Berlinguer ti voglio bene

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Berlinguer ti voglio bene
Berlinguer ti voglio bene.jpg
Titolo originale Berlinguer ti voglio bene
Paese Italia
Anno 1977
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere comico, politico
Regia Giuseppe Bertolucci
Soggetto Roberto Benigni, Giuseppe Bertolucci
Sceneggiatura Roberto Benigni, Giuseppe Bertolucci
Produttore Gianni Minervini e Antonio Avati
Fotografia Renato Tafuri
Montaggio Gabriella Cristiani
Musiche Pier Luigi Farri, Franco Coletta
Interpreti e personaggi

Berlinguer ti voglio bene è un film del 1977 diretto da Giuseppe Bertolucci, e interpretato da Roberto Benigni.

Il film fu girato in soli 28 giorni nel maggio-giugno 1977 a Prato, nelle frazioni di Vergaio (paese d'infanzia di Benigni), Galciana, Mezzana, Iolo e alcune scene nella provincia di Firenze, come quelle del circolo di San Piero a Ponti. Sul set lo stesso Benigni scrisse la canzone L'inno del corpo sciolto ma alla fine decise di non inserirla nel film e il brano fu inciso nel 1979.

Il film uscì nelle sale il 6 ottobre 1977, ma fu un clamoroso insuccesso, soprattutto perché la censura impedì la diffusione del film in molte sale, essendo vietato ai minori di 18 anni.

Nel 2004 negli USA è uscito il DVD in inglese con sottotitoli in italiano, e con il bollino NR (non classificato). Nel 2006 è uscita in Italia l'edizione integrale in DVD a due dischi, con un making of di 50 minuti nel secondo disco.

Indice

[modifica] Trama

« Noi semo quella razza che non sta troppo bene che di giorno salta i fossi e la sera le cene, lo posso grida' forte, fino a diventa' fioco, noi semo quella razza che tromba tanto poco, noi semo quella razza che al cinema si intasa pe' vede' donne gnude, e farsi segà casa, eppure la natura ci insegna sia sui monti sia a valle, che si po' nasce bruchi pe' diventà farfalle, ecco noi semo quella razza che l'è fra le più strane, che bruchi semo nati e bruchi si rimane, quella razza semo noi è inutile fa' finta, c'ha trombato la miseria e semo rimasti incinta »
(Bozzone)

Mario Cioni è un giovanotto del sottoproletariato che passa sempre il tempo con gli amici, o al cinema a vedere film pornografici o per la campagna a parlare a vuoto; scurrile e sessualmente bloccato, cerca sempre di abbordare una ragazza al liscio. Proprio nel giorno in cui riesce in questa "impresa", alcuni gli annunciano la morte della madre; vaga, allora, solo per la campagna dicendo scurrilità, passa la notte sotto un ponte e si immerge nei suoi soliti e assurdi ragionamenti su Dio, sulla morale e sul sesso. Tornato a casa la mattina dopo scopre che la mamma è viva: è stato vittima di uno scherzo degli amici. Tra gli amici di Mario c'è Bozzone; il primo, battuto a carte, non sa come pagare il secondo il quale chiede di fare l'amore con la madre dell'altro...

[modifica] Location

Le scene del film sono tutte nella zona rurale vicino a Prato, in Toscana, oggi trasformata dall'espansione edilizia. In particolare:

  • Le case del popolo del film sono quelle di Vergaio, Galciana, Quarrata e San Piero a Ponti. Nel gennaio 2007, il Corriere della Sera ha pubblicato un reportage che attesta che solo quella di Galciana mantiene le stesse attività del 1977[1]
  • Il cantiere dove lavorano Benigni e Monni come muratori è quello in cui si stava costruendo il centro commerciale "Pratilia" (inaugurato poco dopo, ebbe una vita effimera); si vede ancora la declassata a due corsie ed un passante pedonale demolito da molti anni.
  • Il casolare dove vivono Benigni e Alida Valli esiste ancora e si trova in località Casale, vicino al casello di Prato ovest dell'A11, in direzione Viareggio, circondato dagli svincoli.
  • Il sottopasso dove Benigni si addormenta dopo la falsa notizia della morte della mamma è poco dopo il casello di Prato est, in località Mezzana.
  • La chiesa dove Alida Valli porta il figlio per farlo rimproverare dal parroco è la chiesa di San Silvestro a Tobbiana
  • La zona di Prato dove Carlo Monni recita la poesia mentre è in bicicletta con Benigni è Baciacavallo (si vede in lontananza l'inceneritore), allora zona campestre.
  • La carrellata con lo sproloquio di Mario Cioni è stata girata a Prato sul viale Nam Dinh ancora in fase di realizzazione, tra via dell'Alberaccio e via Galcianese con la cinepresa rivolta verso Galciana.
  • Il cinema di inizio film, ormai chiuso da molti anni, si chiamava "Mocambo" e si trovava a Grignano di Prato in via Arcivescovo Limberti.
  • Le riprese nelle quali Roberto Benigni viene fatto salire sulla macchina delle due ragazze avviene nei pressi della frazione di Santa Lucia, all'incrocio tra via di Canneto e via di Carteano, strade tutt'oggi esistenti con le stesse caratteristiche.
  • Una scena è stata anche girata alla piscina comunale di Iolo, che al quel tempo era di recentissima costruzione.
  • Il quadro vinto alla Tombola è un'opera ceduta per il film di Roberto Sguanci http://www.angel777.com/arte3/

[modifica] Note

  1. ^ corriere.it: Dal comunismo allo strip tease. Così scompaiono le Case del popolo, 4 gennaio 2007

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti