La tigre e la neve

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La tigre e la neve
La tigre e la neve (film).JPG
Roberto Benigni e Nicoletta Braschi
Paese di produzione Italia
Anno 2005
Durata 118 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere commedia, drammatico, romantico, guerra
Regia Roberto Benigni
Soggetto Roberto Benigni, Vincenzo Cerami
Sceneggiatura Roberto Benigni, Vincenzo Cerami
Produttore Nicoletta Braschi
Casa di produzione Melampo Cinematografica, Post Media
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Fabio Cianchetti
Montaggio Massimo Fiocchi
Effetti speciali Franco Valenziano
Musiche Nicola Piovani
Scenografia Maurizio Sabatini
Interpreti e personaggi
Premi

La tigre e la neve è un film del 2005 diretto e interpretato da Roberto Benigni, con la collaborazione alla sceneggiatura di Vincenzo Cerami.

La pellicola ottenne due Nastri d'argento 2006: miglior soggetto e migliore fotografia. L'anno dopo l'uscita del film Benigni e Cerami hanno deciso di pubblicare un romanzo omonimo tratto dalla sceneggiatura.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La storia si svolge nel 2003 e ha inizio a Roma. Attilio De Giovanni è un docente di letteratura italiana che ama molto la poesia e cerca di comunicarlo sia ai suoi alunni che alle sue figlie. Da anni Attilio, divorziato, tutte le notti sogna di sposarsi con la bella Vittoria. Lo sfondo è sempre notturno e il luogo è un edificio antico nelle rovine di Roma dove si trovano anche Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Jorge Luis Borges e Marguerite Yourcenar, oltre a un vigile urbano nelle vesti di Benito Mussolini e al cantautore Tom Waits che canta al piano una struggente "You can never hold back spring".

Qualche giorno dopo aver manifestato preferenze profonde e sincere per la cultura araba, e narrato ai suoi studenti come si dovrebbero scrivere delle poesie d'amore, Attilio incontra ad una conferenza il poeta iracheno Fuad, suo amico da molto tempo. L'uomo, che da anni vive a Parigi, dato che nel suo Paese vi è la guerra civile, ha deciso ora di non fuggire più e di ritornare. La critica letteraria Vittoria (la stessa donna dei sogni di Attilio) dovendo completare una biografia di Fuad decide di seguirlo in viaggio a Baghdad. Prima della sua partenza però, Attilio prova a corteggiare Vittoria invitandola a casa sua, ma questa, ingannandolo, lo abbandona di sasso mentre servendo la cena, lui le manifesta il suo amore.

Poco dopo l'arrivo a Baghdad, Vittoria è ferita alla testa per il crollo di un palazzo e cade in un profondo coma. Fuad informa Attilio che decide immediatamente di partire anch'egli per l'Iraq; non trovando un aereo di linea che possa raggiungere un paese in guerra, riesce nel viaggio fingendosi chirurgo e aggregandosi a una missione della Croce Rossa Italiana. Ben presto è costretto a fronteggiarsi con la cruda realtà del luogo, molto diverso dall'Italia nei costumi e nelle attrezzature. Non ci sono infatti strutture adatte per curare la donna, che rischia seriamente la vita, e Attilio, disperato, si rivolge a Fuad. L'uomo fa di tutto per aiutare l'amico. Lo scorta da un vecchio droghiere e farmacista molto saggio che, pur non comprendendo nulla di ciò che dice Attilio, coglie la gravità della situazione e discerne l'amore sincero dell'uomo, confezionando un rimedio che potrebbe salvare Vittoria dalla morte, ma non portarla alla guarigione completa. Attilio ringrazia l'uomo e si reca da Vittoria, mettendo la sua barella in un sottoscala che adorna come meglio può per far sentire la sua amata a casa.

Attilio, nella ricerca di una medicina che curi l'edema cerebrale di Vittoria, nuovamente si scontra con le difficoltà della guerra; a un posto di blocco viene fermato da militari statunitensi che vorrebbero ucciderlo, ma poi manifestano interesse per la poesia di cui si occupa e lo lasciano passare. Successivamente Attilio scopre l'amico Fuad, morto suicida per il troppo dolore causato dallo strazio del suo amato Paese. Fuad infatti già aveva manifestato al suo amico le preoccupazioni che affliggevano il suo animo, ma Attilio non ci aveva fatto tanto caso, perché pensava solo a Vittoria. Grazie alle ultime cure la donna a sorpresa esce dal coma, guarisce rapidamente ed è pronta per tornare in Italia. Attilio non riesce a vederla perché viene coinvolto in un attacco terroristico nella città e arrestato. Si salva fortunosamente solo grazie a uno dei militari americani del posto di blocco che lo riconosce come "il Poeta".

Attilio ora può finalmente tornare al luogo che ama, ossia Roma, per riabbracciare le figlie e soprattutto vedersela con una causa da affrontare con il suo avvocato. Ma ciò a cui pensa di più è la salute di Vittoria che gli aveva detto di sposarlo solo se avesse visto una tigre passare in una strada innevata. Sembra impossibile che l'evento si realizzi, ma proprio il giorno in cui Attilio torna in Italia alcuni animali fuggono dallo zoo di Roma e occupano una strada; la "neve" che a primavera cade dai pioppi completa la scena, dando l'impressione che stia nevicando davvero.

Tornato dalle figlie viene informato che la madre delle stesse (che si scopre essere Vittoria, in precedenza sposata con Attilio), gravemente ferita in Iraq era stata strappata alla morte da un eroico medico italiano rimasto anonimo. Alla fine un particolare rivela a Vittoria che questa persona, grazie alle cui amorevoli cure si era salvata da morte certa, era lo stesso Attilio. Commossa, guarda l'uomo mentre lascia la casa.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Dopo Pinocchio, Benigni torna sullo stile de La vita è bella, che gli valse tre premi Oscar, con un film sullo sfondo della guerra in Iraq. Il film è stato girato in Tunisia. All'inseguimento di un sogno a doppio volto (e con finale a sorpresa), nel vano (e concitato) tentativo di catturare l'attimo che fugge, Benigni ripercorre nella sequenza iniziale le orme dello stralunato ma innovativo professor Keating del carpe diem oraziano in un inno all'amore. Nelle scene del sogno appaiono, grazie alla computer grafica, i poeti Eugenio Montale, Jorge Luis Borges, Marguerite Yourcenar e Giuseppe Ungaretti.

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Con un costo stimato di circa 35 milioni di dollari, al dicembre 2006 ha globalmente incassato circa 24 milioni di dollari, di cui 14.848.281 in Italia (febbraio 2006).[1]

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Uscito nelle sale USA, la maggior parte dei critici americani ha stroncato senza mezzi termini il film di Benigni. Dal San Francisco Chronicle che lo definisce “uno dei peggiori film del 2006“[2], al Daily News che sottolinea come “Benigni chiaramente vuole proporci un’appassionata descrizione della futilità della guerra, della potenza dell’amore e della durevole forza dell’ottimismo. Tuttavia, l’innocenza della sua persona, che una volta era attraente, con il tempo si è inacidita“[3].

Ancora più pesanti il New York Times e il Los Angeles Time: il primo etichetta il film come “un affronto bruciante all’intelligenza degli italiani, degli iracheni e del pubblico cinematografico ovunque“[4] mentre il secondo se la prende con Benigni che trova “indulgente con se stesso e insopportabile” liquidando la pellicola come “una sciocchezza vergognosa, del tutto prevedibile, cupa e poco divertente“[5].

Citazioni di altre opere[modifica | modifica sorgente]

Mentre Attilio beve il caffè con Vittoria cita i versi della celebre canzone di Paolo Conte Via con me, mentre in tv viene trasmesso il western di Sergio Leone Il buono, il brutto, il cattivo. Poco dopo, dopo aver inseguito il tram su cui Vittoria sta scappando, Attilio cita i versi della poesia di D'Annunzio La pioggia nel pineto. E la copertina del libro di Attilio "La tigre e la neve" è il dipinto "Vecchia tigre nella neve" di Katsushika Hokusai.

Colonna Sonora[modifica | modifica sorgente]

Data di uscita: 28/10/2005

Autore: Nicola Piovani

Numero tracce: 21[6].

Titoli Tracce:

  • 1. Tom Waits - You can never hold back spring
  • 2. La Tigre e La Neve
  • 3. Promenade del cammello
  • 4. You can never hold back spring
  • 5. Notte fonda
  • 6. Bazar
  • 7. Lampi traccianti
  • 8. Lampi del tram
  • 9. Attilio e Vittoria
  • 10. Minaretti
  • 11. Sogni di Vittoria
  • 12. Tom Waits - You can never hold back spring (sarongi + vox)
  • 13. Fuad il poeta
  • 14. Le scarpe nuove
  • 15. La Banda amorosa
  • 16. Marcetta per Banda
  • 17. Valzer per Banda
  • 18. La catenina rubata
  • 19. Notte fonda
  • 20. Attilio e l’asinello
  • 21. Tom Waits - You can never hold back spring (piano + vox)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La tigre e la neve - incassi, Imdb. URL consultato il 23/11/09.
  2. ^ In Iraq, life is not so beautiful, San Francisco Chronicle. URL consultato il 18/02/11.
  3. ^ The tiger and the snow, metacritic. URL consultato il 18/02/11.
  4. ^ Dude, Where’s My Girlfriend? Poet Pines in War-Torn Iraq, The New York Times. URL consultato il 18/02/11.
  5. ^ 'The Tiger and the Snow', Los Angeles Times. URL consultato il 18/02/11.
  6. ^ 'La Tigre e la Neve colonna sonora', Cinema Italiano. URL consultato il 26/12/11.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema