Isola del Teschio

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Isola del Teschio
Nome originale Skull Island
Altri nomi Faro, Mondo, Kong Island
Tipo Isola
Saga King Kong
Ideatore
Appare in King Kong (1933)
Il figlio di King Kong (1933)
Il trionfo di King Kong (1962)
King Kong, il gigante della foresta (1967)
King Kong (1976)
King Kong (2005)
Caratteristiche immaginarie

L'Isola del Teschio è un'immaginaria isola perduta teatro dei film di King Kong. È il luogo da cui la scimmia gigante Kong proviene. La caratteristica peculiare di quest'isola risiede nella fauna di tipo preistorico, con varie creature mostruose. È infatti popolata da dinosauri (fra cui il Vastatosaurus rex, grande avversario di Kong), insetti giganteschi, pipistrelli enormi e naturalmente da Kong, appartenente alla razza dei Megaprimatus kong, di cui è l'ultimo esemplare. Sull'isola vivono anche degli uomini primitivi che venerano Kong e per placare la sua ira gli donano in sacrificio delle giovani donne, fra cui anche Ann Darrow, la protagonista femminile del film.

Il nome dell'isola deriva - nel primo film - dalla forma del suo rilievo più alto, a forma di teschio. Le pellicole giapponesi ispirate al personaggio di King Kong mutano il nome dell'isola e varie sue caratteristiche.

La collocazione geografica dell'isola è, nel primo film King Kong del 1933, a ovest di Sumatra. Nel film del 2005 è invece a sud ovest.

L'isola del Teschio nel film del 1933[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo film King Kong del 1933, l'isola è nominata per la prima volta dal cineasta Carl Denham durante il viaggio sulla nave S.S. Adventure. Un marinaio norvegese amico di Denham, anni prima, aveva recuperato una piroga con un indigeno moribondo, che prima di passare a miglior vita è riuscito a disegnare una mappa dell'isola, che il marinaio donò a Denham a Singapore. L'isola si trova da qualche parte ad ovest di Sumatra.

La sua conformazione è prevalentemente montuosa, tranne una piccola penisola sabbiosa dove sorge il villaggio dei malvagi indigeni adoratori di Kong. Un'alta muraglia di pietra separa gli umani dalla giungla infestata di mostri preistorici come Stegosauri, Brontosauri, Tirannosauri, Pteranodonti, Elasmosauri, iguane mostruose con due arti e ovviamente Kong.

In varie scene eliminate del film del 1933 l'isola appare popolata da animali molto più spaventosi: un ragno gigante, uno Styracosauro, uno spaventoso ibrido fra un ragno e un polpo, un granchio gigante, un Gigantophis e un'iguana, ben più grossa di quella già sopracitata.

Il nome dell'isola deriva dalla forma del suo rilievo più alto, a forma di teschio.

L'isola del Teschio ne Il figlio di King Kong (1933)[modifica | modifica wikitesto]

Nel film Il figlio di King Kong (1933), sequel del primo film, si apprende che sull'isola, oltre ai mostri preistorici già citati, vivono anche un dinosauro simile a un Protorosaurus, posto a difesa di un preziosissimo idolo, uno Styracosaurus, un Elasmosaurus, un orso delle caverne ed appunto il figlio di Kong. Alla fine del film l'isola sprofonda a causa di un cataclisma vulcanico.

L'isola del Teschio in Il trionfo di King Kong (1962)[modifica | modifica wikitesto]

Nel film giapponese Il trionfo di King Kong (1962), un sequel di Godzilla, il nome dell'isola fittizia diviene Faro. Un gruppo di esponenti di una casa farmaceutica si recano sull'isola per trovare delle bacche dotate di potenti agenti anestetici. L'isola non presenta dinosauri, ma solo animali in versione "gigante", come il polpo Oodako, una lucertola lunga un metro e naturalmente Kong, che difende il villaggio degli indigeni dagli attacchi di Oodako.

L'isola del Teschio in King Kong, il gigante della foresta (1967)[modifica | modifica wikitesto]

Anche nel film giapponese King Kong, il gigante della foresta del 1967 il nome dell'isola viene cambiato, stavolta in Mondo. I mostri residenti sono il dinosauro carnivoro Gorosaurus ed un serpente marino. Non c'è traccia di insediamenti umani, ma in alcune scene è visibile un indigeno.

L'isola del Teschio nel film del 1976[modifica | modifica wikitesto]

Nel film King Kong del 1976, primo remake del film del 1933, l'isola del Teschio riprende il suo nome dalla sua stessa forma, del tutto simile ad un teschio umano. Essa è protetta da un banco di nebbia fisso, immobile.

È presente il villaggio degli indigeni devoti a Kong (la muraglia che protegge gli umani stavolta è fatta di legno), ma gran parte della fauna dell'isola è cambiata. Gli unici animali presenti sono Kong e un serpente gigante (probabilmente il Gigantophis) . Stando a quanto detto da uno dei protagonisti, l'isola si trova sopra una gigantesca massa di petrolio (da qui la nebbia che protegge l'isola), basando la sua teoria su delle fotografie scattate da un satellite della NASA.

L'isola del teschio nel film del 2005[modifica | modifica wikitesto]

Nel film King Kong del 2005, secondo remake del film del 1933, il nome dell'isola non deriva da alcuna conformazione fisica, ma dall'orrore presente in ogni angolo della giungla. Stavolta l'isola è a sud ovest di Sumatra. Gli animali presenti sono ora più numerosi e terrificanti: i Brontosauri, i Venatosauri, i ferocissimi Vastatosauri, vermi, granchi ed insetti giganti e i pipistrelli mostruosi detti anche Terapusmordax.

Le scene eliminate del film presentano altre creature: il mostro marino Pirahnodon, degli Scorpioni di fiume e il Ferrucutus, un dinosauro discendente del Triceratopo simile a un Pachyrhinosaurus.

La storia dell'isola è raccontata nel falso documentario Skull Island: A Natural History, attribuendo la sopravvivenza degli animali preistorici ai gas caldi emessi dalle profondità dell'isola. Viene narrato che sull'isola si era insediata una civiltà fiorente, che aveva la sua città principale al centro dell'isola, protetta da una grande muraglia, mentre all'esterno, dove vivevano i dinosauri, si trovavano le tombe. A causa dello sprofondamento naturale dell'isola, i mostri preistorici si ritrovano in uno spazio ristretto, aumentando la loro aggressività, che poi sfocia nell'irruzione nella capitale, uccidendo ogni essere umano. In seguito sull'isola giungono altri esseri umani, che si adattano a vivere sulla costa, dove prima vivevano i dinosauri, abitando nelle tombe in condizioni disumane, protetti dalla muraglia. Questi offrono periodici sacrifici all'ultimo sopravvissuto della specie di Megaprimatus kong, appunto King Kong. Nel 1933 la ben nota spedizione sbarca sull'isola e cattura Kong.

Negli anni seguenti si susseguono vari studi scientifici sul posto, molti dei quali sfociano in un massacro. La seconda guerra mondiale impedisce ogni altra ricerca, e alla fine del conflitto si comincia a preparare un'altra spedizione. Nel 1948 tuttavia un potentissimo terremoto fa sprofondare definitivamente i resti dell'isola.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]