Giancarlo Leone

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Giancarlo Leone (Roma, 14 marzo 1956) è un giornalista e dirigente d'azienda italiano, figlio di Giovanni Leone.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Direttore di Rai 1 dal 29 novembre 2012, è stato vicedirettore generale della Rai dal 2006 e direttore di Rai Intrattenimento dal 2011[1]. Nel giugno 2006 aveva ottenuto la delega sul coordinamento dell'offerta televisiva[2]. Nel maggio 2009 era stato confermato dal Consiglio di amministrazione Rai nell'incarico di vicedirettore generale con la delega per la transizione al digitale terrestre e per le strategie multipiattaforma[3]. In precedenza aveva ricoperto l'incarico di amministratore delegato di Rai Cinema, dal 2000 al 2006.

È docente universitario di Economia e Gestione dei Media presso l'Università LUISS Guido Carli di Roma[4] dal 2005 dopo aver insegnato Marketing delle imprese di comunicazione presso la Facoltà di Scienza delle comunicazioni all'Università La Sapienza di Roma dal 2003 al 2005. È inoltre membro del Comitato Scientifico del Master in Gestione della Produzione Cinematografica e Televisiva della Luiss Business School[5].

Giornalista iscritto all'ordine professionale dal 1977 è uno dei dirigenti Rai di più lungo corso dove ha ricoperto incarichi di prestigio quali la direzione dell'Ufficio stampa (1991-1995) e del Coordinamento del palinsesto televisivo (dal 1996 al 2000) e la carica di amministratore delegato di Rai Cinema, dal 2000 al 2007.

È consigliere d'amministrazione di Auditel, vicepresidente dell'Accademia del Cinema Italiano David di Donatello, membro della giuria del premio Le maschere del Teatro, membro del Comitato d'Onore dell'Osservatorio internazionale Roberto Rossellini sull'Audiovisivo e la Multimedialità[6].

Ha iniziato la sua attività presso la redazione romana de Il Piccolo di Trieste (1975) dopo aver collaborato a La Fiera Letteraria. Nel 1983 è entrato in Rai presso Televideo Rai diventandone, sotto la direzione di Giorgio Cingoli, Vicedirettore nel 1990. Nello stesso anno viene nominato condirettore dell'ufficio stampa Rai di cui sarà direttore dal 1992 al 1995. Poi gli incarichi alla direzione coordinamento palinsesti (1996), alla direzione di Rai International (1999), alla direzione della Divisione Tv Canali 1 e 2 (2000) prima di approdare a Rai Cinema e successivamente alla vicedirezione generale della Rai.

Negli anni in cui è stato a capo della società di Rai Cinema ha dato vita ad importanti produzioni, tra le quali: I cento passi di Marco Tullio Giordana, Un viaggio chiamato amore di Michele Placido, L'ora di religione di Marco Bellocchio, Buongiorno Notte di Marco Bellocchio, Casomai di Alessandro D'Alatri, Le chiavi di casa di Gianni Amelio, Caterina va in città di Paolo Virzì, La bestia nel cuore di Cristina Comencini, Nuovomondo di Emanuele Crialese, Il cuore altrove di Pupi Avati e Gomorra di Matteo Garrone.

Nel 2002 Rai Cinema ha aperto anche una società di distribuzione cinematografica, la 01 Distribution che ha avuto nel suo listino film quali: Il pianista di Roman Polanski, The Aviator di Martin Scorsese, La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, La tigre e la neve di Roberto Benigni, Million Dollar Baby (film che ha vinto l'Academy Award) di Clint Eastwood, Babel di Alejandro González Iñárritu.

Nel campo artistico si ricorda la sua intensa collaborazione teatrale con Giorgio De Lullo e Romolo Valli tra il 1975 ed il 1980 sia come aiuto regista di De Lullo in spettacoli quali Il gioco delle parti, La locandiera, Gin Game, La dodicesima notte, Oscar Wilde Divagazioni e Delizie, Tre sorelle sia come assistente di Valli all'epoca della sua direzione artistica al Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Musicista, compositore iscritto alla SIAE dal 1974, è stato autore di musiche per i Golf Lima Lima (Adesso musica), I Panda (Addormentata, Amanti mai), Riccardo Fogli (Che ne sai), Mita Medici (Il dubbio) e di colonne sonore.

Il piano editoriale della Rai[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio del 2008 ha presentato in consiglio di amministrazione, che lo ha approvato, il nuovo documento di linee guida per il piano editoriale della Rai.[7] Il nuovo palinsesto televisivo del servizio pubblico, con le novità introdotte nella programmazione di Rai 1, Rai 2, Rai 3 e Rai 4 (quest'ultima in digitale terrestre), è in onda da settembre 2008 e consente una maggiore differenziazione editoriale tra i canali.

Nel novembre 2008 è stata annunciata da Leone la nascita di un nuovo canale, Rai 5, che sarà trasmesso dalla primavera 2009 in digitale terrestre.[8]

Nel gennaio 2009, durante la IV Conferenza nazionale di DGTVi, ha annunciato il lancio di un nuovo canale per il digitale terrestre, Rai Storia, a partire dal 1 febbraio[9]. Il canale sarà prodotto da Rai Educational.

Ha anche annunciato il posticipo all'autunno 2009 della partenza di Rai 5, precisando che si tratterà di un canale di intrattenimento collegato anche all'utilizzo dell'archivio Rai che avrà la consulenza straordinaria di un illustre (ma non dichiarato) testimonial della televisione.[10]

Dal gennaio 2009 coordina una task force Rai per le nuove strategie nel settore del digitale terrestre e satellitare.[11] Il 30 luglio 2009 ha dichiarato in Commissione parlamentare di vigilanza RAI che il servizio pubblico non ha rinnovato l'accordo con Sky per la fornitura dei canali pay di Rai Sat a causa delle pretese eccessive della controparte.

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Economia e gestione dei media. Protagonisti e tendenze tra rivoluzione digitale, crisi globale e nuovi modelli di consumo (Manuali LUP, 2009 - ISBN 88-6105-071-9)

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Grande ufficiale OMRI BAR.svg

Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica italiana

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rai, Giancarlo Leone nominato direttore dell'area Intrattenimento - Digital-Sat Magazine
  2. ^ *Articolo su nomina a vice direttore generale RAI
  3. ^ Rai: Cda Nomina Minzolini, Mazza E I Quattro Vicedg - Adnkronos Politica
  4. ^ Faculty - Faculty - LUISS Guido Carli
  5. ^ Economia e Gestione dei Media - LUISS Guido Carli
  6. ^ http://www.fondazionerossellini.it/osservatorio/ossint-onore.pdf
  7. ^ [1]
  8. ^ Rai5, la tv fa storia
  9. ^ Rai e Mediaset: alleanza sul satellite - Corriere della Sera
  10. ^ BREVI - Spettacoli - ilGiornale.it
  11. ^ Adnkronos CyberNews

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore di Rai 1 Successore
Mauro Mazza dal 2012 in carica
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