Un uomo per tutte le stagioni (film 1966)

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Un uomo per tutte le stagioni

Titolo originale: A Man for All Seasons
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: Gran Bretagna
Anno: 1966
Durata: 120'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: 1,85:1
Genere: storico
Regia: Fred Zinnemann
Soggetto: Robert Bolt
Sceneggiatura: Robert Bolt
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
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Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
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Episodi:
Fotografia: Ted Moore
Montaggio: Ralph Kemplen
Effetti speciali:
Musiche: Georges Delerue
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia:
Costumi: {{{nomecostumista}}}
Trucco: {{{nometruccatore}}}
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
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Un uomo per tutte le stagioni è un film del 1966 diretto da Fred Zinnemann, tratto dalla pièce teatrale di Robert Bolt, prodotto con dovizia di mezzi e con un grande cast.

Nel 1988 ne è stato realizzato l'omonimo remake televisivo, Un uomo per tutte le stagioni, diretto ed interpretato da Charlton Heston.

Indice

[modifica] Trama

Nell'Inghilterra del Cinquecento Thomas More, filosofo illuminato e uomo integerrimo, si rifiuta di accondiscendere al re Enrico VIII che vuole divorziare dalla moglie, Caterina d'Aragona per sposare Anna Bolena.

La prima parte del film è ambientata nel 1529. Il cardinale Thomas Wolsey, Lord Cancelliere d'Inghilterra, convoca Thomas More ad Hampton Court, per chiedergli appoggio per risolvere il problema del divorzio del sovrano dalla prima moglie.
More è incline ad avviare una trattativa diplomatica con la Santa Sede per ottenere un annullamento, ma Wolsey è disposto ad accelerare le cose facendo pressione sulla Chiesa (in particolare agendo sulla tassazione dei suoi possedimenti in terra inglese). More rifiuta la proposta del cardinale e ritorna a casa.
All'uscita dal palazzo riceve una serie di suppliche relative a casi giudiziari discussi nel tribunale di cui è presidente. In questa occasione dimostra una notevole integrità morale, rifiutando regali e tentativi di corruzione. Tiene per se solo un calice d'argento, di cui cerca di disfarsi durante il ritorno in barca verso Chelsea.
Giunto a casa, trova il giovane Richard Rich, un intellettuale scaltro ed ambizioso, ansioso di ottenere una raccomandazione da Sir Thomas per avviare la sua carriera politica. More, conoscendone l'indole, lo ritiene però inadatto e gli suggerisce la carriera accademica. Thomas afferma che la politica, infatti, sottopone gli uomini ai ricatti ed alla corruzione e mostra a Rich il calice d'argento. Rich terrà il calice per se, con la scusa di venderlo e di comprarsi un vestito nuovo.
Thomas incontra il fidanzato della figlia Margaret, William Roper, con cui ha un acceso confronto. More impedisce a Roper di frequentare la figlia finché egli non avrà ritirato l'appoggio alle tesi di Martin Lutero.
Pochi mesi dopo, il cardinale Wolsey, accusato di alto tradimento, viene sostituito come Lord Cancelliere da More e muore mentre viene condotto prigioniero nella Torre di Londra.
Nonostante le insistenze del sovrano, More non intende cedere sul divorzio, confutando abilmente le argomentazioni teologiche proposte da Enrico VIII.
Nel frattempo Thomas Cromwell, segretario di Wolsey, trama contro More per prenderne il posto e decide di sfruttare le ambizioni del giovane Rich. Nel 1532, incapace di reggere il confronto con il re, More si dimette da Lord Cancelliere. Il suo successore Cromwell, insieme all'arcivescovo Thomas Cranmer, assecondano i desideri di Enrico VIII, facendo approvare l'Atto di Supremazia e approvando le seconde nozze con Anna Bolena.
More, per non compromettersi, sceglie di ritirarsi dalla vita politica e di non proferire parola su quanto accaduto. Il silenzio di More viene interpretato come un'opposizione al re. Dopo essersi rifiutato di prestare giuramento di fedeltà ad Enrico VIII in quanto Capo della Chiesa, More viene arrestato e rinchiuso nella Torre.
More si difende brillantemente da tutte le accuse che gli vengono rivolte, ma viene condannato per lo spergiuro di Rich, che in cambio riceve da Cromwell la carica di Procuratore Generale del Galles.
Il film si conclude con l'esecuzione di Sir Thomas, "fedele servitore del re, ma prima di Dio".

[modifica] Riconoscimenti

Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 43° posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[1]

[modifica] Note

  1. ^ (EN) The BFI 100. URL consultato il 18-6-2008.

[modifica] Collegamenti esterni

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