Maria Antonia di Borbone-Napoli

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María Antonia di Borbone
María Antonia di Borbone
Principessa delle Asturie
Stemma
Nome completo Maria Antonietta Teresa Amelia Giovanna Battista Francesca Gaetana Maria Anna Lucia
Nascita Reggia di Caserta, Caserta, 14 dicembre 1784
Morte Palazzo reale di Aranjuez, Aranjuez, 21 maggio 1806
Luogo di sepoltura Monastero dell'Escorial, Spagna
Padre Ferdinando I delle Due Sicilie
Madre Maria Carolina d'Austria
Consorte Ferdinando, Principe delle Asturie
Regno di Napoli e Sicilia
(1734-1816)
Regno delle Due Sicilie
(1816-1860)
Borbone di Napoli

Coat of arms of the Kingdom of the Two Sicilies.svg

Carlo VII (1734-1759)
Ferdinando IV (1759-1816)
poi Ferdinando I (1816-1825)
Francesco I (1825-1830)
Ferdinando II (1830-1859)
Francesco II (1859-1894)
Alfonso (1894-1934)
Ferdinando Pio (1934-1960)

Maria Antonia di Napoli e Sicilia (conosciuta anche come Maria Antonietta di Borbone principessa delle Due Sicilie[1]; Caserta, 14 dicembre 1784Aranjuez, 21 maggio 1806) fu la prima consorte del principe delle Asturie Ferdinando (1784-1833), futuro re di Spagna con il nome di Ferdinando VII.

Famiglia d'origine[modifica | modifica sorgente]

Maria Antonia era una delle figlie minori di Ferdinando I di Borbone (1751-1825), re delle Due Sicilie, e della sua consorte Maria Carolina d'Asburgo-Lorena (1752-1814)[1].
I suoi nonni paterni erano il re Carlo III di Spagna e la regina Maria Amalia di Sassonia; quelli materni l'imperatrice d'Austria Maria Teresa d'Asburgo e il Sacro Romano Imperatore Francesco I di Lorena.
Ricevette il nome di Antonia in onore della sorella preferita di sua madre, la regina di Francia Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena. Un testimone la descrisse con le seguenti parole: "La principessa delle Asturie è una degna nipote di Maria Teresa d'Austria, e sembra aver ereditato il suo carattere come anche le sue virtù".

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Maria Antonia contrasse matrimonio con Ferdinando, principe delle Asturie, il 6 ottobre del 1802 a Barcellona[1]; nel medesimo tempo suo fratello maggiore Francesco si sposò con l'infanta Maria Isabella di Spagna, sorella di Ferdinando.

La Principessa delle Asturie morì prematuramente il 21 maggio del 1806 di tubercolosi, non ebbe figli, poiché due gravidanze, rispettivamente nel 1804 e nel 1805, terminarono con due aborti.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa - nastrino per uniforme ordinaria Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Maria Antonia di Napoli e Sicilia Padre:
Ferdinando I delle Due Sicilie
Nonno paterno:
Carlo III di Spagna
Bisnonno paterno:
Filippo V di Spagna
Trisnonno paterno:
Luigi, il Gran Delfino
Trisnonna paterna:
Maria Anna Vittoria di Baviera
Bisnonna paterna:
Elisabetta Farnese
Trisnonno paterno:
Odoardo II Farnese
Trisnonna paterna:
Dorotea Sofia di Neuburg
Nonna paterna:
Maria Amalia di Sassonia
Bisnonno paterno:
Augusto III di Polonia
Trisnonno paterno:
Augusto II di Polonia
Trisnonna paterna:
Cristiana Eberardina di Brandeburgo-Bayreuth
Bisnonna paterna:
Maria Giuseppa d'Austria
Trisnonno paterno:
Giuseppe I d'Asburgo
Trisnonna paterna:
Amalia Guglielmina di Brunswick e Lüneburg
Madre:
Maria Carolina d'Asburgo-Lorena
Nonno materno:
Francesco I di Lorena
Bisnonno materno:
Leopoldo di Lorena
Trisnonno materno:
Carlo V di Lorena
Trisnonna materna:
Eleonora Maria Giuseppina d'Austria
Bisnonna materna:
Elisabetta Carlotta di Borbone-Orléans
Trisnonno materno:
Filippo I di Borbone-Orléans
Trisnonna materna:
Elisabetta Carlotta del Palatinato
Nonna materna:
Maria Teresa d'Austria
Bisnonno materno:
Carlo VI d'Asburgo
Trisnonno materno:
Leopoldo I d'Asburgo
Trisnonna materna:
Eleonora del Palatinato-Neuburg
Bisnonna materna:
Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel
Trisnonno materno:
Luigi Rodolfo di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna materna:
Cristina Luisa di Öttingen

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Darryl Lundy, Genealogia di Maria Antonia di Borbone-Napoli, thePeerage.com, 23 maggio 2004. URL consultato il 16 novembre 2009.

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