Madaba

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Madaba
città
Madaba – Veduta
Localizzazione
Stato Giordania Giordania
Governatorato Madaba
Dipartimento Divisione amm grado 2 mancante (man)
Territorio
Coordinate 31°43′N 35°48′E / 31.716667°N 35.8°E31.716667; 35.8 (Madaba)Coordinate: 31°43′N 35°48′E / 31.716667°N 35.8°E31.716667; 35.8 (Madaba)
Altitudine 763 m s.l.m.
Abitanti 90 000 (2000)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Giordania
Madaba

Madaba[1][2] (in Arabo مادبا) è una città della Giordania, sorta sull'antico sito biblico di Medba o Medeba, da cui ha poi preso il nome. Si trova a circa 35 km a sud-ovest di Amman, la capitale del Paese. La città sorge sulla Via Regia, una strada costruita cinquemila anni fa, a quasi 730 m s.l.m.

Poco lontano da Madaba sorge il Monte Nebo, alto circa 817 m s.l.m., e poco lontano appare il Mar Morto.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Madaba è la quinta città della Giordania per la popolazione, che costituisce circa il 3% della popolazione totale. Gli abitanti, 70.000, sono per la maggior parte di etnia araba e di religione islamica, anche se c'è una comunità cristiana, di oltre 20.000 abitanti (circa un terzo della popolazione) particolarmente legata alla tradizione greco-ortodossa, che la rende una delle più grandi comunità cristiane della Giordania. C'è inoltre una minoranza palestinese, composta principalmente da profughi. Madaba comunque rappresenta un caso esemplare di tolleranza etnica e religiosa

Storia[modifica | modifica sorgente]

Pianta della regione di Madaba
Via Hussein bin Alì, dove si trova la chiesa di San Giorgio

Come As-Salt e Quwaylibah, entrambe città non molto lontane, Madaba ha una storia molto antica, i cui inizi risalgono all'Età del Ferro, come dimostrano i molti reperti archeologici.
La città moabita di Medeba, citata nella Bibbia, fu uno degli insediamenti spartiti dalle dodici tribù di Israele spartiti al tempo dell'Esodo. Il suo nome compare anche nella stele di Mesha, dove verso l'850 a.C., il re moabita Mesha la fece erigere per commemorare la sua vittoria sugli Israeliti.

Fu successivamente conquistata dai Greci di Alessandro Magno e governata dalla dinastia dei Seleucidi. Durante il regno di questi ultimi la città passò sotto il dominio degli Ammoniti, prima, degli Israeliti, poi, ed infine fece parte del regno dei Nabatei.

Nel 106 d.C. la città finì sotto il dominio dei Romani, che la fecero prosperare come una florida città di provincia, ma a differenza di molte città, come ad esempio Pella e Jerash, non divenne una città di primaria importanza.
Solo dopo che il Cristianesimo divenne la religione dell'impero la città acquisì importanza. Infatti nel V secolo Madaba divenne sede vescovile, poi prosperò sotto i Bizantini raggiungendo l'apice del suo potere sotto Giustiniano I. I governatori bizantini la arricchirono di edifici religiosi e amministrativi, ornati sempre da mosaici particolari, che le hanno valso il nome di Città dei mosaici. I soggetti di questi mosaici sono in prevalenza tratti dalla natura, specialmente piante[3] ed animali.

Madaba fu poi conquistata nel 614 dai Persiani sasanidi e così iniziò il suo declino artistico e culturale.
Ritornata sotto il controllo dei Bizantini, nel 636, fu conquistata dagli Arabi, che all'inizio dell'VIII secolo, durante una spedizione punitiva contro la città distrussero alcuni mosaici. La città comunque fu abbandonata dopo il terremoto del 749, che la rase al suolo.

Madaba rinacque dopo circa 1100 anni, quando una piccola comunità cristiana di circa 2.000 persone, in lotta con la comunità musulmana di Karak decise di trasferirsi lì alla fine del XIX secolo. Questa comunità nell'intento di gettare la fondamenta delle case scoprì alcuni mosaici. Nel 1897, fu data notizia che nella chiesa di San Giorgio era venuto alla luce un mosaico raffigurante la cartina della Terra Santa. Quando la notizia giunse in Europa diede inizio ad un susseguirsi di spedizioni archeologiche che durano ancora ai giorni nostri, e da allora Madaba prosperò e la sua popolazione iniziò e continua tuttora ad aumentare.

Medba nella Bibbia[modifica | modifica sorgente]

La Bibbia racconta che Medba (Madaba) fu attaccata all'inizio del X secolo da Ammoniti e Amorrei, uniti per conquistarla. La resistenza, guidata da un certo Joab, permise di sconfiggere gli invasori. Respinti gli Amorrei, gli israeliti attraversarono l'Arnon[4] e invasero il regno di Sicon, distruggendolo.

La Chiesa di San Giorgio[modifica | modifica sorgente]

La Mappa di Terrasanta

La Mappa di Terrasanta[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa di San Giorgio

Il più celebre mosaico bizantino di Madaba fu scoperto verso il 1890 durante la costruzione della Chiesa di San Giorgio, che venne portata a termine qualche anno prima. Questo mosaico è stato chiamato Mappa di Terrasanta, poiché raffigura l'itinerario per raggiungere Gerusalemme attraverso oltre centocinquanta località. Il mosaico è corredato di 157 didascalie in greco, che segnano i principali siti biblici del medio Oriente, dall'Egitto alla Palestina. In origine il mosaico era lungo dai 15 ai 25 metri e largo 6 metri ed era formato da circa due milioni di tessere, di cui solo un terzo è giunto sino a noi.

La presenza di alcuni importanti edifici, come il Santo Sepolcro, costruito nel 543, hanno permesso di ipotizzare una datazione. Infatti il mosaico è stato completato nel 560,

La chiesa[modifica | modifica sorgente]

Interno della chiesa di San Giorgio
Dipinto di San Giorgio che uccide il drago all'interno della chiesa

Consacrata nel 1896, la costruzione era stata iniziata, nel 1884, per puro caso sui resti di una preesistente chiesa bizantina da un gruppo di monaci greco-ortodossi, che la dedicarono a San Giorgio[5]. Oggi è una delle chiese cristiane più importanti della Giordania e delle più belle, motivo le colonne riccamente decorate, gli interni sontuosi e i mosaici. La chiesa è oggi meta di pellegrinaggio per le minoranze ortodosse della Giordania.

Parco archeologico[modifica | modifica sorgente]

Vi sono esposti diversi mosaici provenienti sia da Madaba che da altri siti. Inoltre nel parco sono inglobate la chiesa del profeta Elia, la sala di Ippolito, una ricca residenza bizantina del VI secolo e la chiesa della Vergine Maria, ricche di mosaici belli e ben conservati.

Palazzo bruciato e chiesa dei Martiri[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo era una lussuosa residenza privata distrutta da un incendio durante il terremoto del 749, La villa comunque conserva interessanti mosaici di cui sono degni di nota alcuni sul tema della caccia ed il mosaico del leone che attacca un toro.
Nello stesso sito si possono vedere i resti della chiesa dei Martiri, distrutta nel corso dell'VIII secolo.

Tell Madaba[modifica | modifica sorgente]

Il sito è di recente scoperta ed è in fase di scavo per cui non vi è ancora molto da vedere, ma si ha la certezza che conserva i resti di una villa bizantina e i resti di mura risalenti all'età del ferro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si pronuncia Mādabā
  2. ^ È conosciuta anche come Città dei mosaici
  3. ^ L'uso della vegetazione è puramente simbolico, poiché sono raffigurate spesso corone con foglie di vite e di acanto
  4. ^ Nome biblico usato per indicare l'odierno fiume al-Mawjib
  5. ^ Conosciuto presso gli Arabi con il nome di Mār Girgis

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]