UGM-27 Polaris

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Polaris A-3
Un missile Polaris A-1 sulla rampa di lancio a Cape Canaveral
Un missile Polaris A-1 sulla rampa di lancio a Cape Canaveral
Descrizione
Tipo SLBM
Impiego imbarcato
Sistema di guida Spinta direzionale
Costruttore Lockheed
Impostazione 1956
In servizio 1961
Ritiro dal servizio 1974
Utilizzatore principale Stati Uniti, Regno Unito, Italia (solo test)
Peso e dimensioni
Lunghezza 8,69 m
Diametro 1.37 m
Prestazioni
Vettori missile a due stadi a propellente solido
Gittata 3705
Testata MIRV
note La marina britannica continuò ad equipaggiare alcune sue unità con i Polaris fino al 1990; L'Italia testò i missili a bordo dell'incrociatore Giuseppe Garibaldi ma non giunse mai all'impiego operativo per motivi di ordine politico e per l'avvento degli SLBM.

[senza fonte]

voci di missili presenti su Wikipedia

Il missile balistico Polaris fu il primo vero SLBM a livello mondiale, pensato per essere un'arma potente e compatta, da lanciare da sottomarini nucleari. Il missile aveva circa 2700 km di gittata.

Sviluppato a partire dal 1956 ed effettuati i primi test di lancio nel 1958, il suo primo volo avvenne il 7 gennaio 1960 da Cape Canaveral, mentre il primo test lancio da un sottomarino avvenne sei mesi dopo il 20 luglio 1960 e il primo sottomarino della US Navy ad esserne equipaggiato fu il George Washington. i missili Polaris continuarono ad equipaggiare le unità della US Navy fino al 1974, dopo che a partire dal 1972 venne iniziata la sua sostituzione con il Poseidon che fu lo sviluppo del Polaris, tanto che il primo Poseidon era stato chiamato Polaris B-3, anche se, per evidenziarne i progressi e le differenze, venne ribattezzato Poseidon. A sua volta il Poseidon sarebbe stato sostituito a partire dal 1980 dal Trident. I britannici dal 1968 fino al 1990 ne adottarono una versione con testate MIRV di bassa potenza per i propri sottomarini.

La Marina Militare Italiana allo scopo di dotarsi di una capacità di deterrenza strategica ne aveva previsto l'acquisizione e l'incrociatore lanciamissili Giuseppe Garibaldi era stato predisposto per potere esserne equipaggiato. A partire da ottobre 1961 furono fatte le prove di collaudo dei pozzi di lancio alle quali seguirono, fino ad agosto 1962, i lanci di collaudo, sia a nave ferma che in navigazione. Le rampe installate sul Garibaldi non giunsero però mai all'impiego operativo per motivi di ordine politico e per l'avvento degli SLBM. Nel frattempo la Marina Militare Italiana aveva avviato la progettazione dell'incrociatore lanciamissili Vittorio Veneto che venne quindi costruito anch'esso con tutti gli spazi e le predisposizioni per l'imbarco di 4 lanciatori di missili Polaris, che non vennero mai imbarcati. Tali spazi furono parzialmente riutilizzati, per altri fini, nel corso dell'aggiornamento tecnologico subito dalla nave agli inizi degli anni '80.

Non vennero mai consegnati i "Polaris" che avrebbero dovuto essere consegnati all'Italia (200).

Un missile Polaris A-3 sulla rampa di lancio a Cape Canaveral

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]