Elisabetta Carlotta del Palatinato

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Elisabetta Carlotta Wittelsbach
The Duchess of Orléans by Rigaud.jpg
Duchessa d'Orléans
Altri titoli Contessa Palatina del Reno

Duchessa di Baviera.

Nascita Castello di Heidelberg, Heidelberg, Baden-Württemberg, Germania, 27 maggio 1652
Morte Castello di Saint-Cloud, Parigi, Francia, 8 dicembre 1722
Luogo di sepoltura Basilica di Saint-Denis
Padre Carlo I Luigi, Elettore Palatino
Madre Langravina Carlotta d'Assia-Kassel
Consorte Filippo I, Duca d'Orléans
Figli Filippo II, Duca d'Orléans
Elisabetta Carlotta, Duchessa di Lorena
Religione calvinismo poi cattolica romana

Elisabetta Carlotta del Palatinato, Duchessa d'Orléans, in tedesco Elisabeth Charlotte von der Pfalz (Heidelberg, 27 maggio 1652Castello di Saint-Cloud, 8 dicembre 1722), fu una principessa tedesca e moglie di Filippo I d'Orléans, fratello minore di Luigi XIV di Francia. La sua vasta corrispondenza fornisce un resoconto dettagliato delle personalità e delle attività alla corte di suo cognato, Luigi XIV.

Insieme con il marito, il Duca d'Orléans, sono i fondatori dell'attuale Casato degli Orléans - il loro unico figlio maschio sopravvissuto Filippo Carlo d'Orléans, divenne Reggente di Francia durante la minore eta di Luigi XV di Francia. È anche antenata di Francesco Stefano di Lorena e di Luigi Filippo di Francia e quindi molte case reali d'Europa come quella spagnola, italiana, bulgara, austriaca, toscana, napoletana discendono da lei.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Elisabetta Carlotta nacque il 27 maggio 1652 nel castello di Heidelberg da Carlo I Luigi, Elettore Palatino, figlio del re Federico I di Boemia, appartenente al Casato dei Wittelsbach, e dalla Langravina Carlotta d'Assia-Kassel.

Durante l'infanzia venne conosciuta come Liselotte, una miscela dei suoi nomi. I suoi genitori avevano contratto un infelice matrimonio dinastico e nel 1653 suo padre cominciò una relazione con Marie Luise von Degenfeld, una delle dame di sua moglie. Egli pretendeva di sposarla senza il beneficio di un divorzio giudiziale e affermò di volerlo fare per legittimare i figli bastardi. Liselotte aveva cinque anni quando fu mandata a vivere con la sorella del padre, Sofia, moglie di Ernesto Augusto, Elettore di Hannover.

Ricordò sempre il periodo trascorso con la zia come il più felice della sua vita, anche se divenne abbastanza legata alle sorellastre minori da corrispondere con loro almeno settimanalmente dopo il suo matrimonio. Nel 1663, Liselotte dovette far ritorno ad Heidelberg, dove visse con la matrigna, i quindici fratellastri e il fratello, il futuro Carlo II, Elettore Palatino.

Avrebbe presumibilmente voluto sposare suo cugino Guglielmo III d'Orange, che in seguito sarebbe diventato re d'Inghilterra, anche se la sua famiglia riteneva che necessitavano sacrifici in modo da fare un matrimonio più vantaggioso con il fratello del re di Francia da poco rimasto vedovo, precedentemente sposato con Enrichetta Anna d'Inghilterra.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Liselotte da giovane.

Il 16 novembre 1671, si sposò per procura a Metz. Con la predisposizione, dopo aver lasciato il regno di suo padre, ma prima di arrivare in Francia, si convertì ufficialmente al cattolicesimo. Alla corte francese suo marito Filippo era conosciuto con il tradizionale titolo onorifico di Monsieur. Di conseguenza, Elisabetta Carlotta, assunse il titolo di Madame.

Elisabetta Carlotta fu molto legata alle sue due figliastre Maria Luisa ed Anna Maria. Quando Maria Luisa lasciò la Francia per sposare Carlo II di Spagna nel 1679, Liselotte l'accompagno fino ad Orléans.

Le inclinazioni omosessuali di suo marito erano ben conosciute a corte. Elisabetta Carlotta confidò perfino che egli aveva bisogno di "rosari e sante medaglie avvolte nel posto appropriato per eseguire l'atto necessario" con lei.

Elisabetta Carlotta obbiettò dei soldi spesi per i suoi favoriti e l'esercizio della loro influenza su lui per arricchirsi. In proposito disse:

«Potrei sopportarlo solo se Monsieur sperperasse le sue sostanze al gioco, ma a volte egli dà via più di 100.000 franchi in un colpo solo, e tutte le economie si ripiegano su di me ed i bambini. Ciò non è affatto piacevole, oltre ad avermi messo in una posizione dove, come Dio mi è testimone, dovremmo vivere completamente della carità del Re, che è una cosa miserabile»

Elisabetta Carlotta ebbe appartamenti a Versailles, l'uso del Palais-Royal a Parigi, e la sua residenza preferita, il bellissimo castello di Saint-Cloud, alla periferia di Parigi, che fu la dimora principale della coppia quando non soggiornavano al palazzo di Versailles. Liselotte ebbe anche un appartamento nella residenza privata del re, il castello di Marly. Nei suoi anni di vedovanza avrebbe soggiornato presso il Grand Trianon, costruito da suo cognato.

Il matrimonio in un primo momento si rivelò felice, con la nascita di due eredi maschi. Dopo la morte del primogenito della coppia, il duca di Valois, Elisabetta Carlotta cadde in depressione ed era preoccupata per la sua terza gravidanza. Dopo questa nascita, il rapporto tra marito e moglie non fu mai così intimo quanto lo era stato. La coppia ebbe in totale tre figli: dopo la nascita di Elisabetta Carlotta (futura duchessa di Lorena), la coppia di comune accordo interruppe le relazioni coniugali. Filippò torno dai i suoi favoriti e Liselotte alle sue lettere.

Le sue lettere a sua zia Sofia e ad altri creano non solo un quadro vivido della vita durante il regno di Luigi XIV, ma anche del periodo della Reggenza di suo figlio, Filippo. Esse riflettono la sua alienazione dal marito e da altri membri della famiglia, così come le sue calde relazioni con il re, e con suo figlio, sua la figlia e le sue due figliastre.

Vita di corte[modifica | modifica wikitesto]

Liselotte con i figli, Philippe ed Élisabeth Charlotte.

In quanto fratello e cognata del re, Filippo e Liselotte presenziavano abitualmente a corte, dove il rango di Fils de France spettante al duca d'Orléans garantiva la precedenza su tutti eccetto che la regina, le mogli dei figli e nipoti del re e sulla sua Maîtresse-en-titre. Quest'ultima posizione infastidiva Liselotte che non amava i figli illegittimi del re, soprattutto Luigi Augusto, duca del Maine.

La figlia minore di Madame de Montespan, Francesca Maria di Borbone, finì con lo sposare suo figlio. Nessun incentivo rese mai Elisabetta Carlotta favorevole al matrimonio. Quando scoprì che suo figlio aveva acconsentito su insistenza del re, gli diede uno schiaffo davanti a tutta la corte, e voltò le spalle al re quand'egli la salutò con un inchino. In seguito scrivendo sull'argomento:

«Se, versando il mio stesso sangue, avessi potuto impedire il matrimonio di mio figlio, lo avrei fatto volentieri, ma poiché la cosa è stata fatta, non ho avuto altro desiderio che preservare l'armonia»

Dopo che il re trasferì il suo affetto dalla Montespan alla Maintenon, Elisabetta Carlotta divenne ossessivamente risentita e sospettosa verso quest'ultima. Elisabetta Carlotta si riferisce a lei come la "vecchia prostituta del re", la "vecchia strega", e la "vecchia puttana".

Oltre alle lettere a sua zia Sofia e alle sue sorellastre morganatiche (dette le Raugravine), ella corrispose anche con l'ex cortigiano Gottfried Leibniz, anche se non si incontrarono mai. Dopo che egli morì, ella insistette sul fatto che l'Académie des Sciences, di cui era stato membro, onorasse la sua scomparsa. Il conseguente elogio a Leibniz di Fontenelle fu l'unico mai pronunciato in suo onore.

Quando nel 1685 il ramo dei Simmern appartenente al Casato dei Wittelsbach si estinse in linea maschile con la morte del fratello di Liselotte, Carlo II, Luigi XIV inviò delle truppe per rivendicare il Palatinato in nome della cognata, dando così inizio alla Guerra della Grande Alleanza (1688-1697).

Il 9 giugno 1701, il marito, a poco meno di sessantuno anni, morì di un ictus al castello di Saint-Cloud. In precedenza, aveva avuto una accesa discussione con il fratello al castello di Marly riguardo al comportamento di suo figlio (che era anche il genero del re).

Hyacinthe Rigaud Liselotte negli ultimi anni di vita.

Dopo la morte del marito, Elisabetta Carlotta temeva che il re l'avrebbe mandata in un convento, come previsto nel suo contratto di matrimonio. Invece, dopo che furono rinvenute delle lettere sprezzanti nei confronti di Madame de Manteinon, andò dal sovrano per invocare il perdono; il re accettò le scuse di Elisabetta facendole promettere di non usare più quei toni verso la consorte morganatica del re.

Rimase la benvenuta a corte, le fu permesso di mantenere i suoi appartamenti in tutte le residenze reali e di conservare il suo rango. Da suo marito ereditò 40.000 livres l'anno. Luigi XIV aggiunse 250.000 livres e suo figlio le promise altre 200.000 livres. Qualche tempo dopo la morte di Filippo, scrisse:

«Se coloro che sono nel mondo prossimo potessero sapere cosa accade in questo, credo che Sua Grazia, il compianto Monsieur, sarebbe più contento di me, perché ho cercato nei suoi cassetti tutte le lettere scrittegli dai suoi fidanzati e le ho bruciate senza leggerle, in modo che non cadano in mani altrui... poi... ho ricevuto grande conforto dal re, altrimenti non potrei sopportare la mia posizione. Quando il re parla di Monsieur, è molto commosso»

Nel 1715, Luigi XIV morì all'età di settantasette anni al palazzo di Versailles. Nel suo testamento, divise le prerogative di regno tra i parenti e i cortigiani, assegnando al figlio legittimato, il Duca di Maine, la tutela del nuovo re, Luigi XV, che aveva cinque anni. Il Parlamento di Parigi rovesciò le disposizioni del testamento, su richiesta del figlio di Elisabetta Carlotta, che divenne così reggente.

Nelle sue memorie, Elisabetta Carlotta descrive il nuovo periodo della Reggenza. Benché non più superata in rango da nessun'altra donna e libera dalle persecuzioni immaginarie di Madame de Maintenon, ella non smise le denunce giornaliere ai suoi corrispondenti circa le buffonate di quella che considerava una corte sempre più decadente,. Riguardo a ciò scrisse:

«Io credo che le storie che saranno scritte su questa corte dopo di noi saranno migliore e più divertenti di qualsiasi romanzo, e temo che coloro che verranno dopo di noi non saranno in grado di crederci e pensaranno che sono solo favole»

Elisabetta Carlotta morì all'età di settant'anni, l'8 dicembre 1722, al Castello di Saint-Cloud.

I suoi discendenti attraverso suo figlio costituirono il Casato degli Orléans, saliti al trono di Francia con Luigi Filippo nel 1830. Attraverso sua figlia, fu antenata degli Asburgo-Lorena, e bisnonna di Maria Antonietta.

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Palatinato
Simmern
Armoiries électeur palatin 1648.svg

Federico III
Ludovico VI
Figli
Federico IV
Federico V
Figli
Carlo I Luigi
Figli
  • Carlo II
  • Elisabetta Carlotta
  • Carolina Elisabetta
  • Luisa
  • Amalia Elisabetta
Carlo II
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Nome Nascita Morte Note
Alessandro Luigi
Duca di Valois
2 luglio 1673 8 dicembre 1676 nato al Castello di Saint-Cloud e morto al Palais-Royal;
Filippo Carlo
Duca d'Orléans
2 agosto 1674 2 dicembre 1723 nato al Castello di Saint-Cloud fu titolato Duca di Chartres dalla nascita fino alla successione come Duca d'Orléans nel 1701; sposò la sua prima cugina Francesca Maria di Borbone-Francia ed ebbe figli; morì al Palazzo di Versailles; Reggente di Francia e Navarra durante la minore età di Luigi XV di Francia - questo periodo fu conosciuto come la Reggenza;
Elisabetta Carlotta
Duchessa di Lorena e Bar
Principessa di Commercy
13 settembre 1676 23 dicembre 1744 nata al Castello di Saint-Cloud sposò Leopoldo di Lorena, Duca di Lorena nel 1698 ed ebbe figli; divenne Principessa Sovrana di Commercy nel 1737; morì a Commercy; conosciuta come Mademoiselle de Chartres;

Carattere e la fisionomia[modifica | modifica wikitesto]

Era grossolana, a volte persino volgare. Parlava con un evidente accento tedesco e non le piaceva ballare, in contrasto con la moda francese dell'epoca. Rispetto al suo predecessore, Enrichetta Anna Stuart, definita bella e graziosa, Elisabetta Carlotta era imperturbabile e amazzonica. Era capace di cacciare tutto il giorno, rifiutandosi di indossare la tradizionale maschera che le donne francesi usavano per proteggere la loro pelle mentre guardavano gli uomini cacciare. Il suo viso risentì nell'aspetto delle intemperie.

Soleva camminare troppo radidamente perché la maggior parte dei cortigiani potesse tenere il passo. L'appetito, negli anni, l'aveva portata a un aumento di peso, e nel descrivere sé stessa una volta commentò che sarebbe stata così buona da mangiare come un maiale da latte arrosto.

Cresciuta nella fede protestante, lei non amava le lunghe messe in latino. Tuttavia rimase indignata per l'aperta infedeltà praticata dall'aristocrazia. Le sue opinioni erano spesso in opposizione quelle in uso presso la corte francese.

È conosciuta con diversi nomi e stili in diverse lingue con:

  • variazioni del suo nome, in Charlotte Elisabeth, Elisabeth Charlotte e Liselotte von der Pfalz;
  • variazioni dei suoi titoli e delle denominazioni territoriali, come ad esempio Principessa Elettorale, Principessa Palatina, del Palatinato, del Reno, ecc. (anche nelle rispettive forme francese e tedesca).

Ad ogni modo, i titoli dinastici a cui aveva diritto erano Contessa Palatina del Reno e Duchessa di Baviera.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Madame
  • Benedetta Craveri, Amanti e regine. Il potere delle donne, Milano, Adelphi, 2007, ISBN 88-459-1999-4.
  • Antonia Fraser, Gli amori del Re Sole. Luigi XIV e le donne, Milano, Mondadori, 2007, ISBN 88-459-1999-4.
  • Guido Gerosa, Il Re Sole. Vita privata e pubblica di Luigi XIV, Milano, Mondadori, 1998, ISBN 88-04-47181-6.
  • Principessa Palatina, Lettere, Palermo, Sellerio editore Palermo, 1988, ISBN 978-88-389-0471-4.

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