Aurora (Torino)

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Aurora
Aurora, giardini exGFT.JPG
Stato Italia Italia
Regione Piemonte Piemonte
Provincia Torino Torino
Città Torino-Stemma.svg Torino
Circoscrizione Torino VII Circoscrizione
Quartiere Aurora
Altri quartieri Borgo Rossini, Porta Palazzo, Valdocco, Borgo Dora
Codice postale 10151 - 10152
Abitanti 41 607 ab.

Coordinate: 45°04′59″N 7°41′17″E / 45.083056°N 7.688056°E45.083056; 7.688056

Aurora (Auròra in piemontese) è un quartiere della VII Circoscrizione di Torino, molto vicino al centro storico cittadino.

È delimitato:

Sviluppo e collocazione[modifica | modifica wikitesto]

Ad oggi, il quartiere si estende su entrambe le rive del fiume Dora ed è caratterizzato da cinque nuclei nettamente distinguibili:

Aurora è un quartiere ricco di edifici che attestano le molte trasformazioni subite dalle borgate che lo compongono nel corso di oltre tre secoli. Restano alcune tracce delle canalizzazioni e delle officine azionate dall'energia idraulica. Gli edifici industriali testimoniano i mutamenti avvenuti nelle aziende dall'inizio del secolo.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del toponimo Aurora va ricondotta a un'antica cascina posta indicativamente al centro del quartiere (all'angolo fra gli odierni corso Giulio Cesare e corso Emilia), nel luogo, per l'esattezza, dove oggi sorge Casa Aurora. L'edificio, che nelle carte topografiche ottocentesche risulta come cascina l'Aurora, fu trasformato dapprima in un opificio tessile (nel 1869) e, nel secolo successivo, ospitò il Gruppo Finanziario Tessile (GFT), azienda produttrice di abiti pronti; nel 1984 l'intero complesso fu ridisegnato dal celebre architetto Aldo Rossi e proprio da allora è noto come Casa Aurora.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stazione Porta Milano (Ex Ciriè-Lanzo)
Scorcio di Borgo Dora

Già in epoca romana e fino al Medioevo, qui un ponte rappresentava l'unico attraversamento della Dora Riparia a Torino; dal tardo Medioevo, lungo un canale derivato dalla Dora, e che prese il nome di canale dei Mulini, si stabilì un primo nucleo di opifici dotati di ruote idrauliche. Esso prese consistenza tra il Seicento ed il Settecento insieme all'abitato fuori dalla porta Doranea (corrispondente circa all'attuale piazza della Repubblica). Nel borgo Dora avevano sede concerie, battitori da panno, peste da canapa e da olio; su essi dominava il grande complesso dei Molassi, i più importanti mulini per granaglie della città, di origine medioevale, ristrutturati nel Settecento, con relativo canale a cielo aperto, poi interrato. Vi erano inoltre due setifici, costruiti alla fine del Seicento, considerati come le prime industrie del Regno Sabaudo, di cui oggi non rimane traccia. Infine, qui sorgeva la Regia Polveriera, oggi trasformata in Arsenale della Pace, a cura del Sermig.

Storico quartiere popolare, ricevette un intenso fenomeno di inurbazione dalla fine del XVIII secolo, in particolare sotto il regno del re di Savoia Vittorio Amedeo III. Intenso sviluppo ricevette anche durante gli anni della grande industrializzazione torinese (confina oltretutto con altri borghi tipicamente popolari, tra cui Vanchiglia).

Nel 1832 apre a Borgo Dora la Piccola Casa della Divina Provvidenza, meglio conosciuta come il Cottolengo, dal nome del suo fondatore.

L'ex Caserma Cavalli sede della Scuola Holden

Nel 1850 Borgo Dora contava più di 20.000 abitanti, per gran parte operai, tanto da essere considerato il quartiere operaio più grande di Torino. Durante la seconda guerra mondiale fu fortissima la resistenza antifascista, il quartiere divenne poi zona di immigrazione nel secondo dopoguerra, quando molte grandi fabbriche trasferino ad Aurora le proprie officine e, contestualmente, si svilupparono molte piccole imprese (artigiane, commerciali e di servizi).

Nel 1964, su iniziativa di Ernesto Olivero, viene fondato a Torino il Sermig (Servizio Missionario Giovani), con l'obiettivo di aiutare i bisognosi in città. Nel 1983 il Sermig decide di investire sul quartiere che sta lentamente diventando uno dei simboli dell'immigrazione extracomunitaria. In particolare trasferisce la sua sede nel cosiddetto Arsenale della Pace: originariamente un'antica fabbrica di armi in disuso, dal 1983 grazie anche al lavoro gratuito di tanti giovani che credono nel progetto di Olivero, si trasforma in una sorta di monastero metropolitano aperto 24 ore su 24, punto di riferimento per i bisognosi in città.

Sul finire degli anni ottanta il quartiere, a forte impronta industriale, comincia un declino di residenti in concomitanza con la chiusura di molte fabbriche (su tutte la Fiat Grandi Motori di via Cuneo). Giocano sul destino del quartiere le dismissioni di imponenti fabbriche nei quartieri confinanti, soprattutto in Borgata Vittoria e San Donato.

L'Ospedale '"Astanteria Martini" di largo Cigna, nato nel 1922, è stato chiuso nell'anno 1997, rendendo lo stabile un ricovero di senzatetto per parecchi anni. Attualmente l'area è interessata da progettazione regionale per una futura riqualificazione e recupero funzionale.

Negli anni ottanta viene chiusa la stazione di testa della ferrovia Torino-Ceres (stazione di Torino Porta Milano di corso Giulio Cesare), arrestando il capolinea alla stazione di Torino Dora GTT.

Il quartiere è ad oggi a forte presenza extracomunitaria, così come il vicino quartiere di Barriera di Milano e, di tutta la zona nord della città.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere, attraverso il corso Giulio Cesare e/o le linee di trasporto pubblico, è ben servito per i collegamenti con:

La zona è ricca inoltre di ristoranti, soprattutto etnici, bar, pizzerie, locali per lo svago notturno. Oltre alla sede della circoscrizione, dei vigili urbani, della ASL e della SMAT, Aurora ospita anche la biblioteca civica Dina Rebaudengo e la biblioteca musicale Andrea Della Corte, sono inoltre, presenti una serie di servizi socio assistenziali e diverse associazioni culturali. Il quartiere ospita la Piccola Casa della Divina Provvidenza, comunemente detta il Cottolengo,[2] che tiene in degenza in special modo malati con handicap fisici e mentali ed anche l'istituto di ricerca in campo economico e sociale Fondazione Rosselli.

La recente riqualificazione[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni progetti di riqualificazione stanno interessando il quartiere. In particolare l'intervento sul rione di Porta Palazzo, ha comportato la costruzione di un sottopasso veicolare sull'asse di corso Regina Margherita che libera dal traffico piazza della Repubblica. Nell'area mercatale, è stata rifatta una nuova pavimentazione della piazza in pietra di Luserna e dove in precedenza sorgeva il mercato dell'abbigliamento, si è costruito l'edificio, in vetro traslucido e di chiara impronta contemporanea, denominato PalaFuksas (dall'architetto Massimiliano Fuksas che l'ha progettato) ma che ancora aspetta una definitiva destinazione d'uso. Nuova destinazione d'uso e riqualificazione è prevista anche per le ex officine Fiat Grandi Motori tra corso Vercelli e via Cuneo. Sono in corso i lavori per la realizzazione del nuovo Headquarter della Lavazza con annessa la nuova sede dello IAAD (Istituto d'Arte Applicata e Design). Nel quartiere è presente anche la Scuola Holden di scrittura e storytelling.

Linfa e vitalità al rione di Borgo Dora derivano inoltre dall'aerostato Turin Eye che da un'altezza di 150 m offre ai suoi passeggeri un'ampia vista sulla città, e dal famoso mercatino di Natale che ogni anno, sempre più intensamente, le prime settimane di dicembre, richiama in zona numerosi turisti e curiosi.

Il quartiere è inoltre interessato dai lavori del passante ferroviario e dalla creazione del boulevard della Spina. Quest'ultima permetterà una nuova riqualificazione ed un ricongiungimento con il quartiere di San Donato.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del Ponte Mosca
  • Chiesa di San Gioacchino. Nata in sostituzione dell'antica chiesa parrocchiale del Balon dedicata ai SS. Simone e Giuda, la chiesa di San Gioacchino è stata edificata su progetto dell'architetto Carlo Ceppi tra il 1876 ed il 1882. Semidistrutta da una bomba durante la seconda guerra mondiale (bombardamento del 13 luglio 1943), venne ricostruita nel 1946. È a tre navate, divise da colonne in marmo "rosso di Verona"; l'altar maggiore presenta un baldacchino di marmo; a capo delle navate laterali sono state ricostruite le Cappelle, rispettivamente dedicate al S. Cuore di Gesù ed al Cuor di Maria; il gruppo ligneo di "San Giuseppe e Gesù Bambino" è del Meissner (val Gardena), il pulpito in legno scolpito è dell'architetto Baiano. Gli affreschi della "Via Crucis", danneggiati, sono stati restaurati nel 1952 dal prof. Emilio Fiorio.
  • Mercato di Porta Palazzo. Aperto tutti i giorni feriali, rappresenta il cuore multietnico di Torino. L'area mercatale di Porta Palazzo si trova a ridosso delle romane Porte Palatine, ed ha subito negli ultimi anni una profonda riqualificazione che tuttavia necessita ancora di una forte implementazione. Spicca l'antica tettoia dell'orologio in art nouveau, costruita in ghisa, ferro e vetro. Attualmente è il mercato all'aperto più grande d'Europa con quasi 1.000 banchi mobili per la vendita di prodotti ortofrutticoli, alimentari e d'abbigliamento.
  • Ponte Mosca. Si tratta di un ponte in pietra sulla Dora Riparia edificato tra il 1823 ed il 1830, sostituisce un vecchio e non più funzionale ponte in legno e prende il nome dall'architetto Carlo Bernardo Mosca che ne curò il progetto. Questo ponte che certamente rappresenta l'opera architettonica più ardita della Torino ottocentesca, è lungo 50 metri, ha una sola campata ed un arco fortemente ribassato. Per la sua realizzazione occorse modificare l'alveo della Dora Riparia nel tratto in prossimità del ponte e predisporre una particolare armatura che ne evitasse il crollo.
  • Santuario di Maria Ausiliatrice. Inaugurato il 9 giugno 1868, il santuario fu voluto da San Giovanni Bosco, del quale conserva le spoglie. Fu eretto dall'ingegnere Antonio Spezia. Intorno proliferano le attività gestite dai Salesiani prettamente dedicate ai giovani, quali scuole e oratori.
  • San Pietro in Vincoli. Cimitero progettato nel 1777 dall'architetto Francesco Dellala di Beinasco su iniziativa di Vittorio Amedeo III, presenta una tipologia a corte e porticato coperto. Caduto in uno stato di grave abbandono, nel 1988 il Comune di Torino ha effettuato un radicale restauro. Fino al 2008, parte dell'edificio ha ospitato la Biblioteca Internazionale di Cinema e Fotografia Mario Gromo, mentre lo splendido cortile porticato è tuttora utilizzato per manifestazioni all'aperto.
  • Stazione di Torino Porta Milano. Ormai dismessa, chiamata ufficialmente stazione di Porta Milano, oggi ospita la sede distaccata del Museo Ferroviario Piemontese e l'officina manutentiva dei rotabili del Gruppo Torinese Trasporti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bracco G., Acque, ruote e mulini a Torino, Archivio storico, Torino 1988;
  • Calia M., Nuovi segni sulle antiche tracce: l'area dell'Arsenale Militare di Borgo Dora a Torino, Tesi di laurea, Politecnico di Torino, Facoltà di Architettura, 2001;
  • Magnaghi A., Monge M., Re L, Guida all'architettura moderna di Torino, Lindau, Torino 1995;
  • Passanti M., Lo sviluppo urbanistico di Torino dalla fondazione all'unità d'Italia, Quaderni di studio, Torino 1969;
  • Rossi A., L'architettura della città, CittàStudiEdizioni, Torino 1995.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gruppo Finanziario Tessile: Casa Aurora, Torino Turistica - Servizio Telematico Pubblico - Città di Torino.
  2. ^ L'origine del nome Cottolengo è da far risalire al cognome del sacerdote fondatore della struttura: Giuseppe Benedetto Cottolengo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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