Ospedale Bonifacio

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Coordinate: 43°46′52.12″N 11°15′34.16″E / 43.781144°N 11.259489°E43.781144; 11.259489

Ospedale Bonifacio
Il complesso dell'ospedale Bonifacio nella carta del Buonsignori (1594)

L'ex ospedale Bonifazio, oppure ospedale di San Giovanni Battista, si trovava fino al 1924 in via San Gallo a Firenze; nel 1930 fu sottoposto ad un ristrutturazione che ha rivoluzionato tutto il complesso e, di cui l'odierno palazzo della Questura (Firenze) occupa una parte importante. Le vie intorno all'attuale questura, Bonifacio Lupi, Zara e Duca d'Aosta prima erano parte integrante dell'edificio ospedaliero.

L'edificio appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Fondato da Bonifacio Lupi nel 1377 e costruito entro il 1388 in parte inglobando alcune case della famiglia Del Bene, Nella costruzione vennero incorporati il convento delle Camaldolesi di Santa Maria a Querceto, l'ospedale di San Michele Arcangelo e quello detto dei "Broccardi", perché fondato nel 1329 da ser Michele di Croce Broccardi.

La sala delle "agitate" al San Bonifazio in Firenze, Telemaco Signorini

Il granduca Gian Gastone de' Medici, (1671-1737), ultimo dei Medici, ridusse questo ospedale a ricovero dei poveri vecchi ed invalidi; il Granduca Pietro Leopoldo di Lorena, (1747-1792), nel 1785 vi trasferì le persone affette da malattia psichiatrica, che prima erano nell'ospedale di Santa Dorotea e gli invalidi ricoverati nell'ospedale di San Paolo.

L'ospedale fu completamente ristrutturato nel 1787 da Giuseppe Salvetti su incarico del granduca Pietro Leopoldo di Lorena, con l'intento di riunirvi tutti gli ospedali speciali per "gl'invalidi, gl'incurabili, i dementi, i rognosi, i tignosi".

A seguito di tale intervento la fabbrica assunse l'attuale configurazione del prospetto principale, caratterizzato da un imponente porticato esemplato su modello di quello seicentesco di Santa Maria Nuova, "con le arcate separate da paraste prolungate al piano superiore, oltre la cornice marcapiano, a scandire la lunga fila di finestre incorniciate. Il maggiore spessore delle lesene ai lati dell'arcata, la collocazione di un mensola in chiave d'arco e l'aggetto del balconcino con la porta finestra connotano l'asse di simmetria del prospetto" (Martellacci). In tale data il complesso raggiunse anche il massimo della sua estensione, sviluppandosi senza soluzione di continuità lungo via San Gallo a nord e a sud rispetto allo stesso porticato (non essendo ancora state tracciate le vie Duca d'Aosta e via Bonifacio Lupi) per una estensione più che doppia dell'attuale, grazie all'annessione della chiesa e chiostro di Santa Lucia (1734) e dello spedale degli Incurabili o della Santissima Trinità (1781), già prospicienti palazzo Pandolfini.

In profondità, se comprendiamo anche gli orti e le terre lavorate di pertinenza, la proprietà raggiungeva via Santa Caterina d'Alessandria (dove era la stanza mortuaria) e via lungo le Mura, attuale viale Spartaco Lavagnini. Dell'aspetto del complesso lungo via San Gallo recano precisa memoria varie e dettagliate incisione sette ottocentesche, che peraltro attestano la fama al tempo attribuita alla struttura. In ultimo servì solo per i vecchi malati cronici, da quando i malati di mente furono trasferiti presso l'Ospedale Psichiatrico di San Salvi.

L'apertura dei nuovi viali nel periodo di Firenze Capitale, la realizzazione dei nuovi tracciati viari di fine Ottocento e primo Novecento, compresa via Zara, portarono alla progressiva riduzione del complesso, fino al definitivo trasferimento nel 1924 dei ricoverati sia al nuovo Ospedale di Careggi sia (se invalidi) presso la Pia Casa di Lavoro di Montedomini. Ad eccezione del corpo di fabbrica comprendente il porticato, le restanti proprietà furono così alienate e lottizzate (sullo sviluppo della zona si vedano gli elaborati grafici realizzati da Alessandro Bini nella pubblicazione del 1988).

Fabrizio Boschi, Ultima Cena

Il lotto costituito dall'antico edificio, dopo un breve periodo di abbandono, fu acquistato nel 1928 dalla Provincia di Firenze e destinato a sede del Provveditorato agli Studi della Toscana, quindi nel dicembre 1938 della Questura, che ancora oggi occupa con i propri uffici la struttura, opportunamente ampliata e ridisegnata nei fronti delle nuove vie (si veda il palazzo della Questura). Dopo una serie di interventi di restauro attuati tra il 1981 e il 1983, nel 1996 si è nuovamente intervenuti con il restauro dello scalone interno e la manutenzione della facciata principale, quale cantiere inserito tra gli interventi straordinari finanziati in occasione dello svolgimento a Firenze del Consiglio Europeo del 21-22 giugno di quell'anno.

Nell'ex-refettorio degli spedalinghi Fabrizio Boschi affrescò nel 1619 per il priore Leonardo Conti l'Ultima cena, con il ritratto del committente e del suo nipote. La cappella di Sant'Anna che era annessa all'ospedale, venne ristrutturata nel 1787 dall'architetto Giovan Battista Pieratti. In essa era conservata una Concezione della Vergine di Giovanni Antonio Sogliani (1492-1544), poi trasferita nella galleria dell'ospedale di Santa Maria Nuova.

Targhe[modifica | modifica wikitesto]

Le pareti esterne dell'ex-ospedale conservano numerose iscrizioni. Su via Bonifacio Lupi una ricorda l'alluvione del 1557, che costrinese le monache di San Minaito a trasferirsi qui dal funestato ospedale dei Santi Filippo e Jacopo del Ceppo, nell'attuale via Tripoli:

FLUMINIS IMPETVM HORRES
CENTES · H · CENOBII MONIALES
HANC EDEM IN HONOREM DEI
ARE VIRGINIS ET · S · MINIATIS
FVNDAMENTIS EREXERVNT
A · D · M · DLVIII

Ospedale bonifacio, targa alluvione 1558.JPG

Traduzione: "Per timore della furia del fiume le monache di questo cenobio eressero dalle fondamenta questo tempio in onore della Vergine Madre di Dio e di S. Miniato nell'anno 1558".

Sotto il poticato una targa ricorda il Granduca Pietro Leopoldo con il suo busto, a recare testimonianza della sua "pietà e munificenza":

PIETATI.ET.MVNIFICIENTIAE
PRINCIPIS.
ANNO. R.S. MDCCLXXXVII

Ospedale bonifacio, timpano portale.JPG

Lapide leopoldina:

VETUS BROCCARDIORUM HOSPITIUM
A.D. MICHELE ARCHANGELO
NUNCUPATUM
UNA CUM PROXIMO
BONIFACI LUPI
NOSOCOMIO
PRAECURSORI CHRISTI DICATO
PLURIUM PRAETER EA COENOBIORUM
SACRARUM VIRGINUM AEDITUS
PTOCHOTROPHII EXINDE CONSTITUTI
BONO ET USUI IAM DECRETOS
REGIA
PETRI LEOPOLDI AUSTRIACI
MAGNI ETRURIAE SUBIECIT
ET INSANABILI QUOCUMQ.
LAVORANTIBUS MORBO AMENTIBUS PARITER
NEC NON SCABIE
AC PORRIGINE INFECTIS
SINGULISSE ORSUM CURRANDIS
DE SIGNAVIT. AMPLIAVIT. PERFECIT
A.N.R.S.

MDCCLXXXVII.
Ospedale bonifacio, targa pietro leopoldo.JPG

Traduzione: "Il vecchio ospizio dei Broccardi che prende il nome da S. Michele Arcangelo, insieme col vicino Ospedale di Bonifazio Lupi dedicato al precursore di Cristo, oltre le rendite di parecchi conventi di suore già devoluti a vantaggio e utilità del pitoccotrofio da lì costituito, la regale provvidenza dell'austriaco Pietro Leopoldo, nono granduca di Toscana, unì al patrimonio di S. Maria Nuova, mise alle dipendenze della direzione [di quell'ospedale] e destinò, ampliò, portò a termine per i malati di qualsiasivoglia malattia incurabile, del pari per i pazzi e per gli affetti da scabbia e tigna che devono ricevere cure particolari in isolamento, nell'anno dell'era cristiana 1787".

Un'altra lapide ricorda che l'ospedale fu sede del Provveditorato agli studi nel 1928, VI anno dell'era fascista:

L'ANTICO EDIFICIO ERETTO NEL SEC. XIV PER
LO SPEDALE FONDATO DA BONIFAZIO LVPI MAR-
CHESE DI SORANA TRASFORMATO SULLA FI-
NE DEL SECOLO XVIIIE DALL'ARCISPEDALE DI S. MA-
RIA NVOVA FATTO POI ASILO AI CRONICI AI DE-
MENTI, AGLI INFERMI.FU ACQVISTATO DALLA
PRIMA AMMINISTRAZIONE FASCISTA DELLA
PROVINCIA DI FIRENZE,CHE CON GRANDIOSI AM-
PLIAMENTI LO DESTINÒ A SEDE DEL PROVVE-
DITORATO DEGLI STUDI DELLA TOSCANA E
DI ALTRI VFFICI DEL GOVERNO NELL'ANNO
MCMXXVI-MCMXXVIII. VI DELL'ERA FASCISTA

Ospedale bonifacio, targa provveditorato agli studi 1928.JPG

Infine una ricorda l'attività del celebre medico psichiatra Vincenzo Chiarugi:

IN QVESTO EDIFICIO
PER PIÙ SECOLI ASILO A INFERMI
EBBE SEDE
LO SPEDALE DELLA CARITÀ PER I DEMENTI DOVE
VINCENZO CHIARUGI
MEDICO DA EMPOLI
INSTAVRÒ IL 19 MAGGIO 1788
IL PRIMO ORDINAMENTO CIVILE
DELLA PVBBLICA ASSISTENZA AGLI AMMALATI DI MENTE

L'AMMINISTRAZIONE DELLA PROVINCIA-
INAVGVRANDO IN FIRENZE DOPO CLII ANNI-
IL CENTRO D'IGIENE E PROFILASSI MENTALE-
VOLLE LA NOVISSIMA ISTITVZIONE
IDEALMENTRE RICONGIVNTA ALLA GLORIA
DEL PRECVRSORE
ADDI 7 - 6 - 1940 - XVIII E. F.
Ospedale bonifacio, targa vincezo chiarugi.JPG

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Il porticato
  • Federico Fantozzi, Pianta geometrica della città di Firenze alla proporzione di 1 a 4500 levata dal vero e corredata di storiche annotazioni, Firenze, Galileiana, 1843, pp. 186-187, n. 444;
  • Nuova guida della città di Firenze ossia descrizione di tutte le cose che vi si trovano degne d’osservazione, con piante e vedute, ultima edizione compilata da Giuseppe François, Firenze, Vincenzo Bulli, 1850, pp. 262-263;
  • Luigi Passerini, Storia degli stabilimenti di beneficenza e d’istruzione elementare della città di Firenze, Firenze, Tipografia Le Monnier, 1853, pp. 216-284;
  • Iscrizioni e memorie della città di Firenze, raccolte ed illustrate da M.ro Francesco Bigazzi, Firenze, Tip. dell’Arte della Stampa, 1886, pp. 247-250;
  • Ministero della Pubblica Istruzione (Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti), Elenco degli Edifizi Monumentali in Italia, Roma, Tipografia ditta Ludovico Cecchini, 1902, p. 257;
  • Walther Limburger, Die Gebäude von Florenz: Architekten, Strassen und Plätze in alphabetischen Verzeichnissen, Lipsia, F.A. Brockhaus, 1910, n. 119;
  • I terreni dell'Ospedale di Bonifazio che saranno posti in vendita come aree fabbricative, in "La Nazione", 9 luglio 1914;
  • Augusto Garneri, Firenze e dintorni: in giro con un artista. Guida ricordo pratica storica critica, Torino et alt., Paravia & C., s.d. ma 1924, p. 234, n. XXXVII;
  • Enrico Coturri, L'ospedale così detto 'Di Bonifazio' in Firenze, in "Pagine di Storia della Medicina", II, 1959, 3, p. 21;
  • Walther Limburger, Le costruzioni di Firenze, traduzione, aggiornamenti bibliografici e storici a cura di Mazzino Fossi, Firenze, Soprintendenza ai Monumenti di Firenze, 1968 (dattiloscritto presso la Biblioteca della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Firenze Pistoia e Prato, 4/166), n. 119;
  • Touring Club Italiano, Firenze e dintorni, Milano, Touring Editore, 1974, p. 249;
  • Osanna Fantozzi Micali, Piero Roselli, Le soppressioni dei conventi a Firenze. Riuso e trasformazioni dal sec. XVIII in poi, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1980, pp. 180-181, n. 56;
  • Bonifazio in San Gallo, dallo Spedale alla Questura. Un palazzo e i suoi seicento anni di storia, scritti di Anna M. Zandri, Cristina Acidini Luchinat, Stefano Francolini, elaborati grafici di Alessandro Bini, Firenze, Questura di Firenze, 1988;
  • Anna M. Zandri, Cristina Acidini Luchinat, Stefano Francolini, Lo spedale di messer Bonifazio, Firenze, Le Monnier 1989.
  • Firenze. Guida di Architettura, a cura del Comune di Firenze e della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, coordinamento editoriale di Domenico Cardini, progetto editoriale e fotografie di Lorenzo Cappellini, Torino, Umberto Allemandi & C., 1992, Rosamaria Martellacci, p. 173, n. 131;
  • Guido Zucconi, Firenze. Guida all’architettura, con un saggio di Pietro Ruschi, Verona, Arsenale Editrice, 1995, p. 113, n. 175;
  • Franco Cesati, Le strade di Firenze. Storia, aneddoti, arte, segreti e curiosità della città più affascinante del mondo attraverso 2400 vie, piazze e canti, 2 voll., Roma, Newton & Compton editori, 2005, II, p. 580.

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