Invasione sovietica della Polonia

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Invasione sovietica della Polonia
Soldati polacchi prigionieri dell'Armata Rossa
Soldati polacchi prigionieri dell'Armata Rossa
Data 17 settembre - 6 ottobre 1939
Luogo Polonia, Europa
Esito Vittoria sovietica
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Oltre 20.000 Da 466.516 a più di 800.000
Perdite
Le stime variano da 3.000 morti e 20.000 feriti a circa 7.000 morti, senza contare i circa 2.500 polacchi giustiziati nelle repressioni immediate Le stime variano da 737 morti e 1.862 feriti in totale (stime sovietiche), a 1.475 morti/scomparsi a 2.383 feriti e ancora a 3.000 morti e circa 10.000 feriti (stime polacche)
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All'inizio della Seconda guerra mondiale, il 17 settembre 1939, sedici giorni dopo l'attacco tedesco alla Polonia, le truppe dell'Unione Sovietica, sulla base di quanto segretamente stabilito con il patto Molotov-Ribbentrop, invasero a loro volta il territorio polacco. La campagna si concluse con la divisione del paese tra la Germania nazista e l'Unione Sovietica stalinista.

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni trenta, l'Unione Sovietica cercò di creare un'alleanza anti-germanica con il Regno Unito, la Francia e la Polonia, ma le trattative non furono facili, soprattutto con quest'ultima, a causa del conflitto intercorso nel 1920. I sovietici insistevano per ottenere una sfera di influenza che andasse dalla Finlandia alla Romania, chiedendo un supporto militare non soltanto contro chiunque li attaccasse direttamente, ma anche contro un eventuale attacco nei confronti dei paesi della sfera di influenza proposta.[1]

Svolgimento[modifica | modifica sorgente]

Dislocazione delle divisioni polacche il 1º settembre 1939. La maggior parte delle forze polacche erano concentrate lungo il confine con la Germania; il confine sovietico era in gran parte sguarnito.

All'inizio del 1939, l'Unione Sovietica cercò di formare un'alleanza contro la Germania nazista con il Regno Unito, la Francia, la Polonia e la Romania; nacquero tuttavia diverse difficoltà, anche dovute al fatto che Polonia e Romania non volevano permettere il passaggio delle truppe sovietiche sul loro territorio, per motivi di sicurezza collettiva.[2] Con il fallimento dei negoziati, i sovietici rinunciarono alla politica anti-tedesca e il 23 agosto 1939 firmarono il Patto Molotov-Ribbentrop con la Germania. Di conseguenza, il 1º settembre 1939 i tedeschi invasero la Polonia da ovest; i diplomatici tedeschi avevano già spinto l'Unione Sovietica ad intervenire contro la Polonia da est sin dall'inizio della guerra[3][4], ma l'URSS era riluttante ad intervenire, dato che Varsavia non era ancora caduta. La decisione sovietica di invadere le parti orientali della Polonia fu convenuta dato che la zona di influenza sovietica venne comunicata all'ambasciatore tedesco Friedrich Werner von der Schulenburg il 9 settembre 1939, ma l'invasione effettiva fu rinviata di più di una settimana.[5][6] I servizi di sicurezza polacchi divennero consapevoli dei progetti sovietici intorno al 12 settembre.

Il 17 settembre 1939 l'Armata Rossa invase la Polonia da est. Il governo sovietico annunciò che stava agendo per proteggere gli ucraini e i bielorussi che vivevano nelle regioni orientali della Polonia, dato che lo stato polacco era crollato nell'affrontare l'attacco tedesco e non poteva più garantire la sicurezza dei propri cittadini.[7][8]

L'Armata Rossa conquistò rapidamente i suoi obiettivi, sovrastando in numero la resistenza polacca. Nonostante l'ordine del governo polacco di ridurre al minimo gli scontri con l'Armata Rossa, scoppiarono battaglie con perdite che arrivarono fino a 6-7000 uomini da parte polacca e circa 3.000 morti e 10.000 feriti da parte sovietica.[9] Circa 230.000 soldati polacchi o più, vennero fatti prigionieri di guerra.[10] Il governo sovietico si annesse il territorio da poco caduto sotto il suo controllo e in novembre dichiarò che i 13,5 milioni di cittadini polacchi che vi vivevano erano ora cittadini sovietici. I sovietici soppressero l'opposizione con esecuzioni e con migliaia di arresti.[11] mandarono decine di migliaia di persone (le stime variano) in Siberia e in altri luoghi remoti dell'URSS, con quattro grandi ondate di deportazione, tra il 1939 e il 1941.

L'invasione sovietica, che il Politburo chiamò "campagna di liberazione", portò all'incorporazione di milioni di polacchi e di ucraini occidentali e bielorussi occidentali, nelle Repubbliche Sovietiche di Ucraina e Bielorussia.[12] Nel corso dell'esistenza della Repubblica Popolare di Polonia, l'invasione venne considerata un argomento delicato, quasi tabù, e veniva spesso omessa dalla storia ufficiale allo scopo di preservare l'illusione di "amicizia eterna" tra i membri del blocco orientale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Shaw, p 119; Neilson, p 298.
  2. ^ Anna M. Cienciala (2004). L'arrivo della guerra e l'Europa Orientale nella II guerra mondiale (appunti universitari, Università di Kansas). 15 marzo 2006.
  3. ^ Roberts, Geoffrey (1992). La decisione sovietica di un patto con la Germania. Soviet Studies 44 (1), 57-78.
  4. ^ Il Ministro degli Esterni del Reich all'Ambasciatore tedesco in URSS(Schulenburg) su Avalon Project e alcuni documenti seguenti
  5. ^ Roberts, Geoffrey (1992). La decisione sovietica di un patto con la Germania nazista. Soviet Studies 44 (1), 57-78.
  6. ^ L'ambasciatore tedesco nell'URSS (Schulenburg) al Ministero degli Affari Esteri tedesco su Avalon Project
  7. ^ Telegramma inviato da Schulenburg, ambasciatore tedesco in URSS, da [[Mosca (Russia)|]] al Ministero degli Esteri tedesco:: N. 317 del 10 settembre 1939, N. 371 del 16 settembre 1939, N. 372 del 17 settembre 1939. Avalon Project, Yale Law School. 14 novembre 2006.
  8. ^ (PL) 1939 wrzesień 17, Moskwa Nota rządu sowieckiego nie przyjęta przez ambasadora Wacława Grzybowskiego (Note of the Soviet government to the Polish government on 17 September 1939, refused by Polish ambassador Wacław Grzybowski). Retrieved 15 November 2006; Degras, pp. 37–45. Extracts from Molotov's speech on Wikiquote.
  9. ^ (PL) Edukacja Humanistyczna w wojsku. 1/2005. Dom wydawniczy Wojska Polskiego. (Humanist Education in the Army.) 1/2005. Casa Editrice dell'Esercito Polacco). Recuperata il 28 novembre 2006.
  10. ^ (PL) obozy jenieckie żołnierzy polskich (Campi di prigionia per soldati polacchi). Famosa fu la battaglia di Grodno dove pochi riservisti e liceali resistette 3 giorni ad una divisione corazzata sovietica. I sovietici usarono bambini come scudi umani ed una volta ottenuta la vittoria massacrarono i difensori passandoci sopra con carri armati. Encyklopedia PWN. Recuperata il 28 novembre 2006.
  11. ^ Rummel, p.130; Rieber, p. 30.
  12. ^ Rieber, p 29.

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