Gadara

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Umm Qais, Jordan

Umm Qais (أم قيس) è una città della Giordania sorta sulle rovine della ellenistico-romana Gadara (Ebraico: גדרה, gad´a-ra) (Greco: Γάδαρα, Gádara). La città fu anche chiamata Antiochia or Antiochia Semiramide (Greco: Αντιόχεια της Σεμίραμης) e Seleucia. Fu una città semiautonoma della Decapoli romana.

[modifica] Storia

Il nome Gadara sembra essere di origine semitica. Dervia probabilmente dall'Ebraico gader (גדר), che significa "recinto" or "confine".

Fu conquistata da Antioco III il grande quando nel 218 a.C. invase la Palestina[1]. Da allora la città fu rinominata Antiochia Semiramide (o semplicemente Antiochia) e Seleucia[2]. Alessandro Ianneo ne invase il territorio e lo sottomise dopo dieci mesi d'assedio[3]. Pompeo sembra che abbia ridato autonomia alla città nel 63 a.C.[4]; dandole una libera costituzione, dopo un periodo di dominazione giudaica. Fu sede di un concilio indetto da Gabinio per il governo degli ebrei[5]. Fu ceduta da Augusto a Erode il grande nel 30 a.C[6]. L'imperatore non ascoltò mai le accuse della popolazione locale contro il governo oppressivo di Erode[7].

Dopo la morte di Erode la città fu inserita nella provincia di Siria nel 4 a.C. [8]. All'inizio della prima guerra giudaica il territorio attoro a Gadara fu distrutto[9]. I Gadareni catturarono alcuni degli ebrei più audaci, di cui molti furono messi a morte, e altri ancora imprigionati [10]. Fu sede vescovile[11] fino alla conquista degli Arabi quando la popolazione si convertì all'islamismo. Nel 747 fu distrutta da un terremoto e abbandonata definitivamente.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Polibio. v.71.
  2. ^ [1]
  3. ^ Ant., XIII, iii, 3; BJ, I, iv, 2.
  4. ^ Ant., XIV, iv, 4; BJ, I, vii, 7.
  5. ^ Ant., XIV, v, 4; BJ, I, viii, 5.
  6. ^ Ant., XV, vii, 3; BJ, I, xx, 3.
  7. ^ Ant., XV, x, 2 f.
  8. ^ Ant., XVII, xi, 4; BJ, II, vi, 3.
  9. ^ BJ, II, xviii, 1.
  10. ^ ibid., 5.
  11. ^ Adrian Reland, Palaestina ex veteribus monumentis illustrata, 776.
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