Cristina di Bolsena

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Santa Cristina di Bolsena
Statua di Santa Cristina (intorno al 1889), di Moriz Schlachter, chiesa parrocchiale di Santa Cristina, Ravensburg
Statua di Santa Cristina (intorno al 1889), di Moriz Schlachter, chiesa parrocchiale di Santa Cristina, Ravensburg

Vergine e Martire

Morte 304 circa
Venerata da Chiesa cattolica, Chiesa ortodossa
Ricorrenza 24 luglio
Attributi Mola, serpenti e frecce

Santa Cristina di Bolsena, nota anche come Santa Cristina di Tiro (... – 304 circa), secondo la tradizione fu martirizzata sotto l'imperatore Diocleziano, intorno all'anno 304. Le scoperte archeologiche indicano che a Bolsena la venerazione di santa Cristina, vergine e martire, risale almeno al IV secolo: presso il sepolcro della santa, infatti, era sorto un cimitero sotterraneo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La Passione di Santa Cristina è uno scritto che risale almeno al IX secolo, quindi molto più tardo rispetto agli avvenimenti ed eccessivamente agiografico. Ciononostante, la venerazione popolare per la santa preadolescente è sempre stata molto grande in tutta la zona.

Il racconto narra di una giovane undicenne di nome Cristina, che per la straordinaria bellezza venne segregata in una torre dal padre Urbano, ufficiale dell'imperatore, in compagnia di dodici ancelle. A nulla valsero i tentativi del padre di costringere la figlia, divenuta cristiana, a rinunciare alla sua fede; il padre passò allora dalle blandizie alle percosse: la fece flagellare e rinchiudere in carcere e in seguito la consegnò ai giudici che le inflissero vari e terribili supplizi. Nel carcere dove fu gettata a languire venne consolata e guarita da tre angeli. Venne poi condotta al supplizio finale: legatale una pesante pietra al collo, la gettarono nelle acque del lago; la pietra però, sorretta dagli angeli, galleggiò e riportò a riva la fanciulla.

A quella vista Urbano non resse a tanto dolore e morì. Cristina fu ricondotta in prigione e a Urbano successe un altro persecutore di nome Dione. I giudici tornarono a infierire su di lei condannandola a terrificanti quanto inefficaci torture fino a quando non la uccisero con due colpi di lancia.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa cattolica la ricorda il 24 luglio: Dal Martirologio Romano: "A Bolsena nel Lazio, santa Cristina, vergine e martire".

Patronati[modifica | modifica wikitesto]

È patrona dei comuni di:

È anche la patrona del lago di Bolsena e di Cirimido (CO), dove nella Chiesa parrocchiale si trova l'urna con le reliquie della santa Cristina, una santa omonima di Roma. La santa è copatrona della città di Gallipoli.

Autenticità delle reliquie[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo della santa riposa - secondo la tradizione - nella cattedrale di Palermo, città di cui è compatrona, presso la Cappella delle reliquie in un ricco fercolo argenteo. Una reliquia della santa è stata donata dalla diocesi di Palermo alla chiesa madre del comune di Santa Cristina Gela nel 1991.

Un'altra tradizione, invece, vuole che il corpo della Santa riposi a Toffia in Sabina (RI) in un'urna trasparente.

L'unica reliquia autentica riguardante lo scheletro di santa Cristina di Bolsena è l'osso del suo avambraccio conservato a Sepino, in provincia di Campobasso. Le ossa che si trovano oggi a Palermo e a Toffia non sono le sue.[senza fonte] Nel 1099, al tempo delle crociate, alcuni pellegrini francesi in viaggio verso la Terra santa, sostarono a Bolsena e rubarono lo scheletro della santa per portarlo con loro in Palestina; durante il viaggio si fermarono a pernottare in un paesino del Molise, Sepino, ma durante la notte furono scoperti dalla gente del posto, cosicché lo scheletro della santa rimase in questo piccolo paese. Alcune delle ossa della santa furono donati a privati mentre, alcuni decenni dopo, gran parte dello scheletro fu portato nella cattedrale di Palermo: a Sepino, però, rimase l'osso del suo avambraccio. Delle antiche reliquie portate a Palermo non si ha più traccia: forse sono state nuovamente trafugate.

Ogni anno a Sepino si festeggia, tra il 9 e il 10 gennaio, la festa che commemora l'arrivo della santa in quel lontano 1099.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Santa Cristina di Bolsena in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.