Castello di Heidelberg

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Il Castello di Heidelberg
Castello di Heidelberg: Friedrichsbau

Il Castello di Heidelberg (ted. Schloss Heidelberg - da non confondere con lo Schloss Heidelberg di Hohentannen, nel Canton Turgovia, in Svizzera - o Heidelberger Schloss, XIII - XVII secolo) è uno dei più celebri castelli tedeschi.

Il pittoresco castello, dei cui interni rimangono per lo più delle rovine in seguito ai danneggiamenti subiti durante la guerra dei trent'anni e la guerra con la Francia del 1689, è il risultato degli ampliamenti di un castello gotico del XIII secolo.[1]

Dopo la distruzione da parte dei soldati di Luigi XIV il castello è stato restaurato solamente in parte nel 1689 e nel 1693. Le sue rovine, in pietra arenaria rosa proveniente dalla valle del Neckar, sono adagiate a un livello di circa 80 metri sulla città antica, sul pendio settentrionale del Königstuhl, e sono raggiungibili, oltre che a piedi, anche grazie a un collegamento con una funicolare.

L'ala della costruzione denominata Ottheinrichsbau, che ospita il Museo della farmacia, è considerata una delle opere di maggior valore del Rinascimento tedesco.

Indice

[modifica] Cenni storici

Benché la città di Heidelberg sia menzionata in documenti scritti già a partire dal 1196, dell'esistenza di un castello a Heidelberg si ha notizia solo dal 1225, quando Ludovico I Duca di Baviera lo ottenne come feudo dal vescovo Enrico di Worms (castrum in Heidelberg cum burgo ipsius castri). Costruttori del castello sarebbero stati, nel 1214, i signori della Contea del Palatinato (Pfalzgrafschaft), appartenente alla Baviera. In un documento del 1294 si parla ancora di un solo castello, mentre in un documento del 1303 vengono menzionati per la prima volta due castelli: il castello superiore, sul piccolo Gaisberg, dove attualmente si trova la Molkenkur, e il castello inferiore, sul Jettenbühl.

[modifica] Punti d'interesse

Tra gli edifici e i punti d'interesse all'interno del Castello di Heidelberg, vi sono:.[2]

[modifica] Note

  1. ^ cfr. p. es.: A.A.V.V., Germania, Mondadori, Milano, 2002 - 2005, p. 282
  2. ^ cfr. p. es.: A.A.V.V., Germania, op. cit., p. 282

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Coordinate: 49°24′38″N 8°42′57″E / 49.41056°N 8.71583°E / 49.41056; 8.71583

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