Porta Palazzo
Coordinate: 45°04′36″N 7°41′01″E / 45.076772°N 7.683646°E
| « Porta Palazzo è profumo di frutta e verdura, colori vivaci, vociare straniero mescolato agli svariati dialetti italiani, contatto con popoli lontani. A Porta Palazzo vivono, si incontrano e si scontrano l’Europa, l’Africa e l’Asia. » |
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(Fiorenzo Oliva[1])
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Porta Palazzo (in piemontese Pòrta Pila) è una vasta area del centro storico di Torino, confinante con i quartieri quartieri Centro e Aurora. Ha come suo fulcro Piazza della Repubblica che, con i suoi 51 300 m², è la piazza più grande del capoluogo piemontese; essa ospita quotidianamente il mercato all'aperto più grande d'Europa[2][3][4].
Indice |
[modifica] Etimologia toponomastica
Il nome trae origine dalla porta d'accesso alla città che potrebbe essere la vicina Porta Principalis Dextera, oppure dalla porta pusterla minore, che sorgeva lungo le antiche mura romane perimetrali. Quest'ultima divenne il varco che consentiva l'accesso al mercato della vicina Piazza delle Erbe, l'attuale piazza Palazzo di Città, dove sorge da lungo tempo, appunto, l'omonimo "palazzo", allora sede del governo locale e oggi Palazzo Civico.
[modifica] Cenni storici
Agli inizi del XVIII secolo il duca Vittorio Amedeo II avviò un notevole processo di rinnovamento urbanistico che coinvolse l'area nota come Contrada di Porta Palazzo e nel 1701 affidò la realizzazione della nuova porta e degli edifici barocchi con portici, al celebre architetto Filippo Juvarra. Il nuovo assetto urbanistico originariamente prevedeva la realizzazione di un grande piazzale alberato, in cui si sarebbero incrociati i nuovi assi dei viali periferici sorti sul tracciato delle mura abbattute. L'area avrebbe dovuto ospitare la nuova Piazza d'Armi, che in realtà fu ubicata altrove e il suo nome divenne Piazza Vittoria.
Il progressivo abbattimento delle fortificazioni urbane proseguì durante il periodo napoleonico e, nel 1800, l'intera area divenne parte integrante della città. Al ritorno dei Savoia nuovi cantieri interessarono la zona e, nel 1819, l'architetto Gaetano Lombardi, nel rispetto della memoria juvarriana, preservò e valorizzò gli edifici esistenti; tra il 1825 e il 1830 definì invece il progetto della nuova piazza ottagonale, con la collaborazione dell'architetto Formento che elaborò l'isolato dei macelli, nella parte meridionale della piazza. Completata nel 1837, la piazza assunse la sua vocazione commerciale divenendo presto sede dei nuovi mercati della città, abbandonando la precedente collocazione medievale di Piazza delle Erbe e Piazza Corpus Domini[5].
Tale impostazione giunge fino ad oggi quasi immutata, mentre la toponomastica del luogo continuò a cambiare: la settecentesca Piazza Vittoria divenne Piazza Emanuele Filiberto. La ragione di tale scelta fu nella volontà di onorare il Testa di Ferro, ovvero il risoluto duca sabaudo che nel 1557 sconfisse i francesi nella storica battaglia di San Quintino; in un'epoca in cui è ancora vivo il ricordo della dominazione napoleonica, rievocare la figura di Emanuele Filiberto assunse un notevole connotato di orgoglio e rivalsa patriottica. Divenuta vero cuore dell'area di Porta Palazzo, la piazza venne completata con le costruzioni simmetriche ad uso commerciale poste al centro e, nel 1916, fu la volta dell'edificazione di uno dei suoi simboli per eccellenza: la Tettoia dell'Orologio.
L'ultima modifica toponomastica avvenne all'indomani del referendum istituzionale del 1946 quando, in seguito alla caduta della dittatura fascista, la principale area di Porta Palazzo acquisì l'attuale nome di Piazza della Repubblica. Negli anni del dopoguerra Porta Palazzo rappresentò il primo approdo per molti immigrati italiani del mezzogiorno e, la domenica, divenne luogo deputato all'arruolamento volontario di manovali per l'edilizia. Il contestuale degrado urbanistico, il sovraffollamento e la carenza di servizi per il crescente numero di residenti convissero con la grande capacità d'attrazione del più vasto mercato quotidiano cittadino e con forme di impegno sociale cattolico e laico[6].
Oggi Porta Palazzo, a seguito di un notevole impegno per una completa riqualificazione, è il mercato quotidiano all'aperto più grande d'Europa. L'attrazione esercitata da un'area commerciale così estesa è forte: le ondate migratorie interne del dopoguerra hanno lasciato il posto a un crocevia di migranti di ogni etnia che, nella geografia del capoluogo piemontese, ne fa una delle aree dove più si respira l'aria di metropoli, detenendo il primato cittadino per la concentrazione di stranieri residenti.
È in questo contesto che il 1° marzo 2006 la piazza ha ospitato la Cerimonia di Accensione della fiamma Paralimpica.
[modifica] La piazza
Caratterizzata dalla pianta ottagonale, essa è il vero cuore dell'area di Porta Palazzo ed è spesso conosciuta con il medesimo nome, tralasciando la sua vera denominazione, ovvero Piazza della Repubblica. Sin dal 1835 ospita il maggior mercato quotidiano cittadino. Nell'arco di tre secoli ha visto sorgere numerosi padiglioni e strutture adibite alla funzione mercatale e, a partire dal 1996, è stata oggetto di una radicale riqualificazione con l'ammodernamento delle strutture esistenti, il rinnovo dell'arredo urbano e la realizzazione di un nuovo sottopasso stradale che ne ha migliorato la percorribilità. A gennaio del 2012 è stato inaugurato un nuovo cantiere che interessa il palazzo dell'Isolato Santa Croce, che permetterà un recupero architettonico della facciata juvarriana.
[modifica] Il mercato
Con quasi 50 000 m² di estensione, circa 1.000 bancarelle mobili e un'affluenza stimata di circa 100.000 persone[7] è considerato il mercato più grande d'Europa. I generi trattati sono molteplici: prodotti ortofrutticoli, alimentari, ittici, caseari ma anche carne, fiori, abbigliamento e vari articoli di uso domestico. Gestito in una buona percentuale da cittadini extracomunitari ma anche da una consistente parte di commercianti italiani, esso rappresenta un vero e proprio crocevia di etnie e culture, nonché tappa ormai immancabile di numerosi turisti.
[modifica] Le ghiacciaie sotterranee
L'acqua derivata dal vicino fiume Dora permise per lungo tempo la formazione di ghiaccio da conservare nelle numerose Ghiacciaie Pubbliche. Esse si concentravano prevalentemente nella vicina Piazza Emanuele Filiberto[8], che all'epoca era soltanto un'angusta via dell'Isolato Santa Matilde. Nel 1845, l'architetto Barnaba Panizza progettò il suo ampliamento che permise di costruire le ghiacciaie ipogee. Dapprima adibite parzialmente a depositi di carretti del mercato, nel 1873 ne venne ordinata la demolizione di alcune di esse poiché divenute "luoghi luridi e in continuo deperimento". In sostituzione delle vecchie ghiacciaie fu costruito, a poca distanza, un esteso sistema di gallerie elicoidali tuttora utilizzate, il cui ingresso è in via delle Orfane 32.
[modifica] Gli edifici principali
[modifica] La Tettoia dell'Orologio
Simbolo del mercato di Porta Palazzo per eccellenza, fu realizzata nel 1916 e rappresenta un tipico esempio di struttura metallica dell'epoca. Ubicata nell'area nord-est della piazza, è dedicata al solo commercio di prodotti alimentari; all'interno ospita numerosi banchi numerati, suddivisi in ampie corsie. Nell'ultima ristrutturazione degli anni Novanta è stata rinominata Antica Tettoia dell'Orologio.
[modifica] I padiglioni II, IV e V, ovvero i mercati alimentari
Ubicati nell'area sud di Piazza della Repubblica, furono costruiti nel 1836 su progetto dell'ingegner Barone. Ospitano il rinomato Mercato del Pesce, il Mercato della Carne e il Mercato Alimentare, in parte ospitato anche nell'antistante Tettoia dell'Orologio.
[modifica] Il Centro Palatino
Realizzato su progetto di Massimiliano e Doriana Fuksas tra il 1998 e il 2001, l'edificio è stato edificato a seguito della demolizione del preesistente Mercato dell'Abbigliamento, realizzato nel 1963. L'attuale struttura, dalla forte connotazione contemporanea, è caratterizzata dall'ampio utilizzo di vetro e metallo brunato, che sottolinea la convivenza di architetture eterogenee sviluppate nell'area durante gli ultimi tre secoli. Essa conserva, al suo interno, due delle più antiche ghiacciaie sotterranee della piazza[9], rinvenute durante gli scavi. All'interno, un ardito sistema di rampe metalliche consente di percorrere tre dei cinque piani che ospitano locali commerciali, un ristorante e parcheggi sotterranei. Nonostante i lavori fossero terminati nel 2005, la destinazione dell'edificio è stata assai controversa; tuttavia, nel 2010 la struttura è stata inaugurata con il nome di Centro Palatino.
[modifica] La Galleria Umberto I
L'Isolato Santa Croce, ovvero la zona compresa tra piazza della Repubblica, via Milano, via della Basilica e via Egidi, ospitava il Palazzo dei Cavalieri[10] che, dal 1575 al 1884, fu la prima sede dell'Ospedale Mauriziano[11]. Nel 1729, l'architetto di corte Filippo Juvarra coinvolse l'Isolato Santa Croce nella grande ristrutturazione già avviata per la confinante piazza, mentre, con l'avvento del dominio francese, l'Ospedale Mauriziano venne chiuso, aggregandolo alla nuova sede dell'Ospedale San Giovanni Battista[12]. Nel 1884, a seguito del suo trasferimento nella nuova struttura di corso Turati, l'area venne trasformata su progetto dell'architetto Lorenzo Rivetti, realizzando la Galleria Umberto I. Nel 1884, l'Ordine Mauriziano trasferì la sua sede presso l'attuale struttura di corso Turati; nel 1888 l'ormai vetusto edificio dell'ex ospedale fu venduto alla Ditta Bancaria Fratelli Marsaglia, che si occupò del suo recupero con il progetto dell'ingegner Rivetti, che prevedeva la realizzazione di una galleria commerciale intitolata al nuovo sovrano Umberto I. Terminata nel 1889, la galleria si sviluppa su una pianta a forma di croce, sfruttando i volumi che un tempo costituivano le corsie dell'ospedale. Essa collega la retrostante via della Basilica con piazza della Repubblica e il suo storico mercato; al suo interno si può ammirare la pregevole copertura in vetro e metallo, nonché la storica farmacia dell'Ordine Mauriziano.
[modifica] La Basilica Mauriziana
| Per approfondire, vedi la voce Basilica Mauriziana (Torino). |
Posta a ridosso della Galleria Umberto I, la chiesa di Santa Croce, meglio conosciuta come Basilica Mauriziana, risale alla fine del Cinquecento, quando l'Arciconfranternita della Santa Croce finanziò il restauro di una preesistente chiesa dedicata a San Paolo.
Nel 1678 la chiesa fu nuovamente rimaneggiata da un collaboratore del celebre Guarino Guarini e dotata dell'ampia cupola che sormonta la navata centrale. Su volere di re Vittorio Amedeo II, nel 1728 la chiesa fu interamente ceduta all'Ordine Mauriziano e la chiesa divenne quindi Basilica Magistrale dell'Ordine Mauriziano. L'anno seguente, la trasformazione urbanistica della zona interessò anche la facciata che fu ridisegnata da Filippo Juvarra, tuttavia, l'attuale disegno del prospetto principale è frutto di un successivo intervento dell'ingegner Mosca, risalente al 1836. All'interno si possono ammirare pregevoli statue lignee poste presso l'altar maggiore, mentre nella Sacrestia è conservata una singolare "macchina processionale" in cartapesta raffigurante la Resurrezione; degni di nota è anche il pulpito in stile eclettico, opera di Carlo Ceppi.
I bombardamenti del 1943, che causarono ingenti danni a tutto il circondario, danneggiarono gravemente il ciclo di affreschi ottocenteschi del Morgari e del Gonin. Contestualmente alle altre proprietà dell'Ordine Mauriziano presenti sul lato nord di Piazza della Repubblica, nel 2001 sono partiti dei lavori di restauro che prevedono un recupero architettonico e il ripristino della sottostante cripta.
[modifica] Il progetto The Gate
A partire dal 1996, l'intera area di Porta Palazzo è coinvolta in un processo di riqualificazione e rinnovamento urbanistico promosso dalla Città di Torino e da altre istituzioni pubbliche e private. Nel progetto The Gate - living not leaving, finanziato anche dall'Unione Europea, confluiscono capitali non inferiori a 100 miliardi di lire (circa 52 milioni di euro). Nell'arco di un decennio si aprono cantieri e si completano numerose opere, tutte inserite in un progetto globale che ha riqualificato l'arredo urbano di Porta Palazzo.
Tra i lavori ultimati si segnalano il sottopasso stradale di corso Regina Margherita che riduce sensibilmente il volume del traffico, la nuova pavimentazione in pietra di Luserna di Piazza della Repubblica, opere di restauro di antichi padiglioni e tettoie mercatali, la costruzione di una nuova struttura per il ricovero delle attrezzature per le bancarelle e la creazione del vicino Parco Archeologico, che valorizza i resti dell'antica Julia Augusta Taurinorum.
[modifica] L'associazione Emporion
Il 23 gennaio 2006, durante un convegno nella città catalana di Barcellona nasce Emporion, l'Associazione Europea dei Mercati. I soci fondatori sono quattro realtà significative del Vecchio Continente: il Kozponti Vásárcsarnok di Budapest, il Borough Market di Londra, La Boqueria di Barcellona e Porta Palazzo di Torino. Gli obiettivi che Emporion intende raggiungere sono molteplici, in primo luogo quello di ampliare la rete esistente con l'adesione di altri mercati. Gli esempi non mancano, basti pensare alla Vuccirìa di Palermo, al Mercato Egiziano di Istanbul e a Les Halles di Lione. Inoltre, Emporion individua la Commissione e il Parlamento Europeo come interlocutori di riferimento con cui costituire un accordo a tutela delle realtà rappresentate. Il sistema di valori che l'Associazione Europea dei Mercati vuole promuovere si affida a concetti di aggregazione sociale, scambio di opinioni, confronto multiculturale e salvaguardia della sicurezza alimentare.
[modifica] Note
- ^ Tratto a da: Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie, Stampa Alternativa, 2009.
- ^ http://www.ecoditorino.org/porta-palazzo-torino-il-mercato-allaperto-piu-grande-deuropa-come-meta-turisitca.htm
- ^ http://www.vincenzoreda.it/porta-palazzo-il-mercato-piu-grande-deuropa/
- ^ http://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187855-d1916474-Reviews-Mercato_di_Porta_Palazzo-Turin_Province_of_Turin_Piedmont.html
- ^ A seguito dal propagarsi dell'epidemia di colera nel centro della città, il mercato di Porta Palazzo fu ufficialmente trasferito nell'allora Piazza Vittoria il 29 agosto del 1835 per mezzo di un'ordinanza comunale che, per preservare le merci e contenere l'epidemia, vietò la vendita presso Piazza delle Erbe e Piazza Corpus Domini.
- ^ A tal proposito, negli anni Settanta, va ricordato l'operato della Parrocchia di Sant'Agostino e dell''Associazione Under 16.
- ^ Nella giornata del sabato, quando l'orario del mercato è prolungato anche fino al tardo pomeriggio.
- ^ È doveroso specificare che la piazza fino al 1860 era nota come via del Baluardo Settentrionale, per via dell'essere sorta sul tracciato delle antiche mura romane. Essa, alla fine del Ottocento, divenne via delle Ghiacciaie ed ereditò il nome di Piazza Emanuele Filiberto quando, nel 1946, la vicina piazza omonima divenne Piazza delle Repubblica.
- ^ Le uniche due della piazza ad essere scampate alla distruzione dei bombardamenti del 13 luglio 1943.
- ^ Progettato dal'architetto Rubatto e di cui conserva ancora la facciata barocca visibile da via della Basilica.
- ^ Una lapide, oggi scomparsa, posta al civico 3 di via della Basilica ricordava Vincenzo Virginio, figura importante per la storia dell'alimentazione subalpina: «...Nato in Cuneo nel 1752, morì in questa casa già Ospedale Mauriziano, il 5 maggio 1830. Insigne Filosofo, valente Agronomo in anni di funesta carestia introdusse, primo in Piemonte, la coltura delle patate». È singolare, forse emblematico, che un personaggio del genere abbia concluso la propria esistenza proprio nella zona di Porta Palazzo.
- ^ L'attuale Ospedale San Giovanni "vecchio".
[modifica] Bibliografia
- Fiorenzo Oliva, Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie, Stampa Alternativa, 2009
- Ilda Curti, Il Progetto Pilota Urbano «The Gate», in «Urbanistica Informazioni», n. 157, 1998
- Antonio De Rossi, Giovanni Durbiano, Torino 1980-2011. La trasformazione e le sue immagini, Umberto Allemandi & C., Torino 2006
- Michele Bonino, Padiglione dell’abbigliamento, in Michele Bonino, Giulietta Fassino, Davide Tommaso Ferrando, Carlo Spinelli (a cura di), Torino 1984-2008. Atlante di architettura, Urban Center Metropolitano, Umberto Allemandi & C., Torino 2008, scheda n. 9
- Alessandro Martini, Centro per il tessile a Porta Palazzo, in Maria Adriana Giusti, Rosa Tamborrino, Guida all’Architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006), Umberto Allemandi & C., Torino 2008, pp. 325-326
- Vera Comoli Mandracci, Torino, Laterza, Roma-Bari 1983 , pp. 132-142
- Dino Coppo, Anna Osella (a cura di), Il disegno di luoghi e mercati a Torino, Celid, Torino 2006 , pp. 321-347
- Luca Molinari, Massimiliano Fuksas. Opere e progetti 1970-2005, Skira, Milano 2005 , pp. 116-123
- Michele Bonino, Padiglione dell'abbigliamento, in Michele Bonino, Giulietta Fassino, Davide Tommaso Ferrando, Carlo Spinelli (a cura di), Torino 1984-2008. Atlante di architettura, Urban Center Metropolitano, Umberto Allemandi & C., Torino 2008, scheda n. 9
- Era Palafuksas ora è Palatino, in «Il Giornale dell’Architettura», n. 95, giugno, 2011
[modifica] Voci correlate
- Balôn
- Ordine Mauriziano
- Piazza delle Erbe
- Porta Palatina
- Julia Augusta Taurinorum
- Storia di Torino
- Emanuele Filiberto
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Porta Palazzo
[modifica] Collegamenti esterni
- Progetto The Gate
- Turisti per Casa, i multi eat-nic walk tour di Chef Kumalé a Porta Palazzo
- Il sito del libro Il mondo in una piazza, ambientato a Porta Palazzo
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