Screwjob di Montréal

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Con l'espressione Montreal Screwjob si indica il fatto più controverso mai accaduto nella storia del wrestling professionistico moderno: si tratta di un intrigo studiato da alcuni membri della World Wrestling Federation (WWF) attuato al fine di far perdere il Titolo di campione WWF al canadese Bret Hart senza che questi sapesse alcunché. Hart avrebbe di lì a poco lasciato la federazione per approdare all'agguerrita rivale World Championship Wrestling (WCW), seguendo un percorso che nei mesi precedenti avevano già intrapreso altre superstar di Stamford, come Hulk Hogan o "Macho Man" Randy Savage; il chairman dell'allora WWF Vince McMahon non voleva assolutamente che Hart passasse alla WCW in qualità di campione del mondo WWF e perciò ordì lo Screwjob. Lo scenario fu il main event (incontro principale) dell'evento di wrestling in pay-per-view Survivor Series, tenutosi il 9 novembre 1997 al Centre Molson di Montreal, in Canada. McMahon ideò un cambiamento segreto del finale predeterminato dell'incontro (definito, secondo la terminologia del wrestling, "shoot screwjob") e ne discusse con colui che sarebbe stato l'avversario di Hart nel suo incontro, ossia il wrestler Shawn Michaels. Il piano fu eseguito quando l'arbitro dell'incontro, Earl Hebner, eseguendo gli ordini di McMahon, ordinò la fine dell'incontro mentre Michaels aveva chiuso Hart nella Sharpshooter, una presa di sottomissione (che era tra l'altro la mossa finale di Hart), nonostante Hart stesso non avesse accordato con McMahon questo finale. Michaels fu dichiarato vincitore per sottomissione e incoronato nuovo campione WWF. Questo sarebbe stato l'ultimo dei tre incontri per il titolo mondiale WWF fra i due, dopo due precedenti incontri all'edizione 1992 delle Survivor Series e a WrestleMania XII.

Lo screwjob generò molte conseguenze sia dentro che fuori le scene, e fu in parte raccontato nel film documentario Hitman Hart: Wrestling with Shadows (1998). L'impatto di vasta portata dell'incidente portò alla sua adozione come tema ricorrente negli incontri e storyline della cosiddetta Attitude Era della WWF. Vince McMahon dovette affrontare l'odio nei suoi confronti da parte dei fan, dei critici e dei suoi stessi dipendenti; il padrone della WWF decise di sfruttare questo fenomeno con la creazione del personaggio di "Mr. McMahon", il boss dittatoriale della federazione che favoriva i cattivi che erano "buoni per il business" a dispetto dei buoni ed "inutili" come Stone Cold Steve Austin, con cui McMahon instaurò la faida simbolo dell'Attitude Era.[1] Hart fu ostracizzato dalla WWF, mentre McMahon e Michaels continuarono a ricevere fischi dal pubblico canadese per molti anni. Molti ipotizzarono che l'evento fosse stato organizzato tempo prima da McMahon e dallo stesso Hart, ma oggi si sa con certezza che Bret era veramente all'oscuro di tutto. Il rapporto fra Hart e McMahon si ricucì però negli anni successivi: Hart fu introdotto nella WWE Hall of Fame il 1º aprile 2006 e durante la cerimonia Hart ringraziò McMahon stesso per avergli dato l'opportunità di lavorare per la WWF. Hart tornò poi in uno show in diretta della WWE il 4 gennaio 2010, in qualità di ospite speciale di Monday Night Raw. Quella sera lui e Michaels, i cui contrasti personali erano di molto precedenti allo Screwjob di Montreal, appianarono le loro divergenze, riconciliandosi con un abbraccio che pose fine definitivamente agli strascichi dello Screwjob di Montreal dopo più di dodici anni.

Le premesse[modifica | modifica wikitesto]

Al tempo dello Screwjob, Bret Hart era uno dei veterani della WWF, essendo al quattordicesimo anno d'attività nella federazione; Hart aveva infatti cominciato la sua carriera a Stamford negli anni '80 come parte dell'Hart Foundation, una coppia di lottatori formata appunto da Hart e Jim Neidhart. Hart ottenne poi un grande successo come singolo negli anni '90, vincendo due volte il Titolo Intercontinentale e ben cinque volte il Titolo Mondiale WWF. Hart si prese un periodo di pausa dalla compagnia di sette mesi dopo WrestleMania XII, durante il quale negoziò contemporaneamente un nuovo contratto con la WWF ed un'offerta della sua rivale, la World Championship Wrestling. Nell'ottobre 1996 Hart rifiutò un contratto triennale di 8,6 milioni di dollari dalla WCW, preferendo un contratto senza precedenti di 20 anni offertogli da McMahon, che gli promise di renderlo il wrestler più pagato nella compagnia, assicurandogli un posto importante nella dirigenza a seguito del suo ritiro. Sia Hart che la WWF videro questo contratto come l'espressione di una reciproca lealtà.[2][3]

Dalla metà del 1997 la WWF affrontò difficoltà economiche a causa dell'agguerrita competizione con la WCW, che era diventata la maggiore promotion di wrestling negli Stati Uniti. Allo stesso tempo i piani di McMahon di rendere la WWF una Public company rendevano necessario ridurre i contratti a lunga scadenza.[4]

Nei mesi precedenti alle Survivor Series, Bret Hart e Shawn Michaels ebbero diversi scontri nel backstage, fra cui una rissa prima di un house show a Hartford, Connecticut (dopo che Michaels aveva accusato pubblicamente Hart di avere una storia con Sunny), a seguito della quale Michaels fu sospeso per 2 mesi. Sebbene Hart non avesse alcun problema a perdere un incontro contro Michaels, sotto richiesta di McMahon (come tra l'altro era già accaduto a WrestleMania 12), Michaels invece non voleva assolutamente esser sconfitto da Hart, il che portò allo strenuo rifiuto del canadese di perdere il Titolo WWF contro Michaels a Montreal, sebbene nel documentario sopraccitato il problema riguardava solo la sconfitta in Canada; Hart sarebbe stato d'accordo nel perdere il titolo, a condizione che ciò non succedesse nella sua patria. D'altra parte, nell'autobiografia di Shawn Michaels questi presenta una visione diversa da quella di Hart, dicendo che avrebbe potuto benissimo perdere in modo pulito contro Hart, se ciò fosse stato richiesto dal team creativo. Michaels fa anche notare che aveva già perso in modo pulito contro Hart diverse volte in passato, in un Ladder match a Prime Time Wrestling nell'estate del 1992 e nel main event di Survivor Series 1992. Michaels perse contro Hart anche nel loro Steel Cage Match nel novembre 1993. Sono però episodi risalenti al periodo iniziale della carriera da singolo di Michaels, quando non esistevano ancora attriti fra i due. Michaels infine asserisce nel suo libro che il team creativo non gli aveva mai richiesto di perdere contro Hart.

Mentre McMahon credeva di aver fatto la giusta scelta, combattendo duramente per il ritorno di Hart e per impedire il passaggio alla rivale WCW nel 1996, nella seconda metà del 1997 l'audience degli show WWF raggiunsero il minimo storico, e la WCW continuava a guadagnare terreno settimana dopo settimana. McMahon incominciò a rinviare i pagamenti ad Hart, rendendolo consapevole dei dissesti finanziari della WWF. A causa di ciò McMahon riesaminò i piani della WWF per il futuro, decidendo di puntare su nuove stelle come Stone Cold Steve Austin, The Rock e la D-Generation X che avrebbero guidato quella che poi sarebbe stata definita "Era Attitude", ma non sapeva dove collocare Hart in questo scenario.

Il 1º novembre del 1997 la WCW offrì un contratto di 9 milioni di dollari per tre anni a Bret Hart. Il wrestler canadese tentennò di fronte all'offerta allettante, il contratto della WCW gli avrebbe anche permesso di mantenere una sorta di "controllo creativo" (in parole povere, aveva garantita l'ultima parola sulle decisioni di booking riguardanti il suo personaggio); inoltre, la piega presa dalle storyline che lo riguardavano nella WWF lo iniziava a infastidire. La federazione di Vince McMahon controbatté, allora, con un'offerta più alta rispetto a quella rivale, ma per un periodo di tempo maggiore e con un controllo sulle scelte di booking molto serrato. Hart accettò l'offerta della WWF, ma dopo alcuni mesi di problemi finanziari e diminuzione dei profitti, Vince McMahon comprese che probabilmente per la sua società continuare a pagare tali somme non sarebbe stato possibile. Il chairman comunicò questo pensiero a Bret, e permise all'atleta canadese di ricominciare la negoziazione con la WCW. Hart ci pensò parecchio su, ma per quanto rispetto avesse per Vince e per la federazione che lo aveva lanciato come una superstar, sapeva bene che la federazione di Ted Turner avrebbe potuto offrirgli nuovi scenari e, soprattutto, un contratto più remunerativo. The Hitman alla fine accettò l'offerta della WCW, concordando con il direttore esecutivo Eric Bischoff la sua prima apparizione negli show della federazione di Atlanta, che sarebbero avvenuti verso la fine del 1997.

La cronaca[modifica | modifica wikitesto]

Il problema del titolo[modifica | modifica wikitesto]

Con Hart virtualmente alla WCW, la preoccupazione più grande per il management WWF fu quella di trovare un modo per farlo uscire dalla federazione senza il titolo più importante: il WWF Championship; in passato, infatti, c'era stato il caso di Alundra Blayze, che, passata alla WCW mentre era ancora WWF Women's Champion, aveva buttato la cintura WWF in un secchio della spazzatura durante una puntata di WCW Monday Nitro. Bret garantì che nulla del genere sarebbe mai successo, anzi si accordò con i vertici WWF affinché l'annuncio della sua partenza non venisse dato finché non si fosse verificato il passaggio della cintura ad un altro wrestler. Quando però gli venne comunicata che la scelta del management sarebbe ricaduta su Shawn Michaels, Hart fece ricorso alla clausola sul controllo creativo sostenendo che avrebbe sì lasciato il titolo prima di andarsene, ma non a Michaels e non nel "suo" Canada (il match si sarebbe dovuto svolgere nel corso del evento in pay-per-view Survivor Series 1997 a Montreal). Ci si trovò quindi di fronte ad una situazione decisamente spinosa: il wrestler di punta della federazione aveva già firmato per i diretti concorrenti ed aveva accettato di perdere il Titolo prima di andare via, ma le modalità della sconfitta e l'avversario erano ancora oggetto di discussione. La parte più difficile, a dispetto di quanto si potesse pensare allora, iniziò proprio in quel momento.

Passarono giorni assai difficili, riempiti da meeting continui, con l'aggiunta ogni giorno di nuovi personaggi; ad ogni riunione una soluzione nuova, un nuovo finale, un nuovo dibattito. Vince McMahon e Pat Patterson furono senza dubbio i più impegnati nel cercare una soluzione che fosse una via di mezzo tra il volere di Bret e quello della federazione. Tuttavia, i forti attriti tra Bret e Shawn impedivano all'uno di accettare le ipotesi avallate dall'altro. Hart però fece un errore non da poco, ovviamente in buona fede: dimenticò che in ogni discussione che si trovava a condurre aveva sempre contro almeno 3 uomini forti della federazione i quali, benché in disaccordo su punti secondari, erano decisamente uniti sui principali. Si può dire in sostanza, che durante ogni riunione si aveva una frammentazione notevole perché ognuno portava avanti la sua idea, ma sotto sotto McMahon, Patterson e Michaels lavoravano per lo stesso scopo.

La soluzione[modifica | modifica wikitesto]

Earl Hebner, l'arbitro designato per l'incontro.

Dopo l'ennesimo cambiamento di finale, si arrivò ad una soluzione: un match controverso, avente come preludio una rissa tra i contendenti prima di salire sul ring, l'arbitro al tappeto nel momento più alto del match, l'intervento di Owen Hart, Davey Boy Smith e Jim Neidhart a supporto di Bret nel momento in cui sarebbe entrato il nuovo arbitro per sostituire quello a terra ed un finale con squalifica. Bret quindi non avrebbe perso il titolo (la vittoria dello sfidante per squalifica permette al campione di mantenere il titolo), ma lo avrebbe lasciato nella puntata di Raw che si sarebbe svolta la sera dopo.

Bret e Shawn si prepararono nello stesso spogliatoio, mettendo da parte i loro odi personali e comportandosi in maniera molto professionale; Patterson diede gli ultimi ritocchi al match, cercando di spostare l'attenzione dei due wrestlers sulla necessità di dare del loro meglio quando l'arbitro si sarebbe trovato steso a terra; Vince era tranquillo, così come l'arbitro designato per il match, Earl Hebner, voluto fortemente da Hart poiché suo amico di lunga data.

Tra tutti quelli che erano interessati allo svolgimento del match, Hart era senza dubbio il più calmo di tutti. Molte piccole cose lo avevano spinto a guardare con tranquillità a quanto stava per accadere: innanzitutto la stretta di mano con Vince, uomo che con lui era sempre stato molto corretto e che gli aveva permesso di passare alla WCW senza troppe discussioni; la scelta di Hebner come arbitro, grandissimo amico di Hart, che reputava uomo saggio e di grande esperienza; il pianto di Shawn pochi giorni prima, il quale durante un meeting si scusò con Bret per aver sistematicamente rifiutato di perdere contro di lui e disse che avrebbe fatto tutto quanto la federazione gli avesse chiesto di fare. Però qualcosa non quadrava, nella testa di Bret c'era qualcosa che lo infastidiva, una sensazione che, a dispetto di quanto vedeva e toccava con mano, gli impediva di essere certo al 100% che tutto si sarebbe risolto per il meglio. A suffragio di questa ipotesi, i consigli di Vader e Davey Boy Smith: anche loro avevano capito che c'era qualcosa di strano nell'aria, che si trattava solo di calma apparente; i due dissero senza giri di parole a Bret di non restare mai al tappeto fino al conto di due e di rialzarsi già all'uno, di non lasciare che Michaels applicasse su di lui mosse di sottomissione (o al massimo di restare molto vicino alle corde), di non abbassare mai la guardia perché c'era la possibilità di ricevere colpi stiff. Hart a questo punto capì che la situazione era più seria di quanto pensasse, comprese e condivise quanto detto da Vader e Smith, ma rispose loro che la presenza di Hebner era garanzia di assoluta correttezza del match: il solo fatto che l'arbitro fosse lui lo rendeva tranquillo e sicuro che il match si sarebbe svolto secondo i piani.

Il match[modifica | modifica wikitesto]

Shawn Michaels divenne nuovo campione WWF grazie allo Screwjob di Montreal.

Il match iniziò con una rissa fuori dal ring, come previsto, e procedette sul ring nel modo in cui avrebbe dovuto. Ma era evidente che stava per accadere qualcosa: attorno al ring, stranamente, si concentrò un gran numero di membri della security, decisamente fuori dal normale. Bruce Pritchard, altro pezzo grosso del backstage WWF, continuò a far arrivare uomini della sicurezza a bordo ring anche durante lo svolgimento del match. Vince arrivò accanto al tavolo di commento già otto minuti prima del match. Era agitato ed il suo viso era decisamente scuro di rabbia. Legittimo di essere arrabbiato, in quanto era l'ultimo match nella sua federazione di uno dei migliori wrestler di sempre; il punto, tuttavia, è che Vince non sarebbe dovuto essere lì. E se si trovava lì poteva voler dire solo che stava per accadere qualcosa.

Il match intanto continuava; Bret e Shawn seguirono alla lettera quanto preparato prima nel backstage. Arrivò il momento topico: con Hebner a terra dopo aver subito il suo ref bump, Shawn colpì Hart e lo chiuse nella Sharpshooter, la mossa di sottomissione con la quale Hart era solito terminare tutti i suoi incontri. Il copione prevedeva ancora un po' di sofferenza, almeno fino all'arrivo di Mike Chioda, l'arbitro che avrebbe sostituito Hebner finché questi non si fosse ripreso. Chioda stava per giungere sul ring, Hebner era steso a terra, Hart era ancora imprigionato nella Sharpshooter.Secondo il copione avrebbe dovuto liberarsi da lì a poco e subito dopo sarebbe toccato alla sua "crew" fare l'ingresso sul ring per colpire Chioda.

A questo punto avvenne l'incredibile: dal backstage chiamarono Chioda e quest'ultimo urlò ad Hebner di alzarsi. Hebner di colpo passò dall'essere sdraiato a terra svenuto allo stare in piedi in perfetta forma. Chioda urlò alla dirigenza a bordo ring che tutto questo non sarebbe dovuto accadere. Hebner guardò Vince, i due si fecero un cenno d'intesa. Hebner fece suonare la campana, decretando perciò la vittoria di Michaels che divenne il nuovo campione WWF. Il pubblico, impietrito, non capì cosa stesse accadendo, così come non compresero nulla il 99% di coloro che si trovarono a bordo ring. Michaels fuggì via, lì per lì sembrò che anche lui non capisse nulla; anche Hebner si allontanò di corsa verso una macchina che lo aspettava nel backstage e che lo avrebbe riportato in albergo. Bret rimase sul ring, tra l'incredulo e l'infuriato. Vince lo guardò da bordo ring con l'espressione di chi sa di aver vinto la guerra. Bret gli sputò in faccia e Vince scappò via con Patterson e si rifugiò nel suo ufficio chiudendosi a chiave. Nel frattempo la trasmissione era già finita con una brusca interruzione dei commentatori. A telecamere spente, Bret sfasciò tutto quello che trovò a portata di mano. Arrivarono Jim Neidhart, Davey Boy Smith, Owen Hart e lo invitarono a calmarsi. Nel frattempo molti fans, delusi, abbandonarono l'arena. Bret prese un microfono e, nel ringraziare tutti per il sostegno portatogli, fece ben vedere con le dita le lettere "W", "C", "W".

La furia di Hart nel backstage[modifica | modifica wikitesto]

Vince McMahon fu protagonista di una rissa con Hart a seguito del match.

Bret incontrò dietro le quinte Michaels, il quale negò spudoratamente ogni suo coinvolgimento dicendo che lo avrebbe dimostrato la sera successiva a Raw non parlando male di Bret e non mostrando la cintura (cosa rivelatasi poi non vera). Bret entrò nello spogliatoio. The Undertaker intanto era furibondo, prese a pugni la porta dello studio di Vince, gli urlò di uscire, lo obbligò ad andare a chiedere scusa ad Hart. Vince e suo figlio Shane entrarono quindi nello spogliatoio di Hart e Vince iniziò a scusarsi con Bret, spiegandogli i motivi di quanto accaduto: evitare di vedere Bret Hart in WCW con la cintura ancora sulla vita. Hart gli rispose che questo non era affatto un problema, minacciando poi Vince di cacciarlo a pugni se non fosse uscito immediatamente dallo spogliatoio. Il dibattito continuò per un po’, fino a quando Hart iniziò a fare ciò che aveva promesso, ovvero assalire Vince, procurandogli un occhio nero. La rissa coinvolse anche altri personaggi, come Shane e Davey Boy Smith; quest'ultimo nell'occasione si procurò un infortunio al ginocchio.

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Bret lasciò così la compagnia, mentre McMahon decise di sfruttare quella controversa situazione per costruire il proprio personaggio all'interno dello spettacolo: cominciò ad apparire negli show come il proprietario heel della compagnia, favorendo o ostacolando i wrestlers a suo piacimento. Tutto questo portò alla grande rivalità fra McMahon e Stone Cold Steve Austin e alla nascita dell'Attitude Era.

Sebbene Bret Hart fece un clamoroso esordio in WCW aiutando Sting a strappare il titolo mondiale ad Hollywood Hogan, passato tra le file degli heel come il capo della nWo, la sua carriera nella nuova compagnia non fu particolarmente felice poiché riuscì a raggiungere obiettivi importanti solo in poche occasioni. La dirigenza della WCW non riuscì mai (e forse non volle) a ritagliare un posto adeguato ad un lottatore del suo calibro, accontentandosi semplicemente di averlo sottratto alla WWF; Bret fu inoltre costretto a chiudere la carriera da wrestler a causa di una sindrome da post-commozione, conseguenza di una prima commozione cerebrale verificatasi forse dopo aver ricevuto un superkick alla testa durante un match contro Bill Goldberg a Starrcade 1999, o forse dopo aver sbattuto la testa contro un paletto nel medesimo incontro, nell'atto di chiudere Goldberg in una mossa di sottomissione.

In seguito a quanto occorso a Bret, nel corso di ogni spettacolo della WWE che si svolse in Canada, alla presenza sul ring di uno qualunque dei protagonisti dello screwjob si levarono (e si levano tuttora) spontaneamente dagli spalti cori assordanti tanto da impedire agli interessati di parlare al microfono; la frase con cui i tifosi sono soliti rivolgersi ai "cattivi" è You screwed Bret, che tradotta dall'inglese all'italiano nel modo più formale possibile sta per Hai fregato Bret.

La pace[modifica | modifica wikitesto]

Col passare degli anni, la fiamma del rancore (del diretto interessato e dei fan nei confronti della federazione) si è lentamente affievolita; al ritorno di Michaels da face in Canada anni dopo, non si sono alzati i soliti cori di disapprovazione, ma anzi qualche passo si è registrato nella direzione opposta.

Nell'autunno del 2005, sul sito della federazione comparve un messaggio che sanciva la pace raggiunta tra Bret e Vince dopo diversi tentativi più o meno malriusciti nel corso degli anni; Hart acconsentì all'uscita di un DVD celebrativo della sua carriera da parte della WWE e rilasciò una video intervista sul sito della federazione.

Il 1º aprile 2006, Bret è stato introdotto nella WWE Hall of Fame, svoltasi la notte prima di Wrestlemania 22. Non ha partecipato, però, alla cerimonia di presentazione, coerentemente con quanto affermò anni prima, ovvero che non avrebbe mai più partecipato ad uno show della WWE.

Hart apparve l'11 giugno 2007 in un video messo in onda durante la puntata speciale di RAW per la "Vince McMahon Appreciation Night".

Nel corso della puntata di RAW del 28 dicembre 2009, Vince McMahon annunciò che The Hitman sarebbe stato l'ospite speciale della puntata dell'edizione delle show rosso il 4 gennaio 2010. Durante la puntata, Michaels si scusò sul ring con Bret, ma altrettanto non fece McMahon che, rimanendo fedele al suo personaggio (kayfabe) fece finta di scusarsi con Hart, colpendolo poi con un calcio ed esclamando di "aver fregato Bret un'altra volta" .

Fu dunque messa in atto una storyline tra il chairman e il lottatore canadese, che si propagò per il resto delle settimane, fino a quando non fu sancita una sfida tra i due in un No Holds Barred match a WrestleMania XXVI, dopo che entrambi firmarono l'accordo sotto la supervisione di "Stone Cold" Steve Austin. A WrestleMania XXVI Bret sconfisse Vince in un No Holds Barred Lumberjack Match con l'intera famiglia Hart intorno al ring.

Notizie non confermate[modifica | modifica wikitesto]

È facile intuire come un evento del genere possa aver dato vita a moltissime voci non confermate, nel corso degli anni.

Vince Russo ai tempi della WCW disse invece che fu lui a studiare il piano insieme a Jim Cornette e a Vince McMahon, sebbene avesse proposto una versione diversa (auspicava cioè che McMahon licenziasse Bret Hart in diretta e gli sequestrasse il titolo); precisò tuttavia che né lui né Cornette pensavano neanche lontanamente che Vince avrebbe messo in atto il progetto.

Michaels lì per lì negò ogni coinvolgimento nella stesura del piano. Nella sua biografia ha in seguito ammesso che anche lui era a conoscenza di quanto era previsto ed addirittura sostiene che l'idea dello screwjob sia stata partorita dalla mente del suo amico Paul Levesque (Triple H), che negli anni successivi divenuto un lottatore particolarmente influente nella dirigenza della federazione e che adesso ricopre il ruolo dirigenziale sia nelle storyline che nella realtà.

Dopo molti anni sembra sia ben chiaro, quindi, l'elenco delle persone che sapevano di quanto stava per accadere. Gli accusati sono: Gerald Brisco, Shawn Michaels, Triple H, Vince McMahon ed Earl Hebner. Sembra invece escluso il coinvolgimento diretto di Pat Patterson.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 15 novembre 1998, durante il pay-per-view della WWE, WWE Survivor Series 1998,si è ripetuto lo stesso caso dell'anno prima. Nella finale del torneo per la riassegnazione del WWE Championship, The Rock aveva imprigionato Mankind nella Sharpshooter, quando The Rock chiuse la presa di sottomissione Vinca McMahon fece suonare la campanella, senza che Mankind avesse ceduto, facendo vincere il match e il titolo a The Rock.
  • Il 18 marzo 2006, durante lo Street Fight match tra Shane McMahon e Shawn Michaels dello show Saturday Night's Main Event, il primo chiuse Shawn Michaels nella Sharpshooter e senza che quest' ultimo cedesse Vince McMahon fece suonare la campanella e proclamò vincitore il figlio Shane McMahon. Al confronto del primo Screwjob e a quelli seguenti sembra che questo e quello del 1998 fossero decisi all'ultimo momento e che non ci fossero complici al di fuori del vincitore e del chairman della WWE.
  • Fino al 2006, ogni Screwjob avvenuto finiva sempre quando un wrestler applicava la Sharpshooter e quando Vince McMahon era a bordo ring.
  • Il 13 settembre 2009, durante il pay-per-view della WWE Breaking Point, si è ripetuto un caso analogo. Durante il submission match tra CM Punk e Undertaker, quest'ultimo è stato infatti dichiarato sconfitto per sottomissione pur non avendo ceduto all'Anaconda Vice. Proprio come lo Screwjob del 1997, l'evento si è svolto a Montreal.
  • Il 21 gennaio 2010 durante il main event di TNA iMPACT!, l'arbitro Earl Hebner ha decretato la fine del match nonostante Kurt Angle non avesse ceduto alla Ankle Lock applicatagli dall'allora campione mondiale AJ Styles. È da notare il fatto che Earl Hebner fosse lo stesso arbitro dello Screwjob di Montreal.
  • L'evento è stato rivangato nuovamente in un'occasione analoga, al pay-per-view Money in the bank del 17 luglio 2011. Il wrestler CM Punk, in procinto di lasciare la federazione alla scadenza del contratto e disgustato dal comportamento dei vertici dell'azienda (diventato ormai celebre il suo promo "pipe-bomb" in cui insulta tutta la famiglia Mc Mahon, Triple H compreso. Promo che venne interrotto dalla WWE spegnendogli il microfono con cui stava parlando) aveva intenzione di vincere il titolo WWE da John Cena nel sopracitato PPV e portare la cintura via dalla WWE. Mentre il wrestler di Chicago (stessa città in cui si svolgeva l'evento, analogamente a quanto avvenne a Montreal con Bret Hart) era chiuso nella STF del bostoniano, McMahon, con l'assistenza del vice presidente esecutivo John Laurinaitis, tentò di far suonare la campana nonostante Punk non avesse ceduto, salvo essere fermato da Cena stesso, non intenzionato a vincere in questo modo, ed infangare la sua carriera. Cena poi perse e CM Punk scappò con il titolo tra il pubblico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vince McMahon Biography, IGN. URL consultato il 25 febbraio 2011.
  2. ^ Dave Meltzer, Montreal Screwjob, Wrestling Observer Newsletter, 17 novembre 1997. (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2006).
  3. ^ Mick Foley, Have a Nice Day: A Tale of Blood and Sweatsocks, Regan Books, 2000, ISBN 978-0-06-103101-4.
  4. ^ Eric Cohen, Shawn Michaels vs Bret Hart, Prowrestling at About.com. URL consultato il 6 marzo 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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