Battaglia di Long Island

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Battaglia di Long Island
Mappa della battaglia
Mappa della battaglia
Data 22 - 28 agosto 1776
Luogo Long Island, New York
Esito Vittoria anglo-tedesca
Occupazione di Long Island
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
8.000 uomini[1] 15.000 uomini
500 cannoni navali[2]
Perdite
553 morti
822 feriti
621 prigionieri
Totale: 1.996 uomini[3]
214 morti
416 feriti

Totale: 630 uomini[4]
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La battaglia di Long Island, conosciuta anche come battaglia di Brooklyn, combattuta tra il 22 e il 28 agosto del 1776, fu la più grande battaglia della guerra d'indipendenza americana, nonché la prima combattuta dall'Esercito Continentale dopo la firma della Dichiarazione d'indipendenza.

La battaglia si concluse con la netta vittoria delle truppe britanniche, rinforzate dai mercenari assiani, e con l'occupazione della città di New York; altri episodi della campagna furono l'esecuzione dello statunitense Nathan Hale (entrato nell'immagine popolare come prima spia) e la distruzione di un quarto degli edifici cittadini nel grande incendio del 1776. Nelle settimane successive i britannici ottennero altre vittorie e occuparono interamente Long Island anche se le forze dei generali Washington e Putnam riuscirono a ripiegare evitando la distruzione delle loro forze.

Gli eventi precedenti alla battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 luglio del 1776 fu firmata la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America anche se le consultazioni erano già cominciate il 7 giugno; gli inglesi, decisi ad evitare la firma della dichiarazione, scelsero di colpire la città più importante delle Tredici colonie: New York. Fu così che il 30 giugno l'ammiraglio Richard Howe e suo fratello, il generale William Howe, giunsero con la loro flotta, forte di 22.000 uomini, a Staten Island, dove stabilirono la base delle operazioni.[5]

Washington, che aveva intuito i piani inglesi, stabilì due linee difensive: la prima era schierata a Long Island e sulle alture di Brooklyn e contava soli 8.000 uomini, mentre la seconda puntava su Fort Lee e Fort Washington. Il comando della prima linea venne affidato al generale Israel Putnam.[5]

Il sistema a due linee si rivelò però un errore in quanto quella a ridosso della riva si trovò a corto di uomini e dovette alla fine cedere senza poter opporre adeguata resistenza.[5]

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Howe non si accorse che le linee statunitensi potevano essere circondate tenendo occupati gli uomini di Putnam a Long Island e aggirandole attraverso l'East River.[6]

Il generale William Howe.

Il 22 agosto il colonnello Edward Hand informò Washington che i britannici si stavano preparando a sbarcare nello stretto di The Narrows, che separa Staten Island da Brooklyn. Sotto il comando di William Howe e dei suoi luogotenenti Charles Cornwallis e Henry Clinton le truppe anglo-tedesche cominciarono lo sbarco a Gravesend Bay, supportati da 88 fregate della flotta dell'ammiraglio Richard Howe, il fratello del generale. Alla fine delle operazioni erano sbarcati 34.000 britannici e mercenari tedeschi, i cosiddetti "assiani".

Gli 8.000 uomini di Putnam si trovavano a presidiare il villaggio di Flatbush mentre i restanti erano dislocati nei forti a Manhattan. Durante la notte, alcuni soldati inglesi comandati da Clinton aggirarono il fianco sinistro del generale statunitense e, la mattina del 27, lo attaccarono costringendolo ad indietreggiare. 400 uomini al comando del generale Alexander tentarono una sortita contro una postazione inglese di artiglieria a Gowenus Creek ma, continuando gli attacchi ad oltranza, persero oltre la metà degli uomini. A causa degli esiti di questi attacchi Washington ordinò di ritirarsi a Brooklyn Heights.

I britannici preferirono interrompere temporaneamente gli attacchi, ricordando la costosa vittoria ottenuta a Bunker Hill e sperando in una resa degli americani. Tuttavia una violenta tempesta scoppiata il 28 agosto permise a Washington di organizzare al meglio la ritirata.

Le conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

L'11 settembre i britannici ricevettero una delegazione americana, composta da Benjamin Franklin, Edward Rutledge e John Adams nella residenza del lealista Cristopher Billop, nei pressi dell'odierna Tottenville. A causa delle richieste britanniche, che richiedevano il ritiro della dichiarazione d'indipendenza, le trattative furono un fallimento e la proposta fu formalmente rifiutata il 15 settembre.

Il generale George Washington.

Lo stesso giorno, dopo aver bombardato le truppe presenti sul posto, gli anglo-tedeschi sbarcarono a King's Bay, a Manhattan. Il giorno successivo fu combattuta la battaglia delle Harlem Heights, in cui gli statunitensi ottennero una vittoria tattica, pur dovendosi poi ritirare. Solo con la caduta di Fort Washington l'isola fu abbandonata e New York cadde in mano britannica, in cui rimase fino al 1783, quando, in ottemperanza al trattato di Parigi, venne riconsegnata.

Il 21 settembre scoppiò un incendio a Whitehall Street; le fiamme non furono domate e 450-500 edifici furono distrutti. Le forze d'occupazione accusarono i ribelli dell'accaduto e viceversa. Nello stesso periodo Nathan Hale, un capitano del Connecticut, approfittò dell'incendio per entrare a New York vestito da civile e compiere atti di intelligence. Egli venne tuttavia scoperto e quindi giustiziato.

Washington, per coprire la propria ritirata, lasciò a presidiare la parte orientale di Long Island Henry Brockholst Livingston con duecento uomini. A causa della scarsità di truppe dovette però ritirarsi prima della fine di settembre.

Gli ordini di battaglia[modifica | modifica wikitesto]

L'Esercito Continentale[modifica | modifica wikitesto]

Esercito Continentale
Comandante in capo
Gen. George Washington
Comandante dell'artiglieria Comandante dei presidi di Brooklyn
Col. Henry Knox Mag. Gen. Israel Putnam
Divisione di Putnam (Mag. Gen. Israel Putnam)
Prima ala Seconda ala Terza ala
Brig. Gen. James Clinton Brig. Gen. John Morin Scott Brig. Gen. John Fellows
3o Reggimento "Continentale" (Massachusetts) 1o Battaglione Indipendente New York Milizia della contea di Worcester
13o Reggimento "Continentale" (Massachusetts) 2o Battaglione contea di New York Milizia delle contee di Plymouth e Bristol
23o Reggimento "Continentale" (Massachusetts) Milizia di New York Milizia della contea di Berkshire
26o Reggimento "Continentale" (Massachusetts) Milizia di New York 14o Reggimento "Continentale" (Massachusetts)
Divisione di Heath (Mag. Gen. William Heath)
Prima ala Seconda ala -
Brig. Gen. Thomas Mifflin Brig. Gen. George Clinton -
3o Battaglione "Pennsylvania" Milizia di New York
5o Battaglione "Pennsylvania" Milizia di New York
16o Reggimento "Continentale" (Massachusetts) Milizia di New York
27o Reggimento "Continentale" (Massachusetts) Milizia di New York
Battaglione di Ward (Connecticut) Milizia di New York
Divisione di Spencer (Mag. Gen. Joseph Spencer)
Prima ala Seconda ala -
Brig. Gen. Samuel Holden Parsons Brig. Gen. James Wadsworth -
10o Reggimento "Continentale" (Connecticut) Coscritti del Connecticut
17o Reggimento "Continentale" (Connecticut) Coscritti del Connecticut
20o Reggimento "Continentale" (Connecticut) Coscritti del Connecticut
21o Reggimento "Continentale" (Massachusetts) Coscritti del Connecticut
22o Reggimento "Continentale" (Connecticut) Coscritti del Connecticut
- Coscritti del Connecticut
Coscritti del Connecticut
Divisione di Sullivan (Mag. Gen. John Sullivan)
Prima ala Seconda ala -
Brig. Gen. William Alexander Brig. Gen. Alexander McDougall -
5o Reggimento "Maryland" 1o Reggimento "New York"
1o Reggimento "Delaware" 3o Reggimento "New York"
Reggimento fucilieri "Pennsylvania" 19o Reggimento "Continentale" (Connecticut)
Moschettieri della Pennsylvania -
Milizia della Pennsylvania
Milizia della contea di Lancaster
Divisione di Greene (Mag. Gen. Nathanael Greene)
Prima ala Seconda ala -
Brig. Gen. John Nixon Brig. Gen. Nathaniel Heard -
1o Reggimento "Continentale" (Pennsylvania) Coscritti del New Jersey
9o Reggimento "Continentale" (Rhode Island) Coscritti del New Jersey
11o Reggimento "Continentale" (Rhode Island) Coscritti del New Jersey
4o Reggimento fanteria coloniale Coscritti del New Jersey
7o Reggimento fanteria coloniale Milizia del New Jersey
13o Reggimento "Continentale" (Massachusetts)
Milizia del Connecticut
12 Reggimenti della milizia
Milizia di Long Island (Brig. Gen. Nathaniel Woodhull)
Milizia della contea di Suffolk
Milizia delle contee di Queen's e King's


L'Esercito Britannico[modifica | modifica wikitesto]

Esercito Britannico
Comandante in capo
Sir William Howe
Divisione di Clinton Divisione di Cleveland -
Ten. Gen. Henry Clinton Brig. Gen. Samuel Cleveland -
3a Brigata fanteria leggera 1a Brigata artiglieria
1o Battaglione fanteria leggera 2a Brigata artiglieria
2o Battaglione fanteria leggera 3a Brigata artiglieria
Prima Linea
Prima brigata Seconda brigata Quinta brigata
Brig. Gen. James Robertson Mag. Gen. Robert Pigot Brig. Gen. Francis Smith
4o Reggimento fanteria di linea "The King's Own" 5o Reggimento fanteria di linea 22o Reggimento fanteria di linea
15o Reggimento fanteria di linea 28o Reggimento fanteria di linea 43o Reggimento fanteria di linea
27o Reggimento fanteria di linea 35o Reggimento fanteria di linea 54o Reggimento fanteria di linea
45o Reggimento fanteria di linea 49o Reggimento fanteria di linea 63o Reggimento fanteria di linea
Sesta brigata (prima ala) Sesta brigata (seconda ala) Cavalleria
Mag. Gen. James Agnew Mag. Gen. Edward Mathews Mag. Gen. George Preston
23o Reggimento fanteria di linea 1o Battaglione guardie 17o Reggimento dragoni leggeri
44o Reggimento fanteria di linea 2o Battaglione guardie -
57o Reggimento fanteria di linea -
64o Reggimento fanteria di linea
Seconda Linea (Ten. Gen. Hugh Percy)
Terza brigata Quarta brigata (prima ala) Quarta brigata (seconda ala)
Mag. Gen. Valentine Jones Mag. Gen. James Grant Brig. Gen. William Erskine
10o Reggimento fanteria di linea 17o Reggimento fanteria di linea 1o Battaglione del
71o Reggimento "Fraser Highlanders"
37o Reggimento fanteria di linea 40o Reggimento fanteria di linea 2o Battaglione del
71o Reggimento "Fraser Highlanders"
38o Reggimento fanteria di linea 46o Reggimento fanteria di linea 3o Battaglione del
71o Reggimento "Fraser Highlanders"
52o Reggimento fanteria di linea 5o Reggimento fanteria di linea -
Forze di riserva (Ten. Gen. Charles Cornwallis)
1o Battaglione granatieri
2o Battaglione granatieri
3o Battaglione granatieri
4o Battaglione granatieri
33o Reggimento fanteria di linea
44o Reggimento Royal Highland "The Black Watch"

Gli Assiani[modifica | modifica wikitesto]

Unità Comandante Note
Brigata Mirbach Major Generale Werner von Mirbach Questa brigata partecipò all'attacco frontale in coincidenza con la manovra aggirante britannica delle forze di Clinton e Howe.[7]
Knyphausen Regiment Colonnello von Borck
Rall Regiment Colonnello Johann Rall
Lossberg Regiment Colonello H. von Heringen
Brigata Stirn Maggior generale J. D. von Stirn Questa brigata partecipò all'attacco frontale con coincidenza con la manovra aggirante di Clinton e Howe.[7]
Donop Regiment Colonello D. E.von Gosen
Mirbach Regiment Colonello Johann von Loos
Erbprinz Regiment Colonello C. W. von Hachenberg
Brigata Donop Colonello Karl Emil von Donop Questa brigata partecipò all'attacco frontale in coincidenza con la manovra aggirante britannica.[7] Questi soldati, inclusi i cacciatori del Feldjäger Corps, erano all'avanguardia della colonna assiana. Molti soldati americani si arresero a queste unità tedesche.[8]
Bloch Grenadier Battalion Tenente colonnello Justus von Bloch
Minnigerode Grenadier Battalion Tenente colonnello Friedrich von Minnigerode
Linsing Grenadier Battalion Tenente colonnello Otto von Linsing
Feldjäger Corps Colonnello Karl Emil von Donop
Brigata Lossberg Colonnello A. H. von Lossberg Questa brigata rimase a Staten Island per difendere gli accampamenti britannici e tedeschi e non prese parte all'azione.[9]
Ditfurth Regiment Colonello Carl von Bose
Trumbach Regiment Colonnello C. E. von Bischauen

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Indro Montanelli, Mario Cervi, Due secoli di guerre, il risveglio dell'America, vol. 3, Milano, Editoriale nuova, 1980, pp. 44-49).
    Altre fonti parlano invece di 10.000 uomini.
  2. ^ Indro Montanelli, Mario Cervi, Due secoli di guerre, il risveglio dell'America, vol. 3, Milano, Editoriale nuova, 1980, pp. 44-49).
    Altre fonti parlano invece di 20.000 uomini (11.000 inglesi e 9.000 assiani).
  3. ^ Indro Montanelli, Mario Cervi, Due secoli di guerre, il risveglio dell'America, vol. 3, Milano, Editoriale nuova, 1980, pp. 44-49).
    Altre fonti parlano invece di 2.905 perdite (312 morti, 1.407 tra feriti e dispersi, 1.186 prigionieri).
  4. ^ Indro Montanelli, Mario Cervi, Due secoli di guerre, il risveglio dell'America, vol. 3, Milano, Editoriale nuova, 1980, pp. 44-49).
    Frank E. Grizzard e Frank E. Grizzard Jr. parlano invece di 367 perdite (63 morti, 283 feriti e 21 prigionieri).
  5. ^ a b c Indro Montanelli, Mario Cervi, Due secoli di guerre, il risveglio dell'America, vol. 2, Milano, Editoriale nuova, 1980, pp. 36-40.
  6. ^ Indro Montanelli, Mario Cervi, Due secoli di guerre, il risveglio dell'America, vol. 3, Milano, Editoriale nuova, 1980, pp. 44-49.
  7. ^ a b c Johnston, p. 182
  8. ^ Johnston, p. 185
  9. ^ Johnston, p. 160

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]