Segretario generale del PCUS

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Il segretario generale del Partito comunista dell'Unione Sovietica (il cui appellativo completo era segretario generale del Comitato centrale del Partito comunista dell'Unione Sovietica), detto anche primo segretario fra il 1953 e il 1966, era la più alta carica amministrativa del PCUS.

[modifica] Storia

Originariamente, il partito bolscevico, pur avendo un'organizzazione ben precisa, non aveva un dirigente generale vero e proprio. Si riconosceva nelle idee e nell'azione del grande leader bolscevico Lenin, che però era soltanto presidente del Consiglio dei commissari del popolo dell'URSS. La carica di segretario generale venne invece creata dall'XI Congresso del Partito nel 1922, ed il primo a ricoprirla fu Stalin.

Nell'Unione Sovietica, la posizione del segretario generale era molto importante in quanto il PCUS era la guida della costruzione del socialismo. Più volte, nella storia sovietica, Stalin diresse campagne importanti quali la collettivizzazione delle campagne e l'industrializzazione. Nonostante tutto, le riforme governative erano messe in pratica dal premier dell'Unione Sovietica, e la guida dello stato era assunta dal presidente del Presidio del Soviet Supremo dell'URSS.

Nel 1927, al XV Congresso, Stalin propose di abolire la carica, ma la proposta fu respinta. Comunque egli, restando a capo del partito, prese sempre più a firmarsi solo come "Segretario del Comitato centrale", fino al 1952 quando la ristrutturazione del Partito avvenuta al XIX Congresso eliminò formalmente la carica di segretario generale. Ad ogni modo Stalin fu eletto membro del Presidium del Comitato centrale (il nuovo Politburò) e della Segreteria, nonché leader riconosciuto del partito.

Dopo la morte di Stalin (5 marzo 1953), il suo successore designato Georgij Malenkov tentò di consolidare il proprio potere divenendo presidente del Consiglo dei ministri, ma la lotta interna con Nikita Chruščёv lo portò ad essere escluso dalla Segreteria del Comitato centrale il 14 marzo; lo stesso Chruščёv fu nominato primo segretario al plenum di settembre; la carica fu ufficializzata nel 1956, al XX Congresso, dopo che Chruščёv si fu sbarazzato dei suoi rivali, compreso Malenkov.

Con Leonid Brežnev il titolo di primo segretario assunse nuovamente sempre maggiore importanza, tanto che nel 1966 si tornò alla denominazione di "segretario generale". Dal XXVIII Congresso (1990), su impulso di Michail Gorbačëv, il segretario generale ed il neo-contemplato vice-segretario generale furono eletti in via diretta, anziché dal Comitato centrale.

Il titolo di segretario generale divenne tappa obbligata dell'oligarchia sovietica per controllare il paese. Difatti, nella nomenklatura brežneviana il controllo del Partito concedeva massimo potere sull'URSS.

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