrea del Sarto (come affreschi Paolo Schiavo o le poche tracce rimaste del ciclo di affreschi di Sant'Egidio di Alesso Baldovinetti e Domenico Veneziano.
P. s. marco, ex- monastero di Santa Caterina 00.JPG Ex convento di Santa Caterina Nella Caserma del comando militare tosco-emiliano, un grosso blocco neoclassico tra via degli Arazzieri, via San Gallo, via Cavour e piazza San Marco, si trovava un tempo il convcento di Santa Caterina da Siena, fondato nel 1506 Camilla Bartolini Davanzati.
Palazzo Fenzi 10.JPG Palazzo Fenzi Salta all'occhio sul lato sinistro per le sue curiose decorazioni: oltre ai satiri che decorano il portale, sui piani delle finestre risaltano delle tartarughe bronzee molto realistiche. Un tempo collegato alla Biblioteca Marucelliana, deve il suo aspetto soprattutto all'intervento di Gherardo Silvani e conserva all'interno alcuni pregevoli affreschi di Sebastiano Ricci. Oggi è di proprietà dell'Università di Firenze, in particolare della Facoltà di lettere e filosofia, che vi tiene alcune aule e dipartimenti.
Colomba sulla Chiesa di San Basilio.jpg San Basilio Nel tratto terminale della via, prima che diventi Via de' Ginori, si trova la Chiesa Avventista Episcopale, ex chiesa di San Basilio, detta anche degli Armeni, in quanto fondata nel 1332 da monaci basiliani, chiamati a Firenze Ermini per il loro uso della lingua armena. Alla fine del Quattrocento l'edificio diventò ospizio della Congregazione dei Preti poveri dello Spirito Santo ed un tondo in terracotta robbiana con una bianca colomba sul fianco di via San Gallo ricorda quell'epoca. Subì, in seguito, diversi rifacimenti, finché nel 1939 passò alla Chiesa Avventista Episcopale.

In seguito la strada diventa Via de' Ginori e, dopo aver costeggiato il giardino del lato ovest di Palazzo Medici Riccardi, si immette su Piazza San Lorenzo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Cesati, La grande guida delle strade di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2003.
  • Vedi anche la bibliografia su Firenze.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Firenze Portale Firenze: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Firenze