Charles Cornwallis, I marchese Cornwallis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Charles Cornwallis, I marchese Cornwallis
Cornwallis2.jpg
Charles Cornwallis in un ritratto di Daniel Gardner, 1780 ca.
31 dicembre 1738 - 5 ottobre 1805
Nato a Londra
Morto a Ghazipur
Dati militari
Paese servito Union flag 1606 (Kings Colors).svg Regno di Gran Bretagna (1757-1801)
Regno Unito Regno Unito (1801-1805)
Forza armata British Army
Anni di servizio 1757 - 1805
Grado Generale
Guerre Guerra dei sette anni
Guerra di indipendenza americana
Terza guerra anglo-mysore
Rivolta irlandese del 1798
Battaglie Battaglia di Minden
Battaglia di Long Island
Battaglia di White Plains
Battaglia di Princeton
Battaglia di Brandywine
Battaglia di Germantown
Battaglia di Monmouth
Battaglia di Camden
Battaglia di Guilford Court House
Battaglia di Yorktown
Firma Cornwallis Signature.svg

[senza fonte]

voci di militari presenti su Wikipedia

Charles Cornwallis, I marchese Cornwallis (Londra, 31 dicembre 1738Ghazipur, 5 ottobre 1805) è stato un generale britannico e governatore coloniale.

Charles Cornwallis
Charles Cornwallis, I marchese Cornwallis in un ritratto di John Singleton Copley, 1795

Charles Cornwallis, I marchese Cornwallis in un ritratto di John Singleton Copley, 1795


Lord luogotenente d'Irlanda
Durata mandato 1798 –
1801
Monarca Giorgio III
Predecessore John Pratt, I marchese Camden
Successore Philip Yorke, III conte di Hardwicke

Ambasciatore inglese in Francia
Durata mandato 1801 –
1802
Monarca Giorgio III
Predecessore George Leveson-Gower, I duca di Sutherland
Successore Charles Whitworth, I conte Whitworth

Dati generali
Suffisso onorifico Conte Cornwallis
Partito politico Whig
Alma mater Eton College
Clare College
Accademia Reale di Torino

Ufficiale del British Army preparato e capace, dimostrò buone qualità di comando durante la Guerra d'indipendenza americana dove peraltro, dopo una serie di brillanti vittorie soprattutto negli stati meridionali degli Stati Uniti, finì per essere accerchiato e costretto alla resa a Yorktown il 19 ottobre 1781.

Ritornato in patria, mantenne la considerazione del governo e venne inviato in India dove mostrò notevoli doti di organizzatore e confermò le sue capacità militari guidando con successo nel 1792 la terza guerra del Mysore; trasferito in Irlanda, soffocò la ribellione indipendentista e respinse un tentativo di invasione francese nel 1798 durante la guerra della seconda coalizione.

Cornwallis terminò la sua lunga carriera di amministratore e condottiero militare negoziando nel 1802 la pace di Amiens con il primo console Bonaparte e infine ritornando al governo dell'India dove morì nel 1805.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cornwallis era il figlio maggiore di Charles Cornwallis, I conte Cornwallis, e di sua moglie, Elizabeth Townshend, figlia del Charles Townshend, II visconte Townshend e nipote di Sir Robert Walpole. Il suo fratello minore, William Cornwallis, divenne ammiraglio della Royal Navy e guidò con distinzione squadre navali britanniche durante le guerre rivoluzionarie francesi.

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver studiato ad Eton e al Clare College, ottenne il suo primo incarico come sottotenente del Grenadier Guards[1]. In seguito chiese e ottenne il permesso di compiere degli studi militari all'estero, frequentando l'Accademia Reale di Torino[2]. Al termine dei suoi studi a Torino, nel 1758 si recò a Ginevra, dove apprese che le truppe britanniche avrebbero partecipato alla Guerra dei sette anni.

Un anno dopo, partecipò alla battaglia di Minden, dove impedì una invasione francese in Hannover. Dopo la battaglia, divenne capitano dell'85º reggimento di fanteria. Nel 1761, servì nel 12º reggimento di fanteria e venne promosso al a tenente colonnello
. Condusse il suo reggimento nella battaglia di Villinghausen (15-16 luglio 1761). Poche settimane più tardi sconfisse le truppe sassoni nella battaglia di Lutterberg e all'Assedio di Kassel.

La Guerra di indipendenza americana[modifica | modifica wikitesto]

Aveva simpatia verso le rimostranze dei colonizzatori americani e votò contro la Declaratory Act del 1766. Pur opponendosi alle misure che provocarono lo scoppio della guerra di indipendenza americana, accettò con senso del dovere un comando militare in America del Nord con il grado di maggior generale, servendo con distinzione.

Contribuì alla vittoria britannica nella battaglia di Long Island del 27-28 agosto 1776. Quello stesso anno inseguì l'esercito di Washington attraverso il New Jersey, fermandosi nel Nuovo Brunswick agli ordini del generale William Howe.

Dopo l'inattesa vittoria di Washington nella battaglia di Trenton il 26 dicembre 1776 contro i mercenari assiani del colonnello Johann Rall, Cornwallis cercò di intercettare le truppe americane ma non riuscì ad intrappolare i patrioti prima del periodo invernale. Nella successiva campagna estiva suo fu in gran parte il merito della vittoria britannica di Brandywine, l'11 settembre 1777, da dove poi condusse le forze britanniche a Filadelfia il 28 settembre. Dopo una breve visita in Inghilterra tornò come tenente generale e come secondo in comando del generale Henry Clinton. Dopo essersi opposto all'evacuazione di Filadelfia decisa da Clinton, guidò la retroguardia britannica durante la ritirata in direzione di New York e riuscì a respingere gli attacchi delle truppe americane di Washington e del generale Charles Lee nella battaglia di Monmouth il 28 giugno 1778.

Dopo essere tornato in Inghilterra per assistere la moglie malata, che morì nel 1779, rientrò in America nel mese di agosto del 1779 e partecipò alla spedizione organizzata e diretta dal generale Clinton negli stati meridionali delle colonie ribelli; partecipò quindi al vittorioso assedio di Charleston (1º aprile–12 maggio 1780). Quando la città capitolò e Clinton tornò a New York, Cornwallis prese il comando delle forze britanniche nel sud e inizialmente si impegnò soprattutto a rafforzare il controllo sulle colonie meridionali e combattere la guerriglia dei ribelli cercando di potenziare i reparti lealisti arruolati sul posto[3].

Nonostante gli apparenti successi la situazione delle forze britanniche rimaneva precaria: mentre il capo guerrigliero Thomas Sumter estendeva le sue azioni di disturbo, il Congresso continentale inviò in Carolina del Sud un nuovo esercito regolare al comando dell'esperto generale Horatio Gates che, rinforzato con le milizie della Virginia e della Carolina del Nord, passò all'attacco[4]. Cornwallis accorse subito con le sue truppe da Charleston e il 16 agosto 1780 diede battaglia all'armata americana del generale Gates. La battaglia di Camden si concluse con la schiacciante vittoria delle truppe britanniche di Cornwallis: i reparti americani in gran parte si disgregarono e il generale Gates ripiegò per oltre 200 chilometri con i superstiti prima di essere destituito[4]; Camden fu la più grande vittoria di Cornwallis e una delle più pesanti sconfitte subite dagli americani durante la guerra d'indipendenza.

Nei mesi seguenti Cornwallis continuò ancora ad avanzare aggressivamente in Carolina del Nord contro gli americani passati al comando del generale Nathanael Greene e ottenne una costosa vittoria a Guilford Court House, ma le vittorie dei miliziani a King's Mountain il 7 ottobre 1780 contro il generale Patrick Ferguson, e a Cowpens il 17 gennaio 1781 contro il colonnello Banestre Tarleton, indebolirono le sue forze e disgregarono le forze lealiste su cui egli faceva assegnamento per consolidare l'occupazione degli stati del Sud.

Da quel momento Cornwallis entrò sempre più in contrasto con il comandante in capo generale Clinton che rifiutò ripetutamente di inviargli i rinforzi necessari per riprendere l'avanzata nelle colonie meridionali; Clinton alla fine inviò nel marzo 1781 due piccoli reparti al comando dei generali Phillips e Benedict Arnold che sbarcarono nel nord della Virginia e si ricongiunsero con il grosso di Cornwallis in marcia verso Richmond[5]. Il generale riuscì quindi a battere per due volte le forze americane di Lafayette e occupò Richmond, ma la sua situazione rimase precaria soprattutto dopo che l'11 giugno 1781 il generale Clinton inviò un nuovo messaggio in cui non solo rifiutava i rinforzi ma richiedeva a Cornwallis di distaccare 3.000 soldati e trasferirli al più presto a New York[6].

Cornwallis, marciando verso il litorale, dovette trincerarsi a Yorktown, in Virginia. Qui, circondato da una forza superiore di truppe americane e francesi, si arrese il 19 ottobre 1781, concludendo di fatto la guerra.

Governatore Generale dell'India[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il ritorno in patria nel 1782, Cornwallis nel 1785 divenne ambasciatore alla corte di Federico II di Prussia.

Dal 1786 al 1793 fu Governatore-Generale dell'India, dove varò delle riforme nell'ordinamento militare e personalmente condusse le campagne che portarono alla vittoria britannica nella terza guerra del Mysore.

Lord Luogotenente d'Irlanda[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 1798 fu nominato Lord luogotenente d'Irlanda e di Comandante in Capo d'Irlanda. La sua nomina è stata accolta sfavorevolmente dall'élite irlandese, che lo preferì al suo predecessore Lord Camden.

Cornwallis era anche uno strumento per garantire il passaggio nel 1800 dell'Act of Union del Parlamento d'Irlanda, un passo necessario per la creazione del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Nel maggio 1801 ritornò a Londra.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 1760 fu deputato per il villaggio di Eye, nel Suffolk. Alla morte del padre avvenuta nel 1762, entrò in politica con i Whig nella Camera dei lord, dove le sue abilità e le sue amicizie lo condussero alla carica di aiutante di campo del re.

Nel 1792 venne nominato marchese e fu promosso a generale nel 1793.

Nel 1795 entrò nel governo come unico responsabile alla difesa. Come Viceré d'Irlanda nel 1798 sedò una ribellione incoraggiata dalle truppe francesi.
Come plenipotenziario britannico, con Giuseppe Bonaparte elaborò il trattato di pace di Amiens.

Conclusione[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la sconfitta finale di Yorktown, Cornwallis è stato considerato in termini positivi dagli storici dal punto di vista delle sue qualità militari; in particolare Piers Macksey né traccia un ritratto favorevole, elogiandone il rigore morale, il coraggio, l'abilità tattica e la capacità di accattivarsi la simpatia dei suoi soldati con il suo comportamento cameratesco; in particolare lo storico lo ritiene il solo generale britannico che abbia dato prova durante la guerra d'America di effettive doti di comando e di capacità di agire con audacia ed energia[7].

Anche lo storico francese Georges Lefebvre giudica nel complesso positivamente Cornwallis che definisce "uomo onesto" e "buon soldato", anche se né critica l'attività durante le trattative per la pace di Amiens durante le quali si sarebbe dimostrato troppo arrendevole alle richieste francesi[8].

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Sposò, il 14 luglio 1768, Jemima Tullekin Jones (1747-13 febbraio 1779), figlia del capitano James Jones. Ebbero due figli:

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Tornò in India come Governatore-Generale dove morì a Ghazipur il 5 ottobre 1805.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ross, p. 3
  2. ^ Ross, p. 4
  3. ^ P. Macksey, The war for America, pp. 342-343.
  4. ^ a b P. Macksey, The war for America, p. 343.
  5. ^ I. Montanelli-M. Cervi, Due secoli di guerre, vol. I, pp. 122-123.
  6. ^ I. Montanelli-M. Cervi, Due secoli di guerre, vol. I, p. 125.
  7. ^ P. Macksey, The war for America. 1775-1783, pp. 404 e 514-515.
  8. ^ G. Lefebvre, Napoleone, pp. 119-120.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Public Record Office, United Kingdom: Cornwallis Papers, Ref: 30/11/1-66
  • The Correspondence of Charles, First Marquis Cornwallis, Vol. 1, 1859, ed. Ross.
  • Adams, R: "A View of Cornwallis's Surrender at Yorktown", American Historical Review, Vol. 37, No. 1 (October, 1931), pp. 25–49
  • Bicheno, H: Rebels and Redcoats: The American Revolutionary War, London, 2003
  • Buchanan, J: The Road to Guilford Courthouse: The American Revolution and the Carolinas, New York, 1997
  • Clement, R: "The World Turned Upside down At the Surrender of Yorktown", Journal of American Folklore, Vol. 92, No. 363 (January - March, 1979), pp. 66–67
  • Duffy, Christopher. Frederick the Great: A Military Life. London, 1985.
  • Ferling, J: The World Turned Upside Down: The American Victory in the War of Independence, London, 1988
  • Harvey, R: A Few Bloody Noses: The American War of Independence, London, 2001
  • Harvey, R: War of Wars: The Epic Struggle Between Britain and France 1789-1815, London, 2007
  • Hibbert, C: Rebels and Redcoats: The American Revolution Through British Eyes, London, 2001
  • Hibbert, C: King George III: A Personal History
  • Mackesy, P: The War for America, London, 1964
  • Pakenham, H: The Year of Liberty: The Great Irish Rebellion of 1798, London 1969
  • Peckham, H:The War for Independence, A Military History, Chicago, 1967
  • Unger, H.G:Lafayette, New York, 2002
  • Weintraub, S: Iron Tears, Rebellion in America 1775-1783, London, 2005
  • Wickwire, F: Cornwallis, The American Adventure, Boston, 1970

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Lord of the Bedchamber Successore Flag of the United Kingdom.svg
Frederick St John, II visconte Bolingbroke 1765 nessun successore
Predecessore Governatore generale dell'India Successore Flag of the Governor-General of India (1885–1947).svg
John Macpherson, I baronetto 1786-1793 John Shore, I barone Teignmouth I
Richard Wellesley, I marchese Wellesley 1805 George Barlow, I baronetto II
Predecessore Master-General of the Ordnance Successore Flag of the United Kingdom.svg
Charles Lennox, III duca di Richmond 1795-1801 John Pitt, II conte di Chatham
Predecessore Giudice di Eyre Successore Flag of the United Kingdom.svg
John Monson, II barone Monson 1767-1769 Fletcher Norton, I barone Grantley
Predecessore Comandante in Capo dell'India Successore BritishArmyFlag2.svg
Robert Sloper 1786-1793 Robert Abercromby di Airthrey I
Gerard Lake, I visconte Lake 1805 Gerard Lake, I visconte Lake II
Predecessore Comandante in capo dell'Irlanda Successore BritishArmyFlag2.svg
Gerard Lake, I visconte Lake 1798-1801 William Medows
Predecessore Conestabile della Torre di Londra
e Lord Luogotenente di Tower Hamlets
Successore Tower of London White Tower.jpg
John Berkeley, V barone Berkeley di Stratton 1771-1784 George Lennox I
George Lennox 1784-1805 Francis Rawdon-Hastings, I marchese di Hastings II
Controllo di autorità VIAF: (EN20760091 · LCCN: (ENn88148317 · ISNI: (EN0000 0000 7373 0910 · GND: (DE129360236 · BNF: (FRcb14967010h (data) · NLA: (EN35603309