Saba Archimandrita

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San Saba Archimandrita
SabbastheSanctified.jpg

Eremita

Nascita 439
Morte 5 dicembre 532
Venerato da Chiesa cattolica, Chiesa ortodossa
Santuario principale Monastero di Mar Saba
Ricorrenza 5 dicembre

Saba Archimandrita (Cesarea in Cappadocia, 439Mar Saba, 5 dicembre 532) è stato un monaco bizantino, venerato dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa.

Visse principalmente in Palestina, dedicandosi all'eremitaggio. Fu il fondatore di numerosi monasteri, tra i quali il principale è Mar Saba.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato da famiglia benestante e compiuti gli studi presso un istituto religioso decide a 18 anni, contro la volontà paterna che lo vorrebbe avviato alla carriera militare, di dedicarsi al romitaggio. Recatosi in Palestina, segue un monaco in odore di santità, Eutimio detto il Grande e condivide con lui ed altri la dura vita eremitica nelle zone desertiche intorno al Mar Morto.

La tomba con le reliquie di San Saba, nel katholicon (chiesa superiore) del monastero

Deceduto il maestro Eutimio, Saba si trasferì vicino a Betlemme ove fondò una lavra [1] chiamata poi dal suo nome Mar Saba e raccolse a poco a poco numerosi seguaci tanto che la sua venne chiamata, per le dimensioni ed il numero dei monaci, Grande Lavra, ed era da lui presieduta.[1] Nel 492 venne ordinato sacerdote dal patriarca di Gerusalemme Elia I, ed il patriarca Salustio lo nominò successivamente archimandrita. Allontanatosi per contrasti con i monaci della sua stessa lavra, ne fondò un'altra a Gadara in Giordania. Richiamato a Gerusalemme, si occupò della battaglia contro il nestorianesimo e nel 512 venne incaricato di condurre una delegazione monastica palestinese presso l'imperatore bizantino Anastasio per convincerlo a rinunciare al monofisismo, rientrando nell'ortodossia proclamata dal Concilio di Calcedonia nel 451.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Una lavra indicava originariamente un agglomerato di celle o di grotte di eremiti, con una chiesa e, alle volte, un refettorio nel mezzo. Gli eremiti vivevano soli per la maggior parte del loro tempo ritrovandosi nella chiesa solo al momento delle funzioni celebrate da un sacerdote.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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