King Kong (film 1976)

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King Kong
King Kong 1976.png
Titoli di testa
Titolo originale King Kong
Paese di produzione USA
Anno 1976
Durata 135 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere avventura, fantascienza
Regia John Guillermin
Soggetto Merian C. Cooper, Edgar Wallace
Sceneggiatura Lorenzo Semple Jr.
Produttore Dino De Laurentiis
Casa di produzione Universal Studios
Distribuzione (Italia) Dall'Angelo Pictures
Effetti speciali Carlo Rambaldi, Glen Robinson, Frank Van der Veer, Rick Baker
Musiche John Barry
Scenografia Mario Chiari
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

King Kong è un film del 1976 diretto da John Guillermin. Prodotto da Dino De Laurentiis, è il remake del classico film avventuroso-fantastico King Kong del 1933. È interpretato da Jeff Bridges, Charles Grodin e Jessica Lange nella sua prima apparizione cinematografica.

La pellicola - ricordata soprattutto per gli effetti speciali animatronici di Carlo Rambaldi premiati con un Oscar - ha avuto un sequel intitolato King Kong 2, che non ebbe lo stesso successo commerciale.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'antropologo Jack Prescott si imbarca clandestinamente su una nave di un'immaginaria compagnia petrolifera, la Petrox, salpando da un porto delle Filippine alla ricerca di un'isola misteriosa nell'Oceano Indiano, perennemente celata da una fitta nebbia. Fred Wilson, un intraprendente dirigente della compagnia è convinto della presenza di un giacimento petrolifero. Prescott, il quale non indugia a mostrarsi, ritiene che l'origine della nebbia sia per una misteriosa presenza animale. L'uomo che sta per essere tradotto nella stiva perché clandestino, avvista una lancia di salvataggio in mare aperto, cui vi giace Dwan, una giovane ragazza, unica superstite di un naufragio.

Tra Dwan e Jack nasce della tenera amicizia mentre la nave approda sull'isola. Vi sono ricchi giacimenti di petrolio ma anche indigeni ostili che necessitano di una donna per dei loro misteriosi riti così una notte rapiscono Dwan. Come Prescott sospetta l'isola è abitata da un enorme gorilla chiamato Kong, cui puntualmente i locali offrono una vittima.

Kong preleva Dwan spaventatissima ma una volta soli si mostra affettuoso e premuroso. Prescott con il primo ufficiale Cahrnah e quattordici marinai parte alla sua ricerca ma Kong, pur di difendere lei uccide parte della spedizione. Prescott riesce a fuggire con la ragazza, inseguiti da un Kong inferocito.

Fred nel frattempo apprende dai petrografi che il petrolio non è sfruttabile così decide di fare di Kong un'attrazione pubblicitaria della Petrox, attirandolo in una trappola per essere narcotizzato e tradotto negli Stati Uniti. Durante la prima newyorchese dello spettacolo farsesco, che lo dovrebbe vedere protagonista, Kong si libera dei ceppi cui è tenuto prigioniero causando caos e morte nella metropoli, tra le cui vittime vi è anche Wilson, calpestato dall'enorme piede del gorilla.

Jack e Dwan fuggono in una New York militarizzata e deserta ma Kong riesce a trovare la ragazza recandola con sé sulla cima delle Torri Gemelle, in quanto gli ricordano l'aspetto allucinante del suo habitat naturale. Jack concorda con le autorità per la cattura dell'animale vivo con delle grosse reti ma queste optano per l'abbattimento con le mitragliatrici degli elicotteri SH3. Kong si difende arrecando perdite ma nonostante gli sforzi di Dwan per salvarlo, erigendosi a scudo umano, l'animale soccombe e precipita giù.

Kong muore fissando il volto piangente di lei, mentre il suo cuore scandisce gli ultimi battiti. Il successo tanto agognato da Dwan è giunto ma ad un prezzo inaccettabile. Mentre ella cerca di liberarsi dalla folla e dai fotografi, che si frappongono fra lei e Jack, egli si ferma e non la raggiunge: la morte di Kong ha distrutto anche i loro sentimenti, separandoli per sempre.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La sceneggiatura, scritta da Lorenzo Semple Jr., è tratta dal soggetto originale del film King Kong del 1933 di Merian C. Cooper ed Edgar Wallace e dal copione del 1933 di James Creelman e Ruth Rose.

Effetti speciali[modifica | modifica wikitesto]

Per questo film Carlo Rambaldi vinse il premio Oscar Special Achievement Award, creando un pupazzo telecomandato (animatrone) alto 12 metri[1]. Il robot gigante venne tuttavia usato in poche scene: nella maggior parte delle inquadrature in cui si vede il gorilla nella sua interezza, esso è impersonato da Rick Baker con un costume, attore per il quale furono anche realizzate delle maschere in grado di esprimere le più comuni emozioni di King Kong. Rambaldi realizzò inoltre il braccio meccanico a grandezza naturale di King Kong usato per le riprese ravvicinate con Jessica Lange. Per problemi di budget, furono realizzati solamente il già citato Kong e il serpente di gomma, ma non c'era denaro sufficiente per creare dei dinosauri o altre creature.

Accoglienza e critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film riscosse un buon successo commerciale. Con un costo di produzione stimato di 24 milioni di dollari, il film ne ricavò circa il doppio nelle sale solo negli Stati Uniti (oltre 7 milioni nel primo fine settimana), per un totale di 90 milioni di dollari in tutto il mondo. Attualmente occupa la 7ª posizione della classifica dei maggiori incassi statunitensi della stagione 1976/1977 e 1ª posizione in quelli italiani.[2][3]

Al successo di pubblico e ai premi (un Oscar e un Golden Globe) non corrispose il favore della critica, che mise in luce le pecche del film confrontandolo alla versione originale del 1933 - considerata un capolavoro della storia del cinema - a cominciare dalla scelta di riambientare la storia nel presente:

« Abbandonata l'idea di riambientare la storia negli anni '30, la produzione decide di trasferirla ai nostri giorni e - per restare allineata alle tendenze del periodo - la infarcisce di superficialissimi luoghi comuni sulla impersonalità del potere capitalistico responsabile di irreparabili danni all'ambiente [...]. Il tema centrale della "bella e la bestia", sviluppato in maniera descrittiva, perde qualsiasi allusività e venatura poetica, per ridursi alle semifarsesche reazioni del mugulante bestione meravigliato dalla bellezza della fanciulla (una Jessica Lange, in realtà, di indubbia presenza scenica). Diretto da un regista più sensibile alle avventure catastrofiche (L'inferno di cristallo) il racconto punta tutto sugli eccellenti effetti speciali senza, tuttavia, riuscire a restituire unità e linearità alla vicenda. »
(Fantafilm[4])

Scene eliminate[modifica | modifica wikitesto]

Come nel 1933, nel film sono state eliminate delle scene:

  • Prima che Prescott si imbarchi sulla nave, lo si vede triste in un bar perché non ha una ragazza.
  • Sulla nave, Wilson e altri componenti giocano a carte.
  • Dopo che Dwan è stata soccorsa, due marinai la spiano mentre esce dalla doccia, ma vengono fatti cadere in mare da Prescott insieme ad un salvagente.
  • In una scena molto breve, tutti i componenti della compagnia petrolifera pranzano.
  • Durante il combattimento tra Kong ed il serpente, Dwan rincontra Prescott seminuda, anche se di spalle.
  • Prima della cattura di Kong, quest'ultimo cerca di abbattere un muro indigeno.
  • Prima che Kong venga messo in mostra, Prescott rifiuta di partecipare alla mostra del gorilla.
  • Quando Wilson viene calpestato da Kong, rimane attaccato al suo piede, lasciando a terra il suo cappello.
  • Vagando nella città di New York, Kong solleva un'automobile e la scaglia contro un palazzo.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

DVD[modifica | modifica wikitesto]

Dall'Angelo Pictures ha distribuito il DVD in Italia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Rambaldi, Mostri C. corriere.it
  2. ^ King Kong (1976) - Box office / business
  3. ^ http://www.hitparadeitalia.it/bof/boi/boi1976-77.htm
  4. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis, King Kong in Fantafilm. URL consultato il 27 dicembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]