Hosni Mubarak
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| Hosnī Mubārak | ||||
| Luogo di nascita | Kafr el-Musilha | |||
| Data di nascita | 4 maggio 1928 | |||
| Mandato | dal 1981 | |||
| Predecessore | Anwar al Sadat | |||
| Successore | in carica | |||
Muḥammad Ḥosnī Sayyid Ibrāhīm Mubārak, comunemente conosciuto come Hosnī Mubārak (arabo: محمد حسنى سيد إبراهيم مبارك, Muḥammad Ḥusni Sayyid Ibrāhīm Mubārak; Kafr el-Musilha, 4 maggio 1928), è un politico egiziano, e il quarto Presidente dell'Egitto da oltre un quarto di secolo, cioè fin dal 14 ottobre 1981.
Mubārak è stato nominato Vice-Presidente della Repubblica d'Egitto dopo una brillante carriera militare svolta nei ranghi dell'arma aeronautica egiziana. Assunse la Presidenza, succedendo al Presidente Anwar al-Sādāt, a seguito dell'assassinio di questi il 6 ottobre 1981.
In quanto Presidente dell'Egitto è considerato uno dei più potenti leader della regione vicino-orientale. Grazie alla Costituzione del 1971, il Presidente Mubārak ha esercitato un forte controllo del Paese.
[modifica] Biografia
Mubārak è nato il 4 maggio 1928 a Kafr el-Musilha, nel governatorato egiziano di al-Manūfiyya. Dopo aver completato le scuole superiori, entrò nell'Accademia Militare Egiziana, dove ricevette il diploma in Scienze Militari nel 1949. Nel 1950 entrò nell'Accademia Aeronautica e alla fine conseguì un Diploma in Scienze Aeronautiche e fu assegnato agli Squadroni Bombardieri. Parte del suo addestramento da pilota che egli completò fu da lui ricevuto nella Scuola sovietica di Addestramento Piloti di Frunze (attualmente Bishkek), nella Repubblica Sovietica del Kyrgyzstan. Nella sua progressione militare di comando fu dapprima pilota, quindi istruttore, comandante di Squadrone Aereo e comandante di Base Aeronautica. Nel 1964 fu nominato capo della Delegazione Militare Egiziana in URSS.
Negli anni 1967-1972, durante la Guerra d'Attrito fra Egitto e Israele, voluta da Jamāl ʿAbd al-Nāṣir, Mubārak fu nominato Direttore dell'Accademia Aeronautica e Capo di Stato Maggiore delle Forze Aeree Egiziane. Nel 1972 divenne Comandante delle Forze Aeree Egiziane e vice-Ministro della Guerra. Nell'ottobre 1973, in seguito alla "Guerra d'Ottobre", conosciuta anche come guerra del Kippur o guerra del Ramadan, Mubārak fu promosso al rango di Maresciallo dell'Aria. Nell'aprile 1975 fu nominato Vice-Presidente dell'Egitto e, nel 1978, fu scelto come Vice-Presidente del Partito Nazionale Democratico (NDP).
A seguito dell'assassinio del Presidente Anwar al-Sādāt da parte di fondamentalisti nel 1981, Mubārak diventò Presidente della Repubblica Araba d'Egitto e Presidente del Partito Democratico Nazionale (NDP). Mubārak è sfuggito a non meno di sei tentativi di omicidio. [1].
Hosni Mubārak è sposato con Suzanne Mubārak e ha due figli: ʿAlāʾ e Jamāl Mubārak.
[modifica] L'Egitto sotto Mubārak
Il Presidente Mubārak è stato ri-eletto a grande maggioranza dei voti nei referendum elettorali per quattro volte: nel 1987, 1993, 1999 e 2005. I risultati di queste elezioni sono stati criticati dagli osservatori occidentali per le modalità in cui esse si sono svolte. Nessuno infatti ha partecipato in concorrenza col Presidente a causa delle restrizioni costituzionali adottate in un Paese in cui l'Assemblea del Popolo ( Majlis al-Shaʿb ), ossia il Parlamento monocamerale egiziano, gioca un ruolo assolutamente determinante nell'eleggere il Presidente della Repubblica. Tuttavia, nel febbraio 2005, Mubārak promulgò un emendamento costituzionale che permetteva ad altri partiti politici di concorrere alle elezioni contro il Presidente uscente. Come però era chiaro a tutti gli osservatori neutrali, Mubārak fu rieletto per la quarta volta.
A seguito delle crescenti pressioni interne e internazionali, per l'avvio di riforme democratiche in Egitto, il 26 febbraio 2005 Mubārak chiese alla stampa a lui asservita e al Parlamento che egli teneva sotto stretto controllo che si emendasse la Costituzione per permettere un'elezione multi-partitica per il settembre successivo. Prima, però, Mubārak si garantì la propria posizione con la nomina ottenuta dal Parlamento, poi sanzionata senza opposizioni in un referendum.
Il ballottaggio del settembre 2005 fu peraltro un'elezione con vari candidati più che un referendum vero e proprio, ma le istituzioni elettorali e l'apparato di controllo rimase sotto il controllo presidenziale. Gli strumenti di comunicazione di massa ufficiali, inclusi i tre quotidiani governativi e la televisione di Stato si espressero nell'identico modo a favore della linea politica descritta da Mubārak. In anni recenti tuttavia si è verificato un lento ma progressivo rafforzamento degli organi di comunicazione "liberi" ed è accaduto che giornali indipendenti abbiano criticato talora il Presidente e la sua famiglia, essendo ben nota la propensione di Mubārak a che suo figlio Jamāl possa a suo tempo succedergli.
Il 28 luglio, Mubārak annunciò la sua candidatura, come ampiamente atteso da tutti. Per l'elezione prevista per il 7 settembre ci fu il consueto dispiegamento di mezzi statali per appoggiare la candidatura presidenziale. Osservatori neutrali hanno sottolineato inoltre come fossero migliaia i voti falsificati a favore di Mubārak, espressi da elettori che non si erano precedentemente registrati e che non avrebbero quindi potuto recarsi ai seggi. L'8 settembre il dott. Ayman Nūr, il candidato del partito al-Ghad (Domani), contestò i risultati elettorali e chiese la ripetizione delle elezioni. Il 9 settembre il Comitato Elettorale Egiziano, formato da numerosi giudici indipendenti rigettò la domanda di Ayman Nūr che fu poco dopo pretestuosamente arrestato.
Malgrado questi rapporti non certo confortanti degli osservatori neutrali, un sondaggio organizzato dal Pew Research Center ha indicato che una stragrande maggioranza di Egiziani esprime in effetti fiducia nella leadership di Mubārak, con circa l' 86% degli intervistati compresi nella fascia di coloro che hanno indicato di avere "molta fiducia" o "abbastanza fiducia" nella leadership di Mubārak. Question 40, Poll
[modifica] Il rientro dell'Egitto nella Lega Araba
L'Egitto è stato l'unico paese nella storia della Lega Araba a essere sospeso a causa della politica del Presidente al-Sādāt che firmò un Trattato di pace con Israele e che però fu riammesso nella Lega - otto anni dopo l'assassinio di Sādāt (6 ottobre 1981) - nel 1989, sotto la Presidenza Mubārak. La sede principale della Lega è stata ricollocata nel medesimo complesso di edifici al Cairo. [2] Tuttavia Mubārak cominciò a perdere sostegni a metà degli anni '90. La crisi economica dei primi degli anni '90 fu imponente. Secondo l' Indice che valuta l'attenzione garantita ai Diritti Umani, l'Egitto occupa il 119° posto su 177 nazioni e viene valutato con un indice di 0,659 su 1.
[modifica] Mubārak e la corruzione
Un duro colpo alla credibilità di Mubārak intervenne allorquando circolarono notizie sul fatto che suo figlio ‘Alā’ era stato favorito dal governo nei processi di privatizzazione avviati dal padre. L'organizzazione Transparency International (TI) che si occupa di valutare tra l'altro l'indice di corruzione politica di un Paese, colloca l'Egitto al 70° posto su 159 nazioni.
[modifica] Timori di una dittatura familiare
Oltre alle voci sul favoritismo che avrebbe avvantaggiato suo figlio ʿAlāʾ prima del suo defilarsi intorno all'anno 2000, un elemento di forte inquietudine è quello che deriva dall'ambizione politica dell'altro figlio di Mubārak, Jamāl, la cui ascesa all'interno del Partito Nazional Democratico si è accompagnata all'ingresso di una generazione di neo-liberisti, passo preliminare per il successivo ingresso nel Governo. Voci sempre più insistenti parlano di una successione in pectore di Jamāl alla Presidenza della Repubblica, secondo una tradizione nepotistica che spesso in Egitto ha avuto modo di manifestarsi pesantemente. Bisogna dire che tale sospetto è stato smentito più volte ma questo non ha fatto diminuire i timori e le ansie di chi vorrebbe uno sviluppo in senso democratico del regime egiziano, finora caratterizzato dal forte peso dell'apparato militare.
[modifica] Cambiamenti sulla scena economica
Nel luglio 2004, Mubārak accolse le dimissioni del Primo Ministro Atef ʿEbeyd e di tutto il suo Gabinetto. Mubārak nominò quindi Ahmed Nazif nuovo Primo Ministro. La nuova compagine ministeriale è stata accolta con un moderato ottimismo, anche per un miglioramento della declinante situazione economica dell'Egitto. Il mercato egiziano è diventato percentualmente il primo paese fra quelli emergenti nell'anno fiscale 2004/2005. Persiste però una forte disoccupazione e Mubārak è stato criticato per aver favorito il grande capitale e le privatizzazioni dell'imponente comparto pubblico dell'economia, avvilendo i diritti dei lavoratori.
[modifica] Guerre e vantaggi monetari derivanti dalla prima Guerra del Golfo Persico
Il Presidente Mubārak si è espresso contro la guerra in Iraq del 2003 voluta dagli USA e dalla Gran Bretagna, affermando che la situazione Israelo-palestinese avrebbe dovuto essere affrontata per prima. L'Egitto era un membro della coalizione alleata nella I guerra del Golfo del 1991 (se non si considera il lungo conflitto fra Iraq e Iran che l'aveva preceduta) e i fanti egiziani erano stati tra i primi militari a sbarcare in Kuwait per impegnare le forze armate irachene, godendo per questo di grandi, ma non precisati, vantaggi economici elargitigli dagli USA. [3] In questa sua partecipazione convinta si dice che l'Egitto abbia sofferto pesanti perdite in vite umane, anche se mancano conferme o smentite ufficiali in merito. Secondo Reporters Senza Frontiere i media egiziani sono collocati per libertà d'espressione al 143° posto su 167 nazioni considerate [4].
[modifica] Mubārak e la Chiesa copta
Prima che Mubārak assumesse la Presidenza, il precedente Presidente egiziano Anwar al-Sādāt aveva ordinato a Papa Shenuda III, il capo della Chiesa Ortodossa Copta, di ritirarsi in esilio nel monastero di San Bishoi. In aggiunta, otto vescovi, 24 sacerdoti e molti altri eminenti personalità copte furono posti agli arresti. Sādāt rimpiazzò la gerarchia ecclesiastica con un Comitato di 5 vescovi e si riferì a Papa Shenūda come all'"ex-papa".
Più di tre anni dopo l'assassinio di Sādāt nel 1981 e la salita al potere di Mubārak, il Presidente richiamò dall'esilio Papa Shenūda III d'Alessandria, il 2 gennaio 1985. Questi tornò al Cairo per celebrare la festività natalizia del 7 gennaio (secondo il calendario copto), e la folla che lo accolse fu valutata in più di 10.000 persone. I cristiani hanno goduto di diritti umani e religiosi relativamente migliori sotto Mubārak, con la loro festività del 7 gennaio riconosciuta come festività nazionale nel 2002.
[modifica] Venticinque anni di Stato d'Emergenza
Recentemente si è cominciato a criticare l'abnorme estensione dello Stato d'Emergenza decretato 25 anni fa a seguito dell'assassinio del Presidente al-Sādāt (nel 1981) ma finora nulla è stato modificato in merito.
[modifica] Responsabilità politiche e militari
- Ri-eletto per il quinto mandato presidenziale (Settembre 2005)
- Presidente del G-15 (1998&2000)
- Ri-eletto per il quarto mandato (1999)
- Presidente del Summit Arabo dal giugno (1996)
- Presidente dell' Organizzazione per l'Unità Africana "OUA"(1993 - 1994)
- Ri-eletto per il terzo mandato presidenziale (1993)
- Presidente dell' Organizzazione per l'Unità Africana "OUA" (1989 - 1990)
- Ri-eletto per il secondo mandato presidenziale (1987)
- Presidente del Partito Nazionale Democratico (1982)
- Presidente della Repubblica (1981)
- Vice-Presidente del Partito Nazionale Democratico) (1979)
- Vice-Presidente della Repubblica Araba d'Egitto (1975)
- Promosso al rango di Tenente Generale (1974)
- Comandante dell'Aeronautica Militare e vice-Ministro della Guerra (1972)
- Chief of Staff of the Air Force (1969)
- Direttore dell'Accademia Aeronautica (1968)
- Comandante della Base Aerea di Cairo Ovest (1964)
- Distaccato all'Accademia Militare sovietica di Frunz(1964)
- Docente all'Accademia Aeronautica (1952 - 1959)
[modifica] Collegamenti esterni
- Pagina del Governo egiziano
- Un'altra pagina governativa egiziana
- Sito del candidato alle elezioni, di W.H
| Predecessore: | Presidente dell'Egitto | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Anwar al-Sādāt | 1981- | - |
| Predecessore: | Presidente dell'Unione per il Mediterraneo | Successore: | |
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| - | 2008 - in carica | - |

